© Alberto Muciaccia . Pubblicata il 24 Ottobre 2008.
La conformazione dell’attuale cimitero di Molinetto scaturisce dall’interazione di due interventi realizzati in tempi successivi: il cimitero “storico”, d’impianto ottocentesco, e quello “moderno”, che interrompe il percorso longitudinale e dà origine al nuovo camposanto. Il progetto scaturisce dall’esigenza d’incrementare il numero degli ossari e di creare il giardino delle rimembranze. Nelle architetture cimiteriali il tema del percorso ha sempre assunto una valenza fortemente simbolica (Nascita – Vita – Morte). L’attuale conformazione del cimitero ha il presupposto per determinare quella continuità, architettonico – spaziale, ora parzialmente negata. L’intervento, interagendo con lo spazio racchiuso e delimitato del luogo stesso ed attenendosi ad una geometria costituita, appare come l’estensione epigona di tutto il modello. Sviluppandosi linearmente sull’asse ha così la doppia funzione di completamento delle forme attraversate e di “facciata”, divenendo momento di scoperta e valorizzazione del paesaggio circostante. Una delle scelte fondanti del progetto è stata quella della dichiarazione temporale degli interventi nel rispetto della situazione attuale del complesso. Nel progetto sono chiari i riferimenti ad una filosofia meditativa, ai giardini di pietre, ma anche a una certa monumentalità simbolica. Il recinto, pensato come la ripetizione infinita di leggere lastre verticali distanziate tra loro, diventa un confine permeabile alla luce e alla campagna, tra l’interno e l’esterno. Gli ossari, contenitori sovrapposti di quattro pezzi diversamente orientati, si configurano come oggetti autonomi. Realizzati in pietra di botticino in graniglia, con lastre in massello per le lapidi, sono posati in modo alternato nelle quattro direzioni, con una regola di posa progressiva, che attraverso l’alternanza di pieni e vuoti, ritma le suggestive vedute diagonali fino all’esterno. Il raccoglimento verso i defunti diventa in ogni lato personale. Un portale, ingresso al nuovo camposanto, determina inoltre nella sua proiezione interna con un piccolo altare e sedute in doghe di legno il luogo del raccoglimento e delle funzioni religiose, in una platea appoggiata allo specchio d’acqua centrale. Ogni materiale utilizzato per la realizzazione degli elementi che compongono il progetto, è concepito come re- interpretazione della tradizione costruttiva locale. Si è pensato pertanto alla graniglia come pietra ricostituita in un principio sostenibile dell’uso del materiale, in grado di evocare le finiture in marmo in Botticino, pregio dei nostri luoghi. La pavimentazione del nuovo Giardino della Memoria, realizzata con polvere rossa di terra cotta, riprende l’uso del mattone per la costruzione delle nobili cappelle, materiale qui disperso e sublimato. La ripetizione e la serialità delle parti, in una sintesi concettuale dei temi, divengono nella semplicità dell’intervento e nell’economia necessaria un valore estetico aggiunto.
© Alberto Muciaccia . Pubblicata il 24 Ottobre 2008.
© Alberto Muciaccia . Pubblicata il 24 Ottobre 2008.
© Alberto Muciaccia . Pubblicata il 24 Ottobre 2008.
© Alberto Muciaccia . Pubblicata il 24 Ottobre 2008.
© Alberto Muciaccia . Pubblicata il 24 Ottobre 2008.
© Gaetano Bertolazzi . Pubblicata il 24 Ottobre 2008.
© Gaetano Bertolazzi . Pubblicata il 24 Ottobre 2008.
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© Gaetano Bertolazzi . Pubblicata il 24 Ottobre 2008.
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inquadramento
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