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Iseo (BS), Italia

Concorso di idee per la progettazione di una nuova casa di riposo (R.S.A.) adiacente ed integrata con la R.S.A. esistente a Iseo TERZO CLASSIFICATO

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Rendering di progetto

PREMESSA

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Planimetria di progetto

Il concorso di idee bandito dalla Fondazione F.lli Guerini Onlus, d’intesa con il Comune di Iseo e con la Fondazione Don Ambrogio Cacciamatta Onlus, ha come intento la progettazione di un edificio in “aggiunta” alla struttura esistente che vada ad ampliare ed integrare quanto già presente e funzionante. Si tratta cioè di proporre un ampliamento che porti la capacità ricettiva della struttura a 100 posti letto accreditati. Attualmente il complesso ospita 60 utenti, si tratta quindi di creare 2 nuovi nuclei da 20 posti ciascuno e costituire una nuova struttura unitaria ed integrata capace di soddisfare gli standard funzionali posti dalla legislazione nazionale e regionale e necessari al funzionamento nel suo complesso, sulla base della nuova capacità ricettiva complessiva. Per raggiungere il suddetto obiettivo il bando concede la possibilità di razionalizzare e modificare gli spazi esistenti per integrare i nuovi posti letto alla struttura nel suo complesso. Il bando di concorso aggiunge inoltre alcune indicazioni performanti da tenere in considerazione nella progettazione: - il corpo di fabbrica in ampliamento dell’esistente dovrà essere organizzato su due piani, disposto lungo la via per Rovato, entro alcuni subalterni catastali specifici; - viene consentito l’adeguamento funzionale della struttura esistente ed è consentita la parziale sopraelevazione del corpo di fabbrica esistente. - devono venir rispettati gli elementi normativi del PRG ovvero: - altezza massima 10,50 ml. (max 3 piani fuori terra) - distanza minima dai confini ≥5,00ml - distanza dagli edifici ≥10,00ml Secondo quanto fin qui detto l’impianto generale del nuovo edificio è, in linea di massima, già definito a priori; l’idea progettuale da proporre dovrà quindi puntare su soluzioni morfologiche, impiantistiche, tecnologiche e costruttive innovative oltre a tenere in considerazione e rispettare la corretta organizzazione funzionale e la verifica degli standard normativi. La proposta da noi presentata consiste in un corpo di fabbrica con caratteristiche morfologiche ben definite che, pur riconoscendosi come corpo aggiunto, ben si integra e si rapporta con l’intorno ed ospita i due nuovi nuclei da 20 posti letto, ciascuno comprensivo dei necessari locali e servizi. L’intervento sull’esistente è, come descritto di seguito, veramente esiguo, quasi inesistente e, elemento fondamentale per una struttura che non può interrompere la sua attività, la realizzazione del nuovo non interferisce per nulla con quanto si svolge nel complesso esistente. Il nostro obbiettivo è stato quello di creare l’ampliamento con una struttura snella e poco costosa dal punto di vista costruttivo, bella e facilmente realizzabile senza creare disagi agli ospiti presenti, nonché consentire i lavori in modo veloce e in poco tempo, senza interrompere nessuna tipo di attività. Il progetto persegue proprio questo spirito in tutti i suoi aspetti: dal costruttivo al funzionale, dal distributivo al manutentivo, al logisticoL’aspetto urbanistico e territoriale è già deciso dalla posizione dell’attuale casa di riposo. Il progetto può solo regolare e mettere in evidenza o mascherare impostazioni già attribuite ovvero: - creare l’opportunità di identificare la struttura dandogli una oggettiva identità; - permettere a chiunque, dall’esterno, di riconoscerla facilmente, dandogli forza e carattere. - Il progetto propone i due nuove nuclei in un edificio che costituisce la quinta di facciata alla casa di riposo in modo da dare identità complessiva a tutta la struttura; - Il fronte del nuovo fabbricato si trova a cinque metri dal grande marciapiede lungo la via per Rovato e, con la forma di un parallelepipedo, segue tutta la via; l’edificio è caratterizzato da punti focali che si sono creati dalle vetrate colorate: soggiorni comuni di nucleo e spazi di servizio/controllo, che riprendono le gradazioni cromatiche dei pilotis del portico.

