© Emanuele Fidone . Pubblicata il 20 Febbraio 2009.
According to the principles of sustainability, this project aims to a double results which are both addressed to to enhance the relationships with the urban context and the landscape morphology of the site. On the contrary of the other public constructions which in this area are conceived as autonomous and closed edifices, this building is envisioned as a structure opened toward the city and placed right in the focal point of the urban neighbouring context in order to create a sort of great portico on the border of the new “square” generated in the front space. The pedestrian entry way is from the main road through a slight but overfull pine trees area. A mixed access system of steps and ramps make a link between the different components and levels of the building, according to the smoothly cliff ground. The extreme flexibility of the structure is perceivable through its multiplicity paths with alternating open and closed spaces (i.e., pine trees area, steps-ramps system, portico, hanging courtyard, passageway, hall, etc.) by which the entire wide opened project is stimulated. The building comprises three main components: the service area, the high passageway and the multifunctional hall. The high line of the structure is been conceived as made up by two distinct “parts”: the powerful base which follows the gentle steep ground starting from the pine trees area, as it is perceivable like a natural extension of the site itself; the upper part, which seems to wraps both the ceiling of the high passageway and the multifunctional hall. The service area come into view as a big ramp with the annexed terrace overlooking the pine trees spot and the inner courtyard, while its border is marked by a continuous bench. In the lower part, the high passageway, which is conceived as a sort of inner road, becomes a privileged location by which meetings and connections take place along its path planned with various services.
© Emanuele Fidone . Pubblicata il 20 Febbraio 2009.
Il progetto, basato sul principio della sostenibilità, prende le mosse da un duplice obiettivo che riguarda sia le relazioni che intesse con l’assetto urbano circostante e con la particolare situazione orografica e naturale del sito. L’edificio viene concepito (contrariamente alle altre costruzioni di carattere pubblico adiacenti che si configurano come organismi chiusi e autonomi) come una struttura completamente aperta alla città e, nel confronto spaziale a scala urbana si pone in modo baricentrico rispetto al contesto creando una sorta di grande fondale porticato, margine della futura“piazza” antistante, parte integrante del progetto. L’accesso pedonale avviene dall’alto, dalla strada principale, attraversando una piccola fitta pineta. Un sistema di rampe e scale collega le diverse parti e livelli dell’edificio con il terreno acclive. L’estrema flessibilità della struttura è caratterizzata dalla trama aperta dei percorsi diversificati in una successione percettiva degli spazi aperti e dei recinti (pineta, rampa-terrazza, portico, corte sospesa, passaggio aereo, sala, etc.). La fabbrica si suddivide in tre elementi principali: il lungo corpo dei servizi, l’ambulacro e la sala polivalente. In altezza l’edificio è concepito come costituito da due “parti” distinte: una parte basamentale, che si attesta sul crinale del dislivello della pineta, quasi una estensione naturale del sito; una parte superiore che ingloba le coperture dell’ambulacro e della sala polivalente. Il corpo dei servizi si configura superiormente come una grande rampa con terrazzo aperto verso la pineta e la corte interna; un lungo sedile continuo ne segna il margine. Nel piano inferiore, l’ambulacro, concepito come una sorta di strada interna, diventa luogo privilegiato di incontro e collegamento tra i vari servizi che si dispiegano lungo il suo percorso. La sala polivalente a doppia altezza è pensata come un grande spazio flessibile.
© Emanuele Fidone . Pubblicata il 20 Febbraio 2009.
© Emanuele Fidone . Pubblicata il 20 Febbraio 2009.
© Emanuele Fidone . Pubblicata il 20 Febbraio 2009.
© Emanuele Fidone . Pubblicata il 20 Febbraio 2009.
© Emanuele Fidone . Pubblicata il 20 Febbraio 2009.
© Emanuele Fidone . Pubblicata il 20 Febbraio 2009.
© Emanuele Fidone . Pubblicata il 20 Febbraio 2009.
schizzo
© Emanuele Fidone . Pubblicata il 17 Gennaio 2011.