© Angelo Delli Gatti . Pubblicata il 27 Agosto 2008.
Il teatro viene qui interpretato come mediatore socio-culturale. Il filtro tra città e teatro e, quindi, tra società e cultura, è il foyer.
© Angelo Delli Gatti . Pubblicata il 27 Agosto 2008.
Il sito del concorso si presenta come un’area pianeggiante, fortemente vincolata dai fabbricati confinati, dalla forma trapezoidale, per una superficie totale di 4007 mq. A nord, l’area confina con edifici storici a uno/due piani fuori terra in mattoni faccia a vista e coppi. A est, confina con un basso fabbricato adibito a autorimesse e con un canale aperto. A sud, confina con un fabbricato a tre piani fuori terra e con un muro di confine. A Est, il lotto si affaccia sulla strada che collega la ferrovia e con la piazza del popolo, su cui prospettano edifici di buona qualità architettonica, conferendo alla piazza stessa equilibrio e armonia.
© Angelo Delli Gatti . Pubblicata il 27 Agosto 2008.
La Casa Littoria delimita la piazza verso Nord-Est, interponendosi tra il lotto e la città, lasciando come unico punto di accesso uno stretto passo carraio. L’edificio presenta un notevole valore architettonico sia per l’impianto a C con ingresso sull’angolo, sia per il sobrio utilizzo dei materiali di facciata (intonaco, mattoni e travertino).
© Angelo Delli Gatti . Pubblicata il 27 Agosto 2008.
L’attuale sala cinematografica si presenta come un volume semplice, un parallelepipedo di dimensioni pari a 13×27 metri avente un doppio ordine di finestre in facciata, bordate da una cornice a tutt’altezza altezza a unione dei due livelli di aperture.
© Angelo Delli Gatti . Pubblicata il 27 Agosto 2008.
Le linee guida che sono state alla base della progettazione hanno tenuto conto della valorizzazione e della riorganizzazione dell’edificio esistente, potenziando e valorizzando la posizione di rappresentanza della casa littoria rispetto alla piazza e alla città, intervenendo il meno possibile sull’involucro e nel recupero della sala cinematografica preservando e rivalutando le murature portanti principali,intervenendo in modo decisivo sulle superfetazioni e sull’attuale torre scenica.Il progetto prevede il mantenimento della casa littoria, oggetto di ristrutturazione interna (architettonica, impiantistica ed illuminotecnica) senza cambio di volume, la demolizione dell’attuale torre scenica e della sala cinematografica, mantenendo in essere le murature longitudinali previo recupero e risanamento conservativo degli intonaci e consolidamento delle strutture murarie. Il nuovo intervento prevede la realizzazione di una nuova copertura per il foyer, riplasmando l’ex-sala cinematografica in un luogo di accoglienza a doppia altezza, completamente vetrato verso strada e in aderenza all’ampliamento.
© Angelo Delli Gatti . Pubblicata il 27 Agosto 2008.
Particolare riguardo è stato posto all’organizzazione dell’ampliamento verso i lati consentiti dal Bando di Concorso, con particolare attenzione ad una configurazione spaziale rispettosa delle preesistenze, il meno invasiva possibile, compatibilmente con il programma funzionale.
© Angelo Delli Gatti . Pubblicata il 27 Agosto 2008.
Il nuovo corpo di fabbrica si accosta alle preesistenze, inglobando, sul lato sud, le murature e gli archi dell’ex-sala cinematografica, realizzando una sala per spettacoli composta da una platea, un galleria e una torre scenica. L’intervento si configura in una posizione defilata e poco visibile dal fronte principale verso piazza del popolo, tuttavia instaurando un interessante dialogo con il tessuto “minore” che definisce il lotto di progetto. La città offre suggestivi scorci visivi su questo spazio; percorrendo le vie meno frequentate della città infatti è possibile percepire il volume della torre scenica, elemento di sorpresa che vuole suscitare curiosità al cittadino. Ulteriore ampliamento è costituito dal parcheggio interrato, poco impattante rispetto al contesto perché interrato, fatto salvo per alcuni elementi di aerazione emergenti rispetto al piano pubblico. Componente fondamentale, perché funge da collante e connettivo dei nuovi flussi creati, è il PATIO. Posizionato in modo baricentrico rispetto all’intervento, il patio qualifica l’interrato a cui è direttamente collegato, mettendo in comunicazione i 4 principali corpi dell’ampliamento: foyer, torre scenica, parcheggio e città.
© Angelo Delli Gatti . Pubblicata il 27 Agosto 2008.
