© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 15 Dicembre 2008.
“Se l’umanità raggiungesse uno stato d’equilibrio, non vi sarebbe più storia” (Raymond Queneau).
Le architetture, tutte le architetture sono in continuo divenire.
Mutano ogni giorno per effetto dello scorrere del tempo; si modificano per effetto di interventi realizzati dagli uomini.
Obiettivo principale del progetto è quello di far scoprire l’enorme patrimonio culturale, artistico, monumentale e storico-archivistico che si racchiude all’interno delle mura dell’Istituto degli Innocenti, ma anche le attività e le iniziative
che quotidianamente vi si svolgono.
Attualmente la struttura “architettonico_organizzativa” è costituita da un insieme complesso e articolato di funzioni anche apparentemente lontane tra loro, in realtà unite dal sottile filo rosso del tema dell’infanzia e della maternità.
L’Istituto degli Innocenti è un corpo vivo e vitale che opera all’interno di una struttura architettonica che rappresenta senza dubbio uno degli esempi più mirabili dell’architettura del Rinascimento, quantunque abbia subito nei secoli una serie di controverse trasformazioni.
Un corpo vivo e vitale che opera da quasi sei secoli avendo come punto di riferimento i bambini e le bambine.
La filosofia di fondo del progetto rappresenta anche una scommessa: quella di far convivere, all’interno della stessa
struttura architettonica, sia i percorsi museali che la sua vita quotidiana
© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 15 Dicembre 2008.
UNO SPAZIO ACCESSIBILE AI DEBOLI
Il progetto tende a mettere in evidenza e, tutt’al più, disvelare, portare alla luce, accentuare tutto ciò che è, ad oggi, nascosto e soprattutto che è rimasto nascosto, per secoli, nei confronti della città.
Nel frattempo, i bambini e le bambine, le mamme, gli operatori, gli addetti, continueranno a vivere, operare e giocare nella struttura stessa incrociandosi, sfiorandosi e sovrapponendosi con i turisti e i visitatori.
Un difetto macchia però le qualità generali di questa struttura, e questo segno si è allargato dal momento in cui, negli ultimi decenni, è aumentata la sensibilità generale verso il tema dell’accessibilità: questa struttura, per sua natura aperta e disponibile, non è accessibile facilmente alle persone che, a vari livelli e gradi, sono portatori di disabilità varie.
Questo fatto è dovuto ad una ragione oggettiva: la presenza del “podium” sul quale sorge la struttura, se rende ancora più affascinante, con la famosa scalinata, la presenza del porticato leggero ed elegante che ne fa una delle più belle piazze del mondo, contemporaneamente realizza l’oggettiva impossibilità di accedere alla struttura, rendendola
inaccessibile ai deboli.
Obiettivo principale del progetto è rimuovere questa macchia con un gesto unitario e deciso: l’invenzione di un nuovo accesso per tutti, gestanti,anziani, genitori con carrozzine, disabili che, direttamente dalla piazza, possano facilmente accedere a tutti i luoghi della struttura.
Questa determinazione e la volontà di lasciare il più possibile inalterata l’immagine del complesso monumentale
ci ha portato alla scelta di realizzare l’accesso principale al MUDI dalla porta del Cortile delle donne.
© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 08 Maggio 2012.
Dal nuovo accesso scendendo di poco più di un metro sarà possibile giungere a una grande hall dalla quale avrà inizio la visita al nuovo MUDI riappropriandosi di tutto il livello seminterrato che sarà riqualificato come nuovo spazio espositivo.
Il nuovo intervento, oltre a semplificare il sistema degli accessi e risolvere con un unico gesto l’intera accessibilità del MUDI, renderà inoltre realizzabile la volontà di far scoprire alla città due luoghi molto importanti finora nascosti: quello che fino ad oggi è solo un seminterrato e che potrà diventare anch’esso un piano vivo e vitale del MUDI e quello che fino ad oggi quasi nessuno conosce e da cui si gode una delle più spettacolari viste di Firenze e della sua cupola, il Verone,caffè letterario pensato come luogo di incontro e di scambio culturale aperto alla città.
© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 15 Dicembre 2008.
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