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AVELLINO (AV), Italia

CONCORSO DI IDEE PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANA DI PIAZZA DUOMO, VIA SEMINARIO E DELL’AREA ARCHEOLOGICA EX-SEMINARIO VESCOVILE AD AVELLINO

1° Classificato ex-aequo del concorso - 2° Premio

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Prima dell'intervento (da Google Maps)

L’elemento architettonico più importante della collina della Terra è il Duomo che insieme alla torre campanaria sovrastano la piazza trapezoidale delimitata dagli eleganti palazzi Festa (XVIII sec.), Greco (XVIII sec.) e Amoretti (XVII sec) e dalla chiesa di San Biagio (XVII sec.). Il Dumo di Avellino, o Cattedrale dell’Assunta, citato la prima volta nel X secolo, ha subito diversi interventi di rifacimento e ampliamento. Si presenta a croce latina e tre navate, con facciata neoclassica, colonne corinzie e tre portali, opera di Pasquale Cardolo, e custodisce numerose opere d’arte, come l’ “Adorazione dei Magi” di Marco Pino da Siena, il Coro ligneo di Clemente Tortelli, la “Santissima Trinità” e il Tabernacolo di Giovanni da Nola, e le statue dei “4 Evangelisti” di Giuseppe Sorbilli. Molte sculture in legno sono ispirate alla scuola di Bagnoli Irpino, voluta nel ‘400 dal mecenate conte Cavaniglia, nella quale si formarono artisti di fama come Cestaro, Infante, Canderoni e d’Asti. La cattedrale di Avellino, sorta nel sec. XII, fu costruita nelle proporzioni monumentali attuali, facendo largo uso di materiale romano riutilizzato. Pezzo pregevole del Duomo è la cripta romanica, Santa Maria dei Sette Dolori, costituita da colonne monolitiche e nelle volte alcune scene della vita di San Modestino dipinte da Angelo Michele Ricciardi. Attraverso una scala si accede alla base della torre campanaria, altro pezzo pregiato, costituita da grossi blocchi di pietra, lavorati in diversi modi, nient’affatto uniformi, utilizzati per le fondazioni, materiale proveniente dall’antica Abellinum. Uscendo nel cortile si ha una visione della torre come di un museo di pezzi antichi è infatti tutta incastonata di metope romane (rilievo di un monumento funerario, due rilievi relativi a membri della gens Varia, un pinax con maschere bacchiche e altri fregi) quelle figurate furono messe tutte da un lato perché di qui passava evidentemente una stradetta, in epoca romana riferibile probabilmente alla via Campanina poi individuata in epoca successiva come vico Lungo dei Greci che fiancheggiava la torre e raggiungeva rampa Tufara dove sono visibili i resti di una chiesa bizantina.

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Dopo l'intervento secondo il progetto

Premessa

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Planimetria generale di progetto (1° tavola concorso)

Il concorso di idee, interessa un’area importantissima della città di Avellino, il suo centro antico, ricco di significati storici, culturali ed architettonici. Si tratta tuttavia di un luogo, che per diverse ed alterne vicende, la più importante delle quali è stato l’evento sismico del 23 novembre 1980 che ne distrusse buona parte, ha finito per essere emarginato dalla vita sociale avellinese, quasi fosse irrimediabilmente compromesso il legame ancestrale con la memoria storica dei cittadini. Il concorso di idee allora diventa un’occasione di fondamentale importanza, per poter sviluppare delle idee progettuali che possano contribuire in maniera determinante non solo ad una riqualificazione urbana della zona, quanto soprattutto a restituire ai cittadini il loro centro antico. Una sfida importante e complessa, alla quale è legato inesorabilmente il destino di questa parte di città. Ma quali sono le emergenze , le risorse architettoniche cui riferirsi per raggiungere il fine suddetto? Certamente il Duomo; monumento per eccellenza nel quale, i cittadini di qualsiasi città si identificano; la sua composta facciata, la sua composizione volumetrica, la verticalità della sua torre campanaria, l’abside circolare, etc. sono ad oggi collocati in uno spazio degradato, mortificati, nascosti ai cittadini e agli occasionali visitatori, dimenticati dagli anziani ed ignorati dai giovani. Un quadro desolante per siffatta bellezza, per siffatta memoria storica. Ed allora come intervenire? Come valorizzare un luogo ed un monumento, come svelarlo ai cittadini per farlo rientrare prepotentemente nella loro memoria storica? Abbiamo scelto la destinazione urbanistica più antica, più bella, più aggregante perché intrisa di valori sociali, che la storia dell’architettura ed in particolare dell’urbanistica ci abbia mai consegnato: la progettazione di una piazza. Ecco allora che i due elementi per antonomasia, caratterizzanti la maggior parte dei centri storici italiani, “la Cattedrale e la Piazza”, si uniscono e dettano le regole della progettazione dell’intera collina della Terra.

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Particolari (2° tavola concorso)

Le scelte urbanistiche

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Renderings (3° tavola concorso)

E’ indubbio che visto l’importanza del sito e la sua complessità, l’approccio dovesse essere urbanistico: “ l’urbanistica è l’arte antica di costruire le città”!

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Vista

L’intero progetto ruota intorno a due assi: 1) Asse est-ovest che lambisce la cattedrale (“perché vicino alla torre passava, evidentemente, una stradetta e la gente poteva ammirarli”- vico Lungo dei Greci) che collega idealmente il castello alla piazza Libertà intercettando sul suo percorso anche la Torre dell’Orologio, monumento simbolo di Avellino. Una sorta di passeggiata ideale che collega i luoghi più importanti della città; 2) Asse nord-sud che collega trasversalmente il nuovo teatro della città con il corso Umberto I che cinge la zona sud della collina della Terra. Intorno a questi due assi si è sviluppata la progettazione urbana della collina, la scelta delle sue funzioni, dei suoi percorsi, dei suoi volumi, dei suoi materiali. L’elemento dominante e principale del nuovo assetto urbanistico è senza dubbio la progettazione di una nuova e più ampia piazza Duomo. Il disegno della nuova piazza determina una forte caratterizzazione del centro antico: a) dal punto di vista urbanistico-architettonico – riapre il Duomo alla città, lo rende partecipe ai cittadini, ne trasmette i suoi caratteri civili e religiosi, consente di apprezzarne appieno le sue linee compositive, le sue interessanti volumetrie che denunciano all’esterno palesemente i suoi elementi costitutivi,le navate laterali, il campanile, l’abside; b) per motivi culturali-sociali – la piazza come luogo di aggregazione sociale, come luogo collettivo e personale nel quale riconoscere la propria identità, la piazza come luogo di manifestazioni sociali (fiere, mostre mercati, ecc.), insomma come luogo in cui si incontrano le memorie collettive con le memorie personali. Intorno a questa scelta predominante, si sono elaborate le altre progettazioni, l’edificio polifunzionale a servizio della Curia Vescovile, il garage interrato con sovrapposto giardino per la prima infanzia, l’Info point-Cafè letterario, il giardino all’italiana. Tutte funzioni collegate alla piazza attraverso un intreccio di stradine, che mantengono l’antico tracciato medievale, anzi ne esaltano ed integrano la sua più bella caratteristica: “l’effetto sorpresa”. Il progetto mantiene questa caratteristica, è stato pensato percorrendo, come in una passeggiata, quelle stradine, quelle rampe, quelle scale. Ed ecco allora apparire di continuo scorci prospettici mai scontati, mai banali: la piazza, il Duomo, la facciata , l’abside, la torre dell’orologio, il giardino all’italiana, su cui prospetta, finalmente lo splendido edificio adibito a Casa della Cultura.

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Vista notturna

I luoghi della collina della Terra

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Vista

I luoghi della collina della Terra! Si proprio così, perché di luoghi trattasi, perché come luoghi veri e propri li abbiamo intesi nello sviluppo della nostra progettazione. Il centro antico visto come un microcosmo, come una piccola città (perché così era in origine, circondata dalle sue mura longobarde), ogni luogo indipendente, ogni luogo con una sua specifica funzione, ogni luogo completamente connesso con la parte più importante della collina: il Duomo e la sua nuova piazza.

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Il giardino all'italiana (P.zza Maggiore)

1) La piazza del Duomo:

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Vista notturna

Come già detto la scelta più importante è stata la progettazione di una nuova ed ampia piazza del Duomo che avvolge la cattedrale svelandone completamente le sue volumetrie laterali, le sue architetture, le metope del campanile, etc.. A tal proposito si è ritenuto opportuno eliminare il volume che affianca il Duomo sulla sua parte laterale che contiene all’interno il locale caldaie, da realizzare nell’interrato, al fine di rendere visibile completamente la torre campanaria. Nell’area in cui si realizza la nuova piazza, sono state rinvenute testimonianze archeologiche del passaggio di un antica strada romana e alcune tombe di epoca Sannita. La presenza di tali ruderi, imponeva delle scelte attentissime al fine di garantire la loro conservazione e di consentirne la fruizione da parte dei cittadini. Per rispondere a questa esigenza, si è pensato all’uso del pavimento in cristallo. Si tratta di una sorta di pavimento galleggiante in cristallo strutturale antiscivolo, che copre come in una teca, i reperti sottostanti, preservandoli nel tempo e consentendone una visione da parte dei cittadini. Il sistema prevede l’uso di fari illuminanti per consentirne una fruizione anche nelle ore serali, la possibilità, attraverso delle botole di manutenerli ed un sistema di aereazione naturale, attraverso una griglia, per evitare fenomeni di condensa del cristallo. La posizione di queste lastre di cristallo all’interno del progetto è da ritenersi puramente indicativa, una sorta di pixel che può essere ora affiancato, ora isolato, dovendosi posizionare nei luoghi indicati dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici. La pavimentazione della piazza si sviluppa secondo un modulo quadrato regolare che ruota intorno all’asse est-ovest, chiudendosi verso il fronte del nuovo edificio per la Curia Vescovile. Sulla parte prospiciente la facciata di questo nuovo edificio, si inserisce una grande fontana a raso, che all’occorrenza, in occasione di manifestazioni può spegnersi, per consentire l’uso dell’intera piazza.

2) Il sagrato e la rampa per disabili:

Relativamente al sagrato si è scelto di eliminare la recinzione in ferro che attualmente lo circonda al fine di rivelarlo completamente, insieme alla splendida balaustra che lo circonda, e simbolicamente, al fine di aprire ancor di più la cattedrale alla città e ai suoi cittadini. Un invito ad un luogo di culto ancora più evidente, e senza barriere. Per consentire l’accesso ai diversamente abili, si è collocata lungo il fianco destro del sagrato una rampa. La scelta di tale lato non è stata casuale, infatti in questa parte del sagrato non è presente la balaustra e quindi è possibile creare un taglio. La rampa stilisticamente non cerca nessuna mimesi progettuale, è una struttura francamente moderna, che trova nella leggerezza, nella scelta dei materiali da costruzione la sua integrazione e il suo rispetto nei confronti del Duomo. Solo nella scelta del rivestimento del muro portante della rampa c’è un richiamo alla cattedrale: il piperno.

3) L’edificio polifunzionale della Curia Vescovile:

Tale edificio è stato progettato sull’area di sedime dell’ex palazzo Falivene. E’ stato pensato come una struttura che avesse il compito di dialogare con la facciata laterale del Duomo e con le stradine circostanti, sia via seminario, sia la stradina che conduce al giardino all’italiana. La composizione architettonica è semplice e lineare, una partizione di pilastrini strutturali avvolge un volume in vetro all’interno del quale si sviluppano le funzioni dell’edificio. Le partizioni esterne scandite dagli esili setti, si bloccano al margine della rampa che conduce su piazza Duomo, in un intenzionale rispetto architettonico nei riguardi della cattedrale. I suddetti pilastrini, disegnano e compongono volumetricamente una piazza nella piazza, questa volta coperta, da cui lo sguardo spazia lungo l’asse, ad est verso piazza Duomo, le sue architetture, la torre dell’orologio, ad ovest a scoprire ed ammirare il prospetto del palazzo di Victor Hugo e l’impianto plano-volumetrico del giardino all’italiana.

4) Il garage interrato ed il giardino per la prima infanzia:

Lungo via seminario, al fine di garantire la sosta ed il ricovero degli autoveicoli dei residenti, ed in parte anche dei non residenti, si è progettato un garage multipiano seminterrato cui si accede sia attraverso una rampa carrabile, sia, pedonalmente, attraverso un ascensore in cristallo, collocato lungo l’asse di progettazione nord-sud. Percorrendo la via seminario si arriva ad una piccola piazzetta di servizio, coperta da una pensilina, dalla quale si accede ad una scala esterna che diventa scala di collegamento con corso Umberto I e scala di sicurezza per i garages multipiano. Alla fine del percorso è collocato un locale che contiene i servizi igienici pubblici a servizio della collina della Terra. Sulla copertura dei garages si sviluppa un giardino per la prima infanzia protetto verso l’esterno da alberature ed alte siepi antirumore.

5) L’Info point – Cafè letterario:

Sull’area prospiciente i fabbricati residenziali, lungo l’asse nord-sud, così come indicato dal bando di concorso, si è provveduto alla progettazione di una struttura che potesse assolvere la funzione di Info point e di Cafè letterario. Realizzato anch’esso con una struttura leggera ed essenziale: pareti esterne di cristallo, e pannelli in legno per l’interno. Sulla copertura metallica è prevista l’installazione di pannelli solari che lo rendano autonomo, dal punto di vista energetico.

6) Piazza Maggiore ed il giardino all’italiana:

Nella zona relativa all’area di piazza Maggiore si è preferito conservare l’orografia dei luoghi. Tuttavia si trattava di tirare fuori due emergenze architettoniche: l’abside del Duomo e il bel prospetto di palazzo De Conciliis (XVIII sec) ora Casa della Cultura Victor Hugo. A tal fine si è scelta la progettazione di un giardino all’italiana costituito da siepi di buxus, con all’interno delle sedute in pietra recuperata dai resti degli edifici della zona che si trovano depositati nell’area retrostante l’abside, ed uno specchio d’acqua a raso nel prato. Un filtro di verde tra le due emergenze architettoniche, che possa essere utilizzato per dar luogo a manifestazioni civili o religiose (si immagini ad esempio rassegne di concerti di musica classica che come scenografie hanno le due emergenze architettoniche). Particolare ruolo ha il muro di chiusura verso la casa di Victor Hugo, un muro rivestito in tufo, che disegna il vicoletto, all’interno del quale, si ricavano delle nicchie contenenti l’illuminazione della stradina, le due sedute in pietra recuperata, ed una fonte denominata, Fonte Falivene, da realizzare con le pietre che costituiscono i resti del vecchio edificio storico. Sul lato sinistro una apertura nel muro consente di realizzare una scalinata, per il superamento del dislivello, che si inerpica lungo la direzione est-ovest e che porta a scoprire la nuova piazza del Duomo.

7) La strada e la viabilità:

Per quanto riguarda la viabilità della zona, viene mantenuto lo stesso flusso viario esistente, e cioè il senso unico che da destra circoscrive tutta la collina della Terra. In merito al traffico veicolare, è auspicabile la completa pedonalizzazione del centro storico. Viene garantito l’accesso ai residenti (per i quali si è progettato il garage multipiano) ed ai mezzi di soccorso.

8) Arredo urbano e verde:

Per l’arredo urbano si sono effettuate delle scelte improntate alla salvaguardia della memoria storica. In particolare si è deciso di riutilizzare il materiale depositato alle spalle del Duomo proveniente dalla demolizione degli edifici distrutti dal sisma del 23 novembre 1980. Trattasi di pietre calcaree che saranno impiegate per la realizzazione delle sedute del giardino all’italiana e per la realizzazione di una fontana. Per l’illuminazione della piazza si è preferito impiegare delle pastorali, in linea con quelle già impiegate nelle zone adiacenti alla collina del Duomo. Per l’illuminazione delle emergenze architettoniche , si è adottato il sistema dei fari incassati nel pavimento. Il tutto nel più assoluto rispetto delle attuali normative regionali contro l’inquinamento luminoso. Per il verde si sono privilegiate essenze tipiche del giardino all’italiana: buxus per le siepi; per gli alberi i cipressi ed i tigli.