- Progetto pubblicato da Gustavo Matassa il 06 Ottobre 2008. Copertina © Gustavo Matassa
Arredo urbano e valorizzazione di Corso Vittorio Emanuele II. Avellino
Variazioni sullo spartito
Il corso di Avellino, il “luogo” della tradizione, in realtà un sistema lineare che si allunga tra parti definitite che non dialogano: la natura della villa, i segni del passato, le parti dove il ritrovarsi è consolidato. Allora lo spartito unico e “inamovibile” fortemente unificante della pavimentazione esistente, diviene il congegno sul quale giocare sulle dissonanze, sul sottrarre e frammentare i segni consolidati per ricreare il gioco della fruizione continua. Le parti si contaminano, si fondono in un gioco di rimandi lungo l’asse. Al sistema di relazione partecipano i vuoti dell’edificato recuperati e connessi all’asse pedonale e i nuovi corpi costruiti che completano la cortina esistente con un dialogo nuovo e moderno. Anche i piccoli oggetti, le sedute illuminate, le luci puntiformi, i podi per le statue temporanee, disegnano dei nuovi punti, creano dei temporanei addensamenti che presentano una nuova riconoscibilità del corso.
Progettazione
- Gustavo Matassa, Capogruppo
- Massimiliano Rendina, Progettista
- Carla Famiglietti, Progettista
- Ciro Gordon, Progettista
- Paolo Pellecchia, Progettista
- Anna Gimigliano, Progettista
- Ciriaco Iovine, Progettista
Collaborazioni
- Francesco Ramondino, Oscar Imbimbo, Collaboratori

