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Mantova (MN), Italia

Complesso edilizio per pubblici servizi in strada Bosco Virgiliano. Mantova

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DESCRIZIONE GENERALE DELL’INTERVENTO __

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Le proposte contenute nella relazione tecnica descrittiva presentata, non possono innanzitutto prescindere dai requisiti tipologico-dimensionali imposti dalla normativa relativa all’edificazione degli edifici pubblici, dagli standard urbanistici del PRG del Comune di Mantova, dai vincoli e dalle prescrizioni del Parco del Mincio nel cui ambito (zona destinata ad “iniziativa comunale orientata” confinante con la “riserva naturale della Vallazza”) è ubicato l’intervento e, infine, dalla presenza dell’attiguo Bosco Virgiliano soggetto a vincolo monumentale come parco storico.

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PROGETTO CULTURALE Il progetto culturale correlato al progetto architettonico è fondato sul tema dell’EcoEdificio che, per la funzione che riveste, lo rende simbolicamente rappresentativo per un’educazione sociale all’ambiente. La proposta individua precise tematiche: Flessibilità – che si traduce nell’intento di rendere l’intervento adattabile ad eventuali future integrazioni di edifici e funzioni nonché alla predisposizione dell’installazione di impianti a scarso impatto ambientale, integrabili con quelli già previsti nella presente proposta. Eco-sostenibilità – che si traduce nell’uso di materiali e tecnologie eco-compatibili, in grado di ridurre l’incidenza ambientale dell’intervento edilizio e di impiegare risorse rinnovabili, e nella volontà di mitigare l’impatto complessivo del nuovo costruito.

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CONFIGURAZIONE: SCHEMA FUNZIONALE-DISTRIBUTIVO Il principio fondatore del progetto consiste nella volontà di creare un dialogo tra naturale ed artificiale, tra esterni ed interni secondo uno schema funzionale che ottimizza l’accessibilità e la circolazione interna, come se gli spazi costruiti ed i giardini lineari interni fossero il risultato di una sottrazione di materia piuttosto che una nuova edificazione. In estrema sintesi possiamo schematizzare il progetto come una alternanza di fasce che nascono da una matrice di linee parallele: tali linee vengono distorte e “ammorbidite” sui bordi dell’intervento. Lo spazio viene così misurato, suddiviso e ordinato, dando una posizione precisa ad ogni elemento, sia esso vegetale o costruito, come un accordo in una sorta di partitura musicale. Questo linguaggio architettonico lo si ritrova anche negli alzati e nell’andamento delle linee di gronda, il tutto viene armonizzato dall’uniformità di materiali impiegati, che unifica la lettura di questi edifici con funzioni diverse.

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Considerate le destinazioni d’uso degli edifici e le funzioni correlate, nonché gli obiettivi generali dell’intervento, si è optato per una proposta progettuale articolata in edifici separati, sia in base alla destinazione funzionale degli spazi, sia nell’ottica di una possibile suddivisione del progetto in lotti successivi di lavorazioni per permettere il regolare svolgimento delle attività degli uffici di Tea ‘Servizio Strade e Verde’, attualmente ubicati in parte dell’area interessata dall’intervento (che convenzionalmente verrà detta II° lotto) interferendo in modo e tempi limitati. Nel I° lotto a disposizione si è scelto di ubicare gli spazi destinati ad uffici e laboratori in edifici bassi (con altezza massima 6 m), dal profilo dall’altezza variabile a seconda dell’inclinazione della falda, per migliorare l’inserimento ambientale del costruito, richiamando le differenze altimetriche del terreno circostante, e aventi profondità diverse sul fronte sud per rapportarsi alla morfologia del contesto; perpendicolarmente a questi edifici si è scelto di realizzare l’edificio comprendente le funzioni di officina, magazzini e spogliatoi, caratterizzato da una maggiore altezza utile interna, per sfruttare in modo razionale lo spazio attrezzandolo con scaffali drive-in e/o container, e per ubicare in falda, avente inclinazione adeguata (30%) per ottimizzare il loro rendimento, impianti solari e fotovoltaici.

