Le linee guida – concept
Valutata con attenzione la zona d’intervento, l’assenza di riferimenti storici o tipologici di rilievo e la straordinaria relazione col mare, è apparso subito chiaro il tema del progetto: salvaguardare e valorizzare il più possibile tale legame.
In tal senso sono immediatamente riemersi dalla memoria dei riferimenti “tipologici” ben chiari ( e non solo agli addetti ai lavori) quali la strada colonnata romana, che nella storia si trasforma in basilica e poi nella navata principale delle chiese e nei portici delle principali città. Altro riferimento chiaro è stato il Salk Institute di Kahn a La Jolla (California), una coppia di edifici che si affacciano su una piazza di pietra che conduce idealmente al mare.
Tali suggestioni hanno portato, in prima battuta, alla disposizione di due edifici-quinta contrapposti ed infine alla creazione di un una sorta di “foglio di calcestruzzo liscio” che, con estrema semplicità, potesse diventare basamento-piazza, muro e copertura sotto la quale potessero trovare riparo due scatole preziose e massicce (una destinata alle principali attività produttive e l’altra alle attività espositive) ed un oggetto misterioso e “fluido” (lo show room-uffici). Più in là, a maggior contatto visivo col mare, la foresteria intesa come un corpo sollevato da terra, quasi a tentare il volo! Quindi, evocando tutti gli stadi possibili della materia:
SOLIDO LIQUIDO ed AERIFORME.
Il progetto in dettaglio
Padiglioni produttivi ed espositivi
Impostato un ideale asse che congiunge la strada al mare, asse materializzato da un sottile rigagnolo d’acqua, si è sviluppata una piastra di calcestruzzo armato a vista , lisciato al quarzo, quasi una “pietra artificiale, che “piegandosi” ai bordi crea due pareti longitudinali, sempre in calcestruzzo e, con un’ulteriore piegatura, definisce la copertura: due ali che indirizzano lo sguardo all’orizzonte e quindi al mare. Tali ali proteggono due grandi “scatole” di pietra (i due padiglioni) di diversa dimensione, aspetto e funzione Il padiglione sulla destra, destinato alla lavorazione, appare più “grezzo” adottando come rivestimento pietra quasi allo stato naturale, ridotta in sottili strati da assemblare e posare a secco uno sopra l’altro,su un supporto metallico connesso alla struttura, anch’essa metallica, del padiglione. Tale utilizzo lapideo rappresenta, in accordo con la funzione del fabbricato in oggetto, proprio la forza e il primordiale fascino della pietra appena estratta dalla montagna (riferimento importante è stato l’edificio magistrale di Peter Zumthor nelle Terme di Vals) Due feritoie vetrate continue, una alla base e l’altra alla sommità della “scatola”, permettono di regolare il flusso aero-illuminante e di creare un effetto straniante di un oggetto “pesante” che fluttua libero nell’aere. Il padiglione di sinistra, adibito all’esposizione dei semilavorati, ha invece subìto una maggiore raffinazione: la pietra, appena estratta, ha incontrato la sapiente mano dell’uomo e si è trasformata in lastra, sebbene non ancora lucidata, e montata su profilati metallici a “C” orizzontali riproponendo in chiave contemporanea il bugnato rinascimentale.
Le feritoie-finestrature presenti nell’altro edificio vengono riproposte ma con dimensioni differenti: si lascia infatti un ampio taglio orizzontale alla base attraverso il quale, quasi si trattasse di una vetrina nel centro porticato di una città antica, si possono osservare i prodotti esposti. Alla fine di quest’ultimo volume, sempre coperto dalla medesima “ala” di calcestruzzo e sopra il medesimo piazzale, fa la sua apparizione un oggetto magico semitrasparente, dalla forma indecifrabile e sinuosa, quasi una creatura del mare che tenta di evadere dall’ordine rigido imposto dal “foglio piegato” e che persino arriva a corroderlo ed a bucarlo! Al suo interno, in parte a doppia altezza, si trova al piano terra uno show room e al piano primo, attorno ad un foro centrale che funge da ballatoio, gli uffici. Tale “foro” in qualche modo “buca” la copertura-ala e diventa una nuovo oggetto, anch’esso sinuoso e semitrasparente, che ospita l’area accoglienza clienti e che si adagia su una terrazza dalla vista mozzafiato. Tutte le pareti sono realizzate mediante una doppia vetrata (per un maggior controllo climatico) le cui lastre di vetro acidato possono passare dalla perfetta trasparenza (quindi nessuna acidatura) alla opacità (totale acidatura) attraverso tutte le gamme intermedie a seconda del rapporto interno-esterno e luce-ombra che si vuol ottenere. Al fine della riduzione dei costi di realizzazione si sono studiati due soli moduli di vetro che, combinati, possono ricreare le curvature richieste. L’edifico mira a divenire una sorta di “icona” riconoscibile ed allo stesso tempo uno spazio interessante e flessibile nel quale sia piacevole lavorare (Riferimento importante è stata la biblioteca della Cottbus University di Herzog e De Meuron)
Le coperture delle “ali” sono state pensate come un tetto verde estensivo che ha notevoli vantaggi: avere una sorta di giardino (non fruibile) che completi la vista dalla terrazza, diminuire le spese di coibentazione e controllo climatico degli edifici, aumentare la durabilità della struttura e avere un basso costo di manutenzione. Infatti le caratteristiche delle coperture a verde estensivo sono strutturate in modo che l’approvvigionamento idrico e degli elementi nutritivi avvenga in massima parte attraverso processi naturali: dopo il primo o il secondo anno dall’impianto, la manutenzione richiesta si riduce a uno o due interventi all’anno. La vegetazione impiegata è costituita da piante a sviluppo contenuto in altezza che richiedono ridotta manutenzione e con caratteristiche di veloce radicamento e copertura, resistenza alla siccità e buona autorigenerazione. Lo spessore delle stratificazioni è normalmente compreso tra gli 8 ed i 20 cm e di conseguenza il peso delle stesse è modesto, consentendo costi di realizzazione relativamente economici. La zona circostante l’area ricezione clienti è stata pavimentata in legno e ghiaia di pietra locale al fine di massimizzare comfort e impatto sulla clientela.
