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Malnate (VA), Italia

Concorso di idee per una nuova scuola materna a Malnate, loc. Rovera.

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Tavola di concorso

• Premessa. Il concorso per la progettazione della nuova scuola materna di Rovera nel Comune di Malnate costituisce l’occasione per una ulteriore verifica dell’approccio metodologico alle tematiche che formano l’oggetto del nostro lavoro, in special modo la questione dell’inserimento di una nuova architettura in ambiente costruito e nello specifico, vista la destinazione funzionale del progetto anche la non secondaria questione della riconoscibilità architettonica dell’edificio scolastico. In altri termini il tema progettuale affrontato dell’inserimento in un contesto architettonico-ambientale consolidato si arricchisce della dialettica, edilizia di base e edilizia speciale (nel caso nostro “la scuola”). Per il nostro orientamento critico, che privilegia il progetto di architettura nella sua accezione di espressione unitaria di aspetti strutturali, spaziali, formali, tecnico-costruttivi e, soprattutto, nel rapporto che questo instaura con il “luogo”, inteso come insieme di fattori culturali, edilizi, morfologici, diviene fondamentale l’attenta lettura del costruito, dal quale trarre “regole” e riferimenti che permettano al “nuovo” di fondarsi su valori di “permanenza” e di “continuità”. Il concetto di continuità o meglio di innovazione e variazione nella continuità diviene dunque l’elemento guida del progetto.

