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Pralboino (BS), Italia

Riqualificazione Piazza Veronica Gambara

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Premessa fondamentale di questo progetto è quella di realizzare un disegno unitario ed armonico che si estenda oltre il limite fisico e riconoscibile dello spazio attuale della piazza. Data la maestosità del palazzo Gambara, e del contiguo fossato, ci è parso opportuno estendere il progetto anche alle pertinenze del palazzo e alle strade limitrofe alla piazza stessa, poiché un intervento di questo tipo conferirebbe al centro di Pralboino quella unitarietà e quella “bellezza” che adesso stenta a manifestarsi, a causa soprattutto dell’appiattimento materico determinato dall’asfalto, che è presente quasi su ogni superficie di strade e marciapiedi. Per questo motivo l’intervento è stato suddiviso in 3 lotti distinti, realizzabili in fasi successive, il primo dei quali interessa come è ovvio l’area prospiciente la Chiesa e l’edificio porticato sede del Comune. I restanti due lotti completano la sistemazione di tutto il centro cittadino: Via Gambara con la porzione di piazza di fronte al parco delle Rimembranze nel secondo lotto, Via Roma e l’area verde dell’ex-fossato nel terzo ed ultimo lotto. Il nuovo disegno della piazza, caratterizzato dalla pavimentazione in pietra con particolari inserti in botticino, mira ad unificare tutto lo spazio che prima era una commistione disordinata di strada/parcheggi/percorsi carrali. L’obiettivo è quello di unificare visivamente e matericamente tutto il piano che si stende ai piedi degli edifici principali della piazza con materiali nobili, dividendo nettamente al tempo stesso i percorsi carrali da quelli pedonali, identificando in modo preciso (ma non protagonista) le aree a parcheggio; integrare gli spazi dedicati alla sosta allo spazio principale (e pedonale) del sagrato, dando il giusto risalto alla bella fontana centrale, oggi tristemente soffocata dalle auto in sosta. La direzione principale del disegno della nuova pavimentazione è quella parallela alla facciata della Chiesa di S. Andrea, mentre la sua ortogonale è la direzione di posa della pietra Piasentina, così da “dilatare” lo spazio. Questa scelta ha l’obiettivo di ricentrare la visuale sulle facciate, senza per questo ricorrere ad un banale disegno simmetrico: gli inserti di botticino, disposti in modo apparentemente casuale, si infittiscono o si diradano per sottolineare gli elementi importanti (la fontana, il portale accanto al palazzo Gambara, il sagrato) ed anche gli arredi e le alberature entro griglie sono disposto in modo bilanciato rispetto all’asse principale della facciata, ma non simmetrico. E’ importante sottolineare come le alberature scelte (Ginkgo biloba) siano esemplari caratterizzati dal fogliame piccolo e leggerissimo, dalla particolare forma “a ventaglio” e dal portamento non troppo “impostato”. Questo perché le alberature sono utilizzate nel progetto come elementi quasi “decorativi”, che non devono occludere la vista della Chiesa ma che al contrario ne inquadrano la facciata (i due esemplari a lato della fontana) o dirigono la vista verso elementi particolari (i quattro esemplari in asse con il portale e con la fontana) o ancora mitigano la presenza delle auto del parcheggio di fronte al Parco della Rimembranza. Gli inserti in botticino si estendono ad “invadere” leggermente anche la sede stradale, lungo il corso di Via Roma, mentre su Via Gambara le corsie veicolari sono separate dal sagrato dai dissuasori intervallati dagli inserti in botticino a forma di fiore, riutilizzati e riposizionati nel nuovo disegno per marcare gli spazi pedonali e lo spazio centrale principale di fronte alla facciata della Chiesa, come fosse un decoro. Le differenze di quota ed i gradini sono stati eliminati: rimosso il cordolo che circondava l’area del sagrato e portata la pavimentazione tutta ad uno stesso livello, la suddivisione dei percorsi pedonali limitrofi agli edifici è ottenuta con una fascia importante di pietra di Luserna che, oltre a fungere da percorso pedonale a raso (dai 100 ai 140 cm) contorna e riquadra e nuove aree pavimentate con la pietra Piasentina. La pietra di Luserna caratterizza anche le strade (Via Roma e Via Gambara nel tratto più a monte della piazza): due fasce perimetrali larghe un metro e un elemento a fascia centrale continua, che funge anche da canaletta di raccolta delle acque meteoriche, suddividono le due corsie, il cui manto in asfalto è sostituito dalla più elegante e consona pavimentazione in cubetti di porfido, della pezzatura di 10-12 cm. L’area verde che circonda il palazzo Gambara, pur essendo talvolta utilizzata per manifestazioni, non ha le caratteristiche di un’area verde pienamente fruibile. Nel progetto si è ipotizzato un percorso che, partendo dall’angolo sud-est della piazza, scende dolcemente lungo il pendio, con gradini formati da lastre di diverse dimensioni. Due ampi spazi pavimentati in pietra Piasentina, collegati da percorsi pedonali costituiti sempre da lastre di diverse misure, fungono da palchi ribassati per le manifestazioni e da aree di sosta, mentre le lunghe panche disposte lungo la scarpata , hanno funzione di “tribune” per gli spettatori. Una alberatura a filare lungo la Via Roma completa la sistemazione di quest’area, che fa parte del terzo lotto di intervento. Un discorso a parte va fatto per i monumenti e la sistemazione delle aree a parcheggio. Sicuramente la piazza necessita di un numero abbastanza consistente di posti auto, che attualmente non sono però disposti in maniera ordinata e soprattutto riconoscibile, infatti sul sagrato vi è una sorta di “parcheggio selvaggio”, data la mancanza di segnaletica a riguardo. Naturalmente uno degli obiettivi è quello di non permettere il posteggio sull’area del sagrato, o quantomeno su quella porzione di sagrato più prossima e frontale della Chiesa, ove sono collocati la fontana, la statua di S. Andrea ed il piedistallo in marmo botticino. Per i monumenti presenti vi è la necessità di lasciare la visuale più libera per quanto riguarda quelli davanti alla Chiesa, mentre per il monumento degli Alpini e dei Bersaglieri si è ipotizzato uno spazio “dedicato”, non direttamente affacciato sulla strada e nemmeno su punti di passaggio. Per tutte queste motivazioni si è scelto di restringere leggermente l’area del Parco della Rimembranza, ricollocando però al suo interno i monumenti, all’interno di uno spazio a loro dedicato, più intimo, più raccolto, centrato su un cortiletto in ghiaia. La cancellata di ingresso viene mantenuta, ma spostata in posizione centrale rispetto alla porzione di piazza che si estende a lato della chiesa. Quest’area, dedicata al posteggio delle auto, è in realtà libera nella sua fascia centrale, poiché i parcheggi sono disposti su due file laterali. Il cancello di ingresso al parco resta così sempre visibile, così come il cortiletto in ghiaia sul quale si affacceranno monumenti ivi ricollocati. Questa parte della piazza, seppur dedicata a parcheggio, presenta la stessa pavimentazione in continuità con quella del sagrato, in pietra Piasentina e inserti in botticino, con fasce perimetrali in pietra di Luserna. La segnaletica per gli stalli delle automobili è sì visibile, ma allineata con le direzioni di posa delle pavimentazioni, così da non risaltare nell’insieme ma sparire nella pietra qualora non ci siano auto parcheggiate, o vi siano particolari chiusure pedonali della piazza (come nel caso del mercato settimanale). I parcheggi sono stati ridistribuiti in diversi punti della piazza e delle strade, così da ottenere un numero considerevole di posti (n.24), posizionati però nelle porzioni più periferiche. Naturalmente l’accesso carrale al sagrato è possibile da Via Gambara per particolari eventi, funzioni religiose od emergenze, in corrispondenza dell’interruzione dei paracarri che dà accesso anche alla zona parcheggio a lato della Chiesa. La nuova conformazione della piazza si presta anche ad una parziale chiusura pedonale della porzione davanti alla chiesa: la Via Gambara potrebbe rimanere una strada a fondo chiuso, con il termine sulla fascia di pietra di Luserna che delimita la pavimentazione in Piasentina; il traffico veicolare su via Roma potrebbe rimanere invariato, mentre il transito sulla porzione di Via Gambara di fronte al comune potrebbe essere consentito solo per i residenti e per il raggiungimento del parcheggio. In questo modo la circolazione veicolare nella nuova piazza sarebbe limitata, a differenza di quanto succede attualmente: ad oggi questo tratto di strada è utilizzato dalla maggior parte dei veicoli come vero e proprio attraversamento del paese. Per quanto riguarda l’illuminazione è auspicabile, adeguando le reti ed i sotto- sevizi esistenti, la sostituzione degli attuali apparecchi a sospensione con nuovi corpi illuminanti artistici su palo, più consoni alla nuova piazza ed in linea con le normative vigenti in materia di inquinamento luminoso.

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