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Helsinki, Finland - Concorso - Maggio 2007
T SPOON, Daniela Pastore, Raffaele Patitucci, Gualtiero Bonvino
The big hug - Orlando
Greater Helsinki Vision 2050
Segnalazione retribuita del concorso: Greater Helsinki Vision 2050
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Pubblicato il 10 Luglio 2008

HELSINKI, UN SALTO DI SCALA

Helsinki è una delle città economicamente e culturalmente più vivaci d’Europa. La ragione di questo dinamismo e di questa crescita è il forte investimento nella ricerca e nell’innovazione da parte del sistema delle istituzioni e delle imprese. Tale investimento costituisce la più solida base per ulteriori sviluppi, permettendo di prevedere una lunga fase di crescita dell’economia, dell’occupazione e quindi anche della popolazione. Si tratta, nelle previsioni, di un fenomeno di massa capace di coinvolgere tutta la gamma delle diverse condizioni sociali e destinato quindi a modificare in maniera decisiva gli attuali assetti territoriali e gli equilibri della città. Helsinki è in rapida mutazione e si appresta a compiere un salto di scala che non può essere solo dimensionale ma che deve investire l’intera organizzazione del sistema urbano. La città ha quindi come obiettivo primario quello di valorizzare il suo assetto competitivo, consolidando la capacità di attrarre imprese e persone di talento, potenziando al massimo l’accessibilità globale e locale, la qualità della vita e dell’ambiente. All’interno di questa global competition for talent diventa fondamentale la capacità di una città di offrire un ambiente urbano vibrante caratterizzato da una vasta gamma di stili di vita capaci di incontrare le esigenze e le aspirazioni degli attuali e potenziali cittadini. A partire da queste premesse le 14 municipalità che compongono la cosiddetta Greater Helsinki hanno bandito un concorso internazionale di idee con l’obiettivo di raccogliere ed elaborare strategie di sviluppo sostenibile per la regione metropolitana.

IL PROGETTO. STRATEGIE

Il progetto “The Big Hug” intende costruire una visione unitaria della “Greater Helsinki” che possa strutturare la nuova dimensione territoriale metropolitana della città definendo precise linee guida per lo sviluppo e strumenti gestionali capaci di regolarne la crescita.

La struttura del progetto è articolata attorno a tre operazioni fondamentali.

Nature structure against sprawl – Ripensare il rapporto tra la struttura del territorio, che con la sua natura selvaggia, articolata e diffusa costituisce un tratto fondamentale della cultura finlandese, e la struttura urbana, che segue oggi un modello a bassissima densità che non potrebbe sostenere uno sviluppo così consistente come quello previsto nei prossimi cinquanta anni.

One city different lifestyles – Preservare e sviluppare il carattere e le peculiarità dei diversi territori che compongono l’area metropolitana, proponendo modalità abitative differenti, conservando sempre un livello di contaminazione e mixitè funzionale.

City speed control – Strutturare un sistema di trasporto pubblico complesso, capace di organizzare e tenere insieme i sistemi urbani dell’area metropolitana attraverso connessioni a scale e velocità differenti.

NATURE STRUCTURE AGAINST SPRAWL – L’area metropolitana Greater Helsinki è un territorio molto frammentato, sia da un punto di vista del tessuto urbano, dove prevale una urbanità diffusa e a bassa densità che fa capo a ben 14 municipalità differenti, che dal punto di vista del sistema naturale, con una linea di costa frastagliata, un sistema di piccoli laghi e un alternarsi di aree boschive e coltivate. Per riorganizzare il sistema urbano, passando da un insieme di frammenti ad un organismo unitario di scala metropolitana, è necessario ripartire da questi elementi fondamentali del sistema territoriale attraverso i quali definire la logica e le forme di uno sviluppo urbano che sia realmente sostenibile. La strategia adottata è quella di utilizzare il sistema naturale come struttura forte capace di arginare lo sprawl e di organizzare il tessuto urbano. La città, stretta tra il cuore verde delle aree naturali protette e il Mar Baltico, è un corpo permeabile nel quale penetrano sia le infiltrazioni del sistema verde che gli elementi del sistema acqua con i fiordi, i laghi e i canali. Il progetto definisce una vera e propria trama ambientale che si integra con gli insediamenti agendo come un pattern frattale, capace di ricucire le diverse scale della struttura urbana frammentata e generando lungo i bordi luoghi ibridi tra città e natura. Sono questi fronti del territorio che danno forma alla città, che ne plasmano il profilo regolandone l’espansione: si tratta di vere e proprie soglie variabili attraverso le quali la città, come organismo vivente, respira, espandendosi durante le stagioni calde e contraendosi in quelle fredde.

