© Massimiliano Gamba . Pubblicata il 02 Febbraio 2009.
Il tema progettuale consiste nella ideazione della copertura degli accessi alla metropolitana della Città. La semplicità del tema nasconde la complessità della concezione architettonica attesa. Il progetto nasce e si sviluppa in attenta considerazione del rapporto tra la nuova opera ed il contesto. Se la soluzione degli aspetti funzionali, quali il riparo degli spazi di accesso alle stazioni della metropolitana e la loro illuminazione può rappresentare un compito banale, così non si può dire per il disegno di una struttura che sublima la sua concezione funzionale in un’opera architettonica rappresentativa sul paesaggio e specchio dell’identità culturale del luogo. La metropolitana rappresenta tuttavia, insieme ad altre infrastrutture dedicate alla mobilità, quali le autostrade, le ferrovie e le loro stazioni, un mondo promesso all’individualità solitaria, al passaggio, al provvisorio: un non-luogo. Gli ambiti progettuali sono pertanto rappresentati da spazi urbani – sono coloro che si muovono a trasformare in spazio la stazione geometricamente definita dalla mano dell’architetto – in cui transitano senza sostare persone, parole e immagini secondo i ritmi frenetici della vita quotidiana. Sullo sfondo, come indicatore del tempo che passa e che sopravvive, la scena urbana rappresentata dal tessuto edilizio consolidato di cortine edilizie a delimitazione dei viali cittadini. Tale tessuto è contraddistinto da un elevato livello di coerenza sotto il profilo linguistico e tipologico. Determinanti nella concezione e nello sviluppo del progetto sono aspetti quali l’impatto della nuova architettura sulla scena urbana sopra descritta ed il rapporto tra nuovo e preesistente, il rapporto tra suolo e sottosuolo, ovvero tra sovrastruttura e sottostruttura. Riflessioni su dualità quali emergenza e sotterraneo, luce e oscurità, giorno e notte…, oltreché su concetti quali passaggio, velocità, movimento. Le quattro stazioni oggetto di intervento lungo la linea 1 si distinguono principalmente in stazioni operative, XVIII Dicembre e Re Umberto e stazioni in costruzione, Carducci – Molinette e Lingotto. In tutte le stazioni sono presenti due accessi ai lati del viale centrale. Non tutte le stazioni presentano le stesse condizioni al contorno. Lo spazio circostante le scale di accesso a livello del suolo presenta caratteristiche diverse da stazione a stazione ed anche tra i due accessi della stessa stazione. Lo spazio disponibile per l’inserimento della nuova struttura di copertura è spesso limitato o presenta caratteristiche e vincoli tali da prevedere diverse declinazioni della proposta progettuale. In tal senso il progetto prevede un ritmo alternato di stazioni differenti, creando quell’unità senza uniformità auspicata dalle linee guida del bando di concorso per scongiurare la monotonia di una sequenza uniforme di stazioni identiche. La continuità tra la città del disopra e quella del disotto viene raggiunta essenzialmente con la luce e gli ambienti sotterranei sono illuminati adeguatamente con questa finalità. Pertanto, già in corrispondenza dell’accesso non conviene introdurre strutture che limitino l’ingresso della luce naturale. La copertura delle scale sarà dunque leggera e trasparente e dovrà suscitare a colui che sale dal basso, con il viso e lo sguardo rivolto verso l’alto, un gradevole senso di rinascita, di “venire alla luce”. La proposta prevede la realizzazione di un’opera di alta qualità progettuale e di esecuzione, rispondente ad un unico e chiaro concetto di design, contrariamente alla logica puramente funzionale del trasporto di massa, che ha a lungo prevalso sulla qualità degli spazi e sulla loro accoglienza. L’architettura proposta è contemporanea, un gioiello da incastonare nel tessuto storico della Città. Un segno forte, riconoscibile, ma allo stesso tempo una struttura leggera e discreta: una discontinuità nello spazio ad illustrare la continuità del tempo. È la modernità che preserva tutte le temporalità del luogo. Incarnando il concetto di movimento la nuova copertura si presenta con un assetto instabile ed emergente dal sottosuolo. L’involucro è inclinato rispetto all’asse verticale di 8° gradi sul piano longitudinale e di 5° gradi sul piano trasversale. L’altezza utile sotto la struttura varia a seconda della stazione da un minimo di 150 cm (senza passaggio di persone) ad un massimo di 350 cm (con passaggio di persone) nella parte più bassa, e da un minimo di 350 cm ad un massimo di 450 cm nella parte più alta (lato di uscita dalla stazione). Essa è costituita da una serie di elementi strutturali in acciao a L rovescia con sezione rettangolare di 60×12 cm, disposti ad un interasse di 112 cm a delimitare un lato degli spazi di accesso coperti e a ripararli superiormente. Tra i setti verticali ed orizzontali sono inserite lastre stratificate di vetro temperato. La finitura superficiale consiste nella verniciatura a forno con polveri epossidiche in colore grigio chiaro RAL a campione. Non si escludono altre soluzioni di trattamento superficiale dei materiali da verificare in fase di progettazione esecutiva. I setti strutturali, oltre ad accogliere il vetro, in continuità per geometria e finitura superficiale, alloggiano verso la parte interna un corpo illuminante con sezione quadrata di 12×12 cm che si sviluppa longitudinalmente sui due lati, verticale ed orizzontale, creando una linea di luce continua su ogni setto della struttura di copertura. Il diffusore della lampada è in vetro smerigliato, mentre la sorgente luminosa può essere del tipo a fluorescenza o a led, nel rispetto del raggiungimento dei minimi livelli di illuminamento previsti dalle leggi vigenti. La ripetizione dei setti e delle lampade garantisce un illuminazione adeguata lungo tutto lo sviluppo del vano scala. Il trattamento della luce è finalizzato ad esaltare la forma della struttura senza ostentare corpi illuminanti decorativi. In questo modo la luce disegna lo spazio e la nuova copertura assume la valenza di architettura/segnale di luce nelle ore notturne. Il primo setto della struttura, non collegato a questa dal vetro, segnala l’ingresso alla metropolitana. Sull’intradosso della sua parte orizzontale è installata l’insegna della stazione, costituita da lettere realizzate in metallo scatolare ed applicate alla struttura secondo una disposizione insolita ed innovativa, come meglio illustrato negli elaborati grafici. L’illuminazione dell’insegna avviene dalla lampada soprastante con un inatteso gioco di luci ed ombre. Il progetto prevede diverse dimensioni e configurazioni della copertura per le quattro stazioni in funzione degli spazi disponibili e dei vincoli esistenti.
© Massimiliano Gamba . Pubblicata il 02 Febbraio 2009.
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