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Scilci (RG), Italia

Concorso di idee per la rifunzionalizzazione dei plessi scolastici - Scicli

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Con Francesco Accardo, Dario De Figueroa e Damiano Spanò

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Il progetto propone la trasformazione e il riuso degli edifici scolastici esistenti e, al contempo, intende valorizzare il “genius loci”, per dare al sito un’identità architettonica riconoscibile che si relazioni in modo armonico con le altre emergenze monumentali presenti nel centro storico di Scicli.

L’inserimento di nuove funzioni e attrezzature pensate per la fruizione urbana, di spazi per attività collettive e, in particolare, dedicati al tempo libero e ai giovani, ha come obiettivo la promozione di un’area urbana centrale e si basa sul potenziamento della viabilità pedonale come mezzo di socializzazione e di utilizzo ottimale degli spazi cittadini.

L’organizzazione dello spazio urbano: Il progetto presuppone il miglioramento dell’accesso all’area di intervento, centrale rispetto al nucleo storico di Scicli, attraverso sistemi di mobilità leggera, il potenziamento dei parcheggi e trasporti alternativi all’automobile, quali i bus navetta, per un efficace collegamento a tutte le zone della città. L’intervento prevede di rendere pedonale la parte di Piazza Italia contigua all’attuale edificio scolastico, eliminando la corsia carrabile antisante, utilizzata principalmente come parcheggio, e di potenziare i collegamenti pedonali con il tessuto urbano a nord della Via Mazzini, dove si trovano il Giardino Bonelli e il complesso della Chiesa del Gesù, e con l‘area Unesco, costituita dalla Via Francesco Mormino Penna. Il nuovo assetto consentirà la comunicazione pedonale con gli spazi a cielo aperto e permetterà di accedere e di fruire in modo adeguato delle nuove destinazioni d’uso ospitate negli edifici che verranno rifunzionalizzati. Il sistema di spazi aperti risultante determinerà un insieme di luoghi accessibili attraverso varchi riservati ai pedoni, spazi di sosta e di percorrenza, corti intercluse e connesse con la rete di percorsi che arricchirà la trama architettonica e la funzionalità urbana dell’area.

L’idea – Le scelte architettoniche che connotano l’intervento sono: - La definizione dei traguardi prospettici in funzione delle visuali e degli accessi agli spazi collettivi; - Il mantenimento dell’edificio Miccichè, che presenta un’identità architettonica e funzionale chiaramente riconoscibile e la cui articolazione di volumi e spazi aperti consente di riutilizzarlo validamente nell’ambito dell’intervento; - La sostituzione dell’edificio Lipparini che ha un effetto di estraniazione e compromette i valori storici e ambientali del contesto. Non si intende ovviamente esprimere un giudizio estetico sull’edificio in se, si ritiene tuttavia che esso sia “alieno” (per proporzioni, ritmo delle campate, rapporti di pieni e vuoti, dimensioni delle logge e dei porticati, materiali) rispetto al contesto caratterizzato da edifici tradizionali, quali la contigua chiesa di S. Matteo, e che tale diversità dichiarata non sia funzionale o rispondente alle necessità di riuso individuate; - Il ripristino del sistema piazza con la realizzazione di un nuovo edificio e la costituzione di una quinta piena e continua dai materiali primari e tradizionali, una superficie muraria con aperture intervallate secondo un ritmo essenziale. Tale quinta ha il compito di ricomporre i rapporti di scala e il sistema delle facciate e della piazza e la relazione di dipendenza con la chiesa di S. Matteo. Essa inoltre consente la creazione di una corte retrostante, analoga a quella dell’edificio Miccichè, accessibile attraverso percorsi trasversali e laterali. Il nuovo edificio è destinato a centro multifunzionale. E’ ideato come un sistema articolato di volumi e costituisce un’architettura discreta, che dialoga con gli spazi aperti esistenti e gli edifici del luogo, secondo un disegno di volumi interconnessi che racchiudono piazze, corti e spazi fruibili a cielo aperto.

Gli elementi architettonici e iconici dell’architettura di progetto sono: - La facciata piena, che ricostituisce l’integrità architettonica della piazza e l’ampio portale, inserito nella facciata in posizione asimmetrica, che invita all’attraversamento della quinta muraria e suggerisce la scoperta degli spazi retrostanti; - La piazza, quale topos urbano privilegiato, e le due corti, quella esistente con affaccio sulla via Mazzini e quella di progetto dedicata al tempo libero, più raccolta, che sono caratterizzate da superfici d’acqua e fontane; - La copertura trasparente a vela che protegge lo spazio aperto della corte dedicata al tempo libero.

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