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L’insieme dei corpi si configura pertanto con uno schema a pettine con un asse distributivo orientato est-ovest, coperto ma aperto, che connette i singoli “denti” costruiti alternati agli ampi giardini lineari. Il percorso pedonale diviene asse portante del progetto e fulcro distributivo, con larghezza massima 5 mt, connesso al sistema pedonale del parco, e culminante nelle due testate con due aree di parcheggio: la prima con n° 32 posti destinata ai fruitori esterni degli spazi Tea nonché ai fruitori occasionali del prospiciente Bosco Virgiliano, la seconda, posizionata tra i due lotti, riservata al personale Tea, per 100 posti. Il concetto di flessibilità viene applicato, in prima istanza, alla configurazione generale dell’impianto poiché gli ultimi segni evidenti della disposizione a pettine degli edifici corrispondono in realtà alla parte fuori terra delle fondazioni, impostate per una eventuale futura integrazione di costruito, e funzionali, allo stato attuale, a sedute esterne per i fruitori dell’area, quasi come se fosse un parco pubblico attrezzato complementare al Bosco Virgiliano. Inoltre flessibile è l’organizzazione degli spazi interni degli edifici: non avendo avuto indicazioni precise sulla tipologia di spazi adibiti ad uffici e laboratori, si è optato per ambienti open-space dall’arredamento adattabile alle diverse esigenze lavorative. Accessibili sia dalla strada carrabile che dal passaggio coperto, che funge da collegamento tra i diversi edifici, gli spazi previsti nel II° lotto sono destinati a magazzini e aree di sosta per mezzi aziendali; viene previsto anche un nucleo uffici ed un blocco spogliatoi per agevolare il servizio della parte di personale che lavora in strada e nei piazzali, e per creare un’interfaccia pubblica per il recapito dei materiali da smaltire nella nuova isola ecologica. Anche in questo caso gli spazi interni rispondono al tema della flessibilità in quanto creati, a seconda delle diverse necessità, mediante l’introduzione di divisioni modificabili nel tempo, dei semplici tamponamenti inseriti nella maglia strutturale puntuale.

CARATTERISTICHE DEL PROGETTO___

TIPOLOGIA DELL’IMPIANTO STRUTTURALE Nella proposta relativa agli edifici realizzati nel I° lotto si è ipotizzato, per gli spazi destinati ad uffici e laboratorio, l’utilizzo di un’orditura portante parzialmente o integralmente in cls prefabbricato, per sfruttare la velocità di montaggio e l’economicità del sistema. Le travi principali corrono seguendo l’andamento dei tetti in direzione longitudinale ai corpi, poggiando su pilastri con altezze variabili. In appoggio su questa serie di portali, integrati ove necessario da getti in opera, si prevede l’impiego di tegoli a doppio T o elementi spirol, mentre per chiudere la struttura si è scelto di utilizzare alternativamente: per le parti vetrate un sistema di facciata in profili in alluminio autoportanti, con vetri ad alta prestazione termica basso-emissivi; per le parti opache una parete composita con struttura a telaio, in legno o profili metallici, interposta coibentazione in lana di vetro, finitura esterna in intonaco fibrorinforzato colorato in pasta, finitura interna con pannelli in aggregato ligneo accoppiato a lastra in cartongesso. Per quanto concerne il sistema costruttivo degli spazi destinati a magazzini, spogliatoi ed officine l’impianto strutturale sarà previsto in carpenteria metallica, con tamponamenti consimili a quanto previsto per gli uffici. Gli edifici ubicati nel II° lotto saranno caratterizzati dal medesimo andamento di falda di quelli disposti a pettine realizzati nel I° lotto, ma se ne differenzieranno innanzitutto perché saranno prevalentemente aperti su di un lato e gli spazi interni coperti saranno creati, a seconda delle diverse necessità, mediante divisioni modificabili nel tempo. Inoltre, visto che non è richiesta una funzione di isolamento, tranne che per la parte chiusa funzionale ad ospitare gli uffici del servizio di Tea Servizio Strade e Servizio Verde l’impianto strutturale sarà previsto in carpenteria metallica. Infine, il prospetto verso la strada sarà caratterizzato da una struttura di tamponamento realizzata in grigliato ligneo opportunamente trattato per l’esterno con traversi orizzontali a maglia irregolare, maggiormente fitta nella parte bassa per evitare introspezione, sulla quale saranno fatti crescere rampicanti sempreverdi per creare una sorta di facciata viva.

