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© FG architetti Faraguna_Girotto . Pubblicata il 15 Settembre 2006.
LA CITTA TANGENZIALE
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© FG architetti Faraguna_Girotto . Pubblicata il 15 Settembre 2006.
Cambiano gli scenari per la città di Mestre con larrivo del passante/tunnel: la tangenziale diventa una nuova opportunità per la città che negli anni si è sviluppata verso ovest; diventa un modo per ricucire il tessuto urbano che oggi sta al di là. Un di là che non è mai stato netto perché la tangenziale non è mai stata una barriera ed oggi più che mai rappresenta una risorsa.
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Nodi e fili
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La tangenziale diventa allora un filo per riannodare le diverse parti della città partendo dallindividuazione dei punti nodali, i nodi appunto, che diventano il fulcro di questo ridisegnato filato insediativo.
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Partendo dalla considerazione che il fulcro della città si sta spostando verso ovest, e perciò verso la tangenziale ed oltre, il primo pensiero è stato quello di individuare un nodo che concentri le funzioni primarie di connessione individuando lo spostamento della stazione ferroviaria verso lintersezione tra tangenziale e Miranese. Ecco allora il primo nodo, il CONCRETE che oltre a rappresentare un punto di interscambio tra il traffico veicolare e pedonale con presenza di parcheggi per le auto e nuova stazione ferroviaria, diventa un vero punto di concentrazione di diverse funzioni: la stazione (piastra-scheggia), contenitori commerciali e direzionali (torri-balene), albergo e residenze a contorno del parco del Piraghetto.
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I fili di connessione viaggiano a due livelli diversi: quello del traffico ferroviario e veicolare a quota 0.00 e quello riservato ai pedoni a quota + 7.00: la città si alza sopra il sistema viario per essere permeabile alle persone. Questo innalzamento viene ricavato anche con la creazione di un verde sagomato che permette di connettere il parco del Piraghetto con quello privato a ovest (Parco di Villa Ceresa).
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Il Marzenego con le zone verdi che lo lambiscono rappresenta un polmone importante spingendoci a concentrare lattenzione sul PAESAGGIO. In questo nodo sono previsti interventi interstiziali a grana fine disegnati con il verde e lapertura al sistema agrario. La tangenziale, che in questo punto corre a raso, si dilata verso la campagna creando dei punti di sosta che permettono la fruibilità del verde stesso. Un sistema del verde che separa e collega, crendo una barriera per linquinamento acustico e atmosferico verso la tangenziale. Contemporaneamente rappresenta un parco cintura che connette le zone ad est e a ovest di essa, diventando cornice per la residenze vecchie e nuove, per gli impianti sportivi e per il Marzenego che dilata il sistema dal centro della città a est fino ai campi coltivati molto più a ovest.
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Il terzo nodo è rappresentato dallincrocio della tangenziale con il Terraglio: è lo spazio delle INTERZEZIONI. Uno spazio già significativamente urbanizzato, con presenza di centri commerciali di media e grande scala e del nuovo ospedale in fase di realizzazione. Tali caratteristiche lo rendono il punto dingresso alla città da nord. Ecco quindi la necessità di un segnale (il sasso) che rappresenti la porta dingresso, che dia lindicazione che la tangenziale sta diventando qualcosa di diverso, di urbano. Lavorando sul completamento dei vuoti si cerca di introdurre elementi di r-accordo in quota tra la tangenziale e lintorno con delle dilatazioni della stessa che diventato aree di sosta. Le dilatazioni in quota alla tangenziale permettono laccessibilità sia allarea commerciale che alla zona verde ad est della tangenziale. Inoltre questo nodo rappresenta una frangia di raccordo con il Bosco di Mestre, importante sistema di verde e acqua ad alta qualità ambientale.
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INTERMODALITA
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Luogo ad alta potenzialità di relazioni, di accessibilità, di funzioni insediabili. Luoghi con bassa qualità architettonica ed elevato degrado urbano. La densità di infrastrutture rende tali aree predisposte alla intermodalità, la nuova porta intermodale di Mestre.
TRANSIZIONE
Aree con buon grado di accessibilità di carattere locale, grazie a SFMR e tangenziale. Transizione esprime il concetto di porta di accesso ai parchi, al corridoio verde del Marzenego, alle aree residenziali. Aree con vocazione ad interventi minuti e legati al paesaggio ed alla mitigazione ambientale.
ATTRATTORE
Aree con elevato grado di accessibilità, oggi compromessa dalla prossimità del polo commerciale ed in futuro dallarea ospedaliera. La Tangenziale, Via Terraglio e Via castellana sono arterie da riorganizzare secondo un nuovo sistema infrastrutturale che consente il miglioramento dellaccessibilità al commercio e al potenziamento della logistica locale.
