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© Roberto Pignoli . Pubblicata il 09 Ottobre 2008.
INTRODUZIONE AL PROGETTO L’intervento si pone come obiettivo la progettazione di un organismo che sia in grado di ottimizzare le relazioni energetiche con l’ambiente naturale circostante mediante il disegno architettonico. La scelta prioritaria che ha indirizzato tutte le altre è stata quella di utilizzare come elementi fondanti della progettazione, le caratteristiche legate alla qualità globale dell’edificio, ossia gli aspetti tecnologici, con riferimento al tipo e alle caratteristiche dei materiali e delle tecniche e impiantistiche utilizzate, gli aspetti sociali, con riferimento alle caratteristiche dell’utenza e suoi bisogni ed esigenze, e gli aspetti ecologici, con riferimento al rapporto col suolo, al consumo e al riciclo di risorse e di energia. Da questi presupposti è nata la proposta progettuale, un complesso edilizio costituito da 5 UMI identiche, indipendenti tra loro e dotate di un proprio ingresso (pedonale e carrabile). Punti fermi della progettazione sono stati l’uso di materiali biocompatibili, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili tramite sistemi attivi e passivi, l’accessibilità totale all’edificio a persone portatrici di handicap o anziane anche grazie l’aiuto di sistemi domotici, una collocazione nel verde ed una attenta distribuzione interna in relazione all’esposizione.
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© Roberto Pignoli . Pubblicata il 09 Ottobre 2008.
TIPOLOGIA, AGGREGAZIONE E FLESSIBILITA’ La singola UMI è stata pensata come un organismo flessibile, in grado di essere modificato, secondo le diverse aggregazioni possibili di 3 diversi moduli abitativi che non vanno a mutare l’impianto generale dell’edificio, ma a determinare secondo i bisogni e le esigenze della committenza e dell’utenza diverse soluzioni; il piano seminterrato, che contiene i box e le cantine, costituisce una sorta di basamento dell’edificio, ed il vano scala il perno al quale si aggregano 4 alloggi di tre possibili tagli differenti (53mq, 61mq, 72mq); il modulo base è costituito dall’alloggio di taglio inferiore, al quale si andranno ad aggiungere dei blocchi per formare i due moduli di taglio superiore. Nell’intervento proposto, le Unità Minime di Intervento si configurano con il “basamento” dei box, il “perno” del vano scala e un alloggio da 53mq e uno da 61mq al piano rialzato e un alloggio da 61mq e uno da 72mq al piano primo, soluzione che porta ad avere una volumetria verificata rispetto agli standard urbanistici richiesti. La possibilità di comporre l’edificio, oltre che da un punto di vista planimetrico, è percepibile soprattutto all’esterno: il modulo base non è altro che un parallelepipedo interamente intonacato, al quale si aggiungono dei blocchi caratterizzati dall’essere aggettanti rispetto il modulo base e interamente rivestiti da doghe di legno di larice; pertanto ogni diversa combinazione dei moduli porterà ad avere un edificio in cui le superfici sono plasmate con differenti giochi di aggetti e contrasti tra i materiali.
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© Roberto Pignoli . Pubblicata il 09 Ottobre 2008.
TECNICHE, MATERIALI E SCELTE IMPIANTISTICHE Le scelte tecnologiche e la scelta dei materiali di rivestimento e di finitura inoltre, anche nella proposta progettuale in oggetto dove le unità sono identiche nella loro composizione, portano ad avere degli edifici in continuo mutamento anche nell’arco della giornata. L’UMI ha una struttura in legno lamellare conclusa con una copertura a due falde, staccata dall’edificio, sostenuta da pilastri che fuoriescono dall’ultimo piano, e composta da travi ed assito in legno e manto in lamiera di acciaio: si viene così a configurare una doppia copertura che, oltre a proteggere l’edificio dagli agenti atmosferici, permette attraverso un sottotetto freddo e ventilato, di isolare l’edificio. Sul lato sud, la falda accoglie due file di otto pannelli solari posizionati con un angolo che ne permette l’utilizzo sia nel periodo invernale, per la produzione di acqua calda e per il riscaldamento, sia nel periodo estivo per la sola produzione di acqua calda.
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© Roberto Pignoli . Pubblicata il 09 Ottobre 2008.
Fondamentale è l’orientamento dell’edificio: la scelta di disporre l’organismo secondo un asse ovest-est deriva dal fatto che il fronte a meridione è quello ottimale per il guadagno termico solare, e dalla volontà di aprire tutte le zone giorno e le zone notte sui tre fronti irraggiati dal sole e solo le zone di servizio a nord (oltre le zone giorno per avere un doppio riscontro d’aria). Le zone giorno utilizzano l’energia solare passiva per il riscaldamento dell’ambiente attraverso la serre poste a sud, ambienti distinti dal resto dell’abitazione che hanno una funzione di termoregolazione del clima interno. Le ampie vetrate della serra, nella stagione invernale, trasmettono il calore dei raggi solari che le colpiscono per conduzione, ossia mediante il riscaldamento della zona cuscinetto che si viene a formare tra l’esterno e la zona giorno vera e propria si hanno apporti significativi di calore se le finestre del soggiorno vengono aperte e si minimizzano le dispersioni mantenendo così una temperatura interna costante se queste rimangono chiuse. Il surriscaldamento viene evitato attraverso la schermatura delle vetrate con i grossi pannelli scorrevoli formati da share orientabili, entrambi controllati dal sistema domotico generale, che attraverso sonde di temperatura e umidità presenti nella serra, impedisce l’irraggiamento (e non l’illuminazione) diretto nei momenti in cui questo non è desiderato e, inoltre aiuta a trattenere il calore accumulato durante la notte. Nel periodo estivo, la schermatura della serra e l’apertura delle parti inferiori e superiori delle vetrate attivano un ricircolo d’aria che porta al raffrescamento della zona giorno e a una ventilazione naturale, favorita anche dalla presenza di aperture contrapposte nella parete a nord ottenendo così un adeguato condizionamento naturale degli ambienti interni. Il riscaldamento e la produzione di acqua calda ad uso sanitario, sono affidati ad un impianto a collettori solari che va ad integrare un impianto tradizionale a gas, necessario per i periodi più freddi.
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© Roberto Pignoli . Pubblicata il 09 Ottobre 2008.
Altro obiettivo è la riduzione dell’uso di acqua potabile grazie all’installazione di un impianto di recupero e riutilizzo delle acque piovane, opportunamente filtrate e stivate in una cisterna, per gli scarichi e l’irrigazione del verde.
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© Roberto Pignoli . Pubblicata il 09 Ottobre 2008.
Dal punto di vista dei materiali e delle tecnologie utilizzate per la realizzazione degli edifici la scelta è orientata esclusivamente su materiali biocompatibili e naturali. La struttura dell’UMI (pilastri, travi e solaio) è completamente in legno lamellare con giunti metallici, le tamponature esterne sono realizzate con successivi strati di legno ed utilizzano la fibra di cellulosa come isolante e i pannelli gessofibra come finitura interna (in lastre di gesso e cellulosa, resistenti, isolanti e facili da posare), mentre esternamente hanno una finitura ad intonaco e un rivestimento in legno di larice mantenendo molto basso il valore della trasmittanza (minore di una muratura in mattoni di 100cm). Anche i muri interni sono realizzati con pannelli gessofibra e uno strato di fibra di cellulosa interposto. Le scale comuni sono composti da una struttura in ferro e da un rivestimento di scala e pianerottoli in gomma naturale (ecologica, antiscivolo, economica, resistente e buon isolante anticalpestio), in cui si inserisce l’ascensore, dotato di una propria struttura. I pavimenti interni agli alloggi sono realizzati in parquet di bambù (ecologico, molto duro e dimensionalmente stabile) e in ceramica per i bagni. I box invece sono pavimentati in linoleum.
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© Roberto Pignoli . Pubblicata il 09 Ottobre 2008.
Tutto l’edificio è dotato di un sistema domotico che è studiato secondo 3 obiettivi: il Risparmio Energetico, attraverso la termoregolazione e la gestione dell’energia, il Comfort abitativo, attraverso l’automazione dei sistemi di apertura e chiusura dei serramenti e l’automazione dell’illuminazione e infine la Sicurezza, attraverso gli allarmi tecnici utili per individuare eventuali fughe di gas o allagamenti, il telesoccorso per garantire un intervento tempestivo nei confronti di persone in difficoltà, e l’antifurto per la protezione della persone.
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© Roberto Pignoli . Pubblicata il 09 Ottobre 2008.
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