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GUALDO TADINO Fraz. Morano Osteria (PG), Italia

CASA PARROCCHIALE "Sacro Cuore di Gesù" Gualdo Tadino, Fraz. Morano Osteria

CASA PARROCCHIALE "Sacro Cuore di Gesù"

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• Relazione storica Il fabbricato oggetto della presente è adibito a casa parrocchiale attigua alla chiesa parrocchiale in Frazione Morano Osteria, fu eretto contestualmente a quest’ultima a partire dal 1 giugno 1950 su volere dei fedeli i quali si attivarono dall’anno 1949 sottoscrivendo una petizione. Negli atti in mio possesso del verbale posa della prima pietra, conservato nell’Archivio Parrocchiale di Morano si evince che alla presenza di autorità religiose venne posta la prima pietra in data 1 giugno 1950 secondo il rito prescritto dal “pontificale Romano”. I lavori di costruzione durarono circa cinque anni come testimoniato dal verbale di consacrazione datato 17 aprile 1955. Durante il corso degli anni l’organismo edilizio ha subito ampliamenti e rifacimenti che consistono nella sopraelevazione della porzione al primo piano, con sottotetto a copertura lignea e tavelline, corrispondente con i due locali della sottostante sacrestia ed il rifacimento del solaio di copertura, del corpo principale, demolito e ricostruito nel 1975 con l’utilizzo di travi tipo “Varese” e tavelloni con trave di colmo in c.a. ordinario e setto centrale di appoggio in muratura con pietrame in arenaria. Altri rimaneggiamenti delle parti architettoniche sono stati effettuati sostituendo parzialmente gli infissi di legno originari con altri in alluminio anodizzato con presenza di elementi oscuranti esterni, per il rimanente si presenta integro e ben leggibile sia nella forma che nella tipologia strutturale.

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• Descrizione del fabbricato Il fabbricato oggetto della ristrutturazione ai sensi del D.G.R n.5180/98 è ubicato nel Comune di Gualdo Tadino in Frazione Morano Osteria, ed è distinto al N.C.E.U al foglio n. 97 part. 355, individuato nel P.I.R. di Morano Osteria UMI n.7. Trattasi di fabbricato realizzato in muratura di pietrame non squadrato e laterizi, situato in aderenza alla Chiesa Parrocchiale, alla quale è unito da un acostruzione di due piani che risulta pertinente al fabbricato stesso. La casa parrocchiale si sviluppa su tre livelli, oltre al piano seminterrato che interessa solo una piccola porzione del sedime di costruzione, questo livello è destinato a fondo, il solaio di copertura del piano seminterrato è realizzato in laterocemento tipo SAP. Il piano rialzato si trova a quota leggermente superiore rispetto al piano di campagna ed è utilizzato per l’attività parrocchiale. Il solaio di copertura di piano è realizzato integralmente in laterocemento tipo SAP. Il primo piano è utilizzato come abitazione parrocchiale e presenta anche aqueato livello solai in laterocemento tipo SAP. Il sottotetto praticabile di recente ristrutturazione (1975) ha la copertura realizzata in travi tipo “Varese” e tavellonato con struttura spingente sulle murature perimetrali. I vari piani dell’edificio sono collegati tramite vano scala con quest’ultime realizzate con struttura in c.a. • Descrizione delle finiture attuali Le superfici attuali delle facciate esterne sono trattate con rinzaffo e intonaco a due strati a base di malta a base di calce con inerti e sabbia calcarea. La finitura esterna è realizzata a fratazzo con spugnatura e stilature in bassorilievo tali da imitare un paramento a ricorsi in pietra; l’effetto “pietra” è evidenziato con la colorazione rosacea stonalizzata; acune porzioni di intonaco si presentano ammalorate o frutto di rifacimenti successivi con malte a base cementizia. Le facciate relative alla porzione sopraelevata presentano un intonaco a base di malta cementizia con finitura superficiale diversa da quella di tutti gli altri prospetti essendo state realizzate in tempo successivo all’impianto originario. Il manto di copertura esistente è costituita da di due tipologie: con tetto alla romana realizzato con coppi e sottocoppi in laterizio, per la porzione della sacrestia, con tegolcoppo di color marrone scuro la porzione del fabbricato principale. I canali di gronda attuali sono in lamiera zincata di sezione semicircolari dello sviluppo di cm.33. I discendenti pluviali sono anch’essi in lamiera zincata di sezione circolare con diametro mm.80. Gli infissi di legno originari sono stati sostituiti parzialmente con altri in alluminio anodizzato con presenza di elementi oscuranti esterni, cosi come i portoncini di accesso alla scala e al salone parrocchiale sono stati sostituiti con altri in alluminio e vetro; altri due portoni esterni si presentano con la loro tipologia originaria. La pavimentazione attuale è realizzata in marmettoni di cemento e graniglia di marmo a due colori delle dimensioni cm 20×20, a pezzatura fine poste in opera su un letto di malta bastarda giunti connessi con cemento puro; l’orditura di detta pavimentazione ripropone una griglia quadrata modulare, la scala di collegamento ai vari piani è a doppia rampa con grado e sottogrado realizzati in graniglia bianco antico, la disposizione planimetrica dei colori è variabile da locale a locale ed è riscontrabile dalla TAV. 3 a allegata. • Descrizione dell’intervento ( FINITURE) 1. Le superfici attuali delle facciate esterne sono trattate con rinzaffo e intonaco a due strati a base di malta a base di calce con inerti e sabbia calcarea. La finitura esterna è realizzata a fratazzo con spugnatura e stilature in bassorilievo tali da imitare un paramento a ricorsi in pietra; l’effetto “pietra” è evidenziato con la colorazione rosacea. L’intervento consiste nella tinteggiatura delle porzioni di intonaco non ammalorate e distaccate sarà realizzata con pittura a base di latte di calce additivato con pigmenti selezionati e messo in opera con velature successive tali la ripristinare la stonalizzazione originaria; la gradazione di colore sarà concordata con la SS.BB.AA.. Le superfici attuali delle facciate esterne, presentano in alcune porzioni, distacchi dell’intonaco originario dovute da infiltrazioni d’acqua che mettono in vista il paramento murario sottostante; in altre zone sono stati realizzati rappezzi con intonaco a base di malta cementizia che conferiscono alle facciate un aspetto disomogeneo, anche per il fatto che i rappezzi sono lasciati con finitura a cemento grigio. L’intervento consiste nella eventuale spicconatura e rimozione del vecchio intonaco; la raschiatura; la pulizia generale ripresa di intonaci esterni eseguita con idonea malta rispondente alle caratteristiche di quella originale e secondo le indicazioni della SS.BB.AA. Le facciate relative alla porzione sopraelevata, che presentano un intonaco a base di malta cementizia, verrà rimosso e sostituito con intonaco a base di grassello di calce con finitura superficiale colorata. 2. Riparazione di manto di copertura di tetti di coppi con il reimpiego di manufatti di recupero e sostituzione dei manufatti mancanti, forniti e posti in opera, con altri identici a quelli esistenti per forma, materiale e colore, per la porzione della sacrestia; sostituzione con coppo e sottocoppo anticato per quello della porzione del fabbricato principale, in luogo del tegolcoppo attuale, l’eventuale finitura e tipo di laterizio comunque saranno concordati con la SS.BB.AA. 3. I nuovi canali di gronda saranno in rame di sezione semicircolare sviluppo max cm.33. I discendenti pluviali saranno in rame di sezione circolare dimametro mm. 80; le staffe di fissaggio e collarini saranno in rame. 4. La pavimentazione esistente sarà completamente rimossa con le dovute cautele, pulita nelle superfici di attacco delle piastrelle, eventuale numerazione ed accatastamento del materiale per il successivo utilizzo ed integrazione con materiale uguale in formato e finitura superficiale a quello esistente. L’orditura di detta pavimentazione ripropone una griglia quadrata modulare, la disposizione planimetrica dei colori è variabile da locale a locale ed è riscontrabile dalla TAV. 6 a allegata. La pavimentazione inoltre subirà la levigatura e la lucidatura a piombo e la pulitura finale. Tutto l’intervento è mirato ad ripristinare fedelmente l’attuale aspetto architettonico dell’intero edificio; per la finitura delle piastrelle da integrare sarà prodotta campionatura e comunque sarà concordata con la SS.BB.AA.

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5. Gli infissi esterni saranno sostituiti con altri in legno uniformati alla tipologia originaria, riscontrabile da alcuni infissi presenti e non sostituiti nel corso degli anni, essi avranno struttura in legno di abete apribili a due ante dello spessore lavorato di mm.55 con ricorsi intermedi ferma vetro. Gli infissi saranno muniti di ante d’oscuro con telaietto in massello a facce lisce, il tutto verniciato con colorazione grigia come infissi originari (tipologia 1-2-3). I portoncini esterni principali, in alluminio e vetro, saranno rimossi e sostituiti con altri in legno di abete massello apribili a due ante simmetriche e svecchiature bugnate, il tutto verniciato con colorazione grigia come infissi originari (tipologia 5-6-7). Il portoncino esterno della cantina, a due ante simmetriche, realizzato con intelaiatura perimetrale in legno e tavolato esterno a fascia orizzontali, sarà recuperato ed eventualmente integrato con parti nuove (tipologia 8). L’apertura finetrata corrispondente al piano primo del prospetto principale sarà ridimensionata ed uniformata alle altre tipologie esistenti.

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INTERVENTI STRUTTURALI PREVISTI Il generale stato di dissesto più o meno grave nelle varie parti dell’edificio ha portato ad una serie di interventi di ripristino strutturale e di miglioramento sismico della struttura; gli interventi più importanti, tutti realizzati nel rispetto delle caratteristiche costruttive originarie, sono i seguenti: 1) Realizzazione di un cordolo di collegamento a livello fondale che oltre ad unire tutti i maschi murari a questo livello, va ad incrementare sensibilmente le superfici fondali del fabbricato diminuendo le tensioni tra fondazioni e terreno; 2) realizzazione di solai di intercapedine in laterocemento di spessore 20+4 cm poggiati direttamente sul cordolo di sottofondazione; 3) realizzazione di interventi di cuci-scuci su tutti i setti che presentano fessurazioni sulle quali è necessario ristabilire il collegamento murario prima di qualsivoglia altro intervento di consolidamento; 4) ripristino dei cantonali danneggiati tramite perforazioni armate; 5) consolidamento di tutti i solai in SAP in quanto non risultano avere pacchetti sufficientemente rigidi per garantire il comportamento scatolare dell’edificio; 6) consolidamento del solaio in ferro-laterizio con caldana da 4 cm munita di rete elettrosaldata, connettori e angolari opportunamente ancorati alla muratura perimetrale; 7) realizzazione di catenarie a tutti i livelli e su tutti i maschi murari per garantire la collaborazione tra tutti i setti del livello nodale, con l’accortezza di tenere le piastre non visibili; 8) realizzazione di nuovi setti con muratura di mattoni sul livello del sottotetto; 9) restringimento di una finestra sul prospetto principale a livello del primo piano; 10) demolizione del solaio di copertura in travi Varese e tavelloni in quanto spingente e mal collegato alle strutture verticali; realizzazione di nuovo solaio in legno con sovrastante tavolato, debitamente collegato con angolari perimetrali e la caldana e quest’ultima collegata a mezzo di perfori armati con i vari setti murari inferiori per migliorare la resistenza a taglio sulle superfici di contatto tra vecchie murature e interventi di consolidamento; 11) rifacimento della copertura in legno sulla parte di edificio con sottotetto non praticabile; il nuovo solaio con travi principali, arcarecci, tavelle e caldana viene debitamente collegato con angolari perimetrali e perfori armati sui maschi murari inferiori per migliorare la resistenza a taglio sulle superfici di contatto tra vecchie murature e interventi di consolidamento.

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