Il concetto progettuale proposto vuole essere sintesi di un processo iterattivo tra esistente e nuova costruzione, definendo l’uno rispetto le esigenze dell’altra e viceversa. In tale chiave interpretativa, è possibile leggere l’intervento come una trasposizione dei valori delle preesistenze in un nuovo edificio completamente rinnovato, capace di promuovere cultura. Questa transizione è chiara nella definizione dell’impianto: il volume del foyer, ricavato dal recupero e dalla trasformazione dell’esistente, funge da cerniera formale e funzionale dell’intervento; vero elemento filtrante tra la casa littoria e i nuovi spazi del teatro.
© Angelo Delli Gatti . Pubblicata il 27 Agosto 2008.
Il corpo di fabbrica ospitante il foyer avrà una struttura di copertura realizzata con travi reticolari metalliche ancorata alle due pareti longitudinali del fabbricato esistente, con la funzione di irrigidire e controventare le stesse anche mediante la realizzazione di un cordolo perimetrale in c.a. Così facendo è possibile ottenere uno spazio libero e flessibile al di sotto della copertura, tamponato attraverso pareti in vetro strutturale pensate in posizione arretrata rispetto al filo di fabbricazione esistente, creando un percorso pedonale esterno (portico) coperto.
© Angelo Delli Gatti . Pubblicata il 27 Agosto 2008.
Il progetto ha anche previsto una riorganizzazione degli accessi all’area: la creazione di una superficie a verde a mitigare la realizzazione dell’autorimessa interrata, potenziamento degli spazi pubblici a ridosso dell’ampliamento, apertura veicolare su via Demetrio Cosola.
© Angelo Delli Gatti . Pubblicata il 27 Agosto 2008.
Nella fase progettuale, l’efficienza energetica ha rappresentato un aspetto determinante, non solo per la tutela dell’ambiente e la protezione del clima, ma al tempo stesso per il risparmio energetico e la riduzione dei costi di climatizzazione oltre che per il miglioramento del confort abitativo che ne deriva.
Tali obiettivi sono raggiunti attraverso una protezione termica altamente qualitativa, una sollecitazione termica contenuta (portico a sud a schermare la facciata vetrata del foyer), un utilizzo di energia ambientale – fonti di energia rinnovabili (energia solare passiva in inverno, utilizzo del raffrescamento notturno a mezzo di aerazione trasversale) e una copertura del fabbisogno energetico residuo e con limitato dispendio ambientale
Il progetto proposto pone estrema attenzione alle qualità spaziali degli ambienti. La luce è una componente importante di definizione degli spazi privati e pubblici. Su questi presupposti, si può riconoscere nell’intervento un ulteriore valore aggiunto, si pensi alla luce filtrata dalla copertura “stirata” del foyer, oppure ai pannelli rosso traslucido degli arconi tra sala e foyer, così come all’atmosfera creata dall’illuminazione radente di spots e leds in facciata.
Lo studio dell’illuminazione notturna segue il concetto architettonico proposto per il teatro. Il tema sviluppato è quello del sipario rosso della scena teatrale, le rideau rouge.La luce stabilisce un legame deciso tra il volume l’esistente e il nuovo intervento.L’uso del colore rosso offre un contrasto che segnala la presenza di un luogo di spettacolo. L’illuminazione notturna permette di dare una nuova veste all’edificio, ricreando così un’atmosfera attraente e comunicativa.
Le facciate della Casa Littoria sono colorate grazie a una luce diffusa, gli archi del foyer sono invece sottolineati da una luce rossa direzionale e radente, mentre la torre scenica riceve i raggi di luce rossa nelle fughe verticali in sfondato della sua pelle in lamiera stirata e forata, a ricreare un effetto simile alle pieghe del sipario.
Sulla piazza del popolo si ottiene un’atmosfera quasi magica, rispetto all’edificio preesistente, ma nel contempo molto dolce.
L’intensità della luce aumenta verso l’isola pedonale del teatro, dove la muratura rossa intorno agli archi del foyer attrae l’attenzione dello spettatore, della città.
L’interno del foyer è illuminato da una luce diffusa collocata all’interno del controsoffitto di copertura. I corpi illuminanti sono nascosti dietro i pannelli in alluminio stirato, creando un sistema di filtro/diffusione della luce(spots a fascio diretto).
Gli archi tra foyer e spettacolo sono tamponati da lastre di vetro acidato rosso traslucido; una luce rasante sottolinea gli archi, ritmando lo spazio di accoglienza; dalla platea e dalla galleria, una luce diffusa filtrata dal vetro rosso acidato (schermabile da tendaggi fissi dall’interno per consentire l’oscuramento totale della sala teatrale) trasforma lo spazio, rendendolo diafano, al limite del surreale, introducendo lo spettatore nella dimensione teatrale dello spettacolo.
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