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Roma (RM), Italia

Renovatio Urbis V edizione

La città della musica e il suo quartiere
Francesca Ascione, Serena Vizioli, fabrizia benedetti valentini, Marco Dell'agli, giulia romana calvino, pierpaolo presta

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Nella quinta edizione del Concorso “Renovatio Urbis”, il Rotary Club Roma Parioli si rivolge ai giovani (studenti, laureandi, laureati delle Università romane) perché elaborino idee, proposte progettuali o anche semplici suggestioni per una migliore fruizione della “città della musica”, nel cosiddetto quartiere Flaminio, quartiere nord della città a destinazione culturale, all’arte, all’intrattenimento. Le diverse “eccellenze ed emergenze” in esso presenti, fortissimi elementi di attrazione culturale sia storici che più attuali a carattere museale, dovrebbero trovare un nuovo e più moderno modello organizzativo che metta a sistema l’ampio complesso zonale. Ciò riguarda, innanzi tutto, i trasporti e le infrastrutture viarie e di sosta, quindi, le attività commerciali e di servizio che dovranno svolgere quella indispensabile attività di supporto logistico e organizzativo dell’intera economia del quartiere Flaminio, ritessendo una maglia di connessioni (non solo fisiche) che consenta al fruitore dei diversi servizi di avvalersi domani di quelle indispensabili facilities per un modello futuro più efficiente. Ma condizione tuttaltro che marginale è la possibilità di determinare diversi rapporti di uso e fruizione per le popolazioni che risiedono all’intorno, oggi turbate dalle trasformazioni in atto. In tal modo, estraendo dall’esiziale isolamento all’interno del quale si trova ad operare oggi, la cosiddetta Città della Musica potrebbe contribuire a concretizzare quella grande opportunità tanto attesa dalla città e per la quale ha un senso la sua stessa conformazione architettonica.

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L’area di intervento è caratterizzata da tre complessi importanti: l’Auditorium, luogo simbolo della musica a Roma, il Palatiziano con lo stadio Flaminio, nuove location del rugby e del basket capitolini de il MAXXI, futuro punto di riferimento per le arti del XXI secolo. Nello spazio di 1 Km musica sport ed arte! L’idea progettuale mira a far emergere queste tre componenti in un “unicum” di forte attrattiva per l’intera città. La strategia muova attraverso tre interventi: la viabilità e gli accessi, ovvero nuove reti che consentono una fluidità di movimento e una facilità d’accesso, con un’attenzione particolare a chi si muove in modo “pulito”; la vivibilità dell’area mediante la valorizzazione degli spazi e degli impianti già esistenti e la costruzione di nuove strutture; lo sviluppo sul potenziale economico. Nello strutturare le reti abbiamo immaginato il territorio come luogo percorso da campi elettrici, generati da sorgenti positive (le attrezzature esistenti) e poli negativi (gli attuali vuoti urbani). È interessante notare come le linee di flusso che si vengono a creare risultino una trama efficace per le nuove interconnessioni. Sappiamo che nei campi elettrici cariche opposte si attraggono e interagiscono attraverso particelle che seguono le linee di flusso, così le attrezzature preesistenti e i nuovi spazi urbani (ex-vuoti) dialogheranno attraverso il sistema delle reti. Le linee generate saranno il mezzo che permetterà la propagazione dell’energia e si moltiplicheranno laddove la differenza di potenziale sarà maggiore. Scopo essenziale della riqualificazione dell’area è rivitalizzare il territorio prendendo spunto dalle tre suddette positività dell’area: la MUSICA (con l’Auditorium), lo SPORT (Stadio Flaminio e Palatiziano), e l’ARTE (MAXXI). Da qui nascono le nostre istallazioni che saranno contemporaneamente strumenti musicali, istallazioni artistiche ed occasioni di fare sport. Si è cercato quindi di proporre un nuovo approccio di pianificazione in grado di valutare gli intercambi e i flussi – sia materiali che immateriali – in modo che il dinamismo e la continuità del movimento e della percezione dello spazio divengano il fluido interstiziale della Città della Musica. Queste reti, così generate, non si intersecano e danno origine ad una fluidità dei percorsi. Il comportamento di ogni rete sarà simile alle onde sonore, che non trovando barriere (incroci a raso, semafori, strisce pedonali, da noi sostituiti con attraversamenti ed incroci a livelli diversi) continuano la loro propagazione, portando le sonorità dell’Auditorium nel resto della città.

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