© Matteo Facchinelli Architetti . Pubblicata il 28 Aprile 2009.
Premesse socio-pedagogiche
© Matteo Facchinelli Architetti . Pubblicata il 28 Aprile 2009.
La prima educazione avviene nel rapporto con le persone, le cose e con gli artefatti materiali e spaziali che “regolano” la vita degli adulti e quindi anche dei bambini in casa e in ogni altro luogo “abitabile” organizzato dalla cultura e dall’attività umana (casa – scuola – quartiere – città). Il bambino deve quindi familiarizzare per tempo con questi artefatti.
© Matteo Facchinelli Architetti . Pubblicata il 29 Aprile 2009.
La proposta progettuale si basa sul confronto tra i modelli empirici e i modelli teorici nel campo dell’età evolutiva. Il manufatto architettonico vuole rispondere in modo adeguato alle esigenze pedagogiche organizzative e strutturali così come enunciate e richieste dalle tendenze che nel novecento hanno caratterizzato la disciplina della psico-pedagogia rappresentata da figure come Montessori e Malaguzzi, ma anche Munari e Klee che sperimentano un percorso di attività educative rivolte allo sviluppo dell’immaginazione. Il tutto teso a rendere possibile e attuabile il libero sviluppo del discente.
© Matteo Facchinelli Architetti . Pubblicata il 29 Aprile 2009.
Il manufatto architettonico deve rispondere in modo adeguato alle esigenze organizzative e strutturali enunciate, tese a rendere possibile e attuabile lo sviluppo dell’allievo nelle differenti fasi dell’apprendimento: infante, bambino, ragazzo, adolescente. Organizzare quindi uno spazio in grado di comunicare un’unitarietà tipo-morfologica, ma anche sapere distinguere, non omologare, i “tre passi” formativi: scuola materna, scuola elementare, scuola media.
© Matteo Facchinelli Architetti . Pubblicata il 29 Aprile 2009.
Il Paesaggio L’area oggetto di concorso è uno spazio residuo del tessuto urbano, orientato in direzione sud/est nord/ovest, presenta differenze di quota rilevanti che si accentuano in corrispondenza del confine nord. Confina a sud con Via Martiri di Cefalonia, a ovest con Via Ripa ed è tagliata da Via IV Novembre, un’arteria a senso unico che appare importante perché congiunge l’area alla Frazione di Camenduno. Presenta al suo contorno preesistenze arboree di differenti specie e di notevole qualità come il boschetto di Sequoie, il filare di cipressi ad alberello ed essenze sparse come tigli, platani e faggi.
© Matteo Facchinelli Architetti . Pubblicata il 29 Aprile 2009.
Da subito meraviglia il rapporto che il paesaggio montano riesce ad instaurare con il sito destinato ad accogliere le nuove scuole. Percorrendo il tessuto urbano limitrofo si coglie un continuo rimando alle creste orografiche vicine, questo movimento spaziale oscillatorio definisce in modo chiaro la natura del luogo: un’unione tra paesaggio urbano e paesaggio montano. È questa qualità spaziale, materica, botanica e architettonica che farà da referenza primaria al progetto.
Nello specifico il contesto urbano della frazione di Desenzano è caratterizzato dalla presenza di diversi tipi di edifici a vocazione residenziale intervallati da spazi verdi a carattere pubblico e privato. Dal contesto urbano emergono, sia come scala che come lineamenti, edifici di elevato valore storico come il Monastero Carmelitano della Ripa e la chiesa Parrocchiale di San Pietro. La scuola media esistente si distingue dall’insieme per proporzione e materiali, disposta su due livelli vi si accede da Via IV Novembre.
Il progetto del suolo Crediamo che il primo punto di partenza per la formazione di un polo scolastico sia da ricercare nel giusto rapporto tra edificato e spazi aperti. La prima scelta è considerare via IV Novembre come asse generatore di un sistema che oltre a contenere gli accessi alle scuole disegna un ambito chiaro, una sorta di passeggiata urbana dalla quale si aprono scorci sul paesaggio più prossimo, ma anche sui rilievi montani più distanti. L’asse quindi come infrastruttura che introduce agli spazi interni, ma anche sistema verde che spinge lo sguardo oltre, dilatando gli spazi e quindi la vista in una soluzione di continuità con i giardini di uso esclusivo alle scuole. Il sedime dei nuovi edifici rispetta i dettami del bando. La scuola primaria viene localizzata nella parte a sud in collegamento diretto con la mensa (a ovest) e la palestra (a est), la scuola materna a nord ovest. I nuovi volumi si attestano su Via IV Novembre con un sistema tipologico a pettine che consente il miglior posizionamento dei volumi dal punto di vista energetico. Questo impianto “a correre” sulla direttrice est/ovest risulta essere molto utile anche per i collegamenti dei servizi tecnologici e impiantistici che serviranno al polo scolastico e che troveranno nei muri e nei pavimenti il loro alloggio naturale.
I nuovi edifici risulteranno come pezzi di un paesaggio occupato. Appendici di via IV Novembre che si estendono fino ad introdursi nell’intorno. Possono paragonarsi a “frange di un tappeto urbano”. Posto che le frange creano un limite soave e permeabile tra il suolo e il tappeto stesso, in questo caso la scelta tipo-morfologica “a padiglione” parte dalla necessità di determinare un passaggio d’aria e di luce tra i nuovi edifici, gli spazi aperti e il contesto ambientale.
La scelta tipo-morfologica Dunque, in forma distinta, ogni padiglione potenzia la presenza del paesaggio e crea nuove relazioni e possibilità negli spazi tra gli edifici, esistenti e di progetto. L’impostazione tipo-morfologica del progetto si basa sulla volontà di cercare un’architettura semplice, spontanea. Un’architettura che al contempo cerca un disegno, un immagine in qualche misura sedimentata nel luogo che la accoglie, facilmente riconoscibile. Altro punto che consideriamo determinante è il rispetto dell’orografia del suolo. I nuovi volumi dovranno nascere dal verde e con il verde così come dovranno essere in grado di dialogare con la terra, con il suolo. Il tentativo è quello di trovare la coerenza, il giusto rapporto tra la scala dell’edificio e la sua funzione. In questo senso il progetto sceglie di misurarsi con l’immaginario collettivo che il comprensorio di Albino trasmette, a iniziare dagli edifici vicini e dalla cultura del luogo. Cultura intimamente legata ad un architettura alpina, montana. L’andamento delle coperture a falde nasce dalla volontà di cercare un’architettura semplice legata alla natura del luogo, un’architettura che cerca un disegno archetipo in qualche misura sedimentato nell’immaginario collettivo anche del bambino, subito riconoscibile, domestico. Una ricerca plastica “abituale” che mira ad una riconoscibilità dell’architettura. Il tentativo è quello di trovare la coerenza, il giusto rapporto, tra la scala dell’edificio e la sua funzione. Per esprimere il loro carattere di edifici nel paesaggio, tutti hanno un rivestimento in legno posato e trattato in modi differenti a seconda delle funzioni e delle necessità di illuminazione e di schermatura. La forma sfaccettata delle coperture stabilisce anche connessioni con i manufatti già presenti nel luogo in relazione alla vista, agli allineamenti e al paesaggio urbano.
I parcheggi, gli accessi, lo spazio pubblico e i giardini privati La localizzazione dei parcheggi che interesseranno il complesso scolastico segue i suggerimenti del bando. Il maggior numero di autovetture del personale docente e non-docente sarà ubicato nell’area di non edificazione adiacente alla Chiesa di San Pietro. Il parcheggio prende una quota leggermente inferiore alla strada posta a sud e si insedia nel terreno con una copertura trattata a verde estensione della quota dell’asse di via IV Novembre. Non sarà un vero e proprio parcheggio interrato perché la parte a ovest del manufatto verrà lasciata aperta e la copertura arretrata anche per rispettare il vicino complesso parrocchiale. Sarà il parcheggio che soddisferà in buona parte le esigenze del Polo scolastico poiché oltre ad avere accesso diretto a via IV Novembre tramite un corpo scala e un ascensore, potrà servire lo scarico merci della mensa e portare all’ingresso sud della scuola primaria.
Un altro parcheggio di dimensioni inferiori e a raso sarà posto su via Ripa tra gli alberi esistenti e servirà principalmente la scuola materna e la direzione didattica. Si viene così a configurare planimetricamente il sistema degli accessi del Polo scolastico: dall’asse distributivo di via IV Novembre si alternano, a partire dal lato nord ovest, gli ingressi della scuola materna, della primaria e quello esistente della scuola media. L’asse potrà essere percorso dagli autoveicoli in caso di necessità e utilizzando accorgimenti, tipo dossi dissuasori, che impediscono elevate velocità. Il tutto con l’impiego di materiali drenanti ed ad alta durabilità come l’asfalto trasparente, lo street print e i cordoli in granito. Lo spazio pubblico che si viene a formare e che possiamo chiamare “piastra ” è il risultato di un’articolazione di spazi dove i materiali, vegetativi e minerali, le leggere differenze di quota, l’arredo urbano, le sedute e l’illuminazione studiata ad hoc, lo avvicinano a ciò che possiamo definire un boulevard urbano, un vero e proprio sistema di aggregazione sociale dove gli edifici si porranno come interfaccia architettonica tra luogo e paesaggio. L’asse si articola in strutture verdi di differente fruizione, descrivendo un sistema di spazi attrezzati per attività all’aperto, contribuendo all’esperienza didattica che non si risolve quindi all’interno delle aule, ma prosegue in attività ludiche ricreative e pratiche. La piastra si scompone in sottosistemi a verde differente, in cui il prato permeabile si alterna al suolo minerale ed al sistema degli orti, importante esperienza pratica che coadiuva l’apprendimento di tipo tradizionale con nuovi precetti della didattica in cui il bambino si rapporta al paesaggio naturale e coltivo, educandosi ad un nuovo approccio con la natura circostante. Il primo passaggio di questo rimando sono i giardini verdi che si formano all’interno delle aree della scuola materna e della primaria. L’utilizzo di serramenti con portali in legno e ampie vetrate oltre a fornire la possibilità di serre termo-utili lasciano una trasparenza (soprattutto nella scuola primaria) che fonde in un unico sistema il verde pubblico con il verde privato. Ecco allora che il corpo di collegamento non assolverà solamente alla funzione di “corridoio” ma diverrà strumento, dispositivo per traguardare i volumi e valorizzare le aree verdi mettendole in collegamento tra loro. La scuola materna Come detto è localizzata nella parte a nord ovest dell’area di intervento e si attesta su via IV Novembre estendendosi con i due corpi delle aule verso il Monastero. L’ingresso è formato da un arretramento dello spazio pubblico che rimanda ai giardini interni per mezzo di un’apertura, una finestra senza infisso che lascia vedere gli alberi. Tramite una sporgenza della copertura a falde si accede ad una circolazione che oltre ad accompagnare i bambini alle aule serve da atrio d’ingresso e da accesso ai servizi attestati sulla via anche per separare lo spazio pubblico dagli ambienti pedagogici. Questi sono pensati come sequenza di spazi “individuali” e al contempo riconoscibili come unico organismo; l’intento è quello di disegnare ambienti diversificati in grado di sviluppare i fondamenti socio pedagogici analizzati che focalizzano nella libertà di scelta del bambino il primo necessario grado di apprendimento. Sperimentare la ricchezza delle relazioni spaziali e sociali in un ambiente dove il bambino sceglie il percorso e le relazioni da intraprendere. In un continuo interscambio tra interno ed esterno, puntando sulla flessibilità grazie anche all’ausilio di pannelli che possono dividere lo spazio, ma che all’occorrenza si impacchettano lasciando la libera percorribilità. Le coperture a falde seguono questo principio identificando anche nella forma dell’edificio la varietà spaziale pur rifacendosi ad un unico referente: l’architettura alpina e vernacolare.
La direzione didattica e l’alloggio per il custode Si attestano sull’angolo tra le vie IV Novembre e Ripa. Il volume che le accoglie si forma quasi per distacco dalla vicina scuola materna pur dichiarandosi planimetricamente e volumetricamente [con i suoi due piani] funzione “a parte”. Al piano terra trova posto la direzione didattica mentre da una scala coperta che parte da via Ripa si accede all’appartamento riservato al custode.
La scuola primaria È la funzione più complessa, non solo per la dimensione, ma anche per l’articolazione delle stesse dovute alla presenza di strutture di servizio come la palestra e la mensa ed alla presenza degli spazi destinati ai diversamente abili. L’accorgimento è stato quello di sfruttare la differenza di quota tra via IV Novembre e via Martiri di Cefalonia adagiando i nuovi volumi sulla parte più bassa. Si viene così spontaneamente a formare un elemento distributivo che segue l’asse principale dell’intervento sul quale si connettono i volumi che contengono le funzioni e che nella sequenza spazio temporale in direzione est sono la mensa, i due corpi delle aule e la palestra. La scelta di porre la mensa a ovest nasce dalla volontà di collegarla alla mensa della materna, così come il sedime della palestra la unisce spazialmente alla palestra esistente.
Le aule sono disposte nei primi due livelli dei corpi centrali. Il piano terra che affaccia direttamente sui giardini interni accoglie le classi prime, seconde (primo ciclo) e le aule per disabili; il secondo livello, alla quota dell’ingresso superiore, contiene l’atrio, la bidelleria e le aule destinate agli anni successivi (secondo ciclo). Al terzo ed ultimo piano trovano alloggio l’aula professori ed i laboratori; questa localizzazione è rilevante perché consente l’utilizzo della luce zenitale in attività scolastiche molto importanti a livello pedagogico come la sala musica, il laboratorio di pittura e la biblioteca.
La mensa della scuola primaria e la cottura Disposte su due livelli queste funzioni sono direttamente legate alla struttura della scuola primaria tramite il corpo di collegamento orizzontale. La mensa alla quota 0.00 (la stessa dell’asse di via IV Novembre) con un passaggio coperto e vetrato si affaccia su spazi verdi, da un lato pubblici, dall’altro privati. I locali destinati alla cottura sono a quota –3.00, contengono oltre alla cucina le celle frigorifero, il magazzino e gli spogliatoi per il personale. Sono autonomi dal punto di vista distributivo potendo accedere direttamente a via IV Novembre e al parcheggio seminterrato. Un passaggio aperto sul lato sud ma coperto può collegarli con il resto della scuola primaria.
La palestra e la sala polivalente A questa parte del complesso si accede in due modi. Tramite un collegamento posto a meno 3.00 si entra negli spogliatoi collegati alla palestra e al piano superiore tramite una scala; un patio da luce e insinua il verde nel volume. Alla quota della piastra questo corpo è separato dichiarando una possibile autonomia funzionale soprattutto per quanto concerne la sala polivalente.
I materiali Anche i materiali seguono la filosofia del posarsi in un contesto e che quindi dovrà seguire quella cultura materiale che il luogo trasmette. In Albino colpisce da subito l’utilizzo della pietra grigia sia negli edifici storici vicini che nelle architetture spontanee del territorio. La vicinanza con le cave ne è probabilmente la ragione. Senza necessariamente andare in questa direzione, soprattutto per motivi di economicità, si possono trovare sul mercato materiali con le stesse caratteristiche cromatiche ad un costo più accessibile.
Strutture Portanti I nuovi edifici sono stati pensati dal punto di vista strutturale per soddisfare delle esigenze riassumibili in: -Leggerezza della struttura, per minimizzare gli sforzi in caso d’evento sismico, abbinata a porzioni di edificio più rigide così facendo si possono ridurre le dimensioni delle fondazioni diminuendo l’utilizzo di materiali -Semplicità della struttura, massimizzando le parti prefabbricate riducendo così i tempi di costruzione e ricavandone un beneficio collettivo minimizzando l’impatto sull’ambiente circostante il cantiere -Utilizzo di materiali ecocompatibili, riciclabili e smontabili -Massima flessibilità degli ambienti
Per poter rispondere a tutti i requisiti ed alla normativa antisismica vigente (D.M. Gennaio 2008) per cui il comune di Albino è inserito nella classe sismica S=3, abbiamo studiato una struttura in legno lamellare e non costituita da un pannello-parete irrigidito da dei “portali” incrociati ed occasionalmente agganciata a delle strutture/setti in cemento armato posizionate per irrigidire, in modo da ottenere delle luci libere di 10/12 metri. Questa soluzione strutturale permette di poter realizzare il 95% della struttura portante e dei tamponamenti direttamente in stabilimento e successivamente trasportare tutti gli elementi prefabbricati in situ per essere montati con tecniche a secco. Questo sistema consente un veloce assemblaggio di tutta le strutture una volta realizzate le fondazioni e i pochi elementi in getto necessari al raggiungimento dei requisiti antisismici.
Soluzioni ecosostenibili In questi edifici scolastici sono stati applicati molti concetti di progettazione e costruzione “eco sostenibile”; e per raggiungere un risultato interessante si è pensato ad un approccio integrato che tenesse conto di tutte le parti che compongono l’edificio rapportate sia al tempo sia alle stagioni d’utilizzo degli stessi, in modo da ottimizzare le esigenze dei singoli edifici (Le scuole sono in funzione per 9-10 mesi/anno 6-7 ore/giorno e non il fine settimana). Questo approccio ha dato la possibilità di avere soluzioni differenziate in funzione delle diverse tipologie d’uso degli edifici e degli ambienti. Quindi l’isolamento, il sistema di distribuzione del calore/raffrescamento, l’illuminazione ed ogni aspetto è sono stato pensato in modo da non sprecare risorse inutili e migliorare gli utilizzi per raggiungere un confort ottimale. Per far questo bisogna suddividere l’insediamento in edifici che hanno tutti utilizzi differenti: -a)Scuola Materna -b)Scuola Elementare -c)Palestra/Sala Polifunzionale -d)Custode/Centro Didattico -e)Mense -f)Centro Cottura sui quali si è intervenuto con modalità differenti; in particolare la presenza del Centro Cottura e delle Mense è stata fondamentale per impostare un sistema di recupero energetico.
Isolamento Il sistema costruttivo prescelto è un ottima base per ottenere delle strutture ben isolate, garantendo l’assenza di ponti termici e già il raggiungimento della classe A (classificazione Regione Lombardia DGR 5773); si è poi pensato di aggiungere una facciata ventilata con l’ulteriore posizionamento di 12 cm di lana di roccia posizionata all’esterno ed all’interno degli edifici si è rivestita ulteriormente la struttura con un pannello di carton gesso isolato con 4 cm. Così operando, abbinati a dei serramenti con una trasmittanza Uw=1.1 W/m2/k, si ottiene un valore del fabbisogno energetico di 15 Kwh/m2; questo basso consumo è fondamentale per poter utilizzare al meglio le fonti di energia rinnovabili senza avere bisogno di gas metano, salvo in periodi eccezionalmente freddi.
Sistema di produzione del calore/raffrescamento e di ventilazione controllata L’impianto di riscaldamento/raffrescamento è stato concepito per conciliare le esigenze del D.P.P. , i costi ed il ritorno economico atteso con un obiettivo di un rientro di 7/8 anni combinato con un emissione di CO2 tendente a 0 . L’impianto prevede tre pompa di calore geotermica in serie con un piccolo impianto di cogenerazione modulare ad alta efficienza da (100 kw)che sopperisce ai picchi termici necessari nella stagione fredda, per l’edificio della palestra è stato poi pensato una UTA locale per Si è poi progettato un sistema di ventilazione meccanica modulare con recuperatore entalpico ad alta efficienza che estrae l’aria dagli ambienti con maggiore umidità e calore (WC, centro cottura, mensa, corridoi) li convoglia ad uno scambiatore interrato che preriscaldare/raffrescare l’aria che viene immessa nei locali in cui c’è bisogno di maggior ricambio (aule).
Questo impianto permette di soddisfare a pieno le variazioni di carico termico utilizzando differenti fonti di produzione del calore, il tutto viene gestito da diverse centraline interfacciate con delle sonde esterne in modo da far reagire gli edifici che si termoregolano automaticamente. A secondo del carico termico necessario a mantenere i parametri di umidità relativa e temperatura pre-impostati l’impianto è in grado di decidere a quale sistema di distribuzione del calore affidarsi. La produzione di acqua calda sanitaria sarà integrata da pannelli solari sul tetto, anche se le esigenze per il tipo di struttura sono modeste.
Distribuzione. Per poter sfruttare al meglio le potenzialità della termoregolazione si è optato per dei sistemi di distribuzione che potessero essere sia bassa temperatura che a bassa inerzia (riscaldamento con pannelli radianti a parete) che garantiscono sia un riscaldamento invernale che rinfrescamento estivo integrati con il sistema di ventilazione meccanizzata che permette di controllare l’umidità relativa dell’aria quando l’areazione naturale non sia sufficiente. La palestra/sala polifunzionale ha esigenze diverse dalla altre strutture avendo un uso saltuario e gravoso, pertanto la centrale geotermica alimenterà in questo caso una unità di trattamento aria con funzione sia estiva che invernale. L’unità di trattamento, oltre di recuperatore di calore avrà dotata di presa d’aria di ricambio posta ad alcune decine di metri dall’edificio con tubazione sotterranea in modo da immettere aria già preriscaldata in inverno (pre-raffrescata in estate) con una apporto “ventil-geotermico) sull’aria di ricambio
Impianto fotovoltaico È prevista l’installazione di un impianto fotovoltaico per connessione in rete di potenza di picco pari a 60/70 Kw, i moduli fotovoltaici saranno collocati sulle coperture rivolte a sud degli edifici , gli inverter e il dispositivo d’interfaccia saranno collocati nel vano tecnico a lato della centrale termica. La produzione annua attesa è di circa 70.000 kWh anno. L’impianto è predisposto per l’installazione di un display di grandi dimensioni da collocare all’esterno per la visualizzazione dell’energia prodotta. Sulla copertura è presente un impianto di irrigazione con riutilizzo dell’acqua piovana, per raffrescare i pannelli nella stagione estiva per migliorarne il rendimento
Recupero acqua piovana Si è realizzato un impianto di raccolta e accumulo dell’acqua piovana di 700 mc con riutilizzo per l’irrigazione delle aree verdi, lo scarico dei WC e l’irrigazione dei pannelli solari durante la stagione estiva in modo da aumentarne l’efficienza.
Biossido di titanio La presenza di biossido di titanio nei tinteggi esterni e nei rivestimenti interni permette la riduzione delle polveri inquinanti in atmosfera. Impianto Elettrico L’impianto elettrico seguirà le linee guida del progetto indirizzate al contenimento dei consumi, combinato con un gestione intelligente e di domotica per la manutenzione, il monitoraggio dei consumi, il controllo di tutte le funzioni dell’edificio. L’impianto di illuminazione sarà controllato edificio per edifico da un quadro unico per accensione e spegnimenti collegato a dei sensori per ottimizzare l’illuminazione in tutte le fasi della giornata/stagioni. Le regolazioni di impianti elettrici e meccanici con predisposizione per controllo tramite PC e trasmissione remota per controllo tramite Pc da parte di ente gestore/ditta incaricata. I soli locali di servizio e di distribuzione avranno accensioni con sensori di presenza. Gli apparecchi illuminanti saranno dimmerati in modo da poter regolare in automatico il livello di luminosità in funzione della luminosità esterna. Il sistema degli accessi, dei prestiti e dell’accesso a i servizi sarà predisposto per dialogare con la gestione e permettere all’utente l’accesso attraverso badge a tutto le funzioni del centro.
La forte integrazione con la parte meccanica permetterà il controllo dei livelli di temperatura e umidità da postazione computerizzata e la regolazione in tempo reale da un unico gestore per tutta la struttura. Si propone in sintesi un sistema di building intelligence soft, gestito da un unico operatore presente o remoto che integri le funzioni di controllo (telecamere), di sicurezza (allarmi antincendio), di regolazione (livello luci, temperature etc.), di gestione (accessi, sonoro etc.) e di manutenzione (segnalazioni guasti), senza arrivare ad un sistema BUS completo, ma integrandolo con impianti classici.
Sostenibilità dell’impiantistica Il tema di un’architettura sostenibile, è qui declinato in un senso piu ampio. ricordando la definizione data nel 1994 da ICLEI, International Council for Local Environmental Initiatives: “Sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l’operabilità dei sistemi naturali, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi”, l’intento progettuale è di trovare il giusto equilibrio tra necessità funzionali e l’ambiente che li riceve. Le richieste del D.P.P di confort generale ed con particolare attenzione agli aspetti termoigrometrici e visivi viene qui tradotto attraverso un’architettura, in grado di utilizzare i sistemi naturali come risorse. Innanzi tutto la proposta di uno spazio libero, aperto nelle sue funzioni, consente un’areazione naturale che sfrutta l’altezza interna per meglio condurre i flussi d’aria. Il verde che fa da corona al centro scolastico polivalente, è pensato per far fronte alle necessità di temperatura e di aria, a seconda delle stagioni. L’utilizzo di essenze di diverse specie, creano un microclima tipico dei sistemi boschivi, in grado di aiutare il funzionamento dei sistemi impiantistici. Ecco allora che alberi caducifoglie , invertono il loro apporto, la loro simbiosi, con gli edifici a seconda delle stagioni. Un’altra applicazione è il recupero dell’acqua piovana che viene stipata in due differenti serbatoi ipogei: uno, a nord dell’area, serve come utilizzo dell’acqua duale, per l’irrigazione delle aree verdi e per usi sanitari; l’altro per l’antincendio. Lo sfruttamento dei raggi solari, è permesso dal posizionamento di pannelli fotovoltaici e solari-termici integrati nella copertura degli edifici. La computazione rispecchia le necessità legate al centro scolastico. E’ possibile comunque implementare questo “giardino tecnologico” per soddisfare le esigenze degli edifici limitrofi, creando così, con la cisterna dell’acqua duale, anch’essa a servizio del quartiere pubblico, un polo sostenibile che rappresenta un’immagine forte per il comune di Albino, introducendo un impianto tecnologico che possa, tramite l’impianto di cogenerazione modulare (che eventualmente potrebbe essere ampliato) un concreto esempio di sostenibilità integrata.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
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