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Mestre (VE), Italia

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Programma per il progetto delle aree limitrofe alla tangenziale di Mestre

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Images courtesy of F&G architetti

LA CITTA’ TANGENZIALE

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Images courtesy of F&G architetti

Cambiano gli scenari per la città di Mestre con l’arrivo del passante/tunnel: la tangenziale diventa una nuova opportunità per la città che negli anni si è sviluppata verso ovest; diventa un modo per ricucire il tessuto urbano che oggi sta al “di là”. Un “di là” che non è mai stato netto perché la tangenziale non è mai stata una barriera ed oggi più che mai rappresenta una risorsa.

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Nodi e fili

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La tangenziale diventa allora un filo per riannodare le diverse parti della città partendo dall’individuazione dei punti nodali, i “nodi” appunto, che diventano il fulcro di questo ridisegnato filato insediativo.

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Partendo dalla considerazione che il fulcro della città si sta spostando verso ovest, e perciò verso la tangenziale ed oltre, il primo pensiero è stato quello di individuare un nodo che concentri le funzioni primarie di connessione individuando lo spostamento della stazione ferroviaria verso l’intersezione tra tangenziale e Miranese. Ecco allora il primo nodo, il “CONCRETE” che oltre a rappresentare un punto di interscambio tra il traffico veicolare e pedonale con presenza di parcheggi per le auto e nuova stazione ferroviaria, diventa un vero punto di concentrazione di diverse funzioni: la stazione (piastra-scheggia), contenitori commerciali e direzionali (torri-balene), albergo e residenze a contorno del parco del Piraghetto.

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I fili di connessione viaggiano a due livelli diversi: quello del traffico ferroviario e veicolare a quota 0.00 e quello riservato ai pedoni a quota + 7.00: la città si “alza” sopra il sistema viario per essere permeabile alle persone. Questo innalzamento viene ricavato anche con la creazione di un verde sagomato che permette di connettere il parco del Piraghetto con quello privato a ovest (Parco di Villa Ceresa).

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Il Marzenego con le zone verdi che lo lambiscono rappresenta un polmone importante spingendoci a concentrare l’attenzione sul “PAESAGGIO”. In questo nodo sono previsti interventi interstiziali a “grana fine” disegnati con il verde e l’apertura al sistema agrario. La tangenziale, che in questo punto corre a raso, si dilata verso la campagna creando dei punti di sosta che permettono la fruibilità del verde stesso. Un sistema del verde che separa e collega, crendo una barriera per l’inquinamento acustico e atmosferico verso la tangenziale. Contemporaneamente rappresenta un “parco cintura” che connette le zone ad est e a ovest di essa, diventando cornice per la residenze vecchie e nuove, per gli impianti sportivi e per il Marzenego che dilata il sistema dal centro della città a est fino ai campi coltivati molto più a ovest.

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Il terzo nodo è rappresentato dall’incrocio della tangenziale con il Terraglio: è lo spazio delle “INTERZEZIONI”. Uno spazio già significativamente urbanizzato, con presenza di centri commerciali di media e grande scala e del nuovo ospedale in fase di realizzazione. Tali caratteristiche lo rendono il punto d’ingresso alla città da nord. Ecco quindi la necessità di un segnale (il sasso) che rappresenti la “porta” d’ingresso, che dia l’indicazione che la tangenziale sta diventando qualcosa di diverso, di urbano. Lavorando sul completamento dei vuoti si cerca di introdurre elementi di r-accordo in quota tra la tangenziale e l’intorno con delle dilatazioni della stessa che diventato aree di sosta. Le dilatazioni in quota alla tangenziale permettono l’accessibilità sia all’area commerciale che alla zona verde ad est della tangenziale. Inoltre questo nodo rappresenta una frangia di raccordo con il Bosco di Mestre, importante sistema di verde e acqua ad alta qualità ambientale.

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INTERMODALITA’

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Images courtesy of F&G architetti

Luogo ad alta potenzialità di relazioni, di accessibilità, di funzioni insediabili. Luoghi con bassa qualità architettonica ed elevato degrado urbano. La densità di infrastrutture rende tali aree predisposte alla intermodalità, la nuova porta intermodale di Mestre.

TRANSIZIONE

Aree con buon grado di accessibilità di carattere locale, grazie a SFMR e tangenziale. Transizione esprime il concetto di “porta” di accesso ai parchi, al corridoio verde del Marzenego, alle aree residenziali. Aree con vocazione ad interventi minuti e legati al paesaggio ed alla mitigazione ambientale.

ATTRATTORE

Aree con elevato grado di accessibilità, oggi compromessa dalla prossimità del polo commerciale ed in futuro dall’area ospedaliera. La Tangenziale, Via Terraglio e Via castellana sono arterie da riorganizzare secondo un nuovo sistema infrastrutturale che consente il miglioramento dell’accessibilità al commercio e al potenziamento della logistica locale.

LE REGOLE

Il masterplan della tangenziale di Mestre individua una metodologia di intervento: delle “regole” appunto, che rappresentano una traccia capace di dare risposta a diverse questioni che la città contemporanea pone, traccia applicabile anche in altre situazioni urbane analoghe.

Il progetto intende adottare una serie di soluzioni architettoniche che se da un lato vogliono affrontare i problemi di inquinamento acustico ed atmosferico, dall’altro intendono porre l’obbiettivo sul degrado spaziale e architettonico, la difficile accessibilità, la congestione.

Si propongono perciò dei dispositivi architettonici che, declinati secondo le particolari situazioni ed esigenze, rappresentano elementi di soluzione strategica delle problematiche presenti.

DILATAZIONE

Allargamento della sede stradale in quota in modo da consentire la formazione di aree di sosta in prossimità dei servizi offerti dalla nuova tangenziale, o dai punti di accesso all’intorno: dilatazioni della carreggiata che assomigliano ad aree di servizio autostradale.

INTEGRAZIONE

La città si espande sulla tangenziale: edifici dalla sagoma particolare, prospicienti ed aggettanti, i volumi del nuovo panorama stradale della circonvallazione mestrina fungono da “porte urbane” ed elementi che governano lo sguardo.

ADDIZIONE

Elementi a scala urbana, interfacce con funzione di schermo tra abitato e tangenziale, “agganciate” alla stessa offrendo occasioni di utilizzo dello spazio laterale e sottostante il nastro stradale.

PAESAGGIO

In questo luogo prevale il non costruito: gli interventi che si prevedono sono a livello di connessioni e di verde. Un parco cintura racchiude e protegge le zone residenziali esistente e in previsione; la visuale si espande lungo il Marzenego verso i campi coltivati e se ne appropria, collegando questa preziosa risorsa di verde ed acqua alla zona residenziale ed ai campi da gioco esistenti. La tangenziale si abbassa a quota +3.00 e rende accessibile l’intorno mediante dilatazioni che consentono la sosta ed il parcheggio delle automobili. Elementi affiancati alla tangenziale come delle addizioni individuano zone di protezione degli edifici scolastici e residenze presenti e contemporaneamente consentono l’uso degli spazi ricavati dagli aggetti. Due stazioni “a ponte” del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale rendono accessibili le linee ferroviarie per Treviso e per Trieste.

INTERSEZIONI

Lo spazio delle intersezioni individua l’ingresso alla città da nord e diventa perciò un punto importante sotto l’aspetto logistico, un punto di interscambio delle merci che possono trovare luoghi di commercio e distribuzione all’ingrosso che si sommano ai centri commerciali di media dimensione già esistenti. La dilatazione della tangenziale diventa un segnale per chi la percorre e un luogo di sosta e di accessibilità alla zona commerciale, al nuovo ospedale e alla zona verde posta a est.

Il progetto prevede la costruzione di nuovi contenitori commerciali posti sopra e sotto il livello della tangenziale a completamento di quelli esistenti.

Su di tutti spicca un edificio di sette piani che aggetta sulla tangenziale e diventa la “Porta della città”. In questo edificio possono essere inserite destinazioni commerciali e direzionali legate alla grande distribuzione.

CONCRETE

La stazione ferroviaria si sposta verso ovest formando una lunga piazza rialzata sopra le pensiline che proteggono i binari, la piazza scavalca la linea ferroviaria per Milano e va ad appoggiarsi alla tangenziale creando un ampio spazio in quota + 7.00. La piastra è tagliata da feritoie che consentono l’accesso ai binari a quota 0.00 ed ai servizi alla stazione: biglietteria, deposito bagagli, magazzini e servizi vari; sotto la quota 0.00 sono collocati due piani di parcheggi.

Dalla piastra emergono edifici che hanno funzioni diverse:

• la torre scheggia posta sulla testa della stazione che contiene, al livello piazza, un bar, un ristorante e spazi di ristoro. Ai piani superiori si trovano ambienti ad uso direzionale, un auditorium a doppia altezza e nei piani più alti degli uffici di rappresentanza, spazi espositivi e un centro benessere

• le balene sono tre edifici a sette piani aggettanti sulla tangenziale con destinazione commerciale e direzionale

• l’edificio a terrazze è un fabbricato a quattro piani che chiude la piazza verso est e che si apre sul verde del Piraghetto. Un verde terrazzato raccorda la quota della piazza a quella del parco. Questo edificio contiene un albergo e delle residenze. A piano terreno dell’edificio lungo l’attuale via Trento si aprono dei parcheggi e ingressi carrabili per gli utenti del parco delle residenze e dell’albergo.

Ewwws

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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