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Padova (PD), Italia

Tre edifici sperimentali ad uso residenziale a diversa prestazione energetica

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CRITERI E IMPOSTAZIONI GENERALI DEL PROGETTO Il progetto nasce nella convinzione che la convergenza di typos, topos e tettonica costituisca l’approccio fondamentale in ogni processo progettuale. La presa di coscienza di questi tre concetti è proprio l’elemento culturale che distingue oggi l’architettura dall’edilizia corrente. L’assoluta arbitrarietà del contesto (topos) impone uno studio tipologico preliminare che valichi i confini dello studio del singolo blocco per indagare sull’adattabilità dell’edificio alla molteplicità morfologica del luogo. Ciò che accomuna le esperienze passate delle Plattensiedlung dell’Est europeo e i “palazzoni” della grande periferia italiana, oltre alle condizioni di invivibilità ed insalubrità degli spazi dell’abitare, è una componente estetica dal notevole effetto psicologico, che riguarda l’assoluta serialità di alloggi uguali, anonimi, accatastati e sovrapposti. La modularità non può essere affrontata in tal direzione ma, al contrario, attraverso la ricerca di variazioni sul modulo base. La neutralità del sito del concorso sposta la ricerca progettuale sullo studio di aspetti legati alla tradizione tipologico – costruttiva del padovano. Lo sforzo progettuale consiste principalmente nella ricerca dell’equilibrio tra il corpo chiuso e massivo dettato dall’ideale rapporto di forma (s/v) dei principi dell’architettura sostenibile e l’edificio più articolato ed organico derivante dalla cultura dell’ abitare dove la diversità di aperture e affacci assume una valenza di ricchezza estetica e psicologica nell’individuo.

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L’edificio è orientato secondo i dettami della bioedilizia, con l’asse longitudinale in direzione est-ovest, in modo tale da godere dei maggiori benefici forniti dall’esposizione eliotermica. A tal proposito, nell’eventualità di una ripetizione dell’edificio all’interno di una lottizzazione, sarà bene considerare la distanza fra i corpi di fabbrica strettamente legata alla lunghezza dell’ombra che gli edifici disposti a sud proiettano su quelli a nord. Come previsto dal bando, i dieci alloggi, disposti su tre piani, forniscono pezzature diverse declinandosi in appartamenti ad una, due e tre camere per offrire ospitalità alle varie tipologie di utenza: single, coppie, coppie con figli, contribuendo così a formare un mix sociale. Nello specifico il 20% delle unità abitative è ad una camera, il 50% a due camere ed il restante 30% è a tre camere. Gli alloggi al piano terreno, privi di barriere architettoniche secondo la L.13/89, sono destinati ad anziani e portatori di handicap. Garage e cantine, in numero pari agli alloggi, unitamente a spazi tecnici e a servizio della collettività (deposito cicli) sono ubicati al piano terreno. Le unità, grazie all’orientamento dell’edificio, che offre la maggior superficie possibile volta a sud, presentano una zonizzazione termica degli alloggi interni, con le attività principali (zona giorno) orientate a sud e le attività secondarie (zona notte) posizionate a nord. Questa distribuzione permette che l’andamento degli accumuli passivi degli alloggi entri “in fase” con le attività umane che vi si svolgono all’interno, utilizzando al meglio la radiazione solare nel periodo invernale senza complessi trasferimenti di energia. Fra zona giorno e zona notte si interpone una fascia destinata ai servizi (servizi igienici, corridoi di distribuzione, ripostigli) e ai vani tecnici. Se dal punto di vista distributivo tale posizione intermedia risulta strategica, essa si rivela quanto mai interessante per ciò che riguarda i cavedii interni. Questi vani passanti a sviluppo verticale, declinati nelle tre versioni progettuali dimostrano la loro flessibilità di utilizzo: nel fabbricato tradizionale fungeranno da aerazione per i locali igienici mentre, nella soluzione più evoluta svilupperanno un sistema di “stack ventilation” in sinergia con il meccanismo complessivo di ventilazione passiva dell’edificio. Il corpo di fabbrica è pensato come un volume il più possibile compatto ,pur nell’ottica di una composizione architettonica non appiattita. La ricerca di una forma geometrica semplice e regolare, con modesti aggetti, si conforma al principio di contenimento della dispersione termica, fornendo un valore del fattore forma di 0,42. Nella stessa ottica si pone la scelta, per tutte e tre le soluzioni progettuali, di adottare un rivestimento esterno a cappotto, al fine di evitare qualunque punto di discontinuità e quindi perdita di efficienza dell’edificio.

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INDICAZIONE DELLE TECNICHE E DEI MATERIALI UTILIZZATI.

