- Progetto pubblicato da Luigi De Crescentis il 04 Luglio 2008. Copertina © Luigi De Crescentis
UN FOLTO BOSCO AUTOCTONO NEL QUALE PERDERSI, FANTASTICARE, IMMAGINARE, SOGNARE, APPRENDERE, COMPRENDERE, ORDINARE: CRESCERE.
La genesi progettuale muove da due differenti intuizioni spaziali: una gestuale ed una di natura concettuale. L’intuizione gestuale parte dall’analisi del contesto urbano ovvero un lotto planare libero circondato da aste viarie e ciclo pedonali è metaforicamente minacciato di aggressione da un fronte in avanzamento di edifici residenziali. L’idea è pertanto quella di generare un segno, un gesto volumetrico che arresti l’avanzata dei blocchi residenziali, una sorta di “molla” capace di agire da deterrente ma anche di reagire attraverso la produzione di nuovi stimoli. L’azione concettuale parte invece dallo studio sulle evoluzioni pedagogiche in atto in Europa. Lo studio ha individuato in Germania, patria di Froebel e della sua teoria dei doni, quindi del concetto stesso di Kindergarten, giardino d’infanzia, una nuova concezione della scuola dell’infanzia ovvero una scuola la cui attività didattica è da espletare principalmente all’aria aperta ed in particolare nei boschi, al fine di consentire il contatto con la natura e con le “cose” in senso più ampio del termine (in questo approccio si può trovare un parallelo anche con il metodo Montessori). I vantaggi di questo approccio sono molteplici, pedagogici ed igienici. Stare all’aria aperta anziché al chiuso di una classe (sebbene le attività didattiche in classe sono comunque previste) non solo fa bene alla salute, non solo migliora le facoltà motorie e di apprendimento, ma stimola anche lo sviluppo degli altri sensi.Appare opportuno sottolineare che l’indirizzo pedagogico da perseguire trae spunto dalle importanti intuizioni di Froebel, e per alcuni versi da quelli della Montessori, ma è rigidamente inquadrato all’interno di quanto prescritto dal sistema legislativo italiano che riconosce alla scuola dell’infanzia il valore sostanziale di luogo educativo e dell’insegnamento. Le attività da svolgere sono pertanto in via prioritaria in aula (attività ordinate, speciali e libere) ed antepongono il valore educativo a quello ludico/ricreativo. La fusione delle due intuizioni spaziali ha generato l’idea progettuale sovvertendo l’oggetto del bando: non la progettazione di una scuola per l’infanzia ma la progettazione di un bosco all’interno del quale, in maniera silente e discreta, trova ubicazione un edificio per le attività didattiche di tipo convenzionale (così come previsto dalla normativa vigente e dal dpp di concorso). Un folto bosco costituito da essenze autoctone che accoglie due “parentesi” volumetriche (primo e secondo lotto funzionale) all’interno delle quali realizzare le attività richieste. È in un certo senso il tentativo di enfatizzare la “scoperta” (sotto tutte le sue innumerevoli sfaccettature: vegetale, ludica, archeologica, etc.). Scoperta che oltre a stimolare i bambini è anche stato un importante motivo di guida progettuale: alcune azioni gestuali, materiche e tecnologiche, sono il tributo che il progetto riconosce alle recenti scoperte archeologiche pratesi ed in particolare alla possibilità che l’antica Camars, mitica città-stato etrusca, sia dormiente sotto Prato. Altro fattore guida della genesi progettuale è stata la volontà di realizzare gli involucri scolastici come fossero essi stessi elementi didattico/ludici. La scuola quindi come bosco ma anche come insieme di elementi semplici tra loro assemblati ovvero dei grossi Lego regolari e colorati.
Progettazione
- Z_00 architecture.bureau (Gianluca Voci), Capogruppo
- Luigi De Crescentis, Progettista
- STA servizi di ingegneria (ing.Domenico Satriano, ing.Alessandro Fortino), Progettista
- Sofia Cerruti, Progettista
- Domenico Scorziello, Progettista
- Z_00 architecture.bureau (S.Siddi, G.Voci, L.De Crescentis, G.Fimiani), Progettista
Consulenze
- Maria Giuseppa Pistidda (progetto pedagogico), ing.Luigi Conte (progetto energetico), Altri consulenti
- Emanuele Del Guacchio (botanico), Paesaggio


