- Progetto pubblicato da David Bechi il 06 Ottobre 2008. Copertina © David Bechi
Concorso di idee per la realizzazione di edifici sperimentali di edilizia residenziale pubblica
Prologo- E’ incontrovertibile, in apparenza, che un insediamento progettato e finanziato da un soggetto pubblico dovrebbe essere in grado di fornire molti vantaggi rispetto ad analoghe realizzazioni sviluppate dai privati, specie in termini di qualificazione dello spazio urbano. Occorre convincersi che, la “casa per tutti” finanziata con il denaro pubblico, non dovrà necessariamente esprimere la tensione morale del suo ideatore. Dovendo soddisfare le esigenze sempre più articolate e complesse seguite ai rapidi e profondi mutamenti in cui viviamo, si può dimostrare che è possibile progettare e costruire residenze che si adattano perfettamente a queste nuove esigenze senza l’incombente presenza di nessuno tra i fattori partecipanti al processo. Il modello compositivo Il modello proposto anche se caratterizzato da un’edilizia a basso numero di piani, fermo restando i parametri urbanistici indicati nel bando, potrebbe consentire di raggiungere un’alta densità abitativa tanto da offrire numerosi vantaggi: – contenere i costi delle opere di urbanizzazione; – favorire la concentrazione degli elementi di arredo e delle architetture di qualità in spazi nodali di piccole dimensioni; – evitare il degrado delle aree di risulta connaturato all’edilizia lineare aperta. – scoraggiare interventi “fuori scala” quali case alte o anonime stecche residenziali. La ricerca sull’edilizia orizzontale ad alta densità e a basso numero di piani tende alla realizzazione di un’aggregazione di alloggi in cui sia possibile stabilire un articolato sistema di relazioni tra i locali degli alloggi e gli spazi aperti privati e collettivi diversificando e allo stesso tempo integrando le varie forme in cui si organizza la vita associata. Su questi temi è stata impostata la ricerca sul tessuto edilizio, che si conclude con una soluzione qualificata dalla apparente complessità della gerarchia spaziale, da una continua compenetrazione tra spazi aperti e spazi costruiti e dalla flessibilità del sistema aggregativo. Un ruolo fondamentale assumono i patii da interpretare come stanze a cielo aperto, piccoli luoghi in attesa di essere conclusi e inclusi negli alloggi. La tecnica costruttiva adottata consente infatti di poter realizzare, in una successiva fase, il solaio di copertura, cosi da ampliare l’alloggio. Tale possibilità è comunque perseguibile solo se durante la prima fase della realizzazione non si sono esaurite le potenzialità edificatorie del lotto. La discrezionalità può essere a disposizione dell’utenza anche in considerazione delle disponibilità economiche di ciascuno.
Piet Mondrian – Tableau No. 2/Composition No. VII, 1913 Schizzo di studio L’eccezionalità della regola Il metodo aggregativo che ha generato l’impianto urbanistico e la volontà di far emergere il carattere eterogeneo nella composizione tipologica, possono generare una tensione concettuale che porta a dover risolvere uno dei problemi più complessi nella composizione architettonica: il rapporto tra regola (intesa come imperativo culturale che impone di tradurre funzione sostanzialmente omologhe secondo lessici quantomeno confrontabili) ed eccezione (in quanto risposta ad una legittima aspirazione di ciascun individuo all’affermazione della propria irripetibile identità). Un’analisi appena più approfondita delle conseguenze implicite, in termini di immagine urbana, nell’interpretazione di tale rapporto, suggerisce l’immediata conclusione che se non si vuol perdere il risultato complessivo l’eccezione deve essere subordinata alla regola. Abbiamo demandato la regola ad una maglia strutturale quadrata di 1,60mt. utilizzata per tutto il dimensionamento, dagli alloggi al rivestimento esterno. Analogamente il disegno generale dei patii, della viabilità e delle sistemazioni esterne, è iscrivibile nel reticolo. La morfologia di tutti gli elementi e la loro connessione determinano l’accezione. Non assegnando un luogo determinato e condividendo il carattere sperimentale implicito nel bando, abbiamo contestualizzato ad una scala urbana il progetto ipotizzandolo circondato da una gemmazione utopisticamente infinita, dell’architettura proposta, generando cosi una parte di città. L’involucro e il colore L’utilizzo di una “pelle esterna” non ha un carattere ambiguo, al contrario dell’utilizzo degli involucri negli ultimi anni utilizzati per celare la struttura o disvelare qualcosa che non si vuol far vedere, qui si enfatizza il ritmo dimensionale degli edifici, il suo “avvolgimento” colorato implode nel ritmo e nello spessore della parete esterna dell’organismo edilizio. La pelle per sua natura è confine tra organismo ed ambiente elemento del contatto sensibile con il mondo il medium del contatto quanto quello della separazione. Un confine che genera implosione cosi come esplosione di colore nella convinzione che non si può né visualmente né concettualmente comprendere il legame tra l’uomo e lo spazio senza l’aiuto del colore. Non si può sognare in bianco e nero perché il mondo è a colori. Il cielo i prati la Ferrari le bandiere agli stadi i pappagalli il Pontormo i bianchi i neri i gialli i rossi gli azzurri Van ghog Tiepolo. Tecniche costruttive e materiali previsti Sia la composizione che la progettazione architettonica muovono dal tentativo di rendere l’intervento realizzabile in tempi relativamente brevi e diversi tra di loro. Si è ritenuto che ciò sia consentito utilizzando tecniche costruttive rapide e di facile realizzazione. Solo le opere di fondazione sono di cemento armato in opera, tutta la struttura in elevazione può essere realizzata a “secco” assemblando la struttura portante in acciaio e gli impalcati orizzontali. Le pareti perimetrali sono risolte con l’utilizzo di pannelli in legno e isolante. Gli spessori dell’isolante possono variare sulla base delle caratteristiche climatiche del luogo. La camera d’aria interposta garantisce la variabilità degli spessori dei pannelli isolanti. Il sistema di progetto è costituito da una struttura portante organizzata da fondazioni in c.a. gettate in opera e telai in acciaio. I telai posti in opera con un passo di 160 cm presentano montanti costituiti da profilati U100 e travi U200. I solai sono costituiti da lastre in lamiera grecata con spessore di 18 mm ed altezza di 200 mm, collegate con idonei connettori alle travi in acciaio. Il pacchetto proposto, sia per le strutture verticali che per gli orizzontamenti, è costituito da strutture che possiedono caratteristiche di isolamento termico e valori contenuti di massa superficiale. Le strutture consentono un valido isolamento termico limitando le dispersioni di calore all’esterno riducendo il consumo di energia per il riscaldamento dell’ambiente. La loro relativa leggerezza consente un facile e veloce montaggio del sistema modulare. Considerazione generale sugli impianti La proposta di progetto può essere integrata con l’utilizzo di fonti di energie alternative rinnovabili: – impianto solare termico per la produzione di acqua calda per il solo consumo sanitario; – pompa di calore geotermica per il riscaldamento e il raffrescamento; – impianto di raccolta acque meteoriche per i bagni e l’irrigazione delle parti comuni; – impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. L’impianto solare termico è previsto autonomo per le varie unità immobiliari. Il boiler di accumulo sarà posizionato nell’autorimessa, i collettori solari saranno messi in orizzontale integrati nelle coperture piane di ciascun alloggio. Nei periodi di minor soleggiamento può essere prevista l’integrazione dei collettori solari con una caldaia a condensazione ad alto rendimento. L’utilizzo di pannelli a pavimento consentirà un risparmio energetico ulteriore. L’utilizzazione della geotermia può essere garantito grazie all’utilizzo di piccoli impianti condominiali in grado di sfruttare il calore nel sottosuolo per opere di riscaldamento/rinfrescamento degli appartamenti. Le acque meteoriche si raccoglieranno in serbatoi, uno per ciascuna UMI, e verranno impiegate per i bagni e per l’irrigazione delle parti comuni. L’impianto fotovoltaico sarà realizzato attraverso la posa di moduli fotovoltaici in silicio policristallino integrati anch’essi nella copertura
Progettazione
- David Bechi, Progettista