QUALITA’ TECNICO-COSTRUTTIVE La volontà di applicare all’intervento i contenuti di una progettazione eco-compatibile porta a tenere in considerazione: I PRINCIPI DELLA BIOCLIMATICA L’architettura cosiddetta “solare” si distingue per tre sistemi di utilizzo dell’energia del sole, ovvero il sistema passivo, attivo e fotovoltaico. Forma e posizione dei lotti, unitamente alle necessità distributivo-funzionali, hanno reso possibile solo in parte un corretto sfruttamento dell’orientamento degli edifici per farne dei ‘collettori di energia’, secondo il sistema passivo: si è scelto perciò, per ottimizzare il rendimento degli involucri, di limitare le parti vetrate verso nord e concentrandole sui fronti est ed ovest, per permettere all’edificio di immagazzinare calore pur evitando un eccessivo irraggiamento solare estivo (nella parete sud la rampa di terra funge da isolamento termico) I sistemi di utilizzo attivi e fotovoltaici dell’energia solare si realizzano attraverso l’impiego di pannelli solari posizionati nella falda di copertura (inclinata di 30% per ottimizzare il rendimento dei pannelli) dell’edificio adibito a magazzino, officine e spogliatoi. Un’altra caratteristica dell’edificio strettamente legata all’aspetto bioclimatico, cioè al benessere dell’individuo entro il suo ambiente “costruito”, è l’ottimizzazione del processo di free-cooling: sia la copertura che il solaio a terra sono ventilati e permettono una circolazione dell’aria che garantisce un microclima interno ottimale. In particolare: il sottosistema pensato per la struttura orizzontale inferiore, realizzato con blocchi cassero in materiale plastico derivante da riciclo, permetterebbe, tramite bocchette a pavimento, di immettere aria a temperatura costante a 15-16°C, in quanto a contatto con il terreno; il solaio di copertura presenterà, sopra gli elementi portanti prefabbricati, un pacchetto di forte spessore in lana di vetro completato da finitura in lastre metalliche, sistema Riverclack SS o similare, con ventilazione. Un sistema filtrante di tende integra gli aggetti della copertura permettendo di controllare la quantità di luce che penetra all’interno dell’edificio e creando uno schermo tale da evitare l’uso dell’aria condizionata, almeno negli spazi di lunga permanenza. Inoltre la vegetazione presente nei giardini lineari aggiunge un effetto di ombreggiamento.

TIPOLOGIE IMPIANTISTICHE ECOLOGICHE Il progetto impiantistico è stato considerato con l’intento di contenere al massimo il consumo energetico degli edifici, di ottenere le migliori condizioni di gestione e manutenzione, e di assicurare un ottimo livello di comfort per gli utenti. Dal punto di vista del riscaldamento invernale dell’edificio, è previsto l’impiego di impianti a condensazione che permette rendimenti superiori rispetto alle soluzioni tradizionali, utilizzando il calore latente di condensazione del vapore acqueo presente nei fumi di uscita dal focolare. Per quanto riguarda la tipologia impiantistica, la soluzione più opportuna, considerata l’altezza interna variabile degli spazi, unita alla possibilità di modificarne la superficie, risulta essere l’adozione di pannelli radianti a bassa temperatura, da posizionare a pavimento e da alternare con elementi puntuali anche a soffitto. Idonei sia dal punto di vista del risparmio energetico che di quello del comfort termico, i pannelli radianti possono anche essere impiegati come sistemi di raffrescamento mediante l’adduzione di acqua refrigerata ad alte temperature (>15°); questa soluzione sarebbe comunque da sviluppare ulteriormente in un’ottica di analisi dei sovracosti, realizzando in un primo momento solo le predisposizioni necessarie. Inoltre, come già affrontato nel paragrafo inerente alla bioclimatica, è previsto l’impiego di pannelli solari integrabili alla struttura dell’edificio. Per quanto riguarda gli impianti elettrici saranno evitate tutte quelle soluzioni tali da indurre campi elettromagnetici dannosi: le linee elettriche saranno distribuite ad albero e opportunamente schermate. Infine è stata valutata l’opportunità di prevedere sistemi di raccolta e riciclo delle acque piovane: per non incidere sui costi dell’intervento non è necessario progettare un vero e proprio impianto di fitodepurazione, ma nell’ottica di una progettazione ecologica, è auspicabile provvedere al recupero delle acque meteoriche almeno per l’irrigazione dei giardini attraverso pavimentazioni esterne che garantiscano permeabilità, o canaline, da affiancare ai marciapiedi, confluenti in piccole cisterne.