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FABBRICATO 1: TRADIZIONALE L’edificio ricade nella classe C della certificazione energetica fornendo il dato di 72 kwh/mqa . Qui di seguito vengono riportati i principali pacchetti costruttivi: La muratura perimetrale è costituita da un cappotto esterno da 10 cm in pannelli di polistirene tipo cabox lambdapor, da uno strato di 30 cm di mattoni forati, e da uno strato di finitura interna in intonaco civile per complessivi 42cm. La muratura divisoria tra gli alloggi è data da un pacchetto con doppia muratura in laterizio forato 8+12 con interposti 5cm di lana di roccia e completato da intonaco di finitura interna per complessivi 28cm. Il solaio di copertura ed il solaio su cantine e garage è dato da una struttura in laterocemento da 20+4 cm con sovrapposto uno strato di isolamento termico, tipo cabox lambdapor, da 7cm e ulteriori 7cm di isocal 500. Il pacchetto si completa con una membrana impermeabile, un sottofondo per pendenze e una lamiera zincata di rivestimento per un totale di 43cm. Il solaio interpiano è costituito da una struttura in laterocemento da 20+4 sormontata da 10cm di isocal 500, da un sottofondo di 4cm di calcestruzzo magro e dalla pavimentazione per un totale di 40cm.

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FABBRICATO 2: CASACLIMA B Il fabbricato 2 ricade nella classe energetica B della certificazione CasaClima della provincia di Bolzano e fornisce il dato di 49kwh/mqa. L’involucro dell’edificio presenta le seguenti soluzioni: la muratura perimetrale è composta da un cappotto esterno da 10cm in polistirene tipo cabox lambdapor, da uno strato in laterizio forato da 20cm, da un’ulteriore strato di isolamento termico tipo cabox lambdapor da 6cm e dallo strato di finitura interna per un totale di 38cm. Le pareti divisorie interne tra unità sono costituite da un pacchetto con doppio strato di blocchi cavi in argilla espansa 8+8 con interposta un’intercapedine d’aria da 3,6cm e completato da uno strato di isolamento in pannelli tipo isolver E40 da 4cm e da uno strato di altri 4cm di lana di roccia. Completato dagli strati di finitura interni misura 30cm. Il solaio di copertura è formato da una struttura in laterocemento da 20+4, da 12cm di isolamento termico tipo cabox lambdapor, da 7cm di isocal 500, da una membrana impermeabile, da uno strato per le pendenze e dal rivestimento esterno in lamiera di zinco, per un totale di 48cm. I solai interpiano hanno una struttura in laterocemento da 20+4 sormontata da uno strato di 3cm di polistirene tipo cabox lambdapor e da 7cm di isocal 500. Il pacchetto è completato da un sottofondo in calcestruzzo magro di 4cm e dalla pavimentazione interna per un totale di cm40.

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FABBRICATO 3: CASACLIMA B CON IMPIEGO DI ENERGIE RINNOVABILI In questo caso vengono adottate le stesse soluzioni del caso precedente con l’unica variazione nel pacchetto dei solai interpiano dovuta alla presenza dei pannelli radianti annegati a pavimento. Ciò che distingue questo edificio dal precedente è il ricorso alle energie rinnovabili. L’obiettivo è stato perseguito tramite due vie: da un lato attraverso il ricorso alle più moderne tecnologie impiantistiche (per la descrizione delle quali si rimanda al paragrafo ”aspetti impiantistici”), dall’altro adottando accorgimenti e soluzioni tecnico-architettoniche quali la “stack ventilation” e le “serre bioclimatiche” . Qui le terrazze a sud presenti negli edifici 1 e 2 sono state convertite in serre tramite l’adozione di serramenti scorrevoli e schermature orizzontali esterne. Le serre rispondono a diverse esigenze poiché da un lato fungono da spazio filtro e di mediazione tra interno ed esterno offrendo inoltre la possibilità di personalizzare l’alloggio, dall’altro, espletano una fondamentale azione di mitigazione termica nel quadro del bilancio energetico dell’edificio. A ciò si aggiunga la funzione delle schermature orizzontali esterne che, impiegate nelle serre, impediscono la penetrazione della radiazione solare nel periodo estivo, consentendola diversamente in quella invernale. Inoltre il loro posizionamento all’esterno risulta un efficace strumento di controllo solare in quanto respinge la radiazione prima che penetri in ambiente, evitando che il vetro si riscaldi e si inneschi un micro effetto serra fra superficie dello schermo e vetro. Per quanto riguarda il primo aspetto citato, la “stack ventilation” quale sistema di raffrescamento passivo, l’ideazione di un canale interrato sotto al fabbricato che pesca aria dall’esterno e si trova in continuità col cavedio, crea un effetto camino benefico. Si innesca in tal modo un movimento dell’aria indotto all’interno dello spazio chiuso per mezzo di differenze di densità di origine termiche che portano l’evacuazione dell’aria calda e viziata attraverso delle aperture realizzate in alto e richiamano di conseguenza dall’esterno aria fresca e pulita da aperture realizzate in basso.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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