Tavola 1
© Ilaria Panchetti . Pubblicata il 01 Ottobre 2008.
E’ incontrovertibile, in apparenza, che un insediamento progettato e finanziato da un soggetto pubblico dovrebbe essere in grado di fornire molti vantaggi rispetto ad analoghe realizzazioni sviluppate dai privati, specie in termini di qualificazione dello spazio urbano. Occorre convincersi che, la “casa per tutti” finanziata con il denaro pubblico, non dovrà necessariamente esprimere la tensione morale del suo ideatore. Dovendo soddisfare le esigenze sempre più articolate e complesse seguite ai rapidi e profondi mutamenti in cui viviamo, si può dimostrare che è possibile progettare e costruire residenze che si adattano perfettamente a queste nuove esigenze senza l’incombente presenza di nessuno tra i fattori partecipanti al processo.
Tavola 2
© Ilaria Panchetti . Pubblicata il 01 Ottobre 2008.
Il modello proposto anche se caratterizzato da un’edilizia a basso numero di piani, fermo restando i parametri urbanistici indicati nel bando, potrebbe consentire di raggiungere un’alta densità abitativa tanto da offrire numerosi vantaggi: - contenere i costi delle opere di urbanizzazione; - favorire la concentrazione degli elementi di arredo e delle architetture di qualità in spazi nodali di piccole dimensioni; - evitare il degrado delle aree di risulta connaturato all’edilizia lineare aperta. - scoraggiare interventi “fuori scala” quali case alte o anonime stecche residenziali. La ricerca sull’edilizia orizzontale ad alta densità e a basso numero di piani tende alla realizzazione di un’aggregazione di alloggi in cui sia possibile stabilire un articolato sistema di relazioni tra i locali degli alloggi e gli spazi aperti privati e collettivi diversificando e allo stesso tempo integrando le varie forme in cui si organizza la vita associata. Su questi temi è stata impostata la ricerca sul tessuto edilizio, che si conclude con una soluzione qualificata dalla apparente complessità della gerarchia spaziale, da una continua compenetrazione tra spazi aperti e spazi costruiti e dalla flessibilità del sistema aggregativo. Un ruolo fondamentale assumono i patii da interpretare come stanze a cielo aperto, piccoli luoghi in attesa di essere conclusi e inclusi negli alloggi. La tecnica costruttiva adottata consente infatti di poter realizzare, in una successiva fase, il solaio di copertura, cosi da ampliare l’alloggio. Tale possibilità è comunque perseguibile solo se durante la prima fase della realizzazione non si sono esaurite le potenzialità edificatorie del lotto. La discrezionalità può essere a disposizione dell’utenza anche in considerazione delle disponibilità economiche di ciascuno.
Tavola 3
© Ilaria Panchetti . Pubblicata il 01 Ottobre 2008.
Sia la composizione che la progettazione architettonica muovono dal tentativo di rendere l’intervento realizzabile in tempi relativamente brevi e diversi tra di loro. Si è ritenuto che ciò
Tavola 4
© Ilaria Panchetti . Pubblicata il 01 Ottobre 2008.
Il metodo aggregativo che ha generato l’impianto urbanistico e la volontà di far emergere il carattere eterogeneo nella composizione tipologica, possono generare una tensione concettuale che porta a dover risolvere uno dei problemi più complessi nella composizione architettonica: il rapporto tra regola (intesa come imperativo culturale che impone di tradurre funzione sostanzialmente omologhe secondo lessici quantomeno confrontabili) ed eccezione (in quanto risposta ad una legittima aspirazione di ciascun individuo all’affermazione della propria irripetibile identità). Un’analisi appena più approfondita delle conseguenze implicite, in termini di immagine urbana, nell’interpretazione di tale rapporto, suggerisce l’immediata conclusione che se non si vuol perdere il risultato complessivo l’eccezione deve essere subordinata alla regola. Abbiamo demandato la regola ad una maglia strutturale quadrata di 1,60mt. utilizzata per tutto il dimensionamento, dagli alloggi al rivestimento esterno. Analogamente il disegno generale dei patii, della viabilità e delle sistemazioni esterne, è iscrivibile nel reticolo. La morfologia di tutti gli elementi e la loro connessione determinano l’accezione. Non assegnando un luogo determinato e condividendo il carattere sperimentale implicito nel bando, abbiamo contestualizzato ad una scala urbana il progetto ipotizzandolo circondato da una gemmazione utopisticamente infinita, dell’architettura proposta, generando cosi una parte di città.
Sia la composizione che la progettazione architettonica muovono dal tentativo di rendere l’intervento realizzabile in tempi relativamente brevi e diversi tra di loro. Si è ritenuto che ciò sia consentito utilizzando tecniche costruttive rapide e di facile realizzazione. Solo le opere di fondazione sono di cemento armato in opera, tutta la struttura in elevazione può essere realizzata a “secco” assemblando la struttura portante in acciaio e gli impalcati orizzontali.
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