© Mascellaro & Mastrodonato Associati . Published on December 09, 2008.
Premessa
© Mascellaro & Mastrodonato Associati . Published on December 09, 2008.
La destinazione a museo archeologico dell’ex monastero di S. Scolastica si delinea come operazione di particolare complessità non solo per le intrinseche valenze del complesso e per la straordinaria sedimentazione archeologica del sito, ma anche per il suo oggettivo ruolo di “cerniera” fra la città vecchia e il water-front del lungomare con il porto. Pertanto l’intervento sul complesso di Santa Scolastica deve strutturarsi in modo da definire il polo di aggregazione e di rilancio di questo nodo urbano ed edilizio, partendo dalla sua “posizione strategica”: è ubicato, infatti, di fronte ad uno degli accessi più importanti alla città – il porto – ed è il primo “contatto” fisico ed emozionale del visitatore con la città stessa e con la sua storia. Il museo archeologico, d’altra parte, sotto l’aspetto museografico, è centro di un più vasto sistema museale che investe l’intero territorio regionale, andando oltre i limiti ristretti dell’ostensione di singoli reperti e raccolte per connettersi con il museo diffuso nel territorio stesso.
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Pertanto nel progetto si sono perseguiti: – la “continuità” dell’architettura con il totale rispetto del passato, sommando invece di sottrarre; – la definizione del Museo come centro di dinamiche e necessità urbane: centro storico, porto, connessioni di sviluppo e di interazione tra l’uno e l’altro, flusso veicolare e parcheggi, passeggiata sulle mura fino a giungere al porto; – il ribaltamento dell’ingresso principale, baricentrico rispetto a tutti i flussi interni ed esterni, senza negare quello storico, mantenuto e utilizzato come accesso per manifestazioni ed incontri culturali, anche autonomi rispetto all’attività del Museo; – il percorso circolare pienamente funzionale di visita al Museo (il complesso di S.Scolastica ed il suo “contenuto”); – la dotazione di spazi aperti ad un “pubblico in transito”; – la definizione di segni caratterizzanti il luogo (il nuovo ingresso ed il campanile-torre); – l’indipendenza dei percorsi di fruizione delle articolate attività. In tale ottica gli elementi architettonici che connotano il progetto possono essere così riassunti: – accesso principale. Avanzato rispetto alle mura antiche, definito da una quinta in acciaio e pannelli in bronzo ed una scatola in vetro, racchiude la rampa d’accesso ed una piattaforma elevatrice. L’intero volume, nella preziosità dei materiali, nella geometria e nel deciso distacco dai muri storici, integri nella loro materia e autenticità, si presenta come moderna “porta” verso la città e la sua storia, per chi entra; verso il mare ed il porto, per chi esce. Di fronte ad esso si collocano il sistema dei parcheggi e l’area di sosta dei mezzi pubblici cittadini; – grande hall di ingresso. Si prevede la demolizione delle strutture in metallo e legno nonché della copertura in acciaio e vetro oggi presenti. Tali strutture, realizzate in modo da essere reversibili, appaiono infatti funzionali alla specifica destinazione d’uso dell’epoca ed oggi del tutto incongrui. Così, trovano legittimità e funzionalità il piano di calpestio trasparente sopraelevato che consente la visione dei resti archeologici ed il volume parallelepipedo sospeso della scatola-ascensore, anch’esso in vetro, con un sistema a pistone inverso ancorato alla volta. La hall, esterna al percorso di visita museale, ne è anticipazione e prefazione, ma è il cuore dei percorsi di transito e connessione tra centro storico/porto, tra water-front/locali per il relax e la cultura, luogo “storico” di grande impatto emozionale. In esso, infatti, confluiscono tutti i percorsi: – quello proveniente dalla passeggiata su via Venezia che prosegue lungo il museo costeggiando le mura ed affacciandosi sui resti archeologici, per poi calarsi dall’alto, mediante l’ascensore-campanile, nella hall e quindi proseguire – assaporando la grande potenza emotiva dei resti archeologici ivi contenuti – verso il porto; – quello proveniente dai parcheggi e dal porto, mirato alla visita del Museo, che alla fine dello stesso prosegue, utilizzando l’ascensore, su via Venezia e quindi ai grandi monumenti del centro storico cittadino (Basilica e Museo di S.Nicola, Cattedrale, Castello, ecc); – quello di visita allo scavo archeologico, in corso, sull’area di S.Pietro organizzato come vera e propria scuola in itinere; – quello d’accesso alla zona più tranquilla e riservata ove la presenza di una parte a verde e della caffetteria permette a tutti, visitatori e persone in transito, di trascorrere piacevoli momenti di relax; – il percorso sulle mura, da via Venezia al belvedere sul Bastione, che si configura come accesso dal centro storico alle strutture museali e ai resti archeologici interni fino al porto e viceversa; – i corpi di fabbrica moderni. Vengono conservati in toto ed integrati per dare loro compiutezza architettonica, energetica e funzionale. Per essi si prevede una “pelle” aggiuntiva costituita da lamine di bronzo mobili e la sostituzione delle parti vetrate con altre, sempre in vetro, ma ad alta resistenza termica; – i volumi che si aggiungono. Si tratta di vani di connessione la cui definizione è necessaria per la circolarità del percorso e l’efficienza delle attività che vi si svolgono; si contraddistinguono per il loro carattere materico e per la scelta di salvaguardare e valorizzare i ritrovamenti archeologici; – il corpo di fabbrica esistente in addossamento al prospetto di Santa Scolastica su via Venezia. Esso, mediante un nuovo sistema di connessioni verticali, è destinato a contenere una sala conferenze e una sala mostre temporanee; – i corpi di fabbrica centrali. Ospitano la massima parte delle collezioni; – il corpo di fabbrica centrale con orientamento est-ovest. Il piano terra è destinato a museo; il primo ed il secondo piano ospitano gli uffici, in posizione centrale ma autonoma dai percorsi museali grazie all’ingresso da Via Venezia; – il percorso archeologico a piano interrato. I ritrovamenti archeologici nell’area di Santa Scolastica costituiscono un valore aggiunto di eccezionale rilevanza alla qualità dell’esposizione museale, costituendo museo nel museo, testimonianza della millenaria storia della città; – i corpi di fabbrica sul lato ovest. Al di fuori del percorso di visita e con accesso dalla grande hall centrale di ingresso sono collocati, tutti in maniera autonoma, i depositi/laboratori, i servizi igienici, la piazzetta caratterizzata dalla presenza della caffetteria, aperta, come si è detto, anche al pubblico in transito e luogo dalle suggestioni architettonico-ambientali di notevole significatività.
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Il percorso di visita museale
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Una volta completato l’intervento, tutto il sito, nella sua articolazione, è museo di se stesso: – la sala d’ingresso e le prime che fiancheggiano le mura offrono un continuo e stupefacente riscontro delle testimonianze remote della frequentazione umana, dall’età del Bronzo all’epoca romana, fino alle fasi più antiche del complesso conventuale; – nello splendore della sala T08 la collezione Polese, proveniente in gran parte dai ritrovamenti effettuati durante la costruzione della linea ferroviaria Bari-Taranto e in particolare nell’area di Bari e di Gioia del Colle, sottolinea la natura originaria del Museo; – al secondo piano nella sala S01 si organizza la collezione numismatica, vastissima e sostanzialmente coerente, costituita dalla raccolta di monete romane donate, sul finire del 1800, da Michele Marenghi e dal monetiere Maselli; – nella sala successiva la sezione dedicata alla città e al territorio, che si sviluppa e prosegue a primo piano: qui confluiscono tutte quelle raccolte o quei complessi acquisiti nel tempo dal Museo, dei quali si conosce la provenienza ed i materiali provenienti dagli scavi condotti prevalentemente dai primi direttori del Museo, Maximilian Mayer e Michele Gervasio. Si intende, così, rappresentare il popolamento del territorio provinciale dalla preistoria alla tarda età romana, seguendo nell’esposizione dei materiali un criterio topografico ma, al contempo, sviluppando tematiche specifiche, sito per sito, in modo da definire una sorta di narrazione; – al piano terra, nella saletta T14, la colonna miliaria della via Traiana da Andria chiude l’esposizione delle sale precedenti per introdurre al tema del Museo diffuso, la cui complessità è sintetizzata nella sala T16 mediante un plastico interattivo del territorio.
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L’allestimento museale
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Esso intende sottolineare l’importanza delle “opere”, patrimonio della Provincia di Bari, ed al tempo stesso sfruttare a fondo la possibilità di cogliere la contestualizzazione dei reperti in un luogo-culla della città di Bari. Ecco, quindi, che l’allestimento asseconda l’ambiente in cui è ospitato: – nel caso della grande hall, i resti della chiesa dell’XI secolo possono essere goduti nella loro interezza e nella loro posizione “normale”; – nel grande ambiente (T.03-T04) di piano terra è indissolubile il legame tra interno ed esterno, tra l’architettura e l’archeologia, esaltato dalle teche in vetro che “nascono” dal pavimento permettendo di leggere il singolo pezzo, ma anche di contestualizzarlo; – negli ambienti di piano terra con strutture murarie a vista, l’allestimento si denuncia, staccandosi da terra sia attraverso un pavimento in pietra che non si attesta alle murature segnate da luce radente, sia nella tecnologia delle vetrine, completamente trasparenti; – negli altri ambienti – di primo e di secondo piano – teche in vetro e metallo rinnovano le specificità materiche impiegate per la realizzazione delle finiture esterne delle chiusure verticali vetrate e non. Tutte le superfici e gli impianti progettati per l’allestimento del Museo Archeologico permettono il completamento di quanto esposto mediante la proiezione di immagini esplicative e danno vigore al patrimonio, consentendo la piacevolezza della visita e la sua sicurezza, nel completo rispetto, salvaguardia e valorizzazione del complesso monumentale, diversificando la fruizione del patrimonio stesso a seconda del tipo d’utenza.
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© Mascellaro & Mastrodonato Associati . Published on February 18, 2010.
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