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© Michele Sbrissa . Pubblicata il 25 Settembre 2008.
INTRODUZIONE AL PROGETTO
VISTA 2
© Michele Sbrissa . Pubblicata il 25 Settembre 2008.
Le specifiche del bando in termini di sostenibilità integrata dei manufatti architettonici, di replicabilità ed aggregabilità delle unità minime e di innovazione specifica nell’uso e nella concezione degli edifici, hanno reso possibile un percorso progettuale centrato fin da subito su parametri chiari ed oggettivi di qualità dell’intervento, all’interno delle tre macroaree imprescindibili che compongono un intervento che possa dirsi realmente sostenibile: la sostenibilità economica, la sostenibilità ambientale e la sostenibilità sociale. Quest’ultima poi, dato l’utenza tipo prevista, composta da anziani e portatori di handicap, risulta particolarmente importante nell’inclusività e nella condivisibilità di ogni scelta in termini di distribuzione e fruizione degli spazi interni ed esterni, oltre che nella gestione ottimale degli stessi. La sfida si basa sul raggiungimento del noto “Fattore 4” (Ernst Ulrich von Weizsaker) in base al quale gli interventi devono essere uniformati alla regola del “less with more”, dove “meno” significa dimezzare i consumi energetici e “più” significa raddoppiare la produttività degli edifici. L’ obiettivo prioritario dell’ intervento consiste nel coniugare il tema della sostenibilità ambientale con la realizzazione degli alloggi ed edifici che favoriscano il benessere in senso lato degli utenti (qualità della vita). Ne deriva la motivazione per la scelta di materiali di costruzione (laterizi, legno, intonaci, coibentazioni, pavimentazioni e altro) che non diventino motivo di emissioni nocive all’ interno degli alloggi.
VISTA 1
© Michele Sbrissa . Pubblicata il 25 Settembre 2008.
CRITERI GENERALI
VISTA 3
© Michele Sbrissa . Pubblicata il 25 Settembre 2008.
Il progetto si è posto fin da subito come obiettivi fondamentali, alcuni parametri generali che hanno costituito l’ossatura teorica delle successive fasi:
TAVOLA 1
© Michele Sbrissa . Pubblicata il 25 Settembre 2008.
1.Chiarezza compositiva e strutturale per agevolare qualsiasi aggregazione possibile tra le unità minime, arricchendo l’impianto architettonico ad ogni successiva espansione dell’unità minima.
TAVOLA 2
© Michele Sbrissa . Pubblicata il 25 Settembre 2008.
2.Funzionalità e razionalità nella relazione tra spazi serviti e serventi, con l’utilizzo di soluzione atte ad ottimizzare costi di costruzione (prefabbricazione leggera delle strutture lignee e dei corpi distributivi) e gestione degli impianti (sistemi di riscaldamento a bassa temperatura, cavedi di servizio, pareti impianti ispezionabili, separazione strutturale e funzionale tra i blocchi di alloggi, sale impianti comuni e modularmene collegate all’edificio).
TAVOLA 3
© Michele Sbrissa . Pubblicata il 25 Settembre 2008.
3.Modularità strutturale e distributiva che garantisca massima flessibilità degli spazi interni, anche nella previsione di piccoli ampliamenti (stanza jolly) in fasi successive a quella di cantiere, per sopraggiunte esigenze da parte dei nuclei familiari insediati. Cura nella definizione degli spazi comuni e nelle pertinenze esterne al piano terra, attraverso un sistema di accessibilità verticale e orizzontale passante sui quattro lati.
TAVOLA 4
© Michele Sbrissa . Pubblicata il 25 Settembre 2008.
4.Applicazione di tecnologie passive ed attive per il controllo climatico estate-inverno (serra solare a doppia altezza con effetto camino, ventilazione naturale controllata), per la raccolta delle acque meteoriche (copertura a falda rovescia con canalizzazione centralizzata nel vano distributivo), oltre che per il ricircolo di quelle grigie e la prima depurazione di quelle nere (sistemi aggregati compatti dislocati in uno dei due vani tecnici).
5.Implementazione di sistemi di produzione di energia termica-elettrica da fonti rinnovabili, attraverso soluzioni totalmente integrate nell’immagine architettonica dei corpi di fabbrica, che anzi, costituiscono parte integrante della logica compositiva degli stessi.
6.Utilizzo di materiali e strutture che rientrino oltre che in una logica di ecocompatibilità, anche in un quadro di LCA (Life Cycle Assessment: Qualità del ciclo di vita dei materiali) adeguato agli obiettivi del concorso. Quindi strutture lignee modulari prefabbricate e altamente flessibili, rivestimenti ed isolanti in fibre naturali ecc, ma anche pannelli prefabbricati in calcestruzzo ad alta densità per la struttura portante verticale tra fondazione e solaio piano primo, oltre che per il corpo scala-ascensore. Quest’ultimo, totalmente indipendente, prefabbricato e da montare in cantiere, con funzione strutturale di controvento trasversale alle sollecitazione sismiche tra le strutture lignee dei corpi di fabbrica , capace di diventare, data la particolare connotazione volumetrica, una variabile architettonica che aggiunge flessibilità e ricchezza compositiva dal punto di vista planimetrico.
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