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Busto arsizio (VA), Italia

Loft Ba

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Edificio industriale, ex-tessitura, costruito nei primi anni ’50 in una zona centrale di Busto Arsizio (Varese), è stato dismesso alla fine degli anni ’90 per il trasferimento della produzione in una nuova struttura esterna.

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Tipologicamente molto interessante, è caratterizzato da due campate quadrate con copertura a padiglione, piuttosto alta, e da una corona esterna più bassa che si sviluppa lungo i due lati a confine; la superficie complessiva è pari a circa 630 mq.

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L’edificio è parte di un’isolato urbano tipico degli anni ’50, molto compatto e chiuso, dove al blocco delle residenze in linea sulla strada si contrappone all’interno una costruzione spesso dedicata all’attività artigianale, senza affaccio diretto su strada e con accesso attraverso un piccolo cortile comune di distribuzione.

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L’incarico prevedeva la completa ristrutturazione dell’edificio e la sua trasformazione in abitazione per una giovane famiglia di quattro persone, genitori e due figli.

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Da una parte la consistente superficie a disposizione, sovradimensionata rispetto alle esigenze della famiglia, dall’altra, soprattutto, la necessità di aprire la casa verso lo spazio esterno, verso il cielo, la luce e l’aria, ci hanno portato a definire, insieme ai committenti, la scelta forte e coraggiosa di questo progetto, ancor prima di iniziare il suo disegno: demolire la copertura di uno dei padiglioni per costruire un patio interno privato attorno al quale poter affacciare tutti gli spazi dell’abitazione e dove poter inserire la piscina con un po’ di verde.

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I fronti interni sul patio sono completamente vetrati con grandi antoni scorrevoli che aperti o chiusi, in inverno o in estate, permettono la massima visibilità dello spazio e non ne alterano la dimensione e le proporzioni speciali.

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La demolizione di parte della copertura ha lasciato inalterata la presenza importante delle travi reticolari originarie in cemento armato, che rimarca il senso di unitarietà del manufatto e rafforzano il rapporto tra interno ed esterno, tema fondamentale di questo progetto.

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Come in un gioco di positivo/negativo, al padiglione svuotato del patio si contrappone quello ri-costruito dell’interno, in cui è stato inserito un nuovo piano destinato alla zona notte dei figli.

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In questo progetto all’idea classica del loft, fatto di spazi aperti e funzioni spesso indivise, è stata sovrapposta quella della casa tradizionale, facendo particolare attenzione all’organizzazione delle varie zone ed alla loro possibilità di essere divise, autonome e quindi private.

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La parte più ampia ed aperta è quella dedicata al soggiorno, con l’ingresso, la zona tv, l’area conversazione e la zona pranzo, che, a seguito dell’inserimento del nuovo piano intermedio, risulta caratterizzata da una composizione volumetrica molto articolata e complessa fatta di pieni e vuoti, doppie altezze e viste passanti.

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Dalla zona dell’ingresso, individuata dai due diaframmi del mobile ad elementi rotanti in ebano e specchio e dallo schermo in vetro rosso della scala, è possibile cogliere l’intera estensione longitudinale della casa, attraverso il filtro del patio.

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L’essenzialità ed il rigore di linee, piani e volumi, l’attenzione quasi maniacale ai dettagli ed alle corrispondenze di allineamenti e geometrie, caratterizzano l’articolazione dello spazio interno, accentato da elementi di particolarità che arricchiscono le varie zone, come ad esempio il prolungamento del volume della doccia del piano primo che scende e diventa lucernario artificiale per proporre scenari luminosi colorati nella zona della tv, e la parete dipinta a strisce multicolori, omaggio a Paul Smith, lo stilista preferito dalla committente, che caratterizza la parete di fondo della zona pranzo.

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L’unica area che non ha alcun rapporto con il patio è quella della zona notte dei genitori, pensata come un universo autonomo e privato, dove funzioni e spazi sono integrati in un unico ambiente: attraverso tagli, bucature, trasparenze, la zona letto e quella del bagno si integrano in una sorta di spazio dilatato e fluido, dedicato alla coppia.

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La costruzione di una pensilina in aggetto in corrispondenza di tutta la corona laterale del patio ed il posizionamento dei serramenti vetrati nella sua mezzeria, ci ha permesso di allargare la profondità di questa fascia e posizionarvi le funzioni che più direttamente vi si affacciano, protetti da un portico: la cucina con la zona lavaggio separata, la zona degli ospiti con il bagno dedicato, l’area del wellness con la palestra, il bagno turco e gli spogliatoi, utilizzabili anche per la piscina all’aperto.

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Il nuovo portico è chiuso sulle teste da due piccoli depositi a servizio del patio.

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Seppur nato da esigenze “naturali”, l’aria, la luce e il cielo, il patio è stato progettato come spazio assolutamente artificiale, geometrico e monomaterico, dominato dallo scavo lucente della piscina, con la sua parete di fondo a verde, e dal colore avorio chiaro della pietra Vrazas di Croazia.

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I gradoni in pietra in prossimità dell’area wellness sono pensati come piattaforme per prendere il sole, per l’attività all’aperto e per sedersi durante le feste d’estate, mentre i quattro ulivi sono disposti in modo da attenuare il soleggiamento verso la cucina.

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Il piano superiore è il regno dei due figli: ognuno ha la propria isola privata con camera, bagno e cabina armadio, anche se il tutto è pensato come una composizione di scatole aperte sulla doppia altezza dell’ingresso da una parte e del soggiorno dall’altra; ognuna delle due camere guardano sul soggiorno attraverso una scatola/finestra richiudibile e sono collegate da un doppio ballatoio che consente un percorso circolare tra gli ambienti.

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Il bianco è il colore dominante che caratterizza le pareti, i soffitti e la maggior parte degli elementi di arredo, mentre i pavimenti cambiano a seconda dei livelli: cemento lisciato per tutto il piano rialzato e legno di rovere oliato a grandi listoni per le camere al piano superiore.

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Come in altri progetti l’uso di elementi e materiali specchianti ci ha permesso di lavorare sul tema della percezione degli spazi e su quello della specialità, di una particolare interpretazione del “lusso” che appartiene alla nostra ricerca.

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Ogni ambiente ha una particolarità che lo distingue dagli altri, un elemento, un materiale, un colore o un effetto: il legno ebano del mobile ad elementi rotanti nell’ingresso, il vetro rosso dello schermo delle scale, il lucernario multicolore per la zona tv e la parete dipinta a righe colorate nel pranzo, ed ancora, i pannelli molto alti e laccati verde lucido per le porte della cucina, la pietra ardesia nera per i listelli che rivestono il bagno degli ospiti, il legno paduka e le piastrelle rosse, fatte produrre appositamente, per il bagno matrimoniale, il colore giallo e verde dei bagni dei bambini, lo sfondato rosso dell’area della fontana nell’area wellness.

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La luce, sia artificiale che naturale, è uno degli ingredienti fondamentali del progetto; grande attenzione è stata posta al disegno delle gole luminose nascoste che caratterizzano la luce diffusa di ogni ambiente ed esaltano la composizione dei volumi.

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Il disegno dei mobili è pensato essenzialmente come parte integrante della struttura e degli spazi, mentre pochi e scelti con molta cura sono gli elementi di arredo e gli oggetti, spesso pezzi dei maestri del design del novecento: Le Corbusier, Eames, Breuer, Castiglioni, Panton e Jacobsen.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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