MATERIALI DA COSTRUZIONE Proprio perchè, in termini di prevenzione e di politica sanitaria in campo edilizio, viene fatto poco in Italia (rispetto a nazioni quali la Germania o l’Austria), il progetto si propone di contribuire ad innescare un nuovo modello culturale che coinvolga l’architettura nel comune sforzo di controllare lo sviluppo edilizio in un’ottica di sviluppo sostenibile, controllando cioè i fattori di rischio e perseguendo il benessere di chi abita e lavora negli edifici, con un razionale utilizzo delle risorse. L’edificio, considerato dall’Architettura Biocompatibile, la nostra terza pelle, deve garantire una buona traspirazione: saranno perciò evitate le chiusure troppo ermetiche, i materiali isolanti e impermeabilizzanti sintetici, e tutto ciò che non lasci respirare l’edificio; le tamponature interne saranno realizzate con blocchi di laterizio o interpareti in cartongesso e arredo; gli intonaci e le pitture saranno a base di calce aerea o idraulica; i collanti saranno a base acquosa e privi di formaldeide; i prodotti ausiliari per l’impermeabilizzazione dovranno essere idrosolubili, come cartonfeltro e carta oleata. I prodotti isolanti previsti (lana di vetro) derivano per il 75% da materiali di riciclo, così come i blocchi cassero del solaio a terra ed i profili di fissaggio e ventilazione della copertura in lamiera, entrambi in polietilene riciclato.

RISPETTO DELLA QUALITA’ DELL’AMBIENTE E PROGETTAZIONE DEL VERDE CIRCOSTANTE Il concept architettonico è basato sull’utilizzo del verde come materiale prevalente per la texture delle superfici perimetrali poiché il progetto realizza la volontà di integrare il costruito con il Bosco Virgiliano giocando sul contrasto tra costruito e naturale. Infatti la configurazione del costruito rispecchia e richiama quella del verde circostante, pensato come fasce alternate, e volutamente evidenziate, di prato e/o ghiaia: esse dapprima richiamano l’andamento planimetrico lineare e regolare degli edifici per poi configurarsi in fasce sempre più de-frammentate evocando l’andamento delle falde di copertura degli edifici stessi. Il posizionamento delle aree verdi e dei parcheggi alle estremità del lotto edificabile permette di mantenere le alberature di pregio esistenti concentrate principalmente in quelle zone. Gli inevitabili sfalci degli arbusti e delle alberature presenti nel lotto sono tuttavia integrate dai nuovi impianti. Infatti in queste aree verdi si prevede di mettere a dimora gruppi di alberi che offrano diverse zone d’ombra. Riguardo alla vegetazione, verranno ovviamente privilegiate specie autoctone in un’ottica ecologica; nello specifico i nuovi impianti nelle fasce attigue ai parcheggi e nel perimetro del lotto potranno essere ‘popolus alba pyramidalis’, ‘fraxinus angustifolia’, ‘carpinus betulus pyramidalis’ mentre nei cortili lineari saranno previste essenze maggiormente scenografiche quali ‘ginko biloba’ e ‘prunus pissardi nigra’. Per lo strato erboso si ipotizza l’utilizzo di una semina costituita da un miscuglio di festuche arundinacee e poe pratensi. Il sistema di irrigazione si potrà allacciare al sistema di recupero delle acque piovane o a pozzo dedicato. Il dialogo con il verde circostante viene realizzato anche dalle soluzioni tecnologico-formali degli edifici stessi. I bassi edifici degli uffici e dei laboratori sono caratterizzati da una copertura a falde inclinate divergenti e convergenti che termina in una ‘rampa verde’ costituita da terreno di riporto e delimitata da setti ispirati alla tecnologia delle “terre rinforzate”, pareti di geogriglie metalliche contenenti terreno rivestito da un materiale geotessile, sul quale sono impostati dei sempreverdi, in modo da creare una facciata viva. L’ulteriore terreno derivante dagli scavi verrà tenuto in loco per sagomare le parti verdi ed i piazzali del II° lotto. Infine, negli edifici lineari del II°lotto, il fronte verso il Bosco e la strada carrabile di collegamento al quartiere di Valletta Valsecchi è caratterizzato da una parete costituita da un grigliato ligneo con montanti a passo regolare e traversi a distanza crescente ma non costante; anche su questa struttura orientata ad ovest, come per le parti terminali degli edifici a pettine del I°lotto, si è pensato di impostare dei sempreverdi quali ‘hedera helix’.

Gruppo di lavoro: bc studio _ ilaria bizzo stefano cornacchini collaboratori: gaia barbieri, aronne frigeri, nicola montini, El-tec studio, isaac fiorini

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav