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Gualdo Tatino (PG), Italia

LAVORI DI SISTEMAZIONE AREA ESTERNA COMPLESSO MONUMENTALE "ROCCA FLEA"

SISTEMAZIONE ESTERNA GIARDINO E SPAZI DI PERTINENZA

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AMBIENTAZIONE IN NOTTURNA

ORIGINI

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STATO ATTUALE: VISTA DAL PONTE LEVATOIO

L’antica Rocca è situata sopra ad un’altura che domina la pianura di Gualdo Tadino. Detta anche Rocca Flea per l’origine delle parole Fleo o Flebea che derivano dal greco (fleps-flebos) e che significano “Vena d’acqua”. E proprio la lingua greca fa pensare che nella località si fossero insediate delle truppe bizantine durante il periodo in cui il “corridoio bizantino” fra Roma e Ravenna fu causa di aspre contese fra Goti e Bizantini e più avanti fra Bizantini e Longobardi, obbligando così gli imperiali a costruire varie fortificazioni in difesa del tracciato della Via Flaminia dal 552 al 751. Ipotesi questa che fa risalire la costruzione della Rocca a qualche secolo avanti al Mille. Recenti lavori di restauro e di consolidamento hanno riportato alla luce, nel basamento della parte centrale della Rocca, parti di muro affrescate accertando così che la Rocca fu costruita sopra ad un’antica Chiesa, laChiesa forse di S. Angelo de Fleo.

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PROGETTO: VISTA DAL PONTE LEVATOIO

STORIA

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PROGETTO: VISTA NOTTURNA DAL PONTE LEVATOIO

La Rocca, come si legge in alcuni documenti conservati nella Biblioteca di Foligno, fu luogo di vari episodi, accolse molti personaggi tra i quali cavalieri, capitani di ventura, papi, principi e condottieri. Da non dimenticare che, nonostante le varie lotte, guerriglie, torture ed episodi vari, la Rocca è stata anche una culla del Rinascimento, infatti i signori mecenati fecero affrescare le pareti da pittori che ne erano suoi ospiti. Costruita per essere una fortezza militare, venne più volte adibita ad altre funzioni, in base alla necessità del momento, infatti venne trasformata in palazzo, prigione ed ancora in ospedale, subendo quindi modifiche a livello sia strutturale che architettonico. Dopo il succedersi di vari cardinali come governatori di Gualdo, con la morte dell’ultimo cardinale e cioè nel 1587 e per oltre 200 anni, la città entra in decadenza. A causa dei ripetuti passaggi di eserciti, per via di pestilenze e carestie, entra negli anni di decadenza generale determinata alla fine anche da vari terremoti fra i quali uno violento del 1751. Nel 1803 circa la Rocca viene data dalla Camera Apostolica al Comune, che l’aveva chiesta per farne un ospedale tra l’altro mai realizzato. Nel 1817 è ceduta al vescovo Piervissani che la utilizza come Conservatorio Correzionale ed infine, dal 1860 al 1985, come carcere mandamentale fino a quando si provvederà alla costruzione di un altro edificio destinato a nuovo carcere. Fu verso il 1863 che ebbero inizio notevoli lavori di restauro che però furono eseguiti dimenticando i criteri artistici. Basti dire che sulla facciata che guarda a Settentrione fu aperto un nuovo e secondo ingresso alla Rocca che prima non esisteva e che sul vertice di questa muraglia e di questa Torre, non furono più ripristinati i piombatoi e le merlature, che contornavano superbamente la vecchia costruzione.

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STATO ATTUALE: VISTA SUD ROCCA FLEA

IL PROGETTO

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PROGETTO:VISTA LATO SUD ROCCA FLEA

Lo studio del progetto della nuova sistemazione a verde, interessa un’area di circa mq. 9.000 e più precisamente l’area oggetto dell’intervento è quella attorno alla Rocca Flea che domina le mura circostanti.

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PROGETTO: VISTA NORD ROCCA FLEA

Il Castello, che ora è adibito parte a museo della ceramica di proprietà comunale e parte a monumento salvaguardato dalla Soprintendenza, necessita di un progetto di sistemazione del verde che ne incornici e valorizzi la struttura architettonica. Attualmente il verde esistente non è di grande pregio, specialmente nella parte del lotto a Sud e ad Est, dove l’andamento naturale del terreno è caratterizzato da tratti dalle forti pendenze; esso è costituito essenzialmente da prati incolti, da cespugli e alberature mantenute allo stato selvatico.

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PROGETTO: VISTA NOTTURNA LATO SUD ROCCA FLEA

Lungo il lato Ovest si trova l’asse della strada carraia ai lati della quale ci sono due filari di alberi ad alto fusto (Quercus Ilex) che impediscono la vista delle mura del Castello per chi la percorre; ancora più ad Ovest il parco pubblico esistente è molto frequentato dagli abitanti del quartiere nonostante da esso non si abbia una visione completa della Rocca, in quanto fittamente piantumato con essenze arboree ad alto fusto, non sempre di pregio.

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PLANIMETRIA STATO ATTUALE

Proprio su questo lato l’ipotesi di progetto formulato per la sistemazione del verde prevede la rimozione delle alberature ad alto fusto lungo la strada, ad Ovest del Castello; tale intervento permetterebbe una maggiore visuale sullo stesso per chi percorre la strada, e una maggior valorizzazione della muraglia in pietra esistente (ex acquedotto). Gli alberi ad alto fusto che verranno rimossi, saranno preparati adeguatamente e ripiantumati sul lato Sud ed Est del lotto d’intervento, schermando così le costruzioni poco gradevoli addossate al confine. Grazie a tale intervento si riporterebbe la situazione urbanistica e vegetazionale così come era ai primi del 1900, come dimostrato nella documentazione fotografica (foto 1).

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PLANIMETRIA DI PROGETTO

A Nord, una strada sterrata conduce al secondo ingresso del Castello, attraversando un rigoglioso boschetto di Quercus Ilex.

Tale lato del Castello a livello architettonico è stato interessato da un intervento poco delicato che ha modificato il prospetto originale, il progetto del verde, vista la situazione piana del terreno, prevede la creazione di quattro parterre di prato delimitati da percorsi lineari, il principale dei quali è in linea con l’ingresso nuovo alla Rocca. Tale intervento non è in contrasto con le caratteristiche architettoniche dell’edificio, poiché proprio su questo lato esso ha subito numerosi rifacimenti nel corso dei secoli e quindi non presenta una precisa identità storica; infatti è databile al 1863, la ricostruzione della Torre d’angolo che guarda a Settentrione, nonché di tutta la muraglia costituente la facciata dell’edificio, la quale si diparte da tale Torre ed è rivolta verso la montagna. Inoltre questi restauri furono condotti senza alcun criterio, come indicato sopra nella parte della relazione che riguarda i cenni storici. (rif. pag.753 Storia Civile ed Ecclesiastica del Comune di Gualdo Tadino – Allegato 1).

Oltrepassato il cancello, ad Est dei parterre di prato, si apre un percorso che porta ad una zona a bosco esistente di Quercu Ilex , che secondo il progetto del verde dovrebbe essere l’area destinata a nuovo parco per i residenti (come già indicato). Un’area quest’ultima scelta appositamente per garantire più tranquillità ai suoi visitatori dal momento che rimane distante dal passaggio di strade e grazie alle sue piazzole di sosta fornite di panchine, permette di creare aree ombreggiate dove il relax è garantito.

Anche nella parte ad Est, è presente un percorso che collega questo nuovo parco pubblico all’area de teatro verde (previsto nell’area a Sud). Esso sarà dotato di scale e rampe per superare i dislivelli naturali del terreno senza dover ricorrere a troppe modifiche dello stesso, sono inoltre previste delle piazzole di sosta attrezzate con panche per il relax. Tutti i percorsi saranno realizzati utilizzando materiali naturali che si armonizzano con l’ambiente come il ghiaietto resinato; tracciati con linee morbide, essi saranno delimitati da bordure di fiori, arbusti e cespugli. Lungo di essi il terreno presenta delle zone di rocce naturali che necessitano di verde adatto a questo tipo di giardino.

Non mancano infine le zone dove il prato fiorito, caratterizzato dalla sua rusticità e bellezza, bene si accosta ai prati della campagna circostante permettendo altresì una manutenzione minima.

Sul lato Nord-Est è presente una struttura in cemento armato destinata un tempo a cisterna. Seguendo il nuovo progetto, sarà tolta allo sguardo del visitatore mediante l’intervento di ricostituzione con rocce e prato creando nella sua parte alta una piazzola belvedere, arredata con panche.

E’ con il prolungamento della passeggiata lungo uno di questi percorsi ad est che il visitatore viene condotto nella zona con l’ingresso principale ed originale del Castello. Si arriva così in una zona dove trova lo spazio un teatro verde. L’area su cui è previsto (part.n.132 e 133) non risulta storicamente un ambito di pertinenza del castello, in quanto si tratta di un terreno acquisito di recente dall’Amministrazione comunale. La sola area esterna a sud attinente al complesso monumentale risulta la particella 87, come visibile nella foto 1, da cui si evince un muro di delimitazione non più esistente (foto 1 e allegato 2). Il teatro è stato concepito sfruttando il dislivello naturale nel terreno e la conca che esso viene a creare e sarà raggiungibile dall’ingresso principale mediante scale e rampe, necessarie per colmare i salti di quota dovuti all’irregolarità del terreno. Il progetto affronta e supera il problema delle barriere architettoniche con il biforcamento della strada che entra nel lotto d’intervento da Sud. Una parte, infatti, porta direttamente al portone di ingresso al museo, l’altra con una pendenza minima da accesso alla zona alta del teatro in modo da renderlo agibile direttamente anche alle persone disabili. Poi il percorso prosegue e si ricollega a quello che proviene dalla parte Nord. La capienza del teatro è di circa 250 posti a sedere e può ospitare spettacoli musicali e teatrali o manifestazioni di altro genere. Una esedra in carpini alla base della piazza del teatro sarà lo sfondo della scena; un taglio centrale di questa cortina da accesso ad una scala che conduce ad una piazzola coperta da un gazebo in ferro; esso avrà la funzione oltre che di piazzola di sosta, anche di spogliatoio, ad esempio per gli attori, durante le manifestazioni. Questo impianto sarà di impatto minimo a livello ambientale in quanto i materiali ulilizzati per la realizzazione saranno tutti naturali. Infatti le scale di accesso al teatro e le sedute saranno in pietra locale, mentre i gradoni saranno costituiti da fasce di prato tipo pavin green, che permetteranno su ogni anello il passaggio degli spettatori. Anche la piazzola della scena sarà realizzata utilizzando prato carrabile, ottimo per sostenere le strutture (palcoscenico) per gli spettacoli occasionali, ma di bassissimo impatto ambientale.

Lo scopo di questo progetto è quello di valorizzare e riqualificare innanzi tutto la Rocca Flea, da una parte, attraverso una sistemazione del verde studiata appositamente per schermare con alberature importanti le aree edificate a ridosso del Castello; dall’altra per liberarlo, dove necessario, da quelle masse verdi che ne impediscano la vista su tutti i lati. Tale intervento è inoltre rivolto al cittadino e al visitatore il quale potrà godere del verde creato attraverso la fruizione di un nuovo parco pubblico attrezzato. Inoltre tutta la città di Gualdo Tadino, con la creazione di un nuovo centro culturale, costituito dal Teatro verde, potrà trarne giovamento sia a livello di prestigio sia a livello economico, diventando sempre di più un polo di attrazione a livello Italiano ed Europeo.

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