© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
L’intervento riguarda la ricostruzione di una piccola scuola per la frazione montana di Casenove nel Comune di Foligno, colpita dal terremoto del 1997. La morfologia del terreno, posto lungo la linea di demarcazione tra la montagna e la valle disegnata dai meandri del torrente Menotre, ha suggerito l’articolazione dell’intervento in due episodi architettonici: il primo si sviluppa su due livelli e contiene i servizi e le aule comuni della scuola materna; mentre il secondo si estende su un unico piano e accoglie gli spazi della scuola elementare. I due elementi sono connessi da un corpo di fabbrica, coperto da una semivolta, che funge da ingresso e atrio; questo è assestato su una quota intermedia, sfalsata di mezzo piano rispetto ai due livelli della scuola materna e in quota con la scuola elementare. Nell’atrio confluiscono tutti i percorsi di distribuzione verticale e orizzontale della struttura: le rampe per disabili, le scale, il corridoio delle aule, gli accessi verso il giardino. Le rampe e le scale superano un dislivello di circa un metro e mezzo per accedere ai piani inferiore e superiore. Al piano inferiore della scuola materna sono situate la cucina con i relativi servizi, la sala mensa e l’aula polifunzionale. Al piano superiore è collocata l’aula materna con le stanze dell’assistente e i servizi. Alla quota dell’ingresso sono disposte le aule della scuola elementare, che godono dell’esposizione ottimale est-ovest. Una cura particolare è stata rivolta al progetto degli interni per ottenere elevati standard di comfort ambientale, adeguati a favorire le attività dei bambini. Le coperture delle aule sono studiate per assicurare le migliori condizioni di luminosità e soleggiamento: il tetto inclinato della materna ha una finestra sulla sommità; mentre il blocco delle elementari, coperto da un solaio a semivolta, presenta un serramento a nastro posizionato in alto, che fa da riscontro all’ampia finestratura schermata del fronte principale. Gli scolari sono in continuo contatto visivo con il verde esterno e la fonte luminosa naturale, in modo da trarne sollecitazioni e stimoli positivi. Lo studio delle migliori condizioni ambientali interne è completato dal progetto cromatico degli spazi comuni e, in particolare, dell’atrio d’ingresso, dove i colori primari delle pareti sono esaltati dalla luce che entra dall’alto attraverso le ampie vetrate, ricavate nella struttura reticolare della copertura metallica a semivolta. Seppure di dimensioni contenute, l’intervento si presenta come un complesso architettonico molto movimentato e, al tempo stesso, equilibrato nella composizione dei piani, dei volumi e delle superfici; nella selezione dei materiali e delle tecniche costruttive; nell’accostamento dei colori e delle finiture. Di particolare interesse risulta la soluzione adottata nelle murature in laterizio a vista dello sperone inclinato del corpo centrale, per realizzare le quali i mattoni sono stati sagomati in opera mediante la definizione progettuale di un abaco dei tagli; questo ha guidato l’esecuzione di un modulo di facciata, ripetuto quattro volte oltre lo zoccolo, dove, in una fitta trama di chiaroscuro, le due anime del mattone si incastrano.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Paolo Luccioni . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Paolo Luccioni . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Paolo Luccioni . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Paolo Luccioni . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
© Moreno Maggi . Pubblicata il 05 Maggio 2009.
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