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Lastra a Signa (FI), Italia

DAVVERO UNA PIAZZA

Sistemazione e riqualificazione complessiva della Piazza Garibaldi a Lastra a Signa
LATO, Luca Gambacorti, Francesca Doni, Letizia Grassi, Federico Tassi

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“La Piazza (...) è l’elemento più rilevante della struttura urbana. Essendo un luogo distintamente delimitato è agevolmente immaginabile, e allo stesso tempo costituisce una meta per ogni tipo di movimento.”1 Trasformare Piazza Garibaldi in una “Piazza… davvero” significa chiedersi “cos’era e cos’è oggi Piazza Garibaldi”. La Piazza è stata per secoli un “grande vuoto urbano”, oggi viene spontaneo provare per questo “vuoto” una grande nostalgia. Il progetto si propone di: - restituire alla Piazza il suo carattere di spazio “catalizzatore”, capace di attrarre e accogliere le molteplici e mutevoli espressioni della vita cittadina favorendone la convivenza senza delimitare rigidamente le diverse funzioni. - far dialogare lo Spedale di S. Antonio con Piazza Garibaldi: la nuova Piazza deve abbracciare lo Spedale “portando in Piazza” il futuro centro culturale e viceversa. - mantenere intatta “l’anima del T”2: l’asse nord-sud dovrà conservare la sua forza di direttrice, di antico tracciato modellatore del tessuto urbano. Il disegno della Piazza nasce da geometrie suggerite dalle forme esistenti: “la planimetria regolare, tendenzialmente rettangolare, con due assi di simmetria, tipica delle ”3 è ribadita dal quadrilatero, fulcro della nuova Piazza; la piastra rettangolare si allungherà penetrando all’interno del nuovo centro culturale creando fra i due spazi continuità e compenetrazione. La proposta dà vita ad una Piazza unitaria ma distribuita su più livelli, distinti da “velocità” e funzioni diverse: il cuore dedicato alla sosta, via Alighieri riservata al passeggio e il margine nord-est mantenuto accessibile ad un traffico regolamentato. Il contorno sfilacciato, imposto dalla presenza sul lato nord-est del prospetto tergale degli edifici affacciati su Corso Manzoni, è ridefinito da una seduta continua ad “L” posta al margine della piastra centrale e dal nuovo marciapiede in fregio alle abitazioni. Nella rientranza creata dallecase sarà realizzato un riquadro in cotto, memoria dell’antico “mattonato che per l’esposizione a sud era il ritrovo preferito delle trecciaiole e dei bambini nelle giornate primaverili e autunnali”4. La seduta rivestita in pietra è l’unico elemento d’arredo e contribuisce a connotare il rettangolo centrale come zona di sosta in contrapposizione al dinamismo che caratterizza il resto dell’intervento. Modellando l’attuale profilo a schiena d’asino e sfruttando i lievi dislivelli altimetrici esistenti, la piastra centrale è stata ipotizzata ad una quota costante ma lievemente superiore rispetto ai percorsi carrabili posti sul lato nord-est; tre gradini che seguono il profilo del rettangolo e tre rampe poste in fronte all’edificio della Misericordia permettono di superare questo dislivello. Nessun dislivello è presente sul fronte nord-ovest in modo da potenziare con tavolini all’aperto la capacità d’intrattenimento dei locali pubblici esistenti (e d’eventuale apertura) lungo via Alighieri. La zona centrale potrà comodamente ospitare mercati e feste paesane, eventi che avranno un ruolo fondamentale per la trasformazione della Piazza in un luogo “vivo”. L’orditura e la finitura differenziata della pavimentazione ribadiscono l’esistenza di zone con funzioni diverse e caratterizzate dalle preesistenti emergenze architettoniche: la Piazza sarà pavimentata in pietra così detta “macigno” in continuità con gli interventi già realizzati e nel rispetto della tradizione locale di produzione e lavorazione delle pietre. Il disegno sarà a ricorsi alternati con l’utilizzo di pezzature diverse e due differenti lavorazioni: la piastra centrale si distinguerà dal resto dell’intervento per l’utilizzo di lastre levigate disposte secondo l’asse principale del rettangolo a favorire visivamente la compenetrazione fra la Piazza e il nuovo centro culturale. Il rettangolo si arresta su via Alighieri lasciando distinto “il corso cittadino” e delimita una zona restituita al passeggio grazie alla nuova pedonalizzazione; per questa porzione sarà utilizzata, come per tutti “i margini”, pietra rigata disposta ortogonalmente alla facciata dell’edificio che ospitava il Café Chantant. Lo Spedale “impone la sua presenza”: la pavimentazione – ordita perpendicolarmente al prospetto principale – penetra sul lato nord e taglia il cuore della Piazza.

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