Foresteria
La foresteria è stata pensata separata dal complesso ma ad esso idealmente unita da un percorso-rampa che segnasse una continuità tra show-room-terrazza ed ospitalità. Il cliente, arrivato allo show-room, percorrendo una dolce rampa tra il verde, arriva a costeggiare un muro di calcestruzzo armato, entra al livello del primo piano (ed unico) e si trova sospeso in una grande scatola vetrata da dove può ammirare di fronte a sè il mare e, magari di sera, sorseggiando un buon caffè od un mirto seduto nella saletta, vedere alla sua sinistra, lo show room illuminato e davanti il mare rischiarato dalla luna!
La foresteria è infatti concepita come un muro che sostiene una “scatola” attraverso un sistema di travi metalliche e tiranti ben dichiarato e chiaro: le travi metalliche, disposte perpendicolarmente al muro e sporgenti, si sviluppano in continuità oltre lo stesso sino a trovare una aggancio a terra attraverso tiranti in acciaio: un “sottile” cavo assorbe quindi la rotazione che il generoso sbalzo (sei metri) genererebbe mettendo in crisi il muro centrale.
La scatola poi è suddivisa in due zone, una semipubblica, quella sorta di soggiorno-angolo cottura vetrato sopra già descritto, l’altra assolutamente privata, le stanze da letto (due singole, una matrimoniale, ma la disposizione è puramente indicativa) che presentano all’ospite-cliente una nuova applicazione della pietra: infatti le porte finestre sono oscurate mediante ante scorrevoli realizzate con un’anima metallica coibentata e due sottili lastre di pietra ad essa incollata. Così la facciata si presenta al suo esterno metà in vetro e metà in pietra. Al piano terra ci piace immaginare uno spazio di veranda pavimentato in legno (sotto l’incredibile sbalzo sopra descritto) affiancato da una piscina, ultimo richiamo allo splendido mare di Sardegna. (Riferimento è stata tutta la tradizione residenziale olandese, in particolare l’edificio per anziani degli MVRDV ad Amsterdam per quanto riguarda la costruzione a sbalzo e l’edificio di Ferrater in Calle Balmes a Barcellona per quanto riguarda la facciata lapidea)
Percorsi e connessioni
Il visitatore che arriva dalla strada trova una parcheggio “quadrato” generato da una folta alberatura la cui diagonale coincide con l’asse generatore del progetto e che, di conseguenza, conduce naturalmente verso la piattaforma con i padiglioni e lo show-room e da qui, se è il caso, verso la foresteria. Come già accennato, il progetto si pone l’obiettivo non solo di creare spazi adeguati alla produzione ed alla esposizione dei prodotti lapidei, ma soprattutto di dare una sorta di dimostrazione delle diverse applicazioni concrete, una sorta di “museo a cielo aperto”. Così il visitatore-acquirente, può vedere come una pietra semilavorata a strati sottili ed impilati a secco può suggerire l’idea di un enorme masso ancora vergine e poi come la stessa pietra, lavorata in lastre semplicemente posata su profili metallici a “C” può evocare la classicità ed ancora diventare pavimento levigato all’interno dello show room ( dove saranno esposti oggetti d’arredo e “di nicchia”) o ghiaiai sulla terrazza. Infine, arrivato alla foresteria, potrà ammirare altri due usi: uno “tecnologico” in una facciata mobile e l’altro “tradizionale” nei gradini a sbalzo delle scale. Gli automezzi pesanti, invece, hanno un loro ingresso indipendente che porta direttamente al retro del padiglione produttivo dove possono scaricare le materie prime o nel piazzale, richiesto per altro dal bando, o direttamente nel padiglione. Da qui, dopo la prima lavorazione, le lastre ed i semilavorati possono passare al padiglione espositivo mediante muletti che corrono su apposite rampe oppure, in alternativa, su tapis roulant ispezionabili. I dipendenti accedono dall’ingresso principale e quindi ad un secondo parcheggio ad essi dedicato sul retro del padiglione espositivo e show room. Con questa disposizione di flussi si evita l’interferenza tra percorsi di lavoro e percorsi “pubblici”.
Strutture portanti
I Padiglioni sono stati idealmente pensati come un “foglio” di calcestruzzo ripiegato. In realtà la piattaforma di base è realmente in calcestruzzo e funge da platea mentre la muratura e la copertura sono realizzati mediante una struttura in profilati commerciali di acciaio rivestiti da pannelli in calcestruzzo liscio, nella parte posteriore, e in pietra nelle facciate interne. (La struttura sopra citata può essere sostituita da una più tradizionale ed economica prefabbricata in cemento armato precompresso senza che il progetto nel suo insieme risenta particolari conseguenze) Lo show room presenta sul perimetro, all’interno della doppia pelle, una struttura metallica diffusa di piccole dimensioni mentre il piano primo (uffici) è sospeso a pendini metallici connessi alla copertura, questo al fine di rendere lo spazio fluido ed emozionante e massimizzare l’effetto di grandezza e di sorpresa nel vedere piani fluttuanti danzare sotto una grande copertura, esattamente come un sipario che scorre in un importante palcoscenico.
La struttura della foresteria, già descritta, è mista acciaio calcestruzzo.