© O+A Ori Arienti srl - Paesaggio e Architettura . Pubblicata il 29 Aprile 2009.
L’ipotesi di progetto nasce dall’identità del luogo che vede un paesaggio agrario caratterizzato dalla presenza di due cascine padane (la cascina Ritorto e la cascina Cà de Sopra), di un’attività estrattiva in corso (cava di sabbia) ed un rilevato inerbito destinato a discarica di rifiuti solidi urbani. Il luogo mantiene però, nonostante la sua evidente compromissione dovuta alla presenza di tali attività, un alto valore paesaggistico per l’omogeneità orizzontale del paesaggio e per la forte presenza del fiume Retorto e dell’omonima cascina, in particolare il suo barchessale, ben visibile da tutta l’area di intervento. Si ripropone attraverso una rivisitazione il barchessale esistente in termini contemporanei per la realizzazione di una infrastruttura tecnologica in continuità con il paesaggio, benché con un nuovo linguaggio. Tale approccio nasce dalla impossibilità di mascherare un rilevato inerbito nel piatto paesaggio padano. La creazione di una struttura alta e leggera, quale quella proposta, consente però un privilegiato rapporto visivo diretto con l’ambiente circostante; per questo i nuovi edifici risulteranno situati in un’area elevata e quindi panoramica, con grandi valenze paesaggistiche. Gli edifici, che riprendono le caratteristiche direzionali e l’impatto visivo del tetto inclinato del barchessale della cascina Retorto, ospitano tutte le attività didattiche per la divulgazione delle energie alternative e delle problematiche paesaggistiche. Il fabbricato adibito a Centro di educazione ambientale è collocato per primo sul percorso di visita. Potrà essere allestito con reception, sala museale per allestimenti vari, sala convegni ed incontri per proiezioni,servizi igienici per il pubblico e due locali tecnici, posti sui due estremi opposti del fabbricato e rivolti verso nord. L’edifico sarà interamente finestrato verso sud per un ulteriore affaccio sul paesaggio. Per ovviare al problema del forte irraggiamento solare nel periodo estivo si è prevista l’installazione, ai piede della piarda, di un traliccio di cavi in acciaio ancorati al fabbricato sui quali si potrà far salire una vite rampicante spogliante d’inverno. Il progetto prevede un’istallazione sulla copertura degli edifici di pannelli solari tipo Monocristallino con superficie disponibile di mq. 445 per un totale di 352 pannelli per ogni blocco, inclinati di 32,5°. L’energia pulita prodotta dall’impianto eviterà l’emissione di una quantità di CO2 nell’aria pari a 47˙733 kg/anno, a vantaggio della vivibilità del territorio. Durante la visita inoltre si potranno predisporre dei sistemi interni di parziale occultamento di alcuni pannelli solari, 4 o 6 della stessa stringa, per mostrare quanto possa influire l’ombreggiamento totale e verificare quanto cambi l’efficienza energetica del sistema. Tutta la strumentazione sarà visibile ai fruitori del Centro ed un pannello sinottico, opportunamente posizionato nella zona museale, consentirà di visualizzare e valutare lo stato di funzionamento e di produzione delle stringhe fotovoltaiche. L’intervento di riqualificazione complessiva dell’area prevede inoltre la sistemazione e la realizzazione di percorsi pedonali interni per l’accesso e la visita dei fruitori realizzati con materiali ecologici. Inoltre è previsto ad ovest dell’area un ingresso a norma per portatori di handicapp. L’ accessibilità, per tali fruitori, alla parte più alta della ex discarica è consentito attraverso istallazione di una pedana elevatrice protetta collegata orizzontalmente ad un tapis roulant, che riprende le morfologie ed il disegno dei nastri trasportatori della vicina cava di sabbia.
© O+A Ori Arienti srl - Paesaggio e Architettura . Pubblicata il 29 Aprile 2009.
Sul terrapieno, punto panoramico, si realizzerà una piattaforma, che sarà il punto di raccolta per i fruitori ed il luogo in cui si potrà soffermarsi per l’osservazione del paesaggio circostante. La piazza, situata fisicamente e simbolicamente al culmine del percorso conoscitivo, iniziato nella stazione dell’ Ecomuseo con la descrizione e la vista dell’impianto, si configura come un osservatorio privilegiato sul paesaggio circostante. Da li con l’ausilio di appositi supporti didattici, i visitatori potranno godere della vista sul paesaggio padano in un percorso di progressiva sensibilizzazione e di avvicinamento alla natura e alle problematiche di trasformazione del paesaggio padano. Il percorso permetterà di conoscere la natura riflettendo sull’ambiente e sullo sviluppo sostenibile, ragionando sulle fonti energetiche e sul rapporto tra città e campagna, energia ed ambiente. Anche il sistema illuminante, lungo tutto il percorso di accesso alla piazza sovrastante, potrà essere integrato e rispondente ai principi del risparmio energetico con un sistema a luci led a basso consumo, orientata verso il basso e coperte nella parte superiore,per evitare incrementi dell’inquinamento luminoso. Per quanto riguarda la sistemazione ambientale dell’area, essendo la discarica connotata da una forte artificialità, si è deciso di esaltare questo suo carattere, evitando una rinaturalizzazione dell’area forzata e fuori luogo. Si prevede la realizzazione di un filare arboreo con essenze autoctone, Populus nigra italica, collocato lungo la strada di accesso alla discarica e alla cava.
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