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Milano_Lambrate (MI), Italia

MASSIMIANO 25

Re-use and Renovation Industrial Building for Office Sapces
Juanita Ceva Valla, Ruatti Studio Architetti, Renato Ruatti, Silvia Cesaroni, Tiziana Staffieri, Gianandrea Bianchi, Tommaso Giunchi, Mariano Pichler

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Foto di Andrea Martiradonna

Le scelte alla base del progetto sono: la conservazione del corpo a elle e la demolizione del capannone a shed, che occupa quasi interamente il sedime interno del lotto, per valorizzare gli affacci interni degli edifici esistenti; il volume demolito è stato recuperato in parte integrando con nuove parti il corpo a elle, in parte costruendo, all’interno del lotto, un nuovo corpo di fabbrica più compatto che si sviluppa su due livelli, posizionato ortogonalmente alla via Massimiano, e ripropone la copertura a shed; il primo livello di questo nuovo corpo di fabbrica è soprelevato (+ m 1.50) rispetto al piano del cortile e poggia su una piastra seminterrata (quota di pavimento + m 1.55) che occupa quasi interamente il sedime dell’ex capannone ed è destinata a garage. Il corpo esistente a elle è stato integrato in diverse parti. Il braccio che si sviluppa lungo il confine nord del lotto è stato prolungato fino al confine ovest con l’aggiunta di un nuovo corpo di fabbrica caratterizzato dalla parte aggettante che poggiando sul piano terreno, a doppia altezza impostato a circa un metro sotto il piano del cortile, si sviluppa su due piani fuori terra uno dei quali di nuovo a doppia altezza. I prospetti di questo edificio si differenziano dal punto di vista compositivo dall’esistente per la presenza delle logge che definiscono il volume aggettante. Al piano terreno sporge, in continuità con la facciata soprastante, il volume vetrato dell’ingresso. L’ala est che si attesta sulla via Massimiano è stata sopraelevata di due piani. La parte esistente dell’edificio conserva la composizione originaria dei fori di facciata, anche se viene semplificata con l’eliminazione del rivestimento delle lesene e la definizione di un basamento continuo. Per questa parte la facciata è rivestita da un cappotto e intonacata di bianco, mentre il basamento è finito con intonaco a base di cemento colore naturale. La soprelevazione, che non occupa per intero il fronte dell’edificio, è evidenziata dall’uso del materiale differente che ne definisce esternamente il volume: una sorta di “scatola” le cui facce sono costituite da una rete di mattoni, appoggiata sull’edificio esistente; la trama leggera cela al suo interno il corpo solido dell’edificato. Tale scelta è in primo luogo dettata dalla ricerca di una relazione chiara tra l’esistente e il nuovo, relazione che nasce dal dialogo tra i due materiali appartenenti entrambi alla tradizione delle costruzioni lombarde; in particolare il mattone, che partendo dall’architettura rurale arriva nelle manifatture industriali, viene qui usato con una tecnica non convenzionale. L’uso di tale materiale poggia sulla convinzione che sia necessario creare una linea di continuità tra il luogo in cui si opera e la sua storia fatta di vecchi manufatti industriali e, andando più indietro nel tempo, di borghi rurali: una riproposizione garbata che cerca e forse trova, nell’attualità dell’applicazione la sua ragione d’essere oggi in questo luogo. Per quanto riguarda i collegamenti verticali, i tre corpi scala esistenti sono stati conservati e intergrati con la creazione due nuovi vani ascensori;attraverso un attento studio del colore, ogni corpo scala ha assunto una propria identità: la scala azzurra, la scala gialla, la scala arancione. Questi punti di colore trovano risalto nelle facciate interne che sono invece caratterizzate dall’uso di tinte chiare che vanno dal bianco del corpo a elle originario, al grigio chiarissimo della sua espansione, al grigio materico del rivestimento in fibro-cemento del corpo interno. Il primo livello del nuovo corpo di fabbrica costituisce un nuovo piano rialzato (quota +1.50) distribuito lungo il fronte a nord da un ballatoio al quale si accede tramite una scala e una rampa pedonale. Il fronte nord del nuovo edificio è regolare e compatto e su di esso si trovano gli ingressi alle singole unità immobiliari sviluppate sui due livelli collegati da scale interne. Il fronte sud è maggiormente articolato: da questa parte si innestano al corpo principale volumi di diverse dimensioni e altezze che andranno a definire piccoli corti interne private collegate alle singole unità immobiliari. Questo edificio, come già detto, ripropone la copertura a shed che era dei capannoni demoliti. Sia l’edificio, sia la copertura sono rivestiti in pannelli in fibrocemento utilizzati nella tinta naturale sul lato rovescio alla ricerca di un accordo con le tonalità dei cementi della struttura e delle pavimentazioni interne alla corte.

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Planimetria dell'area, Milano Lambrate

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Pianta Piano Terra

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Pianta Piano Quarto

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Sezione longitudinale dell'edificio

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Prospetto su Via Massimiano

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Sezione trasversale dell'edificio

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Foto di Tommaso Giunchi

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Foto di Tommaso Giunchi

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Foto di Tommaso Giunchi

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Foto di Tommaso Giunchi

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Foto di Andrea Martiradonna

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Foto di Tommaso Giunchi

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Foto di Andrea Martiradonna

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Foto di Andrea Martiradonna

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Foto di Andrea Martiradonna

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Foto di Andrea Martiradonna

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Foto di Andrea Martiradonna

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Foto di Andrea Martiradonna

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Foto di Andrea Martiradonna

Pavilion

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