© Studio AR.CO. . Pubblicata il 16 Aprile 2009.
PREMESSA Nel corso delle fasi preliminari della progettazione, durante un incontro con i Tecnici della Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici dell’Umbria, volto ad illustrare le linee guida dell’intervento, veniva richiesta la esecuzione di indagini volte ad identificare la valenza storico-artistica dell’edificio. Durante la campagna dei sondaggi, in data gennaio 2002, in corrispondenza delle murature interne, venivano scoperte tracce di pitture e decorazioni al di sotto dell’attuale tinteggiatura. A seguito di tali rinvenimenti, nel mese di febbraio 2002, venivano incaricati dalla Committenza dei restauratori specializzati per determinarne l’entità; si procedeva quindi alla realizzazione di tasselli stratigrafici sulle pareti interne, che hanno rilevato una successione di almeno due strati di tinteggiatura, al di sotto della quale sono state rinvenute tracce di decorazioni pittoriche. I risultati ottenuti sono descritti nella Relazione Tecnica allegata alla Ns nota del 29.05.2002, acquisita al Protocollo Regione dell’Umbria in data 31.05.2002. Sulla base di tali risultati, nel mese di Aprile 2002, i sottoscritti hanno avuto un colloquio con i tecnici della Soprintendenza, i quali hanno espressamente richiesto di procedere al descialbo di alcune zone delle pareti interne per valutare con precisione la valenza artistica delle pitture rinvenute. L’ulteriore intervento dei restauratori è terminato circa alla fine del mese di luglio 2002. Per valutare i rinvenimenti si è tenuto un sopralluogo in sito con i Tecnici incaricati della SS.AA.AA, i quali hanno ritenuto opportuno procedere ad un ulteriore approfondimento delle indagini, che si è protratto per tutto il mese di agosto 2002, dei cui risultati si allega una Relazione Tecnica specifica dei restauratori. I risultati delle suddette indagini e la conseguente elaborazione di un progetto integrato volto sia la recupero dell’immobile che alla salvaguardia e conservazione dei supporti pittorici sono state inviate alla SS.AA.AA per il parere ai sensi del D.L.vo n.490/99 in data 28.08.2002. Alla stessa data è stata inviata all’Ufficio Urbanistica del Comune di Gualdo Tadino istanza per il rilascio della Concessione Edilizia.
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Analisi storico-critica Cenni storici Per descrivere la storia dell’edificio in esame, è necessario far riferimento alle vicende che hanno interessato l’organismo edilizio nel corso dei secoli, considerando quindi il corpo di fabbrica della Chiesa direttamente connesso con gli edifici adiacenti. Le prime notizie in merito alla Chiesa di S. Maria di Nasciano si registrano in una Bolla Papale datata 6 maggio 1188, con la quale Papa Clemente III confermava all’Abate dell’Abbazia di S.Benedetto in Gualdo Tadino i diritti e privilegi su terre e possedimenti, tra le quali viene menzionata la Chiesa di “Sancta Maria de Nascano”. La Chiesa rimase per molto tempo alle dirette dipendenze dell’Abbazia gualdese; in seguito, in maniera spontanea, essendo cresciuto il numero degli abitanti ed a causa della lontanza dal centro cittadino, assunse in pratica il ruolo di Chiesa Parrocchiale, gestita tuttavia da un semplice Cappellano al quale vennero assegnate alcune funzioni di spettanza del Parroco. Al Cappellano vennero assegnate per compenso le rendite dei beni annessi alla Chiesa ed appartenenti all’Abbazia. L’importanza della Chiesa, con il crescere del numero e delle esigenze degli abitanti, andò sempre aumentando ed il Cappellano di S.Maria in Nasciano finì con il trasformarsi in un Parroco vero e proprio. Non si conosce con esattezza quando si verificò tale trasformazione, ma è certo che intorno alla metà del Cinquecento era già completa. Ciò è testimoniato da un Atto del 24 febbraio 1511 con il quale Fra David del Monastero di S.Benedetto di Gubbio veniva nominato Rettore della Chiesa di S.Maria di Nasciano. Dovendo analizzare e ricostruire le fasi storiche che hanno portato all’organismo edilizio attuale, è importante determinare la cronologia degli eventi che portarono alla costruzione degli edifici attigui al nucleo principale della Chiesa, adibiti a casa parrocchiale. In base alle notizie storiche reperibili ed in relazione a quanto sopra descritto, si può desumere che il primo fabbricato adibito ad abitazione del Parroco risalga al secolo XVI, e che da tale epoca ha avuto inizio lo sviluppo edilizio. A sostegno di tale ipotesi possono essere riportate alcune testimonianze che confermano la presenza dei Parroci nel luogo. Nei primi del cinquecento risulta che anche il Comune di Gualdo contribuiva al mantenimento della Chiesa mediante il pagamento di una decima; esistono inoltre varie testimonianze connesse al mantenimento di Parroci: nel XVI e XVII secolo i Parrocchiani contribuivano allo stipendio del Parroco con un rubbio di frumento ogni anno purché egli celebrasse regolarmente le funzioni religiose nella loro Chiesa in tutti i giorni festivi. Nella prima metà del Seicento da Atti Notarili risultano donazioni alla Chiesa in cambio di celebrazioni da effettuare in vari periodi dell’anno; da un documento del 1721 risulta che ai parrocchiani spettava l’onere di coltivare gratuitamente le terre della Chiesa che allora possedeva cinque terreni, obbligo molto spesso disatteso che provocava le rimostranze del Vescovo. Nonostante la presenza della casa parrocchiale e la proprietà di alcuni terreni, i Parroci solo raramente risiedettero a Nasciano, preferendo abitare in Gualdo o nelle vicinanze, accampando a pretesto l’insufficienza dalla casa stessa. Questo fatto suscitò, anche in epoche precedenti, le proteste dei parrocchiani e conseguenti Decreti del Vescovo di Nocera per imporre ai Curati l’obbligo della residenza. Con Atto datato 1786 risulta che i parrocchiani si obbligarono a mantenere di tutto il necessario sia la Chiesa che la Casa Parrocchiale. Nel 1860, all’epoca della demaniazione, il nuovo Governo italiano elencò S.Maria di Nasciano tra le comuni Parrocchie, assegnandole il supplemento di congrua e conferendole di fatto il ruolo di Parrocchia libera ed autonoma. In seguito il Parroco Andrea Anderlini ricostruì completamente la casa parrocchiale.
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Fasi evolutive La consistenza attuale dell’insediamento è il risultato di accrescimenti che si sono succeduti nel corso dei secoli. L’agglomerato è composto da un corpo di fabbrica, costituito dalla Chiesa parrocchiale, che si sviluppa longitudinalmente secondo l’asse Nord-Sud, da un corpo di fabbrica contiguo ad essa sul lato Sud, esteso fino al limite della strada, da un corpo di fabbrica disposto parallelamente alla Chiesa sul lato Est a margine della strada vicinale. Il nucleo primitivo dell’agglomerato è costituito dalla Chiesa edificata intorno al sec. XII alla confluenza di due strade vicinali, probabilmente come Cappella votiva. Tale nucleo può essere identificato con la porzione posteriore dell’attuale Chiesa, delimitata da setti murari di notevole spessore e coperta da una volta a bacino con lanterna sommitale realizzata in epoca successiva. La parte anteriore, coperta da un tetto a capanna con doppia orditura lignea di epoca recente, è effetto di due successivi ampliamenti, uno verificatosi nel Settecento, l’altro nel 1927. Come effetto di queste trasformazioni la Chiesa risulta composta attualmente da quattro “campate”: a partire dall’ingresso, la prima è riconducibile all’ampliamento del 1927, con il quale è stata realizzata la facciata attuale della Chiesa e la cappellina laterale destra; la seconda fa parte dell’ampliamento del Settecento, la terza e la quarta costituiscono il nucleo originario. Il corpo di fabbrica lato Sud costituisce da sempre la casa parrocchiale, la cui edificazione è riconducibile al XVI secolo. Analisi tipologico-distributiva In base all’analisi storico-evolutiva sopra esposta si evince che il complesso edilizio in esame non può essere ricondotto ad una tipologia preordinata, non essendo leggibili elementi architettonici e planimetrici unitari. Il complesso è il risultato di una gemmazione di elementi architettonici eterogenei intorno ad un nucleo primitivo, nelle forme di un’architettura spontanea atta esclusivamente a soddisfare le necessità del momento. L’attuale Chiesa, fornita di sacrestia posta a livello più basso, consta di due parti ben distinte, una anteriore ed una posteriore. Quest’ultima, coperta da una volta ellittica, rappresenta oggi la parte presbiteriale e può essere considerata la primitiva piccola cappella medievale; la parte anteriore, coperta da travi lignee disposte sopra timpani in muratura e profilati in acciaio, è l’effetto di due successivi ampliamenti, uno verificatosi nel settecento, l’altro nel 1927. Da quest’ultima data ad oggi sono stati realizzati altri restauri ed aggiunte, come l’apertura nella parete di destra per chi entra di una Cappella con altare dedicato all’Assunta, la ricostruzione completa del pavimento, il rifacimento completo della copertura nella forma attuale, la realizzazione del dipinto posto al di sopra dell’arco trionfale dedicato a S.Maria Assunta, datato 1948. A seguito di indagini in sito, procedendo al parziale descialbo di porzioni di muratura, e realizzando tasselli stratigrafici sulle pareti interne della navata e della zona presbiteriale, i saggi effettuati hanno rilevato una successione di almeno due strati di tinteggiatura, al di sotto dei quali sono state rinvenute tracce più meno consistenti di decorazioni. Dette decorazioni sono riscontrabili sulla quasi totalità dei paramenti murari interni, ed esclusione della zona di ingresso dell’edificio, realizzata attraverso un intervento di ampliamento ai primi del novecento. Quanto rinvenuto conferma la descrizione dello storico gualdese Ruggero Guerrieri, il quale, nella sua opera “Storia Civile ed Ecclesiastica del Comune di Gualdo Tadino”, descriveva le pareti della parte più antica della Chiesa come ricoperte da pregevoli dipinti. In particolare, dopo l’anno 1713 furono aggiunti, all’originario ed unico altare maggiore, due altari laterali sormontati ognuno da quadri raffiguranti soggetti religiosi; tali altari furono rimossi nel 1907, perché considerati antiestetici ed ingombranti. Quanto sopra descritto è testimoniato dai rinvenimenti a seguito delle operazioni di descialbo: sulla parete di sinistra si trovano elementi decorativi architettonici, che raffigurano due finestre rappresentate in scorcio prospettico, poste ai lati di un riquadro che fungeva da cornice al dipinto situato sopra l’altare laterale. Le decorazioni ripropongono specularmente le due aperture finestrate della parete di destra, così come erano al momento dell’esecuzione dei dipinti; uno dei due vani finestra è stato infatti chiuso successivamente per ricavare l’apertura di accesso alla cappellina laterale. Altre decorazioni pittoriche sono state rinvenute in corrispondenza di pilastri o paraste poste tra l’area presbiteriale e la navata, e all’intradosso della cupola del presbiterio. Per maggiori chiarimenti in merito alla qualità, alla conservazione ed al restauro dei dipinti si rimanda alla Relazione specifica allegata alla documentazione.
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Descrizione dei luoghi L’intervento interessa la Chiesa di S.Maria di Nasciano, costituita da un edificio facente parte di un agglomerato composto anche da altri due edifici ad essa adiacenti, costruiti in epoca successiva e sede in passato della casa parrocchiale. Il fabbricato è costituito da una navata centrale, sulla quale si apre una piccola cappella semicircolare di recente edificazione, e da un presbiterio che costituisce la parte più antica dell’intero agglomerato, coperto da una volta ellittica sormontato da una lanterna in muratura. Di pertinenza della Chiesa risulta anche un locale ad essa adiacente adibito a sacrestia, che si trova nell’area di sedime del fabbricato adibito a casa parrocchiale, ad un livello inferiore di circa 1.0mt rispetto al piano della Chiesa.. Per quanto riguarda la distribuzione altimetrica il fabbricato è costituito da un solo livello. I paramenti murari sono in pietra a sacco in pietra locale debolmente squadrata, con leganti a base di calce e sabbia, di spessore compreso tra 60 e 130cm, ad eccezione dei muri costituenti la cappellina laterale, che sono in mattoni pieni aventi lo spessore di circa 20cm. Il solaio di copertura della navata principale è a due falde realizzato con travi principali e secondarie in legno di abete e tavellonato in laterizio; le travi appoggiano su dei “timpani” in muratura a loro volta costruiti su una coppia di travi in acciaio inserite direttamente nei muri perimetrali. Il solaio di copertura della cappella laterale è costituito da orditura principale in legno di abete e tavellonato in laterizio. Il presbiterio è coperto da una volta ellittica realizzata con mattoni pieni in laterizio disposti in foglio; tale volta scarica sui muri laterali e su due archi in muratura aventi un sesto estremamente ribassato. Al di sopra della volta si trova una lanterna in mattoni pieni in laterizio; l’intera struttura è coperta da un solaio avente orditura principale e secondaria in legno di abete e pianellato in laterizio, la cui trave di colmo appoggia direttamente sulla lanterna. Il manto di copertura della Chiesa è in coppi in laterizio, quello della cappellina laterale è in tegole marsigliesi. Gli sporti di gronda laterali sono in muratura, realizzati con tavelloni in laterizio montati a sbalzo, quello frontale è in muratura raccordato alla facciata. In corrispondenza delle facciate principale e laterali, al di sopra delle aperture del portone di ingresso, del vano di accesso alla cappella laterale e della porta di accesso alla sacrestia, si trovano archi realizzati con mattoni in laterizio. La finestra laterale presenta invece architrave ligneo. Le fondazioni sono del tipo a sacco in pietrame, di dimensioni variabili a seconda della larghezza delle murature sovrastanti, con un allargamento di circa 20cm rispetto ad esse, ed hanno una profondità di circa 1.0mt.
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Descrizione delle strutture ed analisi dei dissesti L’edificio presenta i seguenti dissesti: -lesioni diffuse sulle murature perimetrali, dovute alla sconnessione degli elementi lapidei ed al cattivo stato delle malte; - lesioni gravi in corrispondenza della volta ellittica sovrastante il presbiterio, con evidenti fenomeni di depressione della curvatura, diffuse su tutta la superficie. Tali fessurazioni interessano anche la parte sottostante, costituita da pennacchi e da un anello concentrico alla volta che demarca il livello di imposta; tali fessurazioni sono dovute, oltre che alla forma ed alla tipologia costruttiva a mattoni in foglio, alla mancanza di contrasto efficace della spinta in corrispondenza del timpano sovrastante l’arco trionfale; - lesioni gravi negli archi ortogonali alle murature perimetrali, sui quali appoggia la volta ellittica, con fenomeni di depressione della curvatura, dovuti essenzialmente alla conformazione stessa degli archi, che risultano a sesto fortemente ribassato; -lesioni gravi nella muratura del timpano sovrastante l’arco trionfale, con evidenti fenomeni deformativi sia in senso normale al paramento che nel piano, dovute sia alla spinta della volta retrostante che al cedimento dell’arco sottostante; - lesioni negli archi sovrastanti le aperture in corrispondenza della cappellina laterale e del portone di ingresso della chiesa, dovute alla insufficiente capacità di resistenza dei materiali impiegati ed al contrasto esercitato dalle murature di appoggio, specialmente in fase sismica; - lesioni nei timpani in muratura di appoggio della copertura, dovute essenzialmente alla eccessiva deformabilità delle travi in acciaio sottostanti ed alla cattiva qualità dei materiali impiegati, oltre che alla generale precarietà statica delle stesse strutture; - lesioni isolate e diffuse, soprattutto in corrispondenza degli angoli del fabbricato, degli innesti tra i muri perimetrali e trasversali e delle zone interessate da ampliamenti e trasformazioni della struttura operate nel corso dei secoli, dovute alla mancanza o alla cattiva esecuzione delle ammorsature ed all’assenza di tirantature; - lesioni in corrispondenza delle architravature lignee che risultano incurvate e deteriorate e che hanno provocato dissesti sulle murature sovrastanti; - gravi dissesti in corrispondenza del solaio di copertura sovrastante la volta ellittica, con crollo parziale dell’orditura secondaria e del pianellato, che hanno dato origine a fenomeni di infiltrazione delle acque meteoriche; - l’intonaco del timpano sovrastante l’arco trionfale e della volta ellittica, che costituisce il supporto di alcuni elementi pittorici, risulta frammentario quasi completamente distaccato dalla muratura sottostante, tanto da rendere difficile l’operazione di descialbo.
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Descrizione degli interventi - consolidamento di tutte le murature perimetrali mediante iniezioni di malta di calce a bassa pressione, allo scopo di migliorare le caratteristiche di resistenza delle murature; - inserimento di architravi realizzati con profilati metallici tipo HEA 140 al di sopra degli archi delle aperture della cappellina e del portone di ingresso: data la presenza di pitture sul paramento interno dell’arco sovrastante la cappella laterale, l’inserimento delle architravature metalliche avverrà dall’esterno; - consolidamento degli archi in mattoni sopra descritti mediante risarcitura e rinzeppatura delle lesioni; - sostituzione degli architravi lignei della finestra laterale con altri sempre in legno e consolidamento della muratura sovrastante mediante interventi di scuci-cuci; tale intervento sarà realizzato dall’esterno per salvaguardare le pitture presenti sul paramento interno; - arco trionfale: inserimento di profilato in acciaio tipo HEA 240 al di sopra della coltellata in mattoni che costituisce l’arco stesso, in corrispondenza del livello di imposta della volta retrostante; tale architrave sarà collegato attraverso due tiranti in acciaio e piastre incassate nella muratura, ai muri costituenti la parete di fondo del presbiterio. Tale intervento ha lo scopo sia di scaricare l’arco trionfale dal peso della muratura sovrastante, sia di contrastare la spinta orizzontale della volta ellittica, ricostituendo le tirantature un tempo presenti ma oggi eliminate. L’arco sarà anche consolidato attraverso la risarcitura e rinzeppatura delle lesioni. L’inserimento della trave metallica sarà realizzato in una zona nella quale non sono presenti pitture di pregio, in corrispondenza della base del dipinto raffigurante S. Maria Assunta; la porzione interessata non presenta elementi pittorici figurativi, e quindi può essere facilmente e fedelmente riprodotta. - consolidamento dell’arco in corrispondenza della parete di fondo del presbiterio; - consolidamento della volta ellittica di mattoni in foglio attraverso la realizzazione, sull’estradosso, di una cappa in fibra di vetro e rinforzo strutturale mediante l’apposizione di nastri in fibra di carbonio; - demolizione del solaio di copertura e dei timpani in muratura sottostanti, e realizzazione di nuova copertura costituita da capriate, aventi puntoni in legno di castagno e catena in ferro, orditura principale e secondaria sempre in legno di castagno e pianellato in laterizio, isolamento, impermeabilizzazione e montaggio del manto di copertura con coppi di recupero e integrazione di quelli non utilizzabili; - apposizione di cordolo sommitale metallico sulle murature perimetrali, realizzato con un profilato tipo U 240 collegato alle murature sottostanti mediante perforazioni armate con barre in acciaio; a tale cordolo saranno collegate le capriate, in modo che la catena delle stesse funzioni anche da tirante per le murature; - ricostruzione della lanterna situata sulla sommità della volta con struttura in acciaio e vetro e copertura in rame; la disposizione delle capriate e delle travi principali della copertura consentirà di scaricare la lanterna dal peso della trave di colmo; - ripristino delle murature perimetrali in corrispondenza della zona sommitale con interventi di scuci-cuci; - miglioramento dei collegamenti tra muri ortogonali mediante realizzazione di perforazioni armate; - demolizione del corpo esterno in muratura adiacente alla cappella laterale; - rifacimento della copertura della cappella laterale con travi e travicelli in castagno e pianellato in laterizio; - rifacimento degli sbalzi di gronda con zampini in legno di castagno e pianelle in laterizio: tale intervento riguarderà la porzione più antica delle murature perimetrali; - consolidamento della gronda in muratura in corrispondenza dell’ampliamento più recente (primi del novecento) dell’edificio; Le opere di finitura previste sono direttamente connesse ai lavori strutturali e consistono nel rifacimento degli intonaci, dei pavimenti e delle tinteggiature degli elementi strutturali sui quali si è intervenuti. In particolare: - intonaci esterni: verrà demolito l’intonaco esistente sulla parte di fabbricato costituente il nucleo settecentesco della Chiesa, attualmente a due strati realizzato con malta cementizia e rifinitura superficiale a “sbuffatura” (intonaco a “grezzetto”) con graniglia di media grandezza e cemento bianco, e sarà realizzato un intonaco “raso-sasso” composto da miscele di calce idrata e calce idraulica naturale; per la parte di più recente ampliamento, intonacata a “grezzetto”, che comprende anche la facciata principale, sarà mantenuto l’intonaco esistente, applicando pittura a latte di calce con velature successive con colorazioni desumibili dalle tracce di tinteggiatura ancora visibili; le scelte sopra descritte hanno lo scopo di evidenziare gli accrescimenti dell’organismo edilizio nel corso della sua storia; - gli infissi delle due finestre saranno realizzati con profili in ferro, a specchiatura unica; la finitura superficiale sarà realizzata con vernici ad effetto “ferro battuto”; - i canali di gronda ed i discendenti, attualmente in lamiera zincata di sezione semicircolare e circolare, saranno sostituiti con canali di sezione semicircolare sviluppo max 33cm e pluviali di sezione circolare diametro 80mm, entrambi in rame; -Il manto di copertura, attualmente in coppi e sottocoppi per il corpo principale e in tegole marsigliesi per la cappella laterale, sarà realizzato tutto con coppi e sottocoppi in laterizio, con il reimpiego di materiali di recupero ed integrazione con altri identici a quelli esistenti per forma, materiale e colore; gli elementi di integrazione saranno collocati nel sottomanto; - le strutture lignee interne delle capriate e degli impalcati, in legno di castagno, saranno trattate con impregnante la cui tonalità sarà concordata con la SS.BB.AA. prima dell’esecuzione; - il pavimento interno, allo stato attuale, risulta realizzato con piastrelle in monocottura e “fasce” in marmo di Carrara, così come i gradini del presbiterio e dell’altare; al di sotto della nuova pavimentazione si trova il pavimento originale in pianelle in laterizio, fugate però con malta cementizia: si prevede il mantenimento dell’esistente; - per quanto riguarda le pareti interne, l’intervento prevede il completo descialbo delle pareti e la rimessa in vista delle pitture sottostanti, che saranno opportunamente restaurate, e la tinteggiatura delle parti non decorate; tutto ciò avverrà sotto la diretta supervisione della SS.BB.AA. Si veda in proposito la Relazione tecnica specifica sulle decorazioni, allegata alla documentazione. Per eventuali chiarimenti e maggiori dettagli e per tutto quanto non menzionato nella presente relazione, si rimanda alle tavole di progetto ed alla documentazione fotografica. Opere di restauro Le opere volte alla riscoperta ed alla conservazione e protezione delle superfici pittoriche prevedono quanto segue: - rimozione accurata di intonaco superficiale eseguita completamente a mano; - consolidamento della pellicola pittorica e degli strati preparatori; - fissaggio degli strati preparatori; - protezione finale della superficie pittorica; - ricostruzione ed integrazione degli intonaci demoliti. Gli interventi necessari al restauro delle superfici pittoriche ed alla eventuale integrazione pittorica non sono oggetto del presente progetto; essi saranno valutati a parte ed oggetto di ulteriore richiesta di finanziamento.
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Opere di finitura© Studio AR.CO. . Pubblicata il 16 Aprile 2009.
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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
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