Il Progetto di Architettura per la Città del Mediterraneo Seminario Workshop Internazionale di Progettazione Architettonica Riqualificazione dell’area di Piazza Don Luigi Sturzo Nuovo mercato del pesce e Centro civico
La Piazza Don Luigi Sturzo, comunemente nota ai saccensi come piazza Porta Palermo, è sita nell’uscita ovest dell’antica città. Fin dal cinquecento tale luogo assume una forte valenza di crocevia di comunicazione e di scambi commerciali, identità che si conserva e rimane inalterata fino ai giorni nostri. La sua posizione interstiziale fa assumere a questo spazio sfaccettature sempre differenti, punti di vista e prospettive si susseguono in un climax che trova il suo culmine nella struttura architettonica della Porta Palermo. L’area vive tuttavia di numerose complessità formali e funzionali che non la fanno percepire come entità unitaria. Viabilità, sistema dei parcheggi, attività commerciali incompatibili per il luogo sono le problematiche maggiormente evidenziabili. Una piazza che per dare risposta alle sue problematiche deve volgere lo sguardo al di fuori dei propri limiti. L’intervento di progettazione non può prescidere da un attento studio della viabilità urbana ed extra urbana. Si propone dunque una strategia che prevede la collocazione di nodi intermodali per i flussi provenienti da aree esterne al centro storico e una carrabilità leggera nella città intra-moenia riservata ai residenti e ai servizi commerciali, nonché un piano di parcheggi ad essi legati che coinvolge tutta la città. Il loop nel centro storico è garantito dalla sola via Licata che all’altezza di piazza Marconi viene interrata, bypassando la Porta Palermo. Si prevede inoltre una stazione intermodale in relazione con l’ingresso ovest della città. L’intervento si inserisce nel declivio del canale che divide la città storica dalla nuova espansione come un volume monolitico che si relaziona con il piede della città e la morfologia del terreno, offrendo una nuovo punto di vista verso il mare. Un parcheggio per 500 auto, un ristorante e altri servizi trovano il loro spazio in una struttura che si offre a facili future riconversioni. La piazza finalmente libera, diventa occasione per un ripensamento degli spazi e delle funzioni. Un vero e proprio sistema di piazze che restituiscono identità allo spazio, narrando avvenimenti, occasioni di sosta, punti di ritrovo e momenti di straniamento. Le nuove architetture partecipano alla definizione di un ritrovato equilibrio tra le parti, in cui geometrie e allineamenti prospettici ridisegnano il suolo, assecondando o negando i numerosi dislivelli altimetrici. Un centro civico e una struttura ricettiva si sviluppano su più livelli assecondando la forte vocazione della città termale nella piazza sopraelevata. Il sistema a valle, un piano pavimentato e punteggiato da alberi d’arancio, è chiuso invece da un corpo basso che adagiadosi sul basamento contiene spazi per attività commerciali e servizi informativi per il visitatore e il cittadino. La piazza come porta della città, vetrina delle ricchezze culturali che il territorio offre.