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© MOG ARCHITETTI - leonardo michieletto e federico giacometti . Pubblicata il 07 Luglio 2008.
Il concorso ci sembra un’ottima occasione per fare il punto sulla situazione italiana riguardo la sostenibilità in architettura. Lo è soprattutto per fare chiarezza su un concetto tanto ampio quanto abusato come quello di sostenibilità, salito alla ribalta nel dibattito politico e culturale di questi ultimi anni, dopo preoccupanti segnali di allarme imputabili ad un uso smodato ed inconsapevole delle risorse naturali. Ci fa quindi molto piacere che un’istituzione come l’ATER colga, attraverso lo strumento concorsuale, la grande opportunità di diffondere una concezione del costruire e dell’abitare innovativi al fine di incentivare l’addozione di stili di vita sostenibili. Il dato più semplice ed immediato, che ci fa capire quanto questo abbia relazione con le costruzioni e l’architettura, è che il sistema delle costruzioni e dell’abitare assorbe quasi la metà dei consumi energetici totali. Si comprende perciò quanto sia di fondamentale importanza agire sulle pratiche abitative e costruttive per cercare di controllare il fenomeno. Tuttavia noi crediamo che l’approccio sostenibile non possa prescindere da un nuovo approccio alla progettazione e concezione del manufatto architettonico. Tale convinzione nasce dalla consapevolezza che un reale cambiamento di prospettiva riguardo ai temi del risparmio energetico e della sostenibilità possa avvenire soltanto attraverso una presa di coscienza che agisca a tutti i livelli della vita di una società e, prima di tutto, di ogni singola persona. Il punto interrogativo del nostro titolo vuole essere un modo per riflettere sull’evoluzione che ha investito la pratica del costruire nel contesto veneto. Ci si chiede se davvero l’attenzione recente ai temi della sostenibilità sia frutto di una mentalità nuova, o non sia piuttosto un ritrovare valori legati alla specificità territoriale ed a pratiche costruttive consolidate nel passato e travolte dalla modernità, che vengono riscoperte quasi per necessità, dopo un periodo in cui il rapporto con il luogo e l’ambiente erano passati in secondo piano, a favore di uno sfruttamento miope e smodato delle risorse energetiche e naturali.
© MOG ARCHITETTI - leonardo michieletto e federico giacometti . Pubblicata il 11 Luglio 2008.
L’approccio progettuale sostenibile prevede che il processo decisionale origini da una serie di dati contestuali (caratteristiche del sito, escursioni termiche, venti e precipitazioni, conformazione e caratteristiche del suolo, posizione alberature, ecc.) in modo tale che il progetto risulti dalla sintesi tra i parametri di progetto (funzioni, distribuzioni, costi, ecc.) e i dati legati al luogo ed al comportamento ambientale del manufatto. Tale approccio consente di stabilire relazioni chiare tra l’edificio e il suo contesto ambientale al fine di ottimizzarne il comportamento energetico, assicurare il maggior comfort abitativo e ridurre l’impatto ambientale della costruzione.
Si è cercato cioè di proporre soluzioni progettuali che coniughino semplicità esecutiva e costi contenuti, lavorando sul dettaglio costruttivo ed il comportamento di materiali di uso comune nelle costruzioni. Si è ritenuto in questo modo di “centrare” lo spirito del bando di concorso, dove la sperimentazione avviene sull’utilizzo intelligente di tecnologie di larga scala in relazione al comportamento climatico dell’edificio piuttosto che sull’implementazione di tecniche costruttive di nicchia. Tale impostazione del lavoro ha permesso di ottenere risultati di efficienza e di gestione delle fasi di costruzione ed utilizzo del manufatto pur non incidendo in modo significativo sui costi. Si spiegano così le contenute differenze tra le soluzioni per l’edificio A e B proposte, infatti l’impostazione di un prototipo progettuale valido per entrambi ha consentito di ottenere un modello di edificio molto efficiente a livello energetico e ci ha consentito di ottenere i risultati Classe B Casaclima agendo discretamente su parametri quali gli spessori dei tamponamenti o degli strati isolanti, le finestrature e grazie a piccoli ma importanti accorgimenti costruttivi soprattutto riguardo lel limitazioni dei ponti termici tra la struttura in C.A. ed i tamponamenti. Questa impostazione è estesa naturalmente anche al sistema degli impianti, considerarati come un aiuto in ultima istanza alla risposta passiva dell’edificio, monitorando ed al limite correggendo le condizioni di benessere termo-igrometrico interno dell’edificio. Questo approccio ci permette di limitare la risposta attiva dll’edificio e consente un ridimensionamento nella potenza degli impianti ed un migliore sfruttamento delle energie rinnovabili attraverso l’uso di tecnologie fotovoltaiche, solari termiche, geotermiche e/o a biomasse per i sistemi di riscaldamento/raffrescamento delle abitazioni.
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