© Natale Forciniti . Pubblicata il 24 Settembre 2008.
CRITERI GENERALI. L’iter compositivo è partito dagli indirizzi progettuali e dalle condizioni convenzionalmente assunte dal bando del concorso in esame. La progettazione preliminare compiuta insiste su un lotto di circa 5 000,00 mq, di forma rettangolare (75,30 m x 66,40 m), e realizza circa 7 492,00 mc distribuiti su un altezza massima, calcolata ad intradosso dell’ultimo solaio, di 8,50 m, per un rapporto di copertura pari a 27,16 %. Le unità minime d’intervento (UMI), così come definite dal bando di concorso, sono costituite da n°4 unità abitative ciascuna. La capacità di assemblaggio modulare delle singole UMI ha rappresentato in fase progettuale una prerogativa fondamentale, pertanto la regolarità strutturale e distributiva dei singoli corpi di fabbrica concepiti, rivela una moltitudine di possibilità di aggregazione; anche se non esplicitato nelle tavole di progetto, afferendo al vano scala caratteristiche di plasmabilità è possibile realizzare snodi che permettono persino uno sviluppo del complesso edilizio di tipo curvilineo. Nel progetto, al fine di esplicitare tale predisposizione, le UMI sono disposte sia in conformazione singola che accorpata in linea; in tal modo risulta leggibile la modularità e la versatilità della soluzione architettonica scelta. La sistemazione nel lotto si struttura, dunque, nella realizzazione di un sistema edilizio composto da una stecca da n°3 UMI aggregate, e da altri due sistemi edilizi costituiti da n°1 UMI ciascuno. Ad ogni sistema è garantito un accesso dalle strade principali, immaginate a circoscrivere il lotto dai quattro lati; così la stecca, posizionata con l’asse prevalente di sviluppo in pianta parallelo alla direzione nord-sud, si collega con la strada ad est, mentre alle due UMI singole si assicura l’ingresso dall’esterno, per una da nord e per l’altra da sud: la distribuzione degli accessi mira, intrinsecamente con la disposizione degli spazi a verde, ad assicurare cortiletti di pertinenza dei singoli nuclei, e a garantire, altresì, una percorribilità complessiva a prevalenza pedonale. In un sistema così concepito gli spazi destinati alla piantumazione, differenziandosi per zone e tipologie arboree in funzione dell’esposizione cardinale, definiscono in maniera nitida le aree di aggregazione sociale previste e allo stesso tempo aiutano i sistemi abitativi a mantenere una coerenza ambientale: a nord, infatti, sono disposti alberi ad alto fusto che proteggono il lotto, e soprattutto le facciate degli edifici, dai prominenti venti freddi, mentre nelle restanti zone verdi sono collocate essenze arboree di basso e medio fusto al fine di garantire una adeguata circolazione dei venti e così mantenere un ottimale benessere igrotermico. Il progetto assume dunque connotati e caratteristiche che mirano ad essere i più coerenti possibili con i tratti architettonici e funzionali richiesti. Muovendo, perciò, da un concetto compositivo di moduli, facilmente comprensibili e per forma e per fruibilità degli spazi, si è cercata successivamente un’evoluzione del modello, in relazione alle attitudini eco-sensibili e sostenibili del sistema edilizio; così le forme geometricamente regolari dei “blocchi”, ospitanti le unità abitative, si piegano a voler catturare e meglio utilizzare l’energia solare, fino a garantire alla copertura, trattata interamente con pannelli fotovoltaici, l’inclinazione ottimale sull’orizzontale di 30°. Questa rigida rotazione dei blocchi, delimitati da setti trasversali portanti in calcestruzzo armato, rivestiti in muratura al fine di contenere l’impatto visivo del complesso edilizio, lascia invece intatta la posizione dei vani scala e spoglia questi ultimi di corposità, lasciandoli vetrati; questo, sottolineando l’interruzione prospettica dei diversi moduli, evidenzia già dall’esterno la seppur chiara funzionalità degli spazi abitativi. L’inclinazione dei corpi genera anche il naturale alloggiamento dei terrazzi di pertinenza delle abitazioni. Il complesso consta di tre livelli fuori terra ed un sottotetto adibito a locale tecnico. Sul primo insistono i box auto e le cantine, sul secondo le tipologie di alloggi di taglio medio, da circa 72,00 mq calpestabili, e sul terzo quelle di taglio piccolo, da circa 45,00 mq calpestabili. Anche se non esplicitato nelle tavole, l’accorpamento dei “blocchi” può generare facilmente il raddoppiamento fisico delle unità abitative adiacenti, determinando alloggi da circa 144,00 mq, al secondo livello, e da circa 90,00 mq al terzo livello. I collegamenti verticali sono garantiti dal vano scala vetrato in cui è alloggiato un ascensore, dimensionato da normativa al trasporto di disabili e servente i vari livelli che ospitano gli alloggi. Gli alloggi da 72,00 mq ospitano un ambiente unico che costituisce la zona “giorno” e che comprende cucina, munita di un ripostiglio, e soggiorno pranzo, con accesso al terrazzo; un disimpegno introduce, invece, nella zona “notte”, costituita da un bagno e da due camere da letto, una matrimoniale, servita da un bagno, ed una doppia. Gli alloggi da 45,00 mq hanno a disposizione anch’essi la stessa tipologia di ambiente unico, con terrazzo annesso, ma questa volta la zona “notte” comprende solo una stanza da letto matrimoniale ed un bagno, comunque fruibile dal disimpegno; in tal caso l’unica camera da letto ha un terrazzo di pertinenza. I distributivi delle unità abitative sono state progettati per un’agevole fruizione degli spazi da parte di soggetti disabili o con difficoltà motorie. In particolare, i servizi sono tutti dimensionati coerentemente con la normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Nella distribuzione delle zone funzionali si è prestata particolare attenzione alla esposizione degli ambienti; infatti le stanze da letto insistono tutte ad est, condizione importante per la naturale azione germicida della radiazione solare mattutina.
© Natale Forciniti . Pubblicata il 24 Settembre 2008.
STRALCI FUNZIONALI. La spiccata modularità che caratterizza l’intervento fa sì che l’evoluzione cantieristica dell’intero complesso edilizio possa svilupparsi attraverso successivi stralci funzionali, mediante i quali sarà possibile edificare le singole UMI e renderle agibili senza intralciare la prosecuzione dei lavori di cantiere. In particolare, quanto sin qui detto sarà realizzato intervenendo dapprima all’edificazione delle UMI singole, e successivamente a quelle che compongono la “stecca”.
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MATERIALI. Al fine di ottenere un notevole abbattimento del costo di costruzione si è optato per la scelta del calcestruzzo armato per le strutture portanti, non precludendo la possibilità di utilizzare eventualmente particolari tipologie di inerti per il controllo della trasmittanza, al fine di migliorare le prestazioni energetiche delle unità abitative. Inoltre, per le partizioni orizzontali, si è scelto l’utilizzo di lastre predalle prefabbricate di facile ed immediato montaggio. La qualità termo-acustica sarà garantita dallo spessore complessivo delle stesse e dall’applicazione di un tappetino con spiccate caratteristiche fonoisolanti ed eco-compatibili. In generale, per i restanti materiali utilizzati nella costruzione (tamponature, rivestimenti, pavimentazioni, ecc.) saranno utilizzati materiali a forte orientamento bio-compatibile, in particolare, con caratteristiche antinquinanti, traspiranti ed antibatteriche.
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IMPIANTI E SOLUZIONI TECNOLOGICHE. Gli accorgimenti adottati per garantire il risparmio energetico nel complesso edilizio sono in primis l’ottimale orientamento cardinale degli edifici; successivamente soluzioni tecnologiche quali il controllo della trasmittanza, garantita dagli elementi a contatto con l’ambiente esterno, e la funzione di “serra” esplicata dal vano scala le cui superfici vetrate saranno predisposte con particolari caratteristiche termodinamiche. Un ulteriore elemento di innovazione progettato è costituito dall’impianto fotovoltaico posto sulla copertura. Infatti, da un’analisi della capacità energivora del complesso edilizio si è stimato che il fabbisogno energetico a pieno carico dell’intero complesso è pari a circa 100 kW (60 kW unità abitative + 20 kW vani scala/ascensore + 20 kW illuminazione ed impiantistica esterna). L’impianto fotovoltaico progettato è tale da poter sviluppare una potenza massima di circa 75 kW (superficie fotovoltaica pari a circa 600,00 mq). Tale potenza copre circa i ¾ dell’intero fabbisogno energetico, e pertanto contribuisce a generare un notevole risparmio economico collettivo. Al fine di caratterizzare l’intervento anche dal punto di vista ambientale sarà realizzato al centro del lotto, al di sotto della zona destinata a verde, un impianto di raccolta e successivo trattamento e riutilizzo sia delle acque bianche provenienti dalle unità abitative che di quelle di prima pioggia che cadono all’interno del lotto.
© Natale Forciniti . Pubblicata il 24 Settembre 2008.
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Tavola 4
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