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Rezzato (BS), Italia

Concorso di idee per la progettazione di una nuova sede per casa Almici

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Nell’ambito del perimetro indicato dal bando si è scelto di collocare l’edificio nella porzione a sud del futuro parco. L’area di pertinenza della nuova struttura sarà delimitata a est dalla viabilità di progetto mentre sugli altri tre lati dal parco stesso. La posizione consente una fruizione degli spazi verdi, sia visivamente che fisicamente, ottimale e in assenza di intersezioni con la futura viabilità prevista dal piano particolareggiato. Il Progetto Il progetto della nuova sede di “casa Almici” prevede l’integrazione di residenza sanitaria assistenziale per anziani e dei centri diurni per anziani e per disabili nell’ambito dello stesso edificio. La compresenza delle suddette funzioni è contemplata dalla normativa vigente che prevede anche la condivisione di una serie di funzioni di carattere amministrativo, riabilitativo e sociale tra le differenti strutture. Per contenere l’estensione planimetrica l’edificio si sviluppa su tre piani fuori terra e in un seminterrato collocato sotto l’ala nord. La configurazione planimetrica è improntata alla massima semplicità. Due corpi di fabbrica paralleli, orientati est – ovest e leggermente sfalsati l’uno rispetto all’altro, ospitano i nuclei residenziali e i centri diurni. Il percorso di collegamento tra i due disegna due corti aperte affacciate rispettivamente a est verso la strada, dove si attestano gli spazi connettivi, e a ovest rivolta verso il parco per gli spazi di soggiorno e sosta condivisi tra i nuclei. L’unico elemento che si distingue dal punto di vista formale è costituito dalla cappella per il culto che si presenta quale elemento volumetricamente autonomo all’interno della corte est, affiancato al percorso di ingresso. Il progetto pur recependo le indicazione dell’ente banditore e distribuendo gli spazi affinché alcuni servizi possano essere agevolmente condivise disloca le funzioni in modo da consentire una chiara distinzione tra gli ambiti di utilizzo. Il sistema dei percorsi e degli accessi prevede la presenza di due ingressi distinti collocati in posizione baricentrica rispetto alle tre aree funzionali come delle funzioni accessorie collocate nel seminterrato dell’edificio. La condivisione di spazi, strutture e momenti di socializzazione viene interpretata dal punto di vista progettuale come una possibilità e mai come un vincolo imposto dal progetto. Ad esclusione del nucleo alzheimer, collocato al piano terreno del corpo di fabbrica sud con affaccio su un giardino di pertinenza esclusiva, gli spazi per la residenza sono collocati al primo e al secondo piano, e sono suddivisi in due nuclei per piano. I due centri diurni trovano posto al piano terra del corpo di fabbrica nord con affaccio verso il parco. Nella composizione dell’edificio gli spazi destinati alla degenza caratterizzano gli affacci sud e ovest dei volumi principali, mentre tutte le funzioni accessorie legate ai servizi di nucleo sono invece collocate sui lati nord. Oltre a riservare gli affacci migliori per le stanze dei degenti questa soluzione si caratterizza per una chiara leggibilità della distribuzione delle funzione rispetto all’esterno. La residenza sanitaria assistenziale per anziani Il progetto si propone di coniugare l’esigenza di ricreare all’interno della struttura condizioni di vita ottimali per gli ospiti con quelle di chi gestisce una struttura complessa e per alcuni aspetti equiparabile a quella ospedaliera. Le dimensioni della residenza sanitaria assistita sono significative, si prevede infatti la presenza di 100 posti letto suddivisi in 5 nuclei di venti posti ciascuno. Nell’ambito dei nuclei vi sono 4 stanze singole e 8 stanze doppie tutte con servizi igienici attrezzati con ausili per la non autosufficienza. Al netto dei servizi igienici le stanze hanno una superficie di circa 16,4 mq per le singole e di 23,4 mq per le doppie. Tutte le stanze si ripetono specchiandosi rispetto a un asse di simmetria. Nel caso delle stanze singole questa soluzione consente, grazie a semplici accorgimenti esecutivi, un eventuale utilizzo anche per coppie di degenti sia sposati che semplicemente conviventi. Gli ambienti accessori e di servizio sono collocati su una fascia continua che permette l’eventuale redistribuzione delle funzioni a seconda del variare delle esigenze con una estrema flessibilità di utilizzo. La presenza di ampie finestrature caratterizza sempre la parte terminale dei corridoi che presentano lunghezze contenute e una larghezza minima mai sotto i 2 mt. Come consentito dalla normativa per l’accreditamento della struttura i locali da pranzo e di soggiorno, ad esclusione di quelli dedicati al nucleo alzheimer, sono condivisi e si ripetono solo una volta per piano. Nel caso del nucleo per pazienti affetti da alzheimer si è ritenuto opportuno caratterizzare l’area dando maggiore autonomia alla stessa in considerazione della peculiarità delle problematiche mediche e riabilitative. Per questo i servizi di nucleo al piano terra sono di pertinenza esclusiva del nucleo stesso. Al contempo la collocazione al piano terreno permette l’accesso diretto a una porzione delimitata di giardino specificamente progettata in funzione delle esigenze terapeutiche e riabilitative. L’area destinata ai pazienti affetti da alzheimer deve infatti coniugare esigenze contrastanti favorendo la massima libertà di movimento degli ospiti pur in ambiti delimitati e facilmente controllabili. Questo allo scopo di garantirne l’incolumità e per preservarli dal disorientamento che ne pregiudica costantemente l’autostima. Il progetto si prefigge di realizzare spazi che non disturbino l’equilibrio psicofisico dell’utente, ma piuttosto ne favoriscano le scelte e ne assecondino i comportamenti. Lo spazio aperto è opportunamente studiato affinché l’ospite possa muoversi liberamente in un ambiente protetto ricevendo stimolazioni continue, ma delicate, dei sensi, considerate alla stregua di una vera e propria terapia. Per questa ragione è importante che il giardino sia collegato direttamente, sia visivamente che fisicamente, al complesso abitativo con un percorso continuo in modo che l’ospite non abbia un senso di disorientamento. I servizi sanitari quali palestre e ambulatorio medico, sono stati collocati al piano seminterrato e sono raggiungibili sia con ascensori o montalettighe dai piani superiori della residenza che direttamente dall’esterno, in modo autonomo, utilizzando l’ingresso collocato sul lato nord dell’edificio. Lo stesso ingresso consente di accedere dall’esterno alle camere mortuarie, collocate nel seminterrato, e anche alla sala conferenze come alla zona degli uffici al piano terra senza intralciare la normale attività dei percorsi interni alla residenza sanitaria assistenziale. I collegamenti verticali sono costituiti da due corpi scala protetti, con altrettanti montalettighe, collocati in posizione baricentrica rispetto ai nuclei di degenza e da due ascensori a uso dei degenti e dei visitatori che, dalla zona di ingresso, raggiungono, ai vari piani, le aree di socializzazione condivise. La posizione e il dimensionamento adeguato delle vie di fuga è di estrema importanza per una struttura che la normativa, in funzione della prevenzione dei rischi e delle necessità di evaquazione, equipara correttamente a un ospedale. I percorsi al piano che adducono a luoghi sicuri sono quindi stati contenuti sotto i 40 metri previsti dalla normativa e i corridoi ciechi hanno lunghezza sempre inferiore a 15 mt. I corpi scala sono dimensionati in modo da consentire l’evacquazione dei degenti anche attraverso la movimentazione di letti o barelle in caso di emergenza. Questi aspetti acquistano notevole importanza nell’ambito di una struttura atta a ospitare persone non sempre in grado di reagire prontamente in caso di emergenza. La dislocazione planimetrica delle funzione consente un’agevole compartimentazione delle aree di degenza definendo dei compartimenti atti a ospitare, in situazioni di emergenza, oltre ai loro normali occupanti, anche il numero di persone previsto per il compartimento adiacente. Il centro diurno per anziani Il centro diurno per anziani è collocato nel corpo di fabbrica nord e affaccia sul parco. Gli spazi prevedono la possibilità di utilizzo flessibile in funzione delle esigenze dell’altro centro diurno per disabili attiguo a quello per anziani. La quasi totalità delle funzioni di servizio vengono condivise con la residenza sanitaria. La cucina, la lavanderia, i locali attività infermieristiche e assistenziali raggiungibili anche dall’esterno sono collocati nel seminterrato come gli spogliatoi e gli spazi di servizio per il personale. Gli spazi di socializzazione sono comuni e la zona bar e soggiorno si colloca nella grande sala al piano terreno. Nella previsione di una gestione unitaria delle tre strutture gli uffici sono stati accorpati a quelli delle altre strutture presenti. Il centro diurno per persone disabili Come il centro diurno per anziani anche il centro diurno per disabili è collocato al piano terreno e affaccia direttamente sul verde. A differenza del precedente questo condivide con le altre funzioni solo gli uffici amministrativi e la cucina mentre tutte le altre funzioni sono riservate in via esclusiva agli utenti del centro stesso. La collocazione degli ingressi consente per questo l’utilizzo dell’ingresso principale, condiviso con la residenza assistenziale per anziani oppure l’ingresso nord a discrezione e in funzione delle esigenze di chi gestirà il complesso assistenziale. Gli spazi sono stati previsti in buona parte come degli open space modulabili in funzione delle esigenze particolari con l’utilizzo di pareti in cartongesso. Gli spazi degli ambienti di servizio sono invece stati pensati compartimentati da strutture in muratura. Accessibilità Dalla strada l’accesso principale alla residenza sanitaria si colloca all’interno della corte aperta. Sul lato nord dell’edificio un secondo accesso permette di raggiungere alcune delle funzioni pensate per un utilizzo pubblico senza necessariamente attraversare gli spazi connettivi destinati alla residenzialità. La sala conferenze e gli uffici collocati al piano terra possono essere comodamente raggiunti utilizzando indifferentemente entrambi gli accessi. Altrettanto ai centri diurni si può accedere indifferentemente dall’accesso principale come dall’accesso collocato sul lato nord. Lo stesso accesso viene utilizzato dai parenti dei defunti che accedono alle camere mortuarie. Sullo stesso lato una rampa carrabile porta alla quota dell’interrato dove trovano collocazione i servizi generali. Oltre al parcheggio per i dipendenti e per i mezzi di soccorso, l’area di manovra e di carico e scarico per i magazzini e i depositi vi sono anche la lavanderia e la cucina. Verso nord affacciate sul lato esterno del seminterrato sono collocate la palestra e il centro di riabilitazione altrettanto comodamente fruibili accedendo sia dal centro residenziale che dai centri diurni che dall’esterno per visitatori o pazienti occasionali. Grazie all’ingresso carrabile a nord é altrettanto garantita l’accessibilità separata dei mezzi di soccorso e l’eventuale affiancamento alla struttura da parte dei mezzi dei vigili del fuoco. Strutture Le strutture dell’edificio si ipotizzano prevalentemente in c.a. gettato in opera. Le fondazioni, data l’assenza di indicazioni sulle caratteristiche del terreno, potrebbero essere di tipo diretto, con travi rovesce in c.a. Gli elementi verticali sarebbero quindi costituiti da pilastri in c.a. gettati in opera mentre ai due vani montalettighe e il gruppo ascensori in c.a. come a setti isolati sarebbero affidate prevalentemente le forze orizzontali. Per i solai di copertura, dell’interrato e intermedi si ipotizza una soluzione di tipo latero-cementizio gettato in opera. Impianti Alla base delle scelte progettuali è stato posto l’obiettivo della sostenibilità energetica degli edifici unita alla semplicità gestionale e manutentiva degli impianti tecnologici, con particolare riferimento a quelli atti a garantire il comfort termo-igrometrico. Nel complesso si è perseguita principalmente una flessibilità distributiva e la facile raggiungibilità degli impianti affinchè manutenzione ed eventuali opere di sostituzione o di implementamentazione dell’impiantistica di base possano essere nel tempo eseguite senza interruzione del funzionamento e delle attività accolte nell’edificio. Si è cercato di dotare l’edificio di impianti e soluzioni tecnologiche sostenibili anche da un punto di vista economico. L’obiettivo è stato raggiunto attraverso l’accoppiamento di tecnologie eco- compatibili con quelle di tipo tradizionale ma a basso costo di gestione e manutenzione: sono stati così accoppiati dei sistemi solari passivi per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo a sistemi attivi per la produzione di acqua calda ad uso sanitario adeguatamente abbinati a un sistema tradizionale con generatore a pompa di calore, oltre a prevedere accorgimenti atti a garantire una naturale ventilazione ambientale previo passaggio dei flussi d’aria in appositi scambiatori di calore. Si è scelto di prevedere una circuitistica compatibile con l’installazione di un sistema solare termico a collettori solari posizionati sulla copertura dell’edificio per la produzione dell’acqua calda sanitaria, integrabile con il sistema già previsto di riscaldamento tramite gruppo frigo operante a pompa di calore, utilizzando come terminali a bassa temperatura un impianto di riscaldamento a pavimento. L’impianto ad energia solare si combinerebbe in inverno secondo le seguenti configurazioni con la pompa di calore, ottimizzando in tal modo il loro impiego dal punto di vista energetico, gestionale ed economico, con tempi di ritorno dell’investimento iniziale, per la collocazione dei pannelli solari, di circa 10 anni: in parallelo: indipendente dalla pompa di calore (giornata assolata): fornisce calore allo  scambiatore collegandosi ad esso in parallelo rispetto al sistema a pompa di calore. I collettori forniscono acqua calda sanitaria con eventuale entrata in funzione ausiliaria della pompa. in serie: interagente con pompa di calore (giornata nuvolosa): eleva la temperatura  dell’evaporatore collegandosi su di esso in serie rispetto al sistema a pompa di calore, diminuendo il salto termico ed aumentando in tal modo il COP della pompa di calore. in serie-parallelo: interagente e/o indipendente a seconda del livello entalpico, con  sistema di commutazione automatico. Si prevede l’abbinamento del sistema solare termico appena descritto, utilizzabile e sufficiente senz’altro per la produzione dell’acqua calda sanitaria, con un sistema di terminali di riscaldamento a bassa temperatura (38-40°C): i collettori solari d’altronde sono in grado di produrre acqua a bassa temperatura (max 50°C), quindi poco adatti ad alimentare sistemi di riscaldamento tradizionali, dato che essi richiederebbero temperature di esercizio dell’ordine degli 80°C. Una soluzione impiantistica come quella che impiega elementi terminali scaldanti con circolazione di fluidi a bassa temperatura, come impianti di riscaldamento a pavimento, si presta ottimamente allo sfruttamento dell’energia solare, abbinata ad un impianto a pompa di calore elioassistita, dato che essa richiede terminali che utilizzano fluidi a basso livello entalpico. In particolare i sistemi radianti a pavimento presentano il vantaggio di realizzare una regolazione della temperatura ambiente dal punto di vista economico, con rendimenti termici soddisfacenti anche per fluidi a bassa temperatura. Il funzionamento a bassi regimi di temperatura e l’omogeneità della diffusione del calore consentono una riduzione di temperatura di quasi 2° C, rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionale accoppiando ai vantaggi in termini di comfort la riduzione dei consumi di energia. Per ottenere e mantenere condizioni di benessere ambientale, visivo e di illuminazione si è scelto di ricorrere a tipologie spaziali e distributive tali da favorire il più possibile l’illuminazione naturale sia per le stanze dei degenti che per gli spazi comuni. La tipologia di riscaldamento radiante a pavimento permette un irraggiamento mai troppo intenso con un’ uniforme distribuzione della temperatura e basse velocità dell’aria, meglio atte di altre tipologie al raggiungimento del benessere termico. Materiali, opacità e trasparenze sono stati utilizzati per sviluppare un significativo rapporto con gli esterni relazionandosi con gli spazi aperti circostanti, con un’ articolazione tra spazi manufatti ed esterni tale da favorire la riconoscibilità delle singole parti e l’orientamento dei fruitori. Gli ambienti saranno realizzati con l’integrazione di illuminazione artificiale con indici adeguati alle prestazioni visive richieste per lo svolgimento delle attività comuni di socializzazione e riabilitazione. Si ritiene che i colori e la varietà di situazioni spaziali all’interno dell’edificio possono altrettanto contribuire alla stimolazione sensoriale e al comfort dei degenti. Per un adeguato standard di qualità ambientale, l’adozione di solette di spessore adeguato e supporti antivibranti, oltre alla collocazione delle macchine al di sotto dello schermo acustico rappresentato dalla rampa esterna, ridurranno senz’altro gli inconvenienti dovuti a rumore e vibrazioni trasmesse direttamente alla struttura edilizia dal funzionamento ciclico del gruppo a pompa di calore e delle unità di trattamento aria previste dal layout impiantistico. Per quanto concerne gli impianti tecnologici, non è previsto l’attraversamento né di luoghi sicuri interni al fabbricato, né di vani scala e ascensori da parte di condotte, ipotizzate tutte comunque in materiale di classe “0” di reazione al fuoco, e il passaggio attraverso locali che presentino rischi d’incendio quali depositi, impianti tecnologici e locali assimilati ad autorimesse, avviene attraverso chiusure in strutture resistenti al fuoco di classe pari a quella del vano attraversato. Ciascun impianto è dotato di dispositivo manuale per l’arresto dei ventilatori in caso d’incendio, e in particolare, per l’impianto a ricircolo d’aria che si prevede a servizio di più compartimenti, si prevede che le condotte siano munite al proprio interno di rivelatori che comandano automaticamente l’arresto dei ventilatori e la chiusura delle serrande tagliafuoco in caso d’incendio. Per quanto concerne gli impianti elettrici, disporranno di impianti di sicurezza i sistemi di utenza relativi all’illuminazione, all’allarme, alla rivelazione degli incendi, con una autonomia dell’alimentazione di sicurezza di 90 minuti, al fine di consentire lo svolgimento in sicurezza del soccorso e dello spegnimento, con alimentazione tramite apposita linea priva di interruttori lungo il suo sviluppo derivata da quadro parallelo al quadro generale e alimentato direttamente dall’ente erogatore, il cui accesso sarà esclusivo dei VV.F. Sistemi solari passivi Per il riscaldamento passivo sono presenti ampie superfici vetrate lungo la parete esposta a sud e a ovest (captatori) attraverso le quali la radiazione solare diretta e riflessa dall’esterno viene assorbita dai componenti strutturali direttamente esposti o limitrofi come pareti e pavimento (accumulo), che poi rilasciano il calore accumulato nel periodo di insolazione (sistema distributivo), rendendo meno sensibile la naturale oscillazione giornaliera della temperatura interna. Nei mesi estivi si prevede peraltro lo sfruttamento sui fronti sud e ovest della schermatura intrinseca rappresentata dall’aggetto dei balconi per la regolazione della captazione solare. L’ambiente distributivo centrale, sul quale si attestano gli spazi di socializzazione, viene assimilato ad una serra solare, realizzata chiudendo verso la facciata esposta a ovest e a est del suddetto ambiente con una vetrata al fine di poter captare nei mesi invernali la radiazione solare. Il controllo della radiazione solare potrà essere garantito dalla presenza di un sistema di lamelle integrato nella camera d’aria del vetrocamera in alternativa una schermatura solare fissa, montata di fronte alla suddetta vetrata e costituita da lamelle frangisole in metalliche inclinate di circa 70° rispetto alla verticale, consentirà l’ingresso della radiazione solare nel periodo invernale, impedendone nel contempo il passaggio nei mesi estivi, quando l’inclinazione dei raggi solari è di circa 20°. Oltre allo smaltimento soprattutto nel periodo estivo, della quantità di calore che non riesce ad essere riflessa dallo strato di rivestimento viene smaltito anche il quantitativo di umidità che muove dagli ambienti interni attraverso la muratura: tale fenomeno è attivato in sostanza dal riscaldamento del paramento esterno grazie al quale la variazione di densità dell’aria nell’intercapedine provoca un conseguente moto ascensionale. Un ulteriore beneficio per lo sfruttamento di tale meccanismo può essere ottenuto mettendo in comunicazione la camera d’aria dello strato di terreno trattato magari a vespaio posto sotto all’edificio in modo tale che il moto convettivo, e la conseguente depressione, interessi anche le zone di attacco a terra dell’edificio corrispondente agli interrati, evitando il ristagno di umidità. Inoltre con tale tecnologia si esclude la possibilità che la curva della pressione di vapore incontri, muovendosi verso l’esterno della muratura, la curva della pressione di saturazione dando quindi origine a formazione di condensa interstiziale. Il meccanismo di volano termico caratteristico di questa tecnologia consente da un lato in regime invernale di mantenere elevata la temperatura superficiale interna con una discreta insensibilità nei confronti delle variazioni di temperatura esterna sia durante la notte che in relazione alle punte minime di oscillazione, dall’altro nella stagione calda il sistema è cartatterizzato da un accumulo limitato, grazie alla presenza di elementi aggettanti correttamente dimensionati, che può essere smaltito durante la notte. Raffrescamento passivo Per il raffrescamento passivo degli ambienti sono presenti condotti verticali che captano i flussi d’aria dei venti dominanti e li umidificano lungo il percorso prima di immetterli negli ambienti, consentendo una portata di aria così trattata con raffrescamento evaporativo, contribuendo sensibilmente a ridurne nel periodo estivo il carico termico. Per la ventilazione naturale degli ambienti si prevede un sistema di condotti accoppiati per l’immissione e l’estrazione dell’aria dagli ambienti, previo passaggio nel periodo invernale in appositi scambiatori di calore che consentono l’ingresso di aria pulita ad una temperatura superiore a quella esterna, con conseguente riduzione del carico termico dei terminali di riscaldamento: tale sistema permette di evitare di usare l’apertura dei serramenti esistenti per consentire il ricambio d’aria, riducendo conseguentemente anche l’impatto acustico dell’ambiente circostante. L’aria di immissione viene captata, con un sistema si ventilazione sotterranea, dalle zone verdi antistanti il corpo di fabbrica secondo dispositivi orientati secondo la direzione dei venti dominanti, e fatta circolare attraverso percorsi artificiali interrati di circa 6 metri e caratterizzati da pareti porose, che consentono il passaggio del vapore acqueo, che consentono in tal modo di abbassare la temperatura dell’aria di immissione di circa 4°C nei mesi estivi sfruttando l’umidità del terreno, e di alzare di circa 2°C l’aria nei mesi invernali sfruttandone invece l’inerzia termica. L’aria di estrazione viene aspirata tramite un camino solare abbinato ad aspiratori statici disposti in copertura ed esposti anch’essi ai venti dominanti, attraverso aperture realizzate nella parte alta di ogni ambiente trattato: il rendimento del camino solare consente di arrivare a 8 ricambi orari per ambiente, dato che il passaggio della corrente d’aria nel sistema, sfruttando l’effetto Venturi, determina l’instaurarsi di una zona di bassa pressione che provoca un effetto di estrazione rispetto al locale interno. Tale meccanismo consente di contenere i costi per il trattamento dell’aria previsto dalla normativa per l’accreditamento delle strutture residenziali. Al fine di ridurre i ponti termici si ricorre ad uno strato di isolamento che in modo continuo ed omogeneo ricopra la struttura muraria, elementi aggettanti inclusi, comportando in tal modo una sensibile riduzione delle dispersioni globali con conseguenti vantaggi in termini energetici nonché una riduzione delle escursioni termiche della struttura stessa. Per tutte le altre parti dell’involucro dell’edificio caratterizzate dal colore chiaro si è adottata una soluzione con un rivestimento in intonaco termico di elevato spessore che a differenza dei sistemi a cappotto consente una migliore traspirabilità delle murature. Materiali e colori Alla base della scelta dei materiali adottati per l’involucro esterno vi sono ragioni di carattere architettonico e compositivo come ragioni di carattere tecnologico. Il cromatismo e la forte differenza di superficie tra i materiali adottati hanno lo scopo di evidenziare i rapporti tra le parti che compongono l’edificio e congiuntamente a altri aspetti compositivi quali: il rapporto tra pieni e vuoti, la regola e l’apparente casualità della composizione delle facciate contribuiscono a evidenziare le differenti vocazioni funzionali. Per l’esecuzione delle facciate ventilate la scelta della tipologia di rivestimento esterno in pietra naturale si è basata sui criteri di sostenibilità, economicità e funzionalità, tenendo conto sia dei costi di acquisto e posa in opera, sia di quelli di mantenimento. La pietra di credaro, di provenienza locale, risulta inoltre essere molto più ecologica, grazie alle brevi distanze di trasporto merci rispetto ai materiali simili ma di importazione, riducendo quindi sia l’inquinamento legato al trasporto, sia la quantità di energia grigia, ovvero quella legata alla fabbricazione, trasporto, e stoccaggio dei materiali. Tutti i materiali da costruzione ed isolamento di cui si è previsto l’utilizzo sono stati scelti per garantire ottime caratteristiche di permeabilità, di conduttività termica e di comportamento meccanico; per la realizzazione di tutte le strutture si è posta particolare attenzione verso l’adozione di materiali altamente eco-compatibili che rispettino in pieno i principi della bioedilizia (si sono ricercati materiali a basso impatto ambientale e privi di sostanze tossiche); procedendo in tal senso si è escluso a priori l’impiego di isolanti sintetici o contenenti fibre nocive, di pavimenti, porte e finestre in PVC, di impregnanti chimici per il legno, di colori e vernici contenenti solventi ed infine di legno tropicale. Tali presupposti hanno portato ad effettuare le seguenti scelte: le murature saranno realizzate mediante l’impiego di termolaterizi microporizzati prodotti con impasti di argille naturali e farina di legno totalmente priva di additivi chimici; gli isolamenti termici ed acustici saranno realizzati mediante l’impiego di pannelli isolanti in fibre di legno (per la loro produzione si utilizzano gli scarti della lavorazione del legno effettuata nelle segherie) ed in fibre di lino (per la loro produzione si utilizzano materie prime rigenerate dalla natura con scarsa richiesta energetica sia in fase di produzione che di montaggio); infine, gli intonaci utilizzati saranno di tipo traspirante e completamente privi di sostanze nocive (per il loro confezionamento si ricorrerà all’impiego di calce naturale dal momento che quest’ultima presenta ottime caratteristiche isolanti ed è un buon regolatore termoigrometrico).

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav