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ancona (AN), Italia

Progetto di restauro dell' Antico Cimitero Ebraico di Ancona

Parco Urbano Cappuccini Cardeto

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Il Campo degli Ebrei

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L’ ’antico Campo degli Ebrei – 15.000 mq di terreno affacciato sul mare, scandito da cespugli, arbusti e da un boschetto di olmi – si estende dal cinquecentesco Baluardo dei Cappuccini terminando a ridosso della città, dove si trovano le vecchie caserme e i resti del muro di cinta costruito nell’Ottocento.

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La storia

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Il cimitero ebraico di Ancona ha una storia molto antica. Il primo documento ufficiale che ne testimonia l’esistenza risale al 1428 ed è l’atto con cui il Comune di Ancona cede alla Comunità Ebraica Anconetana (all’Università Israelitica) della città un terreno confinante con l’antico, “Campo della Mostra”, ovvero un’area prossima all’ingresso della città da Sud.

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Dopo un primo ampliamento del 1462 nei due secoli successivi l’area destinata a cimitero degli Ebrei non subisce variazioni significative. Fino al 1711, quando la comunità, sotto la spinta della crescita naturale e di una forte immigrazione da Levante, acquisisce una nuova area per l’espansione del cimitero, collocata sotto al Baluardo dei Cappuccini, e quindi nella sua posizione definitiva.

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Alla fine del settecento, in epoca napoleonica, l’importanza strategica dell’area (una grande terrazza sull’Adriatico) fa sì che sul terreno si concentrino le attenzioni dei militari, che prima cercano di confiscare parte del terreno del cimitero, e poi costruiscono una serie di strutture e installazioni nella valletta tra il Campo degli Ebrei e il Colle Cardeto.

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La controversia tra lo Stato e la comunità israelitica anconetana dura quasi settant’anni e si risolve definitivamente solo nel 1863, con un accordo col quale gli ebrei anconetani cedono una parte del loro terreno, nella zona più bassa del cimitero, al demanio militare.

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La nuova situazione viene fissata e garantita con la realizzazione di un muro di recinzione che racchiude il cimitero e collega il Bastione dei Cappuccini con la zona delle nuove caserme. L’accordo prevede anche la concessione di una nuova area per le sepolture della comunità ebraica nel complesso del nuovo cimitero di Tavernelle, Da questo momento, quindi, l’antico cimitero cessa di funzionare nel 1863.

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Le steli

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Le tombe presenti sono distribuite lungo la superficie inclinata; nell’area a monte, sotto il Baluardo dei Cappuccini, trovano collocazione le più antiche. Delle tombe rinvenute, complessivamente 1058 tra lapidi e cippi, solo 735 si trovano ancora nella loro collocazione originale, sebbene in molti casi spezzate o sradicate dal terreno; delle restanti, alcune sono state recuperate e conservate dai militari durante la loro occupazione, altre sono state ritrovate solo di recente, una volta avviato il programma di riqualificazione del parco, altre ancora sono precipitate in riva al mare o lungo il pendio ripidissimo della falesia.

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Le lapidi più antiche risalgono al XVI secolo, le più recenti alla metà dell’ottocento. E’ stato possibile rilevare una specie di ordine cronologico nei differenti tipi di pietre tombali rinvenute. Quelle cinquecentesche sono in genere delle lapidi molto semplici, con iscrizioni in ebraico, che in alcuni casi è stato possibile trascrivere e tradurre, identificando quindi le generalità del sepolto. Nel settecento, mano a mano che la comunità ebraica anconetana cresce (e quindi il suo cimitero diventa più importante), troviamo pietre funerarie più complesse, a forma di cippi cilindrici, con ampie iscrizioni e decorazioni particolarmente elaborate. Nell’ottocento compaiono per la prima volta tombe con iscrizioni bilingue, in ebraico e in italiano.

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Il programma di recupero e di valorizzazione dell’antico “Campo degli Ebrei”

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Il programma ha due aspetti essenziali:

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Il primo è il progetto architettonico e di “paesaggio” che riguarda il recupero e la riqualificazione del sito del cimitero e delle sue strutture.

Il secondo è invece un programma culturale relativo alla valorizzazione del patrimonio storico paesistico e documentario contenuto nella storia del campo, nel luogo in cui si trova, nei documenti che ha conservato.

Il progetto di restauro

Il progetto è concentrato essenzialmente su tre aspetti.

Il primo è quello che riguarda la realizzazione di una nuova recinzione, integrata alla parte di muro ottocentesco che è stato possibile recuperare e di un nuovo cancello di accesso lungo la strada che conduce al faro, realizzato in ferro corten. Tutta la nuova recinzione è trasparente sia per consentire la vista all’interno del recinto sia per conservare quella continuità visuale tra il campo e il mare che ne rappresenta una delle caratteristiche più affascinanti. Per sottolineare l’importanza di questa qualità lungo il recinto corre un percorso perimetrale realizzato in legno e stabilizzato che permette di guardare nel campo e allo stesso tempo integra il cimitero nei percorsi che legano la città ai suoi luoghi monumentali.

Il secondo aspetto è quello della sistemazione interna. In questo caso il nostro obiettivo è stato da un lato quello di restaurare e conservare o rimettere al loro posto il più alto numero possibile di lapidi, e dall’altro quello di sistemare le lapidi ritrovate e recuperate in appositi spazi.

Il terzo è quello che riguarda invece il restauro specifico delle lapidi, la loro catalogazione, l’allestimento di uno spazio, localizzato accanto al cimitero, in cui il pubblico interessato possa accedere alle informazioni raccolte e “messe in rete”.

Il progetto di valorizzazione culturale

Il progetto di valorizzazione culturale riguarda la catalogazione in ambiente S.I.R.Pa.C. (Sistema Informativo Regionale per il Patrimonio Culturale) ed il restauro delle steli, la trascrizione e traduzione dell’epigrafi, e infine la realizzazione di un percorso museale con la ricollocazione delle steli lungo un sentiero allestito sul perimetro a valle del campo.

Tutta la documentazione relativa alle steli funerarie, studiata e interpretata, verrà successivamente trasferita nell’archivio digitale del Centro di Documentazione di Storia Urbana e resa accessibile, oltre che all’interno del “Deposito del Tempo” un piccolo edificio situato nel Parco del Cardeto, anche all’interno della banca dati del sistema museale regionale. Si prevede in futuro l’istituzione di un Centro di Documentazione della Cultura e della Storia della Comunità Ebraica Anconetana. che renda accessibili e “presenti” nel sistema museale della regione e nella rete nazionale e internazionale i dati e le conoscenze acquisite, in modo che la visita all’antico cimitero ebraico di ancona possa essere un’esperienza importante a vari livelli, da quello del godimento estetico del paesaggio, alla valorizzazione della storia e memoria, alla possibilità di accedere con facilità al patrimonio di reperti e conoscenze, sia quelli radicati in questo luogo, sia quelli, senza confini, con i quali questo luogo è in relazione.

COMMITTENTE:

Comune di Ancona, Servizio di Riqualificazione Urbana – arch. AnnaTeresa Giovannini

Anno di redazione del progetto: 2001-2002 Costo dell’intervento: 586.908,80 euro Imprese: Pasquale De Marco

Ered

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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