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San Donato di Lecce (LE), Italia

Concorso di idee per la riqualificazione del centro storico di San Donato di Lecce

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Tavola di concorso

Riorganizzare ed unificare funzionalmente l’area che si estende dal Palazzo Baronale alla Chiesa Madre nella sua totalità ( HÓLOS ) tramite un segno guida che connettesse le emergenze costruite e i vuoti delle varie parti ( MÉROS ) é stata l’idea ispiratrice per affrontare il concorso di riqualificazione urbana delle Piazze del centro storico di San Donato di Lecce. Un grande disegno che potesse continuare nel pavimento quel movimento dato dall’articolazione delle facciate degli isolati e quella forte geometricità data dall’impianto del Palazzo Baronale . Ne scaturisce un dinamismo che genera un sistema di percorsi tra via Chiesa, via Specchia, via S. Carlo e di soste tra Piazza Municipio, Piazza Garibaldi e Largo Chiesa rese più a misura d’uomo da una serie di scansioni nella pavimentazione. Grazie al forte segno aggregatore ( HÓLOS ) delle varie parti ( MÉROS ) si é cercato di porre l’accento sul significato scenico delle piazze e dei percorsi sfruttando gli scorci prospettici e i dislivelli orografici senza intralciare le tradizionali attività commerciali e festive con manufatti costruiti. Gli slarghi e le piazze sono segnate in pianta da scansioni o griglie regolatrici e organizzatrici generate dal segno guida, una su tutte la griglia che intende porre in relazione il pavimento della piazza con la forte e regolare geometricità del Palazzo Baronale; tale disegno, così come quello delle altre scansioni, è ottenuto con strisce di travertino bianco o marmo “trani” larghe 20 centimetri, che racchiudono campi in pietra leccese a filari contrapposti a 45 gradi. Ad ogni incrocio della scansione o griglia con il segno guida si trovano elementi puntuali per l’aggregazione e la socializzazione delle persone, come le panchine lapidee in pietra leccese, i cippi basamentali per i lampioni dell’illuminazione o i pali pluriuso per la segnaletica o sostegno a tendaggi. Sia i lampioni che i pali saranno realizzati da aste formate da due elementi tubolari, uno inferiore e uno superiore, di diverso diametro realizzate in poliestere rinforzato in fibra di vetro verniciati alla cui sommità troverà alloggio il corpo illuminate. Il segno guida generante l’intero progetto in via S. Carlo e via Specchia si identifica in una striscia di travertino bianco o marmo “trani” larga 50 centimetri avente funzione di zanella di raccolta acque meteoriche e di separazione fra i campi pietrati in pietra leccese che si estendono fino alle facciate degli edifici. Al contrario, in via Chiesa il segno guida si amplifica, partendo dalla attuale sistemazione di sventramento genera uno spazio allungato, scandito planimetricamente da ricorsi in pietra e altimetricamente dagli elementi puntuali, panchine, pali, lampioni, adatto ad ospitare eventuali mercati ambulanti grazie anche alla possibilità di essere coperto con tendaggi. La scalinata della Chiesa Madre viene rimodellata portandola perpendicolare all’allineamento visivo che collega l’asse della facciata con l’ingresso allo sventramento e ripavimentata con calcestruzzo architettonico mescolato a inerti del luogo, al fine di avere una superficie neutra che enfatizzi la facciata della chiesa. Il dislivello tra il piano strada e l’accesso alla Chiesa viene superato da una rampa laterale e da nuovi scalini. La griglia antistante il Palazzo Baronale che unisce Piazza Municipio a Piazza Garibaldi é al tempo stesso luogo di sosta e luogo di passaggio alle sue estremità, due zone pavimentate in calcestruzzo architettonico che si innestano sugli assi rispettivamente dello sventramento e del segno aggregatore. La circolazione veicolare é da considerarsi limitata ai soli residenti, senza possibilità di sosta, anche se le linee direttrici della pavimentazione consentono di suddividere gli spazi destinandoli a più usi e quindi alla sosta. Parte di Piazza Garibaldi e via Roma sono lasciate aperte al traffico, qui la zona viene riorganizzata trovando alcuni posti auto, segnati da nuove alberature e con la nuova riposizione del Monumento ai Caduti portato in asse con la nuova griglia antistante il Palazzo Baronale.

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