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Pianta piano terra

LO STATO DI FATTO

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Pianta piano primo

La Residenza Sanitaria Assistenziale esistente, di proprietà della “Fondazione Don Ambrogio Cacciamatta ONLUS”, è collocata in un grande lotto rettangolare allungato su cui insiste l’edificio con il prospetto principale e l’ingresso su Via per Rovato. L’edificio è realizzato su due piani fuori terra, di forma simmetrica e caratterizzato da un corpo centrale e da due ali, alle estremità delle quali sono realizzati dei corpi di fabbrica minori, dove sono collocati dei locali di servizio e tecnologici. L’ingresso generale alla struttura è al piano terra del corpo centrale, prospiciente via per Rovato. Le funzioni sui due piani sono così suddivise: al Piano Terra, all’interno del corpo centrale, sono collocati oltre all’ingresso, sale e soggiorni polivalenti, uffici e servizi amministrativi. Nell’ala ovest si trovano, oltre ad una sala pranzo comune, la cucina generale completa di servizi e spogliatoi per il personale, l’area destinata ai servizi mortuari, depositi e magazzini, un ambulatorio e i servizi. L’appendice dell’ala ovest ospita servizi tecnologici e depositi. L’ala est è occupata da un nucleo di degenza per 20 posti letto completo dei suoi servizi. L’appendice dell’ala est ospita la lavanderia generale, il box veicoli della Croce Rossa oltre a spazi accessori.al Piano Primo, all’interno del corpo centrale, è collocata la cappella con spazi accessori, oltre alla palestra riabilitativa con locali annessi, l’ambulatorio medico e un terrazzo che si affaccia su via per Rovato. Sia l’ala est che l’ala ovest sono occupate da un nucleo di degenza per 20 posti letto ciascuna completa dei loro servizi. L’appendice dell’ala est ospita spazi per uffici ed archivi, mentre quella ad ovest è occupata da depositi.

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Sezioni e prospetti

ASPETTI DISTRIBUTIVI, ORGANIZZATIVI E FUNZIONALI DI PROGETTO

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Piante: individuazione delle destinazioni d'uso

Occorre innanzitutto premettere oltre che mettere in evidenza che il nostro progetto non interviene sulla struttura esistente tranne che: -per adeguare la cucina ai requisiti dimensionali dovuti alla maggior capacità ricettiva; - per sistemare l’ingresso in modo da riordinare i vari nuclei e poter, se necessario, controllare e gestire indipendentemente il nuovo nucleo da quelli già presenti. La scelta di intervenire in maniera così esigua sull’esistente è il frutto di uno studio e di un’analisi dello stesso che ha mostrato che la struttura, così come si presenta, possiede già caratteristiche adeguate oltre che spazi complementari e di servizio collettivo sufficienti per poter supportare l’aumento di utenti; si è quindi provveduto ad intervenire solo dove necessario e creare, con il nuovo, una struttura integrata, organizzata e funzionale. La posposta progettuale è caratterizzata da un corpo di fabbrica a due piani, il cui fronte verso nord è arretrato di cinque metri dalla recinzione esistente lungo la via per Rovato, mentre il prospetto sud, che non si collega direttamente con l’esistente, dista, dalla parete finestrata dello stesso, almeno dieci metri. In realtà, in termini funzionali, viene proposto un solo piano “utile” del nuovo edificio: il primo piano; il piano terra del nuovo corpo di fabbrica è invece occupato da un ampio porticato. Tale scelta è stata fatta per un duplice motivo, proteggere le camere dalla rumorosità derivata dalla vicinanza della strada e del passaggio l’interno della recinzione del complesso; dall’altro perché si voleva creare una zona esterna coperta e attrezzata capace di diventare luogo coperto e “protetto” di socializzazione. Dall’analisi della struttura nel suo complesso, capace di ospitare 100 posti letto, si è constatato che con la collocazione e l’articolazione del nuovo corpo proposto potesse essere tale per agire in maniera quasi nulla sull’esistente. A piano terra, oltre al grande porticato di cui si è detto sopra, viene ampliato in modo esiguo l’ingresso, che viene proiettato con hall, portineria e centralino, verso la “galleria colonnata”; all’interno del grandissimo spazio dell’attuale ingresso viene posizionato un corpo scale ed ascensore che collega con il primo piano servendo sia i due nuovi nuclei che il resto delle funzioni già presenti al piano superiore. Lo spazio intorno al corpo scale ed ascensore, adeguatamente attrezzato, diventa soggiorno e luogo di socializzazione sia tra gli ospiti della struttura che tra gli stessi ed i visitatori esterni. Altra piccola “modifica” all’esistente, attuata al piano terra, è l’ampliamento della cucina con l’aggiunta di un locale verