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© Corvino + Multari . Pubblicata il 04 Settembre 2008.
L’area oggetto di intervento è ubicata nella area occidentale della città di Napoli nel quartiere di Soccavo –rione Traiano posto ai piedi della Collina dei Camaldoli. L’idea di progetto, a partire da un giudizio di valore sull’attuale quartiere guarda ad un paesaggio più ampio a cui l’area di concorso appartiene. Legge le confluenze, le contraddizioni, la geografia, per assegnare al progetto un ruolo di “centralità” nel sistema urbano. Il progetto interpreta i luoghi a cui appartiene e “dialoga” con il disegno complessivo di riqualificazione urbana previsto dal P.R.U. approvato dalla Amministrazione Comunale di Napoli. L’idea assegna al sito una valenza di luogo collettivo per una parte urbana più ampia, disegna un “parco con le attrezzature pubbliche e private”, un’area in cui la geografia e l’orografia dettano le condizioni di una permeabilità dell’area, abbatte l’idea di recinti e costrizioni. A partire da queste considerazioni il progetto recepisce le indicazioni urbanistiche previste per l’area, rivedendo la zonizzazione delle funzioni per tentare una risposta più complessa in cui spazio pubblico e privato, residenze, terziario e attrezzature, verde e infrastrutture si diffondono sul territorio “contaminando” i luoghi di “frammenti di città”. Luoghi a più funzioni nel quale ritrovarsi o abitare, aree prive di barriere in cui l’uomo ha la possibilità di riconoscersi in un habitat semplice, confortevole, sicuro. In questo modo, nel rispetto delle quantità di destinazioni d’uso previste nel Sub-Ambito, l’insieme di opere pubbliche e opere private disegna l’intera area in un sistema di layers sovrapposti consentendo una diffusa mobilità all’interno dell’area e tra questa e le aree al suo contorno anche di progetto previste nel P.R.U. In tale strategia il progetto individua il luogo della piazza-parco, agorà a cui tutto il quartiere appartiene, in un’area centrale “morbida” nei lati, connessa al sistema di viabilità pubblica al suo contorno che invoca una unità su cui si presentano le attrezzature della scuola materna-asilo nido, dei servizi di terziario di base e delle residenze. Un sistema insediativo-orografico che fa dei vincoli una risorsa per sentirsi in rete, ma soprattutto un luogo da attraversare per connettere parti che sono concepite per stare insieme. La morfologia dell’area di progetto è tale che ogni centro è percepito a distanza e in avvicinamento, ogni centro ha un fondale ed ogni centro appare unico, ma al contempo simile all’altro. È il caso degli spazi tra le case, degli spazi di relazione (pubblici e privati di uso pubblico), destinati alle attività di socializzazione e di incontro nonché a verde di pertinenza delle residenze anche per uso di orti coltivati. Un luogo tra le case proprio di una condizione di vita della casa a corte che caratterizzava la città storica di Soccavo. Spazi comuni condivisi, protetti, da proteggere e curare. Il nuovo quartiere guarda con occhi diversi al ruolo delle periferie, tenta di assegnare a parti di essa un ruolo sempre invocato e mai realizzato, una opportunità per immaginare l’area metropolitana di Napoli come una serie di “ricuciture” tenute insieme anche da un sistema infrastrutturale su ferro (metropolitana e cumana) che consente di sentirsi sempre in rete, cittadini di un’unica città che dovrà vivere di più luoghi in cui le specificità di storia e paesaggio realizzano differenti identità. Elemento essenziale su cui si basa la nuova strategia dell’area di progetto è la presenza del verde: elemento strutturante il processo di trasformazione. Il nuovo paesaggio scaturisce dal luogo e si svilupperà anche a partire dagli elementi che ne sono l’essenza: suolo e acqua. Un luogo che ospita un ambiente di alberi e prati, aree ciclo-pedonali e aree per lo sport all’aperto lungo i tracciati delle curve di livello presenti nell’area. L’elemento primario per lo sviluppo dei processi naturali è l’“Acqua ed il suo ciclo”. L’acqua scorre nell’area, preesiste al nuovo tracciato mentre il parco dà vita a dinamiche ed ambienti d’acqua, regimenta le acque meteoriche e superficiali in equilibrate condizioni idrogeologiche ed idrografiche. La finalità è valorizzare il paesaggio e creare al fruitore l’emozione di trovarsi inserito in un ambiente “riconquistato” dalla Natura dove sarà possibile conciliare le tracce della geografia agraria con la nuova struttura urbana.
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© Corvino + Multari . Pubblicata il 04 Settembre 2008.
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