Lattuale condizione del porto sorico di Civitavecchia vede le consistenti presenze monumentali e la struttura stessa complessiva rese di difficile apprezamento per via delle demolizioni belliche, nonché delle ulteriori demolizioni dei ruderi pericolanti; ma nche delle ricostruzioni successive ai bombardamenti, intensive, incombenti e prive di qualità; e infine a causa dellattuale uso massiccio del luogo in funzione del traffico turistico per la Sardegna. Rispetto al bando di concorso, il progetto condivideva lindividuazione delloggetto nel restauro e nella valorizzazione del porto antico. Le caratteristiche storico-architettoniche-strutturali del contesto richiedonoin effeti la considerazione di ununica realtà monumentale.
Lidentificazione del progetto con unipotesi critica di restauro, e non già di una mera rivitalizzazione, determina la grave presa di responsabilità progettuale del prevedere la demolizione, allinterno della cinta fortificata del porto, di quanto malauguratamente è stato edificato dopo il bombardamento, salvando esclusivamente il premoderno.
Il Museo propone quale ingresso di gean risalto la ricostruzione dellArsenale.Questultimo, proseguendo nella spontanea vocazione che lha visto trasformarsi nel tempo da manufatto funzionale del porto a icona rappresentativa, monumentale, celebrata, esaltata e frequentemente raffigurata. Con il pelo dellacqua ricondotto a ridosso dellArsenale, i bagliori ui riflessi tornerbbero a riflettesi sottole imponenti arcade di dssosotegno.Tra le rinnovate suggestioni dei suoi spazi, i visitatori accedononel progetto ai retrostanti ambienti museali ipogei. La concezione ipogea del museo, del centro commerciale e dei parcheggi, consentirebbe di rinvenire i gandi condotti in muratura raffigurati dettagliatamente nei documenti darhivio.
Complessivamente il rstauro ripropone e rafforza nella cinta fortificata limmagine del porto storico secondo laversione premoderna, con le chiese e le coperture degli edifici a falda. Per quanto concerne lesigenza di uno slancio verticale, riconoscibile quale carattere strutturale , importante nella riattribuzione della qualità storica al contesto,
il progetto prevede la ricostruzione della torre nei pressi della rocca, in laterizio, vero perno strutturale almeno quanto il campanile di Venezia su piazza S:Marco. La soluzione permette contemporaneamente di dotare il complesso del porto di un punto di vista privilegiato, indispensabile per una comprensione ampia dallalto. I tal senso la torre consentirà tra laltro di leggere la conformazione a tenaglia deimoli, della darsena, del Forte,della cinta fortificata, come avveniva nelle cinte storiche a volo duccello.
Per quanto riguarda la porta Livorno. il progetto prevede di retituire ad essa il ruolo di segnale di un transito, rafforzando le funzioni degli edifici e dei luoghi presenti al di là dello sbarramento della cinta fortificata. Per quanto riguarda infine lArsenale, anche nel suo caso non avrebbe senso una valorizzazione, quantunque passante per un ripristino, che limitasse la nuova funzione ad una musealizzazione. In altri termini, qualora si procedesse al ripristino dellArsenale affidandogli semplicemente il ruolo di rievocare se stesso, si conseguirebbe pocopiù che un chiosco monumentale per le esibizioni bandistiche. Nella coscienza di un tale rischio il progetto affida allArsenale, riprisinato nelle sue forme storiche, un ruolo ritenuto più significativo. In tal senso ad esso viene attribuito il ruolo di ingresso al Museo ipogeo del Mediterraneo.