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Aosta (AO), Italia

Aosta. Concorso Nazionale Per La Progettazione Di Un Parco Archeologico Nell’area Megalitica Di Saint Martin-de-corléans.

Concorso nazionale. Secondo premio.

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Plastico dell'area della sistemazione archeologica

La copertura unica e totale dell’area archeologica viene utilizzata per creare su di essa un giardino pensile liberamente fruibile come tale e nella cui zona centrale, con andamento nord-est/sud-ovest, si aprono ampie vetrate del sottostante complesso archeologico.

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Sezione orizzontale sull'area archeologica. pianta museo a q.-0,7

Il ritrovamento dei resti nella periferia occidentale della città di Aosta, è avvenuto nel 1969, accidentalmente nel corso di lavori di tipo edilizio. Fin dall’inizio il giacimento risultò contraddistinto dalla presenza di numerosi monumenti megalitici. Dal bando del concorso, finalizzato alla progettazione di un parco archeologico, venivano richiesti “padiglioni” di copertura permanenti, per sostituire le strutture di copertura di carattere temporaneo adottate nel corso degli anni, nonché un “adiacente padiglione-museo per l’esposizione di alcune stele antropomorfe e di tutte le testimonianze e documentazioni connesse con l’area megalitica (documentazioni di scavo, piante, plastici dimostrativi, inquadramento storico e problematiche ecc.)”.

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Sezione orizzontale sull'area archeologica. pianta museo a q.-4,5

L’idea fondamentale del progetto è qulla basata sul superamento della tipologia a “padiglione” rispetto alla possibilità di proteggere i documenti archeologici in loco.

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Prospetto sull'area archeologica protetta

Il padiglione, così come ogni altro involucro in grado di determinare una barriera rispetto agli agenti esterni, in realtà determina una cesura definitiva tra documento e contesto; cosicché i vantaggi in termini di prevenzione e conservazione risultano duramente pagati sul piano del calo drastico nel flusso della comunicazione. Il progetto evita l’effetto dell’ ”inscatolamento” dei reperti, limitandosi ad identificare esclusivamente un sopra e un sotto. Il vantaggio, nel caso di una sua realizzazione, sarebbe stato che da un lato si sarebbe determinato un sotto di dimensioni tali da non interrompere in alcun modo la continuità e la naturalezza del contesto passato. Tutta l’area archeologica disponibile, conseguente agli scavi effettuati, si sarebbe presentata al visitatore come un mondo unitario, denso di rimandi, inserito in uno spazio che per dimensioni, per assenza di un piano orizontale al di sopra (la struttura portante degli involucri di copertura utilizzava l’incontro di due ventagli di travi che, nascendo ad una quota più bassa nel loro vertice salivano come due grandi conchiglie ad abbracciare lo spazio archeologico).

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Prospetto sull'area archeologica protetta

Nel progetto per l’area archeologica di St.Martin –de-Corleans gli ambienti museo, ospitanti le collezioni delle stele antropomorfe, le ulteriori documentazioni di scavo, la sezione dell’inquadramento storico e quella didattica, l’esposizione dei reperti, la sala conferenze, erano previste ospitate in ambienti interni alla stessa costruzione destinata a copertura protettiva. Il corpo dell’edificio museale si sarebbe presentato rispetto all’area di scavo talmente integrato che il suo piano superiore (il museo era articolato su due piani, mentre lo spazio archeologico coperto godeva dell’intera doppia altezza) sarebbe stato destinato ad una funzione informativa affiancata alla visione diretta dall’alto dei resti archeologici nel sito di loro pertinenza.

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Prospetto sull'area archeologica protetta

Nel progetto per l’area di Saint-Martin-de-Corléans la conoscenza diretta dell’area avrebbe goduto del livello superiore del museo, nonché di un percorso perimetrale attorno all’area medesima, seguendo il quale il visitatore avrebbe potuto percepire i reperti e l’area da tutte le possibili angolazioni prospettiche. Al variare delle angolazioni percettive, il visitatore avrebbe visto corrispondere la variazione delle quote dei punti di vista: dal livello superiore del museo avrebbe potuto procedere in un percorso identificabile con il perimetro del sito, scendendo gradualmente fino alla stessa quota del terreno archeologico. In quest’ultimo livello il rapporto tra visitatore e reperti sarebbe stato complessivamente meno onnicomprensivo, ma più diretto e più omogeneo rispetto alla fruizione originaria dell’area. Infine una ulteriore percezione di approccio, pressoché casuale, dall’alto, dall’esterno del parco, era prevista nel progetto attraverso le superfici trasparenti di copertura; una conoscenza dall’alto della balconata superiore del museo, integrata dalle informazioni predisposte allo scopo; un rapporto dinamico nella percorrenza perimetrale, fino alla discesa allo stesso livello del terreno archeologico.

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Prospetto sull'area archeologica protetta

Più approfondite informazioni in merito ai contenuti del progetto sono contenute in : S.Ranellucci, Strutture protettive e conservazione dei siti archeologici, Carsa 1996.

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Sezione sul sito archeologico protetto

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Sezione sul sito archeologico protetto

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Sezione sul sito archeologico protetto

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Sezione sul sito archeologico protetto

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Vista d'insieme dell'area archeologica al di sotto della struttura protettiva

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Vista della struttura protettiva dal suolo archeologico

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Vista del sito archeologico dall'interno degli ambienti espositivi

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Vista del livello archeologico dai percorsi sulla copertura protettiva.

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Vista dei percorsi superiori e degli affacci sul sito archeologico sottostante.

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Viste esterne al di sopra delle coperture del sito archeologco protetto

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Viste esterne al di sopra delle coperture del sito archeologco protetto

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Viste esterne al di sopra delle coperture del sito archeologco protetto

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Viste esterne al di sopra delle coperture del sito archeologco protetto

Leco

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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