- Progetto pubblicato da Martino Piccioli il 26 Giugno 2008. Copertina © Martino Piccioli
Scuola per l'infanzia "Galcetello", Prato
IL PROGETTO ARCHITETTONICO
La quasi perfettamente piana conformazione del lotto destinato alla progettazione della Scuola per l’infanzia di Galcetello, privo di tracce di riferimento ad eccezione del perimetro generato dagli assi viari ad esso tangenti, ci ha suggerito un approccio improntato sull’inserimento di un oggetto dalle forme pure ed essenziali, direttamente posato sul suolo. L’aspetto compatto dell’edificio va a generare quindi un risoluto e vibrante rapporto con l’ambiente circostante che si risolve, in un immaginario percorso dall’esterno dell’area fin dentro il cuore del nuovo complesso, nel progressivo attraversamento di soglie che ne sottolineano diversi spazi caratterizzati da un sempre crescente grado di intimità. Un primo perimetro è costituito da una macchia di verde, densa e compatta, che cinge tutto il lotto, lungo il bordo più esterno, ad eccezione della porzione centrale del fronte più a Nord, mettendo il fabbricato in comunicazione col parcheggio. Essa, oltre che accompagnare tutto lo sviluppo della pista ciclabile, consente di traguardare l’edificio scolastico solo con lo sguardo, rendendone impraticabile un accesso diretto. Un secondo perimetro, più interno, assume una forma anulare, e circoscrive la porzione del sito più a diretto contatto con il corpo di fabbrica: esso è risolto attraverso una duplice serie di elementi che hanno lo scopo di creare una quinta scenografica per l’edificio, continua nell’aspetto ma differenziata dal punto di vista della permeabilità. Da un lato i pannelli di legno disegnano una chiusura più alta e netta, finalizzata a definire gli accessi alla scuola in modo più preciso, e a impedire che i bambini possano attraversarla; dall’altro la quinta viene risolta attraverso una serie di elementi verticali direttamente piantati nel terreno, accostati in maniera variabile in modo da consentire ai piccoli un passaggio da una parte all’altra, ma in maniera sempre controllabile da parte degli insegnanti. Un ulteriore perimetro è costituito dall’involucro dell’edificio stesso: la forma pura del quadrato viene in alcuni punti intaccata, a sottolineare l’intersezione fra la sua mole e alcuni assi che esso definisce con gli elementi esterni col quale va a stabilire una relazione. Unica eccezione di questo impianto centrale è l’inserimento del volume indipendente della sala dedicata alle iniziative extra-scolastiche fra bambini e genitori: dotata di ingresso indipendente, che la rende funzionante anche in orario diverso da quello della scuola, la sala incontri si presenta come elemento emergente a servizio dell’intera circoscrizione. L’ultimo perimetro, che racchiude il “cuore” della composizione, è rappresentato dal piccolo patio centrale. Esso non funziona affatto come ambiente indefinito e asservito esclusivamente all’accessibilità degli ambienti circostanti: la distribuzione principale per gli ambienti didattici e di servizio si dispone anzi in maniera tangenziale ad esso, secondo un disegno radiale, mentre al suo interno, quattro piccoli elementi ne saturano lo spazio. Essi rappresentano delle elementari casette di dimensione ridotta : due di essi sono utilizzati come vere e proprie serre per piccole esperienze guidate di laboratorio, mentre gli altri due sono piccoli nascondigli che riproducono una proporzione consona al gioco dei bambini. In tal senso, è proprio in essi che si racchiude la spazialità più intima e specificatamente dedicata di tutto l’intervento.
IL PROGETTO EDUCATIVO L’unità pedagogica di base è stata dimensionata per poter assicurare l’integrazione di attività diverse: in questo modo anche il momento del riposo e della mensa possono essere svolti al suo interno affiancandosi alle attività ordinarie, aiutando a consolidare il senso di riconoscimento e di esperienza condivisa del bambino con il gruppo di appartenenza. Un corpo centrale (differenziato per altezza e colore dal resto dell’ambiente) accoglie i bagni di uso esclusivo e divide l’unità in due sotto-zone principali che soltanto in momenti precisi del giorno vengono destinate ad attività specifiche (la mensa nella parte direttamente collegata al connettivo di distribuzione ed il riposo in quella a contatto col giardino). Questo blocco dei servizi è realizzato con una struttura metallica rivestita in pannelli di policarbonato colorati che diventano trasparenti da un’altezza di 1 ml da terra fino a 2 ml: tale soluzione assicura allo stesso tempo la percezione dell’unità come un continuum ed il controllo simultaneo da parte dell’insegnante di ciò che accade in bagno e negli spazi principali. Ampie vetrate schermate da brise-soleil esterni (utili soprattutto nelle 3 unità esposte a sud-est) definiscono il limite più esterno dell’aula assicurandone il rapporto immediato con il giardino; quest’ultimo è concepito in continuità con essa, specialmente nella parte compresa tra l’edificio e l’anello di delimitazione dove la superficie si articola con “tagli” che accolgono vasche per la sabbia per ciascuna unità, alberi per l’ombreggiamento e porzioni inerbite, contribuendo al gioco dei bambini e alla loro possibilità di sperimentare materiali diversi. Anche la scelta delle essenze arboree è stata effettuata in modo da partecipare all’attività didattica: la presenza di alberi da frutto (malus domestica) permette l’osservazione dei processi evolutivi vegetali (germoglio, fiore, frutto), mentre il cambiamento evidente nella colorazione delle foglie dell’acero (acer campestre e acer platanoides) accompagna la percezione del passare delle stagioni.
IL PROGETTO AMBIENTALE Il divertente e festoso “concept” compositivo della Scuola per l’infanzia di Galcetello si associa ad un approccio “responsabile” alla progettazione, atteggiamento molto importante per la programmazione edilizia in generale, e a maggior ragione in un ambiente come quello relativo alla formazione. Il suo limitato bisogno di energia ed il suo conseguente basso inquinamento ambientale sono ottenuti attraverso alcuni accorgimenti progettuali, volti ad integrare alla realizzazione dell’edificio alcune tecnologie per limitarne il fabbisogno energetico esterno, e allo stesso tempo per ottimizzare la dispersione dell’energia prodotta e utilizzata. A fronte di una struttura verticale portante in c.a. di tipo tradizionale, la realizzazione dei tamponamenti è pensata in mattoni di laterizio alveolato. Tutto l’involucro esterno dell’edificio sarà rivestito da uno strato di isolante termico al fine di massimizzare la coibentazione dell’immobile. La copertura in struttura di legno lamellare è allo stesso modo coibentata e sopra di essa è posato un tetto ventilato, in modo da ottimizzarne le prestazioni. Gli infissi impiegati sono metallici, con taglio termico, con cristalli del tipo a vetrocamera con multistrato e con la presenza, al loro interno, di gas inerte. All’esterno delle ampie vetrate si prevedono frangisole orientabili: tali elementi, nati per esigenze di schermatura degli ambienti dedicati alla didattica, diventano al contempo le unità maggiormente caratterizzanti l’involucro esterno dell’edificio. La combinazione di questi elementari fattori già di per sé apporta una significativa riduzione della necessità di energia per il fabbisogno scolastico, ma la scuola risulta dotata autonomamente di particolari attrezzature che consentono ad essa di gravare secondo un apporto molto limitato sulle forniture energetiche a rete di tipo tradizionale. Sulla copertura piana (inclinata del 2%) è stesa per una superficie di 880 m² una pellicola fotovoltaica in silicio amorfo che consente una produzione di circa 20kwh/anno, a fronte dei circa 35 stimati per un edificio di queste caratteristiche. L’ eventuale inserimento di una serie di piccoli generatori eolici ad asse verticale collocati nel verde intorno alla scuola potrebbe ulteriormente generare un beneficio in questo senso, considerando l’esposizione dell’area che, di fatto è collocata allo sbocco del canale della val di Bisenzio. L’impianto elettrico, complessivamente, sarà integrato con un sistema di gestione energetica. Nelle aule saranno introdotti apparecchi di illuminazione con sistema di regolazione del flusso luminoso e di rilevazione di presenza, in modo tale da ridurre e razionalizzare i consumi. In maniera analoga alla copertura fotovoltaica, sulla copertura dello “spazio incontri” (stavolta caratterizzata da una pendenza del 20% con esposizione S-O), sono disposti una serie di pannelli solari termici collegati a ad un accumulatore inerziale solare. Di conseguenza, per il riscaldamento invernale si è optato per il sistema a serpentine a pavimento. Trattandosi di riscaldamento radiante produce soltanto una minima movimentazione di pulviscolo, che si associa ad un ottimo comfort, con l’implicita e conseguente riduzione dell’esigenza di pulizia. Inoltre in questo modo si elimina anche il rischio di possibili urti da parte dei bambini in quanto i termosifoni non sono presenti. L’impianto è reso funzionante tramite caldaia a gas metano a condensazione. E’ previsto anche un doppio circuito di acqua calda: uno per uso sanitario l’altro a integrazione del riscaldamento a pannelli radianti.
Progettazione
- Martino Piccioli, Capogruppo
- Elisa Canocchi, Progettista
Collaborazioni
- Francesco Ballerini, Assistenti alla progettazione

