Copertura sulla corte interna precedentemente scoperta
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Oggi il MAAQ non è interpretabile come un sistema chiuso, ma come unarchitettura museale aperta che trova completamento nel polo coincidente con il nucleo delle mostre temporanee. Strettamente relazionato alla componente didattica del museo permanente, il nucleo delle mostre temporanee contribuirà a determinare lanello di congiunzione con gli altri musei omogenei e con i siti musealizzati allaperto nella regione. Se di una metafora vi fosse bisogno per il sistema museale di S.Maria dei Raccomandati, questa dovrebbe consistere nel riferimento al più familiare ruolo del belvedere o dell osservatorio. La stessa metafora dovrebbe del resto rimanere valida anche nel caso in cui il nucleo espositivo temporaneo si identificasse, quale strumento di continuità, nellesposizione temporanea di opere darte contemporanea. Un osservatorio sulla scena internazionale dellarte, in questo caso, non già celebrativo di ottiche interpretative troppo prossime e convenzionali, ma volto ad introdurre nella cultura del territorio gli stimoli più distanti ed eterogenei. Determinando, nella complessità del sistema museale complessivo, linterazione di due vettori dai quali la cultura aquilana potrà trarre stimolo e crescita: il vettore che conduce al riconoscimento della continuità dei propri valori più profondi e radicati, e quello che conduce quella stessa cultura a confrontarsi con la vitalità del presente, senza rifiutare il futuro.
Copertura sulla corte interna precedentemente scoperta
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Preliminare alla concezione del progetto e dellallestimento previsto dal museografo, è la convinzione che modernità e attualità in ambito museale non corrispondano tanto a caratteristiche dellarchitettura e del design, e neppure soltanto allimpiego di tecnologie avanzate, quanto piuttosto alla possibilità di corrispondere flessibilmente ad esigenze diversificate nei tempi, nellapproccio conoscitivo, nellapprofondimento. A tale premessa dordine museologico generale si affianca, in rapporto all edificio storico preesistente, lesigenza non solo di non contrastare di esso i valori architettonici e tipologici, ma addirittura, nella nuova destinazione a museo, di assecondarli e sottolinearli.
Copertura sulla corte interna precedentemente scoperta
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
La definizione dei settori espositivi risulta identificata in pieno con le qualificazioni tipologiche del complesso monumentale preesistente.
Copertura sulla corte interna precedentemente scoperta
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Lobiettivo complessivo, in senso museologico, determina una struttura espositiva molteplice tesa a soddisfare tanto le richieste già configurabili al momento attuale, quanto ogni sorta di future esigenze.
Galleria appesa a tiranti con vetrine inferiori sospese
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Una prima esigenza espositiva coincide con la possibilità di tenere mostre temporanee a diretto contatto con lo spazio urbano. Tali mostre possono prevedersi aperte al pubblico sia singolarmente che nella compresenza di due o tre di esse, come avviene in analoghe strutture culturali nelle maggiori città. La contemporaneità di più eventi culturali anche eterogenei in effetti contribuisce a determinare la condizione di molteplicità informativa adatta a rendere vitale di per sé una struttura museale.
Galleria appesa a tiranti con vetrine inferiori sospese
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
E importante rilevare inoltre, benché tale auspicio abbia connessioni più sul piano museologico che su quello museografico, sia limportanza trainante delle manifestazioni temporanee allinterno di un museo, sia lefficacia del fatto che allinterno di tali manifestazioni temporanee sia prevedibile un programma nutrito di mostre darte contemporanea. Per quanto concerne il ruolo trainante delle mostre darte contemporanea allinterno del programma delle mostre temporanee, va ricordato come, quando siano qualificate e dalto livello, da esse ne risulti per il loro target daffezione un flusso turistico e una risposta dimmagine funzionali alla crescita del ruolo di un museo che nasce in una città di media dimensione. Conseguentemente, mentre da un lato il museo, per quanto concerne la Sezione archeologica potrà contare su contenuti effettivamente consistenti e su una condizione territoriale di rilievo, (e quindi era implicitamente necessario che a tale Sezione archeologica venisse destinata la maggiore superficie espositiva e lesposizione permanente), sarà pure utile allefficacia dellintera struttura museale che, nellambito degli spazi destinati a mostre temporanee si preveda listituzione di unentità organizzatrice a rotazione di mostre. Per quanto attiene specificamente alla Sezione archeologica, la più consistente e caratterizzante nella struttura museale in oggetto, si sottolinea lesigenza di unalternanza costante, nel discorso espositivo, dei documenti originali e delle fasi di comunicazione interattiva. Tali aspetti non saranno sviluppati soltanto nella loro funzionalità didattica, ma piuttosto nel tener conto del ruolo centrale della città rispetto ad un territorio ricco di testimonianze, di siti archeologici e daltre strutture museali specializzate. La Sezione archeologica del museo deve procedere pertanto non dallintento riduttivo e tradizionale di realizzare una struttura museale in concorrenza con altre presenti nella regione, o a semplice completamento di esse, ma dallidentificazione dellobiettivo del poter costituire un perno centrale interno ad un sistema museale territoriale complessivo. La Sezione archeologica dovrà non essere considerata quindi solamente uno dei numerosi capitoli autonomi interni alla cultura archeologica della regione; ma anche, in connessione allintento di utilizzare le più attuali tecniche di archiviazione, di raccolta dati, di comunicazione, dovrà considerarsi allinterno di quel concetto di museo territoriale che solo può consentire di competere con i musei maggiori, nel superamento della dimensione municipale.
Galleria appesa a tiranti con vetrine inferiori sospese
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Lo schema distributivo volto a concedere al Settore permanente archeologico una maggiore superficie disponibile risulta pienamente soddisfatto a seguito della variante di progetto realizzata sulla base delle nuove esigenze di carattere museografico individuate dopo la scomparsa di Minissi. Un aumento di superficie che usufruisce soprattutto di una nuova lunghissima galleria sospesa a doppia altezza, con vetrine a loro volta sospese, nonché della copertura trasparente sulla corte.
Galleria appesa a tiranti con vetrine inferiori sospese
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Questultima, già introduttiva al museo con funzione di Lapidario, già spazio esterno scoperto, è oggi nel nuovo assetto integralmente coperta. Il che determina un decisivo aumento dello spazio espositivo in diretto collegamento con il percorso pedonale aquilano di maggior transito in qualunque giorno. Utilizzabile secondo i criteri più disparati, sia come aggiunta agli ambienti per mostre temporanee, ma anche, volendo, in funzione del museo archeologico, particolarmente per eventuali reperti di grandi dimensioni. Ma anche come piazza coperta, con un ruolo di carattere sociale per nulla trascurabile per una città dagli inverni freddi e con frequenti precipitazioni.
Sala conferenze ed esposizioni temporanee a linello dei terrazzi e al di sopra della chiesa.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Il percorso con caratteristiche urbane, esterne ai flussi del settore museo e a quello del settore mostre, che dal Corso attraverso landrone principale conduce alla corte con copertura trasparente, oggi, grazie ad un tunnel scavato secondo il progetto, perviene al piede di un ascensore in grado di condurre ad altri ambienti espositivi autonomi allattico, nonché alla caffetteria e al ristorante aperto sul terrazzo e sul panorama dei monti aquilani.
Ascensore di collegamento tra il percorso sotterraneo dal Corso cittadino al livello ristorazione e conferemze all'attico.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Una possibilità di accesso verticale diretto tramite ascensore non soltanto dagli ambienti espositivi inferiori e dal giardino, ma anche direttamente dallesterno, che consente addirittura unapertura del ristorante anche nelle ore serali oltre che nellorario di apertura del museo, come nelle più aggiornate strutture museali internazionali.
L'ambiente biblioteca con gli arredi disegnati da Aldo Rossi.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Dal Corso alla Corte, alle mostre allattico, alla caffetteria secondo unofferta che può essere recepita anche indipendentemente da mostre darcheologia e darte contemporanea, e dal museo. In pratica una passeggiata interna della quale le conferenze nella chiesa, il museo archeologico con percorso e ascensore indipendenti, il settore mostre con percorso e ascensore proprio, costituiscono il soggetto principale, oppure il corredo più degno, a seconda degli intenti del visitatore.
L'ambiente della chiesa recuperato nell'immagine e rfunzionalizzato a sala per conferenze.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Il MAAQ, secondo il logo attribuito al museo da S.R. nel suo ruolo di progettista dell’allestimento, si avvia ad essere inaugurato. Con un adeguamento funzionale del complesso storico di così forte impronta che solo lultima incomprensibile e non condividibile anonima coda dallestimento in chiave di vetrinistica forse riuscirà ad indebolire.
L'ambiente della chiesa recuperato nell'immagine e rfunzionalizzato a sala per conferenze.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Il progetto è stato intrapreso con il Prof.Franco Minissi fino al periodo della sua scomparsa, e condotto con l’Ing. DiMarco per gli aspetti strutturali e di contabilità.
Il letto d'osso nella teca protettiva come polo prospettico della galleria con solaio attrezzato sospeso.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
cfr. S.Ranellucci, Allestimento museale in edifici monumentali, Ed.Kappa, Roma, e S.Ranellucci, Manuale di museografia, Ed. DEI (in corso di stampa), Roma.
Sala espositiva con elevatore per disabili sul fondo.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Abaco di sostegni e basamenti.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Abaco di vetrine sospese e appoggiate.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Dettagli costruttivi e di montaggio delle vetrine appese.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Particolari costruttivi delle vetrine appoggiate. sul telaio sospeso.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
Particolari costruttivi delle vetrine appogiate sul solaio sospeso.
© Sandro Ranellucci . Pubblicata il 06 Novembre 2005.
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