CITY SPEED CONTROL – Il notevole sviluppo urbano previsto per la regione di Helsinki è strutturato attraverso lo sviluppo della rete di trasporto pubblico. La spina dorsale di questo sistema, che collega e unifica i diversi arcipelaghi metropolitani, è l’Hook: un fascio infrastrutturale a forma di uncino che contiene le principali linee di trasporto pubblico alla scala nazionale, regionale e metropolitana. Engeneiring the city è lo slogan di questa riorganizzazione della città attorno alla spina dorsale infrastrutturale e tecnologica, che lavorerà contemporaneamente a scale e velocità differenti. È questo che permette il bridging, la possibilità di saltare con grande rapidità da un conteso urbano all’altro, da una città all’altra, da Helsinki a tutte le principali città del Baltico. I punti salienti di questo sistema sono le Sinapsi, i principali progetti di densificazione, che, disposti in corrispondenza degli snodi della rete della mobilità, costruiscono una città lineare e svolgono il ruolo sia porta di che di agorà dei diversi arcipelaghi. È questa la Warm city, una vera e propria città indoor protetta, un rifugio durante la stagione invernale, caratterizzata da un altissimo livello di connettività e mixitè funzionale. La regola è che alla massima densità ed eterogeneità dei flussi corrisponde la massima densità costruita e varietà di funzioni in superficie, con una corrispondenza diretta tra flussi e relazioni spaziali. La densità dello sviluppo urbano, secondo l’approccio del Transit Oriented Development, è inversamente proporzionale alla distanza dai nodi di accesso al trasporto pubblico, considerando un raggio massimo per le Sinapsi di 500 metri. In questi nodi nevralgici è allocato ben il 10% della nuova superficie costruita prevista per il 2050 e nel complesso il 48% della nuova superficie costruita sarà all’interno della catch man area, ovvero avrà accesso pedonale al sistema di trasporto pubblico.

ONE CITY DIFFERENT LIFESTYLES – Il sistema delle infiltrazioni verdi rafforza e definisce la struttura ad arcipelago dell’area metropolitana, un territorio fatto di parti che, pur nell’ottica di una visione unitaria, devono preservare e rafforzare i loro caratteri peculiari. Questa impostazione strategica risponde alla necessità dell’area metropolitana di Helsinki di essere competitiva in un mercato globale delle città, attraendo investimenti e nuovi abitanti di diverse condizioni sociali che possano garantire una crescita continua della città. Per questo è necessario garantire un’offerta abitativa differenziata, che proponga stili di vita differenti all’interno di una struttura urbana unitaria e ben collegata. All’interno di questa impostazione strategica è necessario che ciascuna area omogenea riesca a sviluppare le proprie caratteristiche vocazionali, ma sempre mantenendo un livello di contaminazione e mixité sociale e funzionale. La regione Greater Helsinki nel 2050 si configurerà quindi come un insieme di città compatte diverse, immerse nella splendida natura finlandese, capaci di offrire una moltitudine di stili di vita e tenute insieme da un importante ed efficiente sistema infrastrutturale pubblico, attivo sia alla scala locale che a quella regionale e globale.

HELSINKI RELOADED – Una città nodo nella rete globale, creativa, innovativa, attrattiva. Una metropoli mondiale policentrica che diventerà il nuovo cuore pulsante, la New Down Town dell’intera area metropolitana. La chiave dell’intervento in questa area è lo spostamento della stazione principale, nodo di scambio tra Alta Velocità, metropolitana e Aeroporto, sull’Hook verso l’entroterra, con il conseguente riuso dell’area ferroviaria per costruire il nuovo centro metropolitano.

CREATIVE CITY – È la città della ricerca tecnologica, della formazione, della creatività, vocazioni già presenti nell’area, in particolae a Tapiola ed Otaniemi, che devono essere potenziate aumentando l’accessibilità attraverso una doppia connessione all’Hook (western metro line e tram) e individuando una serie di aree da dedicare a servizi e attività innovative.

ECO TOWN – Situata a nord di Helsinki, raggruppa una serie di quartieri esistenti a bassa densità, città giardino e dacie, caratterizzate da una forte interfaccia con i sistemi naturali. Si propone di preservare queste caratteristiche spaziali e di stile di vita realizzando una serie di eco-villaggi con funzione anche didattica, dove sperimentare la costruzione di insediamenti integralmente realizzati secondo i principi dell’architettura bioclimatica.

EASTERN GATEWAY – a est di Helsinki tra il nuovo porto di Vuosaari e l’aeroporto di Vantaa si propone di costruire un Business Park con un Trade Center Euro – Russia e, eventualmente, una nuova struttura fieristica. Una fermata del treno dell’ Alta Velocità per San Pietroburgo in corrispondenza della direct metro line (collegamento tra porto merci e aeroporto di Aviapolis) potrebbe rafforzare la competitività di questa località.

CITYLAB – una New Town nei pressi di Kerava, caratterizzata dalla ricerca applicata e dalla concentrazione di centri di produzione tecnologica. La presenza dell’asse nord-sud dell’autostrada e della bretella ferroviaria che collega con il porto di Vuosaari offre l’opportunità di concentrare attività logistiche e produttive a ovest, mentre al centro della New Town, attraversato dall’Hook, si prevede la realizzazione di tre Sinapsia prevalente carattere terziario e di ricerca applicata. Nella parte est, invece, le residenze e i servizi all’abitare caratterizzeranno funzionalmente il paesaggio urbano.

OUTDOOR CITY – una New Town vicina ad Espoo, situata all’estremità ovest dell’Hook, immersa nelle aree di maggior pregio ambientale non può che trasformare in vocazione e strategia di sviluppo questo suo vantaggio ambientale. Questa quindi sarà la città dell’outdoor life style, a contatto con la natura e il variare delle stagioni, luogo per lo sport, la meditazione, il gioco e la socializzazione.

CITY FARM – Situata all’estremità nord dell’Hook a contatto con le principali aree agricole, questa città trasforma in life style questo suo interfacciarsi con la campagna. Residenze ma anche produzione agricola, oltre a ricerca e didattica in campo agro alimentare.

LA STRATEGIA DI SVILUPPO, QUANTITA’, DENSITA’, TEMPI

La popolazione della regione della Greater Helsinki oggi conta circa 1.300.000 di abitanti. Con un tasso di crescita del 1-1,5% annuo si può stimare che nel 2050 la popolazione toccherà i 2.000.000 di abitanti con un incremento di 700.000 unità. L’incremento è basato sulle importanti dinamiche migratorie provenienti sia dal resto della Finlandia che dall’estero. Questo tipo di dinamiche sono caratterizzate da una forte variabilità nel tempo per cui è in realtà difficile fare previsioni attendibili sul lungo termine. Si prende dunque questo dato come scenario possibile sapendo che durante i 43 anni che ci separano dal 2050 moltissimi fenomeni potrebbero ridimensionare o amplificare le dinamiche migratorie (basti pensare ai cambiamenti climatici che nei prossimi 50 anni potrebbero innescare dinamiche migratorie oggi impensabili). Il monitoraggio di queste dinamiche dovrà essere costante, tuttavia si è individuato one mid-term check point che precede l’anno 2050 e guarda alla data del 2030 su cui calibrare una prima fase di sviluppo, sicuramente più controllabile dal punto di vista delle previsioni.

PRIMA FASE – Al 2030 si prevede un aumento della popolazione di circa 375,000 unità; calcolando uno standard di 45 mq ad abitante (valore leggermente sovradimensionato per compensare l’insoddisfacente standard dello stock abitativo esistente) si ottiene una domanda stimabile in 16,8 milioni di mq di superficie residenziale edificabile. Aggiungendo la domanda pregressa, derivante dalle 60.325 famiglie che vivono in condizione di affollamento, per i quali si stima una domanda aggiuntiva di 1,5 stanze-abitante per famiglia, pari a circa 4 milioni di mq, si ottiene una domanda complessiva per la prima fase di 20,9 milioni di mq di superficie edificabile. Questa domanda residenziale è stata suddivisa in due target tipologici – appartamenti e case isolate, in accordo con la produzione per tipologia degli ultimi 5 anni. Al fine di incontrare la domanda di mercato e facendo un’eccezione rispetto alla generale politica di densificazione, si è deciso di realizzare almeno un 30% delle unità abitative in tessuti a bassa densità, caratterizzati da case isolate che soddisfano circa il 35% della superficie totale da edificare. Al raggiungimento di questo target concorrono anche tutti gli altri progetti in corso, alcuni dei quali raggiungono un totale di 3 milioni di mq di superficie costruita, di cui 1,1milioni di residenziale, 1,1 milioni di terziario e il resto di produttivo. Sono state quindi individuate delle aree edificabili nei diversi arcipelaghi cercando di realizzare le densità maggiori e la maggiore concentrazione di non residenziale nelle aree più accessibili in modo da ridurre gli spostamenti totali e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico. Le densità più alte (1,75 mq di superficie edificabile su 1mq di superficie territoriale) sono state realizzate nel core delle Sinapsi, a seguire nella New Down Town (1,5 mq di superficie edificabile su 1mq di superficie territoriale) nelle aree intorno alle Sinapsi (1,2 mq di superficie edificabile su 1mq di superficie territoriale) nelle New Town compatte (0,6 mq di superficie edificabile su 1mq di superficie territoriale) e infine (0,2 mq di superficie edificabile su 1mq di superficie territoriale) per i quartieri residenziali di case a schiera e isolate. Questo approccio ha permesso comunque di realizzare (nella prima e seconda fase) il 48% della superficie edificabile vicino all’Hook. Complessivamente per la prima fase si ipotizza la realizzazione di 39,8 milioni di mq di superficie edificabile di cui 22,7 milioni di residenziale (pari al 57%), 13,1 milioni di non residenziale (il 33%) e 4milioni (pari al 10%) di superfici per le attività manifatturiere e la logistica. Sul fronte dell’offerta, le superfici residenziali sono state leggermente sovradimensionate, in considerazione di una inevitabile riduzione delle aree effettivamente edificabili in fase di pianificazione esecutiva.

SECONDA FASE – Per la seconda, fase utilizzando lo stesso trend di crescita, si è stimato un incremento di popolazione di 325.000 unità, pari a una domanda di 14,6 milioni di mq di superficie edificabile residenziale. Le aree individuate permettono di realizzare 27 milioni di superficie edificabile di cui 17 milioni residenziali (64%), 6,6 milioni non residenziali (24%) e 3,7 milioni produttivi (12%).

CAPACITA’ INSEDIATIVA TOTALE – Tra la prima e la seconda fase si prevede di realizzare 66,9 milioni di mq di superficie costruita di cui 39,8 milioni residenziali (60 % di cui poco più del 35% di case isolate), 19,7 milioni non residenziali (29%) e 7,3 milioni di produttivo (11%). Se a questi si aggiungono gli almeno 3 milioni di mq di superficie edificata dei progetti esistenti censiti si raggiungono i 69,9 milioni di mq di superficie edificata complessivi.

MARGINE DI SVILUPPO – Nella seconda fase sono state tuttavia individuate una serie di aree di sviluppo di scorta, buffer areas, situate all’interno o ai margini dei tessuti, in diretto contatto con le aree naturali. Per queste aree corrispondenti ad 80,5 milioni di mq di superficie territoriale, interne agli arcipelaghi è stata considerata per la seconda fase una edificabilità simbolica pari a 0,1mq di superficie edificabile su 1 mq di superficie territoriale. Tale densità tuttavia in caso di necessità, può essere incrementa fino allo 0,4 (incremento di 0,3), garantendo una riserva di edificabilità aggiuntiva pari a 24,1 milioni di mq di superficie edificabile, sulla quale con un 60% di residenziale, è possibile alloggiare ulteriori 320.000 abitanti teorici. Tale incremento potrebbe essere dovuto non soltanto ad un aumento demografico ma anche ad un aumento del numero delle famiglie (a popolazione costante) che spesso si realizza a 20-30 anni circa dalle fasi di forte inurbamento (soprattutto di giovani e giovani coppie) a cui segue un incremento della natalità.

Capigruppo
T SPOON, Daniela Pastore
Progettisti
Raffaele Patitucci, Gualtiero Bonvino
Immagini (4)
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