LE REGOLE
Il masterplan della tangenziale di Mestre individua una metodologia di intervento: delle regole appunto, che rappresentano una traccia capace di dare risposta a diverse questioni che la città contemporanea pone, traccia applicabile anche in altre situazioni urbane analoghe.
Il progetto intende adottare una serie di soluzioni architettoniche che se da un lato vogliono affrontare i problemi di inquinamento acustico ed atmosferico, dallaltro intendono porre lobbiettivo sul degrado spaziale e architettonico, la difficile accessibilità, la congestione.
Si propongono perciò dei dispositivi architettonici che, declinati secondo le particolari situazioni ed esigenze, rappresentano elementi di soluzione strategica delle problematiche presenti.
DILATAZIONE
Allargamento della sede stradale in quota in modo da consentire la formazione di aree di sosta in prossimità dei servizi offerti dalla nuova tangenziale, o dai punti di accesso allintorno: dilatazioni della carreggiata che assomigliano ad aree di servizio autostradale.
INTEGRAZIONE
La città si espande sulla tangenziale: edifici dalla sagoma particolare, prospicienti ed aggettanti, i volumi del nuovo panorama stradale della circonvallazione mestrina fungono da porte urbane ed elementi che governano lo sguardo.
ADDIZIONE
Elementi a scala urbana, interfacce con funzione di schermo tra abitato e tangenziale, agganciate alla stessa offrendo occasioni di utilizzo dello spazio laterale e sottostante il nastro stradale.
PAESAGGIO
In questo luogo prevale il non costruito: gli interventi che si prevedono sono a livello di connessioni e di verde. Un parco cintura racchiude e protegge le zone residenziali esistente e in previsione; la visuale si espande lungo il Marzenego verso i campi coltivati e se ne appropria, collegando questa preziosa risorsa di verde ed acqua alla zona residenziale ed ai campi da gioco esistenti. La tangenziale si abbassa a quota +3.00 e rende accessibile lintorno mediante dilatazioni che consentono la sosta ed il parcheggio delle automobili. Elementi affiancati alla tangenziale come delle addizioni individuano zone di protezione degli edifici scolastici e residenze presenti e contemporaneamente consentono luso degli spazi ricavati dagli aggetti. Due stazioni a ponte del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale rendono accessibili le linee ferroviarie per Treviso e per Trieste.
INTERSEZIONI
Lo spazio delle intersezioni individua lingresso alla città da nord e diventa perciò un punto importante sotto laspetto logistico, un punto di interscambio delle merci che possono trovare luoghi di commercio e distribuzione allingrosso che si sommano ai centri commerciali di media dimensione già esistenti. La dilatazione della tangenziale diventa un segnale per chi la percorre e un luogo di sosta e di accessibilità alla zona commerciale, al nuovo ospedale e alla zona verde posta a est.
Il progetto prevede la costruzione di nuovi contenitori commerciali posti sopra e sotto il livello della tangenziale a completamento di quelli esistenti.
Su di tutti spicca un edificio di sette piani che aggetta sulla tangenziale e diventa la Porta della città. In questo edificio possono essere inserite destinazioni commerciali e direzionali legate alla grande distribuzione.
CONCRETE
La stazione ferroviaria si sposta verso ovest formando una lunga piazza rialzata sopra le pensiline che proteggono i binari, la piazza scavalca la linea ferroviaria per Milano e va ad appoggiarsi alla tangenziale creando un ampio spazio in quota + 7.00. La piastra è tagliata da feritoie che consentono laccesso ai binari a quota 0.00 ed ai servizi alla stazione: biglietteria, deposito bagagli, magazzini e servizi vari; sotto la quota 0.00 sono collocati due piani di parcheggi.
Dalla piastra emergono edifici che hanno funzioni diverse:
la torre scheggia posta sulla testa della stazione che contiene, al livello piazza, un bar, un ristorante e spazi di ristoro. Ai piani superiori si trovano ambienti ad uso direzionale, un auditorium a doppia altezza e nei piani più alti degli uffici di rappresentanza, spazi espositivi e un centro benessere
le balene sono tre edifici a sette piani aggettanti sulla tangenziale con destinazione commerciale e direzionale
ledificio a terrazze è un fabbricato a quattro piani che chiude la piazza verso est e che si apre sul verde del Piraghetto. Un verde terrazzato raccorda la quota della piazza a quella del parco. Questo edificio contiene un albergo e delle residenze. A piano terreno delledificio lungo lattuale via Trento si aprono dei parcheggi e ingressi carrabili per gli utenti del parco delle residenze e dellalbergo.
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