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Berchidda (OT), Italia

Il Parco urbano della musica

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L’ambito di intervento del progetto per la realizzazione del “Parco urbano della musica” è la conca degli “orti storici”: uno spazio di grande bellezza e interesse ambientale e paesaggistico, che costituisce per Berchidda una straordinaria opportunità di crescita della qualità urbana. Si trova infatti nel cuore dell’abitato, ed è dunque un sito strategico, sia perché a diretto contatto con il centro storico e con la piazza; e sia perché baricentrico tra la parte est e quella ovest del paese. Ma, contemporaneamente, anche in rapporto immediato con il sistema degli accessi dalla valle e dalle infrastrutturazioni di comunicazione a scala territoriale.

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Opportunità ancora più preziosa perché Berchidda ha assunto negli ultimi anni – e continua progressivamente ad assumere – un ruolo di catalizzatore di interessi culturali e turistici, che mettono articolatamente insieme contemporaneità e consapevolezza storica. Come nell’ormai celeberrimo festival internazionale di musica Time in Jazz, diretto da Paolo Fresu, sempre più legato a diverse forme di arte contemporanea. I circa 5.000 mq di teatro naturale che l’orografia del luogo e le stratificazioni storiche ci offrono costituiscono una preziosa occasione anche per una operazione di riconnessione alla scala urbana complessiva. Erano, appunto, gli “orti storici”, una successione di terrazzamenti all’interno del paese con piccoli frutteti e coltivazioni pregiate, che sono stati utiizzati sino agli anni ’60 e poi progressivamente dismessi e abbandonati, dando luogo, oggi, a questo straordinario “vuoto urbano”.

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L’ipotesi progettuale, necessariamente complessa e articolata per parti, se per un verso prende le mosse dal recupero di questa area, per un altro ritrova dunque il suo senso nell’integrazione con altri interventi che riguardano i suoi margini e le sue connessioni con l’urbano, arrivando a rendere finalmente possibili diverse nuove opportunità di percorsi tra parti dell’abitato attualmente non direttamente interconnesse.

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La nuova conformazione / strutturazione dell’area ha l’obiettivo di ottenere uno spazio che sia in grado di essere fruito come parco, spazio pubblico di qualità, durante tutto l’anno, nella quotidianità della vita del paese; ma che possa anche facilmente divenire, in quanto pseudo-teatro, spazio privilegiato per lo spettacolo (sino a un massimo di 2.000¸ 2.500 posti a sedere). Il progetto prevede di mantenere, non solo come memoria, ma come elementi che strutturano lo spazio, alcuni terrazzamenti degli antichi orti, con le possenti murature a secco che ne caratterizzano il sistema di contenimento a bastioni.

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Il parco si articola su quattro distinte fasce, in relazione con l’andamento orografico del luogo. Nella parte più bassa si trovano le uniche superfici pavimentate. Una successione di terrazze digradanti, a seguire il profilo altimetrico, che hanno anche la funzione di risolvere il rapporto tra la parte edificata, a sud (che vede anche la presenza di un edificio fuori scala che è necessario mitigare), e lo spazio aperto del parco. Una alta alberatura, necessaria anche per la mitigazione di cui si è appena detto, costituirà la quinta di fondo per chi dal parco percepirà la piattaforma della terrazza. A immediato contatto con la terrazza si trova il parterre, caratterizzato da una superficie verde in leggera pendenza, molto regolare, calpestabile. E, a monte di questa, separata da una linea sinuosa e dal leggero salto di quota, variabile tra i 50 e 150 cm, la parte delle gradonate verdi. Si tratta ancora di una fascia verde, ma caratterizzata dalla pendenza più marcata, la quale viene controllata con una fitta ma geometricamente articolata successione di piccoli muri di contenimento che, con la loro altezza limitata, possono fungere da seduta. Ancora a monte, nella parte più alta e più scoscesa del parco, si rafforza il carattere originario del luogo, confermando o incrementando la fitta vegetazione costituita da varie specie arboree, anche d’alto fusto. Per la demarcazione tra questa parte e quella sottostante vengono rimessi in luce e restaurati gli antichi muri a secco di contenimento che definivano i terrazzamenti degli orti. Come i reperti delle mura di una fantastica “città degli orti”, saranno memoria della storia del luogo.

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