© Paolo Barbaro . Published on January 14, 2009.
Palazzo Crimini è situato sul margine sud della città; sorge sulle antiche mura medievali di Pordenone, in un tratto “angolare”. L’edificio è costituito da una aggregazione diacronica di un insieme di fatti edilizi che in epoca passata ha raggiunto una propria unitarietà e dignità architettonica.
© Giorgio Della Longa . Published on January 15, 2009.
L’edificio di proprietà dell’Amministrazione comunale è ora sede di una sezione degli uffici comunali. L’ingresso del pubblico avviene in corrispondenza dell’ambiente voltato esistente; ad ogni livello dell’edificio trovano spazio una serie di uffici e spazi di lavoro. La proposta progettuale ha previsto il recupero delle strutture esistenti con la sostanziale conservazione degli apparecchi murari, delle bucature delle facciate e delle quote degli impalcati. L’androne consente l’accesso all’esterno sul terrapieno-giardino dominato dalla Sophora Japonica; al margine dello spazio inerbito sono dispostie sedute realizzate con grandi masselli di Giallo d’Istria. Il muro di delimitazione del terrapieno è realizzato con superficie in calcestruzzo dilavato. I percorsi di accesso alla città sono pavimentati in trachite. La roggia stessa è stata oggetto di sistemazione e valorizzazione tramite la riapertura del tratto prima coperto da un terrapieno.
© Giorgio Della Longa . Published on January 15, 2009.
Il palazzo restaurato istituisce oggi una sorta di dialogo a distanza con il nuovo edificio degli Uffici comunali posto ad ovest; i due edifici inquadrano lo spazio antistante al municipio esistente lasciato libero a costituire la piazza del margine sud della città storica, parte integrante dell’intervento globale di recupero del margine sud della città storica.
© Giorgio Della Longa . Published on January 15, 2009.
© Giorgio Della Longa . Published on January 15, 2009.
© Paolo Barbaro . Published on January 14, 2009.
© Paolo Barbaro . Published on January 14, 2009.
© Giorgio Della Longa . Published on January 14, 2009.
© Giorgio Della Longa . Published on January 14, 2009.
© Giorgio Della Longa . Published on January 14, 2009.