© Antonella Falzetti . Pubblicata il 09 Luglio 2008.
Il progetto si inserisce nella periferia urbana di Sestu, in un contesto che richiede elementi spaziali e figurativi di identificazione. Siamo in presenza di un tessuto edilizio dove l’urbano sfuma nel rurale, senza margini precisabili. I soli impianti capaci di suggerire valori di scala e principi ordinatori, distinguibili dall’omogeneità del tessuto residenziale, sono il Cimitero e l’edificio Scolastico. Questi edifici, di misurata monumentalità nella compagine insediativa sestese, sono assunti come riferimento per il progetto. Gli orientamenti prevalenti, le geometrie e l’ordine dimensionali del contesto vengono riproposti nelle sistemazioni per il nuovo Teatro, costituendo l’occasione per una trasformazione dialogante del già dato. Un elenco di potenzialità latenti si allineano sul tavolo dell’architettura: l’edificio pubblico, in rapporto alle attese del bando, si distingue come condensatore di uno spazio collettivo per la comunità. Da qui la scelta di volumi leggibili e semplici, che restino agevolmente impressi nella memoria, di una Piazza pedonale segnata da una fontana che scava il suolo con tre righe d’acqua, di una Piazza coperta ( a quota leggermente sopraelevata) che si raccoglie in uno spazio discreto segnato da una misurata domesticità. Infine la Torre della scena che annuncia, nella sua accentuazione scalare, la macchina per spettacoli. Questa macchina scenica è al servizio della sala, ma può aprirsi anche verso un lato della Piazza e verso il Parco, suggerendo e supportando spettacoli all’aperto, che recuperano consolidate tradizioni della Sardegna e annunciano eventi musicali di massa graditi alle nuove generazioni.
© Antonella Falzetti . Pubblicata il 24 Luglio 2008.
© Antonella Falzetti . Pubblicata il 24 Luglio 2008.
© Antonella Falzetti . Pubblicata il 24 Luglio 2008.
© Antonella Falzetti . Pubblicata il 24 Luglio 2008.
© Antonella Falzetti . Pubblicata il 24 Luglio 2008.
© Antonella Falzetti . Pubblicata il 24 Luglio 2008.
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