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Tavola di concorso

• La proposta progettuale. La metodologia progettuale seguita è stata quella di verificare le scelte ai vari gradi scalari del costruito confrontandoci inizialmente con il tessuto urbano esistente e ricercando nella lettura dei luoghi una matrice fondativa di impianto. L’edificato di Rovera è contraddistinto dalla presenza di un tessuto di isolati “a corte” che la nostra proposta ha accolto come elemento base di impianto urbano. Altro elemento di fondamentale importanza è stato quello di armonizzare le caratteristiche orografiche dell’area di progetto con le esigenze architettoniche, funzionali e strutturali di una scuola materna. La scelta si è quindi orientata verso un tipo di architettura parzialmente ipogea dalla quale emergesse come elemento volumetrico e funzionale la sezione didattica, in modo tale da garantire anche un inserimento ambientale tale per cui l’edificio diventa una continuità volumetrica che lega la parte alta di via Cacciatori delle Alpi con la via Monte Grappa ad essa ortogonale . Gli spazi funzionali sono stati dimensionati interamente in base alla tabella 5 del D.M. 18.12.1975. L’edificio scolastico al quale si accede dalla via Monte Grappa è organizzato funzionalmente e volumetricamente intorno alla grande corte-giardino centrale. La parte a Nord, quella di ingresso, è costituita da una doppia membratura muraria all’interno della quale trova spazio la zona di ingresso coperta in posizione mediana tra la scalinata di risalita verso la via Cacciatori delle Alpi e lo spazio per le rappresentazioni all’aperto che scende parallelamente alla via Monte Grappa. Lungo questo lato si è scelto di conservare le alberature di tigli esistenti. L’ingresso conduce in un ampio spazio comune per il gioco dei bambini dal quale si accede alla corte interna senza soluzione di continuità in modo tale che nelle giornate climaticamente favorevoli si possano creare occasioni di gioco e di insegnamento sia all’aperto che al coperto simultaneamente. Lo spazio per il gioco comune dei bambini si sviluppa anche lungo la parte ovest e conduce alle cinque sezioni didattiche ,ognuna delle quali è contraddistinta da un colore diverso sia all’interno che all’esterno in modo tale da favorire una riconoscibilità al bambino creando un riferimento che va oltre l’interno dell’edificio e si proietta all’esterno. Infatti le parti di servizio di ogni sezione sfondano al copertura piana dell’edificio e si staccano dal volume diventando dei prismi a base quadrata colorati. L’interno di questi volumi è in realtà una vasca per il contenimento e la raccolta dell’acqua da utilizzare per gli impianti tecnologici a energia solare. Il prospetto delle cinque sezioni è anch’esso caratterizzato dai soliti colori presenti all’interno e sulla copertura, interrotti da una serialità di setti che individuano la suddivisione logica dello spazio esterno afferente ad ogni singola unità didattica e sorreggono una pensilina frangisole che conclude volumetricamente questa parte dell’edificio. Le fronti delle sezioni sono bucate da grandi aperture con infissi in legno e vetro scorrevoli che garantiscono con la loro apertura un collegamento tra interno ed esterno sia a livello visivo che spaziale. Ogni spazio verde esterno alla sezione è contraddistinto dalla presenza di un albero come nucleo di aggregazione dei bambini e come ulteriore elemento ombreggiante. Dallo spazio di ingresso procedendo lungo la parte ovest si trovano organizzati tutti i servizi necessari alla gestione e al funzionamento dell’edificio scolastico, anch’essi attestanti su uno spazio vetrato di collegamento aperto con una vetrata verso la corte verde interna. Questa parte del fabbricato risulta parzialmente interrata per armonizzarsi con le caratteristiche plano-altimetriche del lotto ed è caratterizzata dalla presenza di lucernari di illuminazione con la parte vetrata rivolta a nord e lo spiovente a sud con l’inserimento di pannelli fotovoltaici. Il locale tecnico con tutte le attrezzature necessarie per il funzionamento, la manutenzione e il controllo degli impianti meccanici è ubicato al di sopra della zona servizi e la torre di evacuazione dei fumi e delle condense funge da torre segnale e permette di identificare la posizione della scuola anche a distanza. La parte sud della corte è chiusa dal refettorio al quale si accede sia dallo spazio comune di gioco in testa alle aule sia dal percorso di collegamento dei servizi. Il refettorio è aperto verso il giardino interno con un’ampia vetrata che garantisce, essendo esposta a nord, un illuminamento ottimale e di luce diffusa che non reca disturbo ai bambini durante i loro pasti. Lungo questo lato dell’edificio si sviluppa anche una rampa carrabile che partendo dalla via Cacciatori delle Alpi presenta un primo tratto di collegamento al refettorio per l’approvvigionamento delle vivande e un secondo tratto di accesso al parcheggio interrato ospitante 15 posti macchina e un locale di ricovero attrezzature. La scelta dei materiali da utilizzare si è orientata verso l’utilizzo di tecnologie semplici e quindi facilmente manutenibili, vista la destinazione dell’edificio, ma al tempo stesso di efficienza tecnica elevata. La struttura portante è stata pensata interamente in cemento armato con tamponature in blocchi di elevata coibenza termoacustica il tutto intonacato con intonaco a gran grossa in modo da favorire il senso di tattilità nei bambini. Le pavimentazioni sono state pensate in legno e in materiali plastici speciali per l’infanzia. Anche le forme volumetriche sono improntate alla riconoscibilità e alla semplicità di comprensione dei bambini, infatti sia nelle sistemazioni esterne che interne che nelle scelte prospettiche si è cercato di introdurre figure come il cerchio, il quadrato, il rettangolo e conseguentemente, cilindri, prismi e cubi. Attenzione è stata posta anche ai cromatismi interni, si è pensato infatti di introdurre negli spazi di gioco raffigurazioni dei personaggi della storia di Pinocchio che potranno essere dipinte direttamente sulle parti intonacate oppure stampate su supporti rigidi da appendere. Per quanto riguarda la suddivisione in due lotti della fase esecutiva, si prevede la realizzazione di un primo lotto funzionale comprendente le prime tre sezioni e il completamento di tutte le zone di servizio e della parte interrata. Il secondo lotto comprenderà la costruzione delle ultime due aule verso il refettorio con il relativo spazio comune.

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Tavola di concorso

• Proposta di organizzazione del verde e spazi esterni. I bambini sono gli utenti principali, frequenteranno regolarmente gli spazi dell’asilo e saranno presto in sintonia con gli ambienti che lo caratterizzano, specie le aree ricreative. Per questo è importante cercare di controllare i loro comportamenti e stati d’animo attraverso la progettazione dei loro spazi. I bambini riescono a relazionare tra di loro molto velocemente, come ad appropriarsi e fuggire da luoghi o situazioni di gioco. Infatti un bambino all’asilo cambia attività molto spesso, per cui spesso a tale abbandono di attività corrisponde l’abbandono di un luogo, e la sua attenzione in poco tempo è catturata da altro; per questo motivo si ritiene appropriato un luogo molto flessibile e vario. Inoltre è giusto, che il bambino sia stimolato sotto diversi punti di vista, come ad esempio mettere alla prova le proprie capacità affrontando situazioni con diverse problematiche, di fare i conti con i propri limiti o prendere decisioni da solo, quindi assumersi alcune piccole responsabilità. Questo non per cattiveria, ma per aiutare il piccolo ad affinare giorno dopo giorno la propria coordinazione fisica e mentale. Lo spazio di gioco dell’asilo offre ai bambini il campo d’azione su cui fare esperienza giornalmente. La fascia di età dei piccoli utenti è quella in cui si affrontano gli “opposti” un momento di crescita molto delicato e importante, per cui si considerano a grandi linee le diverse esigenze. Di primaria importanza sono le percezioni sensoriali: olfatto, tatto, gusto, udito, sensazioni di freddo/caldo, morbido/duro, asciutto/bagnato. Tali percezioni dovrebbero essere coinvolte tutte in diverse situazioni all’interno della struttura. Organizzazione della corte centrale. Sarà uno spazio pienamente fruibile da parte di tutti, con molte possibilità di percorso. Vi saranno ambiti di gioco e apprendimento associati tra loro attraverso la varietà di materiali e attrezzature. Si pensa ad uno spazio che si differenzia dal solito parco ordinato simmetrico, con i percorsi ben definiti in asse tra loro. Questo giardino è concepito in modo denso e variegato, dove gli spazi si intersecano e interagiscono, con visuali e gradi di illuminazione che cambiano in pochi passi, si è cercato in questo modo di ottenere il massimo delle esperienze in un minimo spazio. Le attrezzature presenti all’interno dell’asilo dovranno essere di facile manutenzione, “accessibili” al personale interno, in modo da poter risolvere piccoli problemi quotidiani. L’intero complesso del cortile dovrà consentire una certa semplicità di manutenzione, ma questo non pregiudica di poter studiare uno spazio dinamico a misura di bambino. Molto importanti per il divertimento e l’atmosfera di gioco, saranno i materiali di cui è costituito il terreno, il piano d’azione dei bambini, con il quale interagiscono molto più delle persone adulte, amano sporcarsi, il contatto totale che hanno col suolo li diverte, e continuamente fanno esperienza, per questo secondo noi un manto erboso continuo ed uniforme non risulterebbe molto indicato all’ambiente di gioco, anche se molto funzionale. Si pensa che l’utilizzo di manti diversi interrotti in maniera anche un po’ irregolare, possano risultare molto più interessanti per la didattica indiretta dei bambini. Le vasche di sabbia, i vialetti in ghiaia, la semplice terra battuta, le zone in gomma che delimitano i giochi, dovranno integrarsi tra loro in un continuum di colori e forme diverse, per stimolare la fantasia e la voglia di scoprire, un concetto per certi aspetti, molto simile a quello che avviene nei piccoli giardini Giapponesi, dove in poco spazio si concentrano e intersecano innumerevoli scenari, anche molto diversi tra loro; che invitano l’osservatore a percorrerlo con un certo entusiasmo e voglia di vedere oltre la prima scena. Anche in questo caso, pur essendo il cortile di un asilo, si potranno ricavare piccoli spazi, visioni parziali, percorsi tortuosi che possano far apparire molto ampio anche un piccolo spazio, con l’illusione di potersi perdere in ampi scenari di fiaba in pochi metri di giardino. Il cortile sarà pianeggiante, e concepito come uno spazio circondato su tutti i lati dalla struttura dell’asilo. L’orientamento e la fisionomia del terreno non presentano vincoli significativi allo studio della sua sistemazione. In base alle considerazioni fatte, e tenendo ben presente il contesto paesaggistico, si propone una gamma di essenze diverse ma comunque autoctone, per evitare anche alle piante stress climatici e di terreno. Il gruppo di tre alberi a sud sarà composto da: Quercus ilex, Acer Monspessulanum, e Fagus Sylvatica pendula. Distaccata e solitaria dalla parte opposta una quercia rossa (Quercus Rubra), o se vogliamo mantenere un’essenza prettamente autoctona una Robur che dal punto di vista dimensionale e di portamento è simile. Il cortile davanti alle sezioni. Questo è abbastanza ampio da consentire un’ulteriore ambiente ricreativo, per renderlo usufruibile anche nelle stagioni estive ovviamente si prevede l’impianto di alberature, in questo ambito diversamente da quanto avviene all’interno del cortile, si itera una sola essenza in filare, similmente a quanto avviene sul perimetro del lotto, dove sono presenti i tigli e i castagni. L’essenza proposta è il Liquidambar Styraciflua per le ottime caratteristiche ornamentali e la conformazione larga del suo fogliame, ottimo per garantire un buon grado di frescura; in alternativa si propone la Betula Pendula Roth che offre un’ombra un po’ meno intensa e si presenta in modo più leggero e arioso con i suoi rami penduli che arriveranno molto vicino al suolo.

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• Considerazioni sugli impianti tecnologici previsti nell’edificio. La filosofia impiantistica che si intende adottare nella realizzazione della nuova struttura scolastica oggetto di appalto è quella di impiegare impianti a basso valore entalpico ( leggasi pompe di calore del tipo acqua/acqua) integrati da apporti energetici derivati da fonti rinnovabili quali pannelli fotovoltaici e solari termici, ed adoprando quale fluido termovettore e di accumulo energetico l’elemento più comune che è l’acqua. Quanto sopra accoppiato ad un forte isolamento delle strutture edilizie esterne. Il tutto viene giustificato dai seguenti elementi, e precisamente: a) L’uso di una pompa di calore del tipo acqua/acqua permette il trasferimento di energia prelevata a bassa temperatura dai depositi d’acqua predisposti come motivo architettonico all’impianto di riscaldamento (pannelli radianti a pavimento) ad una temperatura d’acqua d’uscita dalla macchina di circa 55°C (modulata a 40 – 45 °C per i pannelli). Tale macchina dimensionalmente molto più piccola della corrispondente del tipo acqua/aria può essere allocata in ambiente chiuso evitando così l’impatto visivo esterno non sempre gradito. Oltre, da considerare, che la spesa energetica di tipo elettrico di alimentazione del compressore della “macchina” risulta essere circa 1/6 dell’energia trasferita. La temperatura dell’acqua termica in uscita dalla macchina (≈ 55°c) permette di creare un circuito separato di riscaldamento e radiatori per le zone bagno ( aumento superficie scambio di circa 40%) e tramite scambio diretto adeguata produzione di acqua calda sanitaria per i servizi. b) Il grosso accumulo d’acqua previsto architettonicamente servirà come volano termico di alimentazione energetica della alimentazione all’evaporatore della macchina. Tale quantità d’acqua circolante dai serbatoi alla macchina e viceversa, con l’esercizio della macchina, dato il volume, abbassa la propria temperatura di pochi gradi, tanto da non modificare il COP, per un funzionamento ottimale di molte ore se non giorni, senza l’eventuale apporto energetico dei pannelli solari. c) Le necessità di energia elettrica assorbita dalla macchina , visto il piccolo assorbimento che nel ns. caso può indicativamente essere valutato in 20 kW , sarà compensata con l’istallazione di pannelli fotovoltaici per una superficie non eccessivamente invadente di circa 120 mq.da porsi sui lucernari della zona servizi esposti a sud. Pertanto per poter dare un ordine di grandezza degli impianti proposti, si può dire che: A fronte di una volumetria strutturale di circa 3600 mc per un presunto valore di dispersione massima di circa 108 kw con un assorbimento elettrico di circa 20 kw della pompa di calore l’energia prelevata dalla massa d’acqua costituita da 5 serbatoi di 50 mc cadauno per un totale di 250.000 litri corrisponde, ad un abbassamento di temperatura di detta massa di circa 0,4 °C per ogni ora di esercizio senza apporti esterni da circuito solare dimostrando che tale volume d’acqua può essere valido per un periodo corrispondente a circa una settimana di esercizio giornaliero (8 ore al giorno). L’integrazione solare costituita da circa 40 mq di pannelli piani a circolazione di acqua glicolata permette nella sua alternanza di insolazione sia l’integrazione alla produzione di acqua calda sanitaria per le zone bagni che l’integrazione (per il periodo invernale) energetica per i depositi d’acqua.

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Planivolumetria

• Stima sommaria dei costi. La tipologia delle opere da realizzare è improntata ad un inserimento ambientale del progetto rifacendosi ai materiali in uso nei luoghi e in genere ed ad una suggestiva composizione, stante la particolarità dell’edificio. Essa può essere così sinteticamente articolata: Allestimento del cantieret, aglio e sradicamento degli alberi, scavi di fondazione, realizzazione e posa di magrone, realizzazione di fondazione in cemento armato, realizzazione di solai tipo bausta e semiprefabbricati, realizzazione di struttura intelaiata a travi e pilastri in cemento armato, coibentazioni termo-acustiche, realizzazione di muratura di tamponamento, messa in opera di impianti elettrici ed idraulici e installazione pannelli fotovoltaici e solari, massetti, intonaci interni ed esterni, messa in opera di infissi, pavimenti e rivestimenti tipo gres, legno,resine colorate, tinteggiature esterne ed esterne, affreschi e disegni murari, sistemazioni esterne e formazione del tetto giardino.

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Sezioni

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav