Progetti
Copertine
Top Favorites
Nuovi
Concorsi
Albums
Dettagli
Newsletters
PORDENONE (PN), Italia

COMPLESSO PARROCCHIALE DELLA VISITAZIONE A PRATO

IL PROGETTO DI DAVIDE RAFFIN
Davide Raffin, Giulia Iseppi Perosa

01_large

Premessa

02_large

Una chiesa, in quanto “casa del popolo di Dio” ha carattere universale e non può essere limitata ad una comunità locale o “provinciale”, ma è per la ecclesia in generale. E’ significativo che le più grandi opere architettoniche religiose realizzate recentemente non siano state pensate e progettate da architetti e liturgisti locali, basti pensare fra le tante alla Chiesa Dives in Misericordia di Roma dell’architetto non-romano R. Mayer, alla Chiesa S.Giovanni Battista a Lecce dell’architetto non-leccese F. Purini e alla Chiesa del Redentore di Modena dell’architetto non-modenese M. Galantino. La progettazione di una chiesa è tema difficile e richiede una coscienza ed una conoscenza specifica che dovrebbe essere alla base dei criteri di selezione o limitazione dei progettisti partecipanti a un concorso di progettazione e non limiti geografici che potrebbero portare la stessa ricerca progettuale al livello “provinciale”.

05_large

I diversi temi che caratterizzano il progetto del complesso parrocchiale della Visitazione nascono dalla tensione dialettica fra aspetti opposti di una stessa realtà. Il complesso parrocchiale si configura come un esteso edificio a doppia altezza di tipologia conventuale con un grande chiostro al centro segnato da un percorso ciclo-pedonale di accesso, che divide il quadrilatero in due corpi a “c” contrapposti: uno piu’ “terreno”, raggruppa i luoghi dell’abitare e dell’aggregazione sociale (salone, aule e canonica), l’altro, rappresentante dei luoghi sacri, contiene l’aula liturgica, la cappella feriale e la sagrestia. Sopra le due figure contrapposte, una pensilina continua funge da elemento d’unione simbolica e funzionale. Questa diventa sul lato sud-ovest, un largo porticato del salone parrocchiale, luogo di aggregazione sociale all’aperto, mentre sugli altri tre lati mantiene la sua funzione di protezione del percorso perimetrale e dei diversi lucernari nel livello superiore. La contrapposizione dialettica di due diverse dimensioni, è leggibile oltre che in pianta, anche in alzato. Al di sopra dell’aula liturgica si eleva una copertura prismatica a falda, sospesa rispetto al basamento, che traduce in termini spaziali contemporanei, la tensione escatologica del già e il non ancora tipica delle chiese medioevali, presentando l’ambiguità di uno spazio chiaramente sospeso, visibile ma irraggiungibile che suggerisce che “il Paradiso è già presente ma non ancora in forma definitiva”. Sia all’esterno che all’interno dell’aula liturgica, il solido basamento in mattoni, con il suo carattere stereotomico, mostra di appartenere alla terra. Al contrario la “leggera” copertura soprastante dall’evidente carattere tettonico-tessile, si presenta come struttura diafana e smaterializzata da sottili intagli verticali, priva di appoggi evidenti e appare sospesa in cielo, quale immagine eterea. L’accesso principale all’aula liturgica non è immediato, ma avviene tramite un lungo processo di attraversamento dello spazio, un Raumdurchdringung loosiano, percorso continuamente mediato da gradini, cambi di direzione e pulsazioni spaziali, tutti ostacoli visuali e fisici che rendono il fedele estraneo al mondo profano precedente e a quello sacro dello spazio liturgico in una sorta di Purgatorio. Questo percorso iniziatico che attiva alla dinamica dal peccato alla grazia, viene qui distinto nei tre momenti di separazione, liminalità e riaggregazione. Il buio nartece e l’area battesimale laterale costituiscono i luoghi di liminalità ed infine l’accogliente aula a tripla altezza è il luogo deputato alla riaggregazione che con il ritmo cadenzato dai tagli del volume sospeso, come le colonne di una navata medioevale, scandiscono il percorso iniziatico verso l’altare. Quest’ultimo è messo in risalto da una pioggia di luce proiettata dal lato orientale della “scatola” che si piega costituendo così l’escathon della presenza di Dio. Se è vero che l’architettura è l’arte di evocare, allora l’architettura di una chiesa deve evocare la presenza di Dio, non certo attraverso il richiamo delle forme del passato, sempre diverse nei secoli perchè derivanti dalla tekne del momento , ma attraverso l’uso sapiente della luce e dello spazio alla ricerca di quel senso del sacro che e’ nella memoria comune. L’architettura ha quindi il difficile compito di rendere riconoscibile l’edificio sacro , stimolando la memoria dei fedeli senza cadere nello storicismo. L’impianto geometrico della chiesa è impostato su due diversi assi longitudinali di simmetria, derivanti dalla separazione dei due fuochi liturgici: della parola e dell’eucarestia. Questo slittamento conferisce contemporaneamente allo spazio, dinamicità e ordine, come dinamico ma ordinato deve essere il rito liturgico. Si riconosce un asse A su cui si allineano l’altare, l’ingresso principale e la copertura dell’aula, e un asse B su cui si attestano l’ambone al centro della cavea litica dell’aula, il fondale absidale e la facciata della chiesa. Queste simmetrie parziali producono un equilibrio dinamico delle parti, sia all’interno dell’aula, che in facciata, dove il corpo metallico di ingresso ,spostato rispetto ala centro, viene bilanciato dal traliccio della torre campanaria.

07_large

08_large

09_large

10_large

11_large

Ere

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma

Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav