contesto territoriale
© Azzurra Carli . Pubblicata il 29 Settembre 2008.
E’ possibile pensare che un modulo, sviluppato per una condizione di emergenza temporanea, possa produrre un effetto permanente sul tessuto urbano della città? Potrebbe questo modulo non solo migliorare le condizioni di vita ma anche attivare processi di sviluppo economico- sociale? E’ possibile immaginare che gli slums possano oun giorno diventare luoghi la cui identificazione urbana e il ruolo ad essa assegnato sia più importante di quello dei centri commerciali di derivazione americana? I processi di stratificazione urbana informale che sono all’origine degli slums hanno portato ad una grande ricchezza a livello di articolazione spaziale secondo logiche spontanee di adattamento alle condizioni naturali del luogo ed alla necessità di attività caratteristiche della loro micro-economia. Tuttavia l’idea di degrado e di povertà connessa agli slums impedisce che tali aspetti possano essere attualmente valutati come potenzialità. El Salvador, che dall’inizio degli anni ’80 con l’avvento della guerra civile ha assistito al trasferimento di intere fasce di popolazione provenienti dalle campagne nelle principali città rappresenta a tal riguardo un caso studio emblematico ed in particolare San Salvador, la capitale, dove tale fenomeno ha assunto gli aspetti più problematici. Fra le strategie di risanamento messe in atto in questi anni vi sono quelle di organizzazioni non governative come FUNDASAL, che intervengono principalmente sullo spazio pubblico provvedendo alle infrastrutture di base (rete fognaria, elettrica, etc. ) con il coinvolgimento in tale processo degli stessi abitanti. Il miglioramento dello spazio pubblico ha dimostrato come questo induca gli abitanti ad interessarsi maggiormente al miglioramento delle proprie unità abitative che ancora oggi sono quasi del tutto prive dei requisiti minimi. Il progetto si propone di partire da dove FUNDASAL ha concluso il suo operato in termini di infrastrutture urbane minime (reti tecnologiche) identificando nel modulo di emergenza lo strumento necessario per l’ avvio del processo di sviluppo metropolitano. La proposta progettuale getta un nuovo sguardo sul tema dell’emergenza che è qui intesa come condizione permanente dell’abitare metropolitano. Non si propone quindi di dare una risposta immediata e temporanea ad un evento eccezionale attraverso la costituzione di quartieri dormitorio destinati a scomparire o ad essere rimossi in attesa di un successivo utilizzo, quanto piuttosto di intervenire puntualmente nel tessuto urbano esistente diventando parte integrante di esso e simbolo della sua rinascita. La strategia di rinnovamento degli slums parte dalla primaria necessità di dotare tutte le abitazioni dei servizi minimi (bagno e cucina) oltre a provvedere, nei casi necessari, al miglioramento o alla sostituzione di pareti e del tetto. A tale scopo vengono normalmente fornite unita’ abitative temporanee per gli abitanti del quartiere che vengono allontanati dalla propria casa e sistemati in un quartiere temporaneo. Ma l’allontanamento dalla propria casa e più in generale dalla comunità di appartenenza porta all’ effetto negativo di privazione della propria sicurezza sociale. Questi aspetti di ricaduta sociale unitamente alla constatazione della completa saturazione del tessuto urbano , giustifica la scelta di inserire al di sopra di esso un modulo abitativo che possa essere usato dalle famiglie durante il periodo della ristrutturazione della propria casa. Parte integrante di tale modulo sono delle unita’ minime contenenti i servizi, detti « plug-ins »,destinati ad essere inseriti sia nel modulo che nelle case esistenti. Il modulo assolve, oltre a quella abitativa, all’importante funzione di produrre energia rinnovabile che continuerà ad essere disponibile anche successivamente alla fase di ristrutturazione. Questo e’ infatti destinato a rimanere laddove sia stato collocato, continuando così a mantenere la sua funzione di approvvigionamento energetico sostenibile e divenendo in tal modo parte integrante del paesaggio urbano ma con la possibilità di cambiare la sua funzione: attività di tipo commerciale belvedere, spazio giochi per i bambini, giardino sopraelevato). La parte nomade del modulo, i “plug-ins”, continueranno a muoversi dando avvio a nuove situazioni di rinnovamento urbano.
interventi NGO locale
© Azzurra Carli . Pubblicata il 29 Settembre 2008.
slum "los Manantiales"
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strategia di rinnovamento urbano
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dinamiche di inserimento del modulo
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pianta copertura/livello 1
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sezione
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alzati
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usi alternativi
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