© rrs-studio . Pubblicata il 12 Gennaio 2009.
RELAZIONE DI PROGETTO
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INTRODUZIONE La posizione in cui si trova il comparto ex-fonderie di Modena è di particolare interesse, storico per la sua memoria in relazione alle vicende della città, e strategico per la viabilità che lo rende facilmente raggiungibile dal centro e dalla statale SS12 e SS9. Il sistema del comparto attuale mostra una adesione ad una maglia di impianto regolare ad assi prevalentemente ortogonali tra loro,con variazione dovuta ad un vecchio ramo ferroviario che “taglia” il lotto est. Allo stato attuale delle cose l’edificio risulta una forte presenza caratterizzante l’area per la sua evidente e palese testimonianza storica e sociale di sviluppo della città, al contempo risulta anche fortemente mascherato dal cavalcavia che ne chiude la visuale proprio sulla parte principale dell’edificio ovvero il suo fronte di accesso, che tra l’altro ne scandisce mediante asse di imposta la geometria stereometrica dell’impianto compositivo. Il valore dell’Architettura industriale dell’edificio ha fatto si che non ne venisse destinata a distruzione anche la parte che da bando poteva essere demolita, ma si è preferito al contrario , compiere una operazione di “ripulitura” dei fronti laterali e di omogeneizzazione degli stessi; tali operazioni, unite alla demolizione delle due campate terminali a est , per evidenti condizioni di Bando (il passaggio di una viabilità) , hanno permesso di restituire l’edificio ad una configurazione esattamente simmetrica in pianta e regolare in prospetto. Il quarto lato, è stato integrato attraverso la creazione di un muro in acciaio Corten che racconta ,attraverso scritte, la storia delle vicende legate alla ex-fonderia ed al comparto industriale dell’area. La progettazione dell’impianto planivolumetrico dell’area delle Ex Fonderie riunite di Modena trae il suo riferimento essenziale dalla lettura dell’ambiente costruito circostante e soprattutto dalla conformazione planimetrica del corpo di fabbrica dell’ex stabilimento industriale. Tale edificio è sostanzialmente caratterizzato da un impianto ortogonale biassiale che si sviluppa in senso longitudinale dall’ingresso verso la corte interna e il corpo di fabbrica posteriore più compatto e in senso trasversale organizza una struttura seriale che caratterizza anche le fronti laterali dell’edificio con l’alternanza di pieni di ugual dimensione. L’idea progettuale è stata quella di estendere tale impianto all’intera sistemazione dell’area oggetto del concorso cercando un modello insediativo che amplificasse alla scala urbana la tipologia edilizia che contraddistingue l’edificio delle ex fonderie. L’organizzazione del sistema insediativo è modulata su uno schema ortogonale che distribuisce le varie funzioni urbane previste dal progetto e cerca una interazione tra le varie parti, verde, parcheggi, viabilità pedonale, ciclabile e carrabile ed edificazione. La lettura del progetto planivolumetrico avviene dunque su più livelli sovrapposti corrispondenti anche a livelli di progettazione di spazi successivi che si vanno a sovrapporre partendo dal livello terreno fino ai livelli delle abitazioni. Il progetto individua tre isolati urbani; il primo ospita l’edificio delle ex fonderie con la parte del D.A.S.T. e la parte di completamento e gli altri due ospitano le residenze. I tre isolati sono stati pensati come entità autonome e autosufficienti ma comunque interagenti tra loro secondo una logica progettuale di organica connessione urbana delle varie funzionalità. L’elemento connettivo dell’intero sistema urbano è rappresentato dalle percorrenze sia carrabili che pedonale ma in maniera preponderante dalle alberature e dal verde che è stato concepito come uno spazio aperto liberamente accessibile dagli abitanti del quartiere senza limitazioni e recinzioni. Il verde costituisce anche un elemento di mitigazione sia visiva che acustica della vicina ferrovia che è attualmente un elemento fortemente detrattore dell’area oggetto del concorso così come il cavalcavia. Nel progetto si è pensato alla realizzazione di un tunnel sotterraneo che permetta l’interramento del cavalcavia per un tratto che si estende dalla torre oltre alla ferrovia per riemergere all’altezza dello stabilimento Maserati. Per quanto riguarda la viabilità di progetto sono state prolungate le arterie viarie esistenti, (via mar Ionio e via mar Tirreno) fino alla Gronda Nord (strada di previsione) con l’introduzione di un’ulteriore viabilità di quartiere ad andamento semicircolare che riprende il tracciato del vecchio binario. Si viene così a determinare verso la ferrovia una porzione di territorio con conformazione a lunetta sulla quale è stato pensato un parco pubblico con collinette e alberature che consentono una parziale schermatura della ferrovia verso le abitazioni. L’assetto volumetrico dell’area di progetto prevede il mantenimento dell’altezza esistente per quanto riguarda la parte di completamento dell’edificio delle ex fonderie mentre nelle parti residenziale si è cercata una variazione altimetrica in funzione delle relazioni con gli edifici residenziali di margine esistenti. La zona adiacente la torre acquedotto presenta una serie di quattro edifici in linea di quattro piani ciascuno più piano attico con giardini pensili per complessive 64 unità residenziali. Questi edifici sono provvisti di parcheggio interrato con accesso carrabile sia dal prolungamento di via mar Ionio verso via Ciro Menotti. Le soste veicolari pubbliche sono state progettate al margine degli edifici residenziali . La parte residenziale che si sviluppa dal prolungamento di via Mar Ionio fino alla nuova strada semicircolare è invece contraddistinta da un’edificazione di tipo meno intensivo con la proposizione di tipi di abitazioni monofamiliari a schiera su due livelli e edifici per appartamenti sempre su due livelli per un totale di 33 unità abitative. L’indirizzo progettuale per questa zona si è orientato verso la scelta di introdurre edifici di altezza inferiore in modo tale da evitare la veduta diretta della vicina ferrovia. Anche in questa parte i parcheggi pubblici sono stati disposti al margine del tessuto residenziale e collegati alle abitazioni da una rete di percorrenze ciclabili e pedonali. I parcheggi privati degli appartamenti trovano posto nella parte interrata e sono stati pensati analogamente all’isolato residenziale superiore.
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IL PROGETTO
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Area D.A.S.T. Il progetto dell’ area D.A.S.T. (acronimo di design, arte, scienza e tecnica) all ‘interno delle ex fonderie riunite di Modena , rappresenta un’occasione assai straordinaria per l’importanza che riviste il luogo oggi e per il ruolo che ha rappresentato nel passato. l’ austerità, la sobrietà ed il rigore dell’architettura delle Ex-fonderie impongono una attenzione progettuale particolare , al cospetto di uno dei piu’ significativi esempi di architettura funzionalista ancora esistenti. Inoltre il ruolo che la fabbrica ha svolto nel corso degli anni all’epoca delle rivolte operaie e i tragici avvenimenti che si sono consumati dinnanzi ad essa , fanno delle ex-fonderie un ruolo di alto valore simbolico per l’intera città di Modena. L’approccio ad un tale tema progettuale non poteva che essere dunque da un lato volto a ristrutturare e consolidare l’intero edificio e la struttura esistente con opere di consolidamento e di restauro e dall’altro lato volto a valorizzare e mettere in risalto l’intero impianto architettonico. A tal fine per il progetto dell’area D.A.S.T. il primo obbiettivo che ci siamo posti è stato quello di ricostituire la struttura principale dell’ex-fonderie liberandone la stessa dalle superfetazioni avvenute nel corso degli anni. Una volta riesumato il vecchio impianto strutturale l’idea guida del progetto architettonico è stato quello di costituire una seconda trama strutturale indipendente dall’ impianto dell’ex fonderie al fine di creare un nuovo impianato architettonico completamente indipendente sia nella forma che nella definizione degli spazi sia a livello statico-strutturale. Il progetto di definizione delle complesse aree D.A.S.T. all’interno dell ex-fonderie costituiscono dunque un organismo architettonico che vive di vita propria. Sotto questa prospettiva nuova il perimetro delle ex-fonderie e le sue mura svolgono una funzione di quinta scenografica, al cui interno vengono definiti spazi di nuova concezione atti ad ospitare la diversificata coplessita’ di funzioni richieste all’interno del bando di concorso dove viene piu volte richiesto l’ideazione di un nuovo spazio dall’identita’ contemporanea. Il restauro tipologico delle ex-fonderie trasformano cosi’ l’antico edificio storico in un contenitore , un involucro di memoria storica che ospita al suo interno una nuovo oggetto architettonico interamente distitinto dal precedente. La nuova entita’ architettonica è concepita in gran parte del suo sviluppo come un grande nastro trasparente che disegna profili morbidi e continui all’interno dei quali sono contenute le vaire funzioni richieste. Fra l’ortogonalita’ e la pesantezza dei materiali delle ex-fonderie e la morbidezza e la trasparenza delle curve del nastro in gran parte vetrato nasce un dialogo intenso. in qualche caso la parete trasparente avviluppa l’antica struttura delle ex-fonderie mettendo in valore la struttura stessa. Il progetto si sviluppa principalmente su due livelli. Gli ambienti si susseguono a spirale e fra di essi si stabilisce una grande penetrazioni i confini sono volutamente incerti ed in alcuni casi polivalenti, come per esempio per quanto rigurda lo “spazio espsitivo” : esso puo’ essere sia chiuso e definito sia utilizzato come collegamento orizzontale a seconda dei casi. Anche le capriate che costituiscono l’antica copertura del corpo di fabbrica sono mantenute e restaurate. Al di sotto dei suoi sette metri di altezza si sviluppa quasi interamnte il secondo livello del progetto. Gli antichi lucernai fungono nel progetto da pozzi di luce che consentono di illuminare gli spazi sottostanti con una luce controllata e diffusa. Le superfici, le aree e le funzioni richieste dal bando sono rispettate e contenute all’interno dell’area destinate al D.A.S.T., a numerosi ambienti è offerta un ampia visuale sul cortile che funge da fulcro dell’intero progetto e da paittaforma di snodo dei flussi e dei percorsi orizzontali.
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Area complementare al D.A.S.T. Il sistema prevede una inversione di densità spaziale di elementi architettonici rispetto a quello che succede nell’area D.A.S.T. Dove le superfici sono riempite completamente per la sistemazione delle varie funzioni. Tale inversione di densità si ottiene mediante tre punti progettuali essenziali: 1 la rimozione della copertura e la sua sostituzione con una vetrata/tecnologica orizzontale nella quale sono applicate 3 grandi aperture; 2 il dimezzamento dei pilastri originali ai quali viene sovrapposta orizzontalmente un sistema di travi e piastre strutturali che sostengono la leggera copertura tecnologica; 3 il posizionamento di elementi architettonici “leggeri” composti da piastre orizzontali bianche (solaio e copertura) e prospetti in vetro senza infisso , che ospitano attività commerciali , auditorium , centro incontri , ristorazione e spazi sociali. Il sistema cosi’ creato riassume le caratteristiche di una vera e propria piazza coperta, i cui accessi sono liberi su tre quarti del suo perimetro, sui lati dei muri esistenti delle exfonderie e sul lato ad est dove viene posizionata la parete in Corten “instoriata” che funge anche da passaggio urbano. La collocazione ed il posizionamento degli elementi è regolata da una gerarchia dimensionale che ne prevede un avvicinamento graduale partendo dal perimetro con elementi piccoli e con destinazione secondaria (servizi) fino ad arrivare al centro con elementi piu grandi ed importanti (ristorante ed auditorium). Le grandezze dei moduli sono 4 : 14,00mq , 55,00mq , 85,00mq, 220,00mq. La superficie raggiunta dalla somma complessiva degli elementi è di circa 2000mq come da richiesta bando. Le aperture in copertura regolano poi anche il sistema degli affacci, infatti gli elementi architettonici si attestano in modo da poter usufruire delle aree verdi e degli spazi liberi. Gli spazi che si generano dal posizionamento degli elementi sono spazi di relazione, non definibili come distributivi ma vere e proprie micro-piazze con forme diverse una dall’altra. Particolare attenzione è stata posta nel progettare la parete in corten a lato est dove mediante un gioco di sottrazione sono poste le lettere “EX FONDERIE MODENA” (di notte illuminate) ed addizione invece la storia dell’edificio stesso , delle sue vicende sociali ed umane , ed infine della parte industriale della città di Modena. Il materiale usato è ovviamente Corten in corrispondenza ideale con il materiale prodotto/lavorato nelle ex-fonderie.
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Materiali di progetto
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area non DAST I materiali usati per la realizzazione di questa area sono : Copertura : travi in acciaio con nodi bullonati, pannelli fotovoltaici amorfi in vetro sandwich,impianti. Struttura : pilastri originali in C.L.S. Elementi modulari : struttura in metallo a piastra, solaio e copertura in metallo rivestito, prospetti in vetro trasparente, satinato e riflettente Pavimentazioni : in pietra locale a ricorsi orizzontali Aree verdi : manto erboso con impianto di specie arboree. Illuminazione : faretti illuminanti a basso consumo , dimmerabili con luce caldo/freddo e regolazione a sensore di scarsa illuminazione. Climatizzazione elementi modulari : Impianto a singolo fancoil caldo/freddo con termoregolazione automatica e gestione centralizzata. Passaggio impianti a suolo. Soluzioni tecnologiche e di recupero energie La copertura dell’area non D.A.S.T. si prevede con struttura indipendente e moduli fotovoltaici amorfi semitrasparenti su vetro, ovvero un sistema integrato di recupero energia solare , trasparenza ed al tempo stesso di schermatura per la parte sottostante che altrimenti rischierebbe di essere troppo riscaldata nei mesi estivi. Il rendimento energetico di tale soluzione è di 1 Kw per 14mq di superficie. La superficie totale di copertura è di 4020,00mq per un rendimento totale massimo di 287 Kw circa, capace di fornire energia al D.A.S.T. (si ipotizza un consumo di 200Kw) ed alla parte non D.A.S.T.(si ipotizza un consumo di 85Kw). Con tale tecnologia la struttura ex-fonderie risulterebbe cosi’ autosufficiente per la parte energetica elettrica. Il costo ipotizzato per la realizzazione della copertura tecnologica è di circa 5000,00 Euro a Kw per un totale di circa 1,400,000 Euro di investimento.
© rrs-studio . Pubblicata il 12 Gennaio 2009.
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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
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