- Progetto pubblicato da Caterina Giusti il 29 Giugno 2008. Copertina © Caterina Giusti
Scuola per l'infanzia a Galcetello (PO)
Concorso di progettazione
Il progetto pedagogico per la scuola dell’Infanzia definisce e trova la sua identità in alcuni fondamentali principi ispiratori: 1. L’allestimento e la cura degli spazi sono pensati e realizzati per favorire la relazione e la comunicazione tra bambini, bambini e adulti, adulti fra loro. 2. L’organizzazione dell’ambiente incoraggia l’autonomia del bambino, nel rispetto dell’identità individuale e di gruppo. 3. La scuola si apre al mondo esterno; favorisce il contatto e la conoscenza con il mondo naturale. 1. Le relazioni per essere tali devono tradursi anche in relazioni spaziali: sezioni contigue tra loro ed i servizi non separate da corridoi o percorsi isolati, ampi spazi ”piazza”, ma anche spazi più contenuti in grado di favorire l’esperienza del piccolo gruppo; ”luoghi privilegiati“ per dialogare, discutere, ricordare ed esprimersi. Queste scelte favoriscono la relazione – interazione, suggeriscono trasparenze (vetrate) che consentono allo sguardo di orientarsi e mantenere un legame anche con gli spazi esterni. Il progetto pedagogico che si intreccia con quello architettonico è organizzato per supportare i processi che lì accadono, i processi dell’apprendere, dell’insegnare, del condividere e del conoscere da parte di tutti i protagonisti: i bambini, gli insegnanti e gli stessi genitori. La scuola dovrà essere fortemente radicata nel quartiere, comunicare con l’esterno anche in maniera molto visibile; non solo con la sala per le attività extra scolastiche ma anche nei suoi spazi aperti: nell’angolo sud est, la scuola “rinuncia” ad una piccola porzione di spazio verde per condividere parte del progetto con la città, attraverso l’inserimento di totem o di una figura tridimensionale, sulla cui base sono riportati i pensieri dei bambini, e alcuni pannelli con disegni e scritte possono essere sospesi ai rami degli alberi. Sono riflessioni dei bambini, in grado suggerire agli adulti una trama di nuove, suggestioni, relazioni e nuovi stili di vita. 2. La scuola offre ai bambini spazi stabilmente organizzati per le diverse attività: l’esplorazione dei materiali, la lettura, il gioco simbolico, le costruzioni. Sono ambienti leggibili perché comprensibili nella funzione e prevedibili rispetto alle opportunità che offrono e quindi tali da favorire l’autonomia. Sono luoghi accoglienti non solo esteticamente, ma anche pensati e organizzati perché un bambino si senta accolto e valorizzato nella sua identità. Sono luoghi sicuri, perché parlano di “quel” bambino, della sua famiglia e della sua storia. Infatti, gli ambienti attraverso immagini, foto dei singoli bambini, oggetti portati da casa, scatoline personali, vogliono esprimere un messaggio di cura, ” ti osservo, ti conosco, mi occupo di te”. Un progetto educativo che parla di rispetto di individualità, è un progetto che valorizza il storia di ciascuno in una dimensione collettiva, che riconosce la cultura degli altri come una risorsa per far crescere il patrimonio dei saperi di una comunità. Quindi un modello pedagogico, che faccia riferimento al concetto di inclusività come apertura a tutti i bambini qualunque sia il livello di sviluppo, la provenienza culturale e diverse abilità. 3. Sentire e dire la natura: la posizione naturale, la collocazione nel verde orienta l’identità della scuola. Il grande albero naturale che accoglie all’ingresso e che ritroviamo artificialmente riprodotto all’interno ci presenta una scuola dove l’esplorazione degli ambienti naturali rappresenta il filo conduttore da cui si diramano scelte di materiali e proposte per il fare dei bambini. E’ una scuola che nel progetto educativo parla di continuità con ciò che sta intorno al bambino, con quel mondo della natura che è un grande insieme di perché, che contiene curiosità, attrazioni, stupori ed emozioni che hanno un significato importante nel percorso di crescita. Le esperienze che partono dal contatto diretto con le piante, gli elementi naturali, con animali divertono, appassionano e sviluppano ogni abilità. Gli insediamenti prossimi all’area della nuova scuola materna sono in prevalenza caratterizzati da un rigido posizionamento al suolo, disposti a pettine lungo un asse di percorrenza. La collocazione della scuola vuole rappresentare un elemento di discontinuità urbana, sia per la particolarità della sua funzione, sia per il suo porsi al limite dell’edificato in stretta relazione con il parco urbano. La nuova scuola si dispone ad accogliere e valorizzare le risorse della natura (esposizione solare, ventilazione, viste) e con essa stabilisce una relazione tra gli spazi interni ed esterni. L’ambiente diviene elemento costitutivo dell’azione educativa a cui l’architettura si modella, assumendo la sua forza animatrice di spazi di relazione, situazioni emozionali e conoscitive, generatrici di benessere e sicurezza. L’edificio è costituito da tre parti ben identificabili fra loro interagenti: la parte dell’ingresso, dell’accoglienza e dei servizi, lo spazio centrale con la biblioteca e l’atelier e ai due lati di esso le sezioni. Ogni parte è chiaramente leggibile in una gerarchia spaziale ordinata e non dispersiva: la testata nord è segnata da linee più rigorose mentre il volume sinuoso della “piazza” interna, aperto sul grande giardino, emerge e chiama a sé le due ali destinate ad ospitare le sezioni. Di fondamentale importanza è l’organizzazione e la definizione degli spazi esterni: sul fronte nord le pensiline “giocose” accolgono i bambini evocando una sorta di abbraccio e definiscono una piazzetta verde con al centro un grande albero. È previsto uno spazio di sosta e di relazione, per consentire l’ingresso e l’uscita dei bambini con “i tempi giusti”. A lato degli ingressi, lo spazio dedicato ai genitori e ai bambini per le attività extrascolastiche si affaccia su una piazzetta, estensione della sala interna. Altro tema di rilievo è quello del limite tra gli spazi aperti dell’asilo e quelli del quartiere; sul lato est, verso il parco si è ricercata la massima visibilità, così come sul fronte opposto. Via Marie Curie, pur essendo poco trafficata, è tenuta un po’ a distanza, e nell’angolo con Via di S. Martino per Galceti si rompe la regolarità del lotto; si esalta la naturalità dell’intervento con la sistemazione di spesse barriere verdi profumate, che data la loro altezza limitata consentono di mantenere una sufficiente visibilità tra la strada e il giardino. Sul lato sud, una leggera modellazione del terreno, sulla cui sommità è posta una palizzata con elementi in legno a forma di matite, consente di proteggere dal rumore e configura, verso l’interno, una sorta di gradonata naturale per accogliere le persone che potranno assistere a feste e piccoli spettacoli.
Progettazione
- Alessandro Suppressa, Capogruppo
- Caterina Giusti, Progettista
- Alessandro Bernardini, Progettista
- Lucia Bonacchi, Progettista
- Pierluigi Betti, Progettista
- Andrea Fedi, Progettista
- Renzo Andreini, Progettista
- Marco Ginanni, Progettista
- Paolo Mannelli, Progettista
Collaborazioni
- Sergio Galligani, Rendering
- Bice Ravagli, Stefania Gelli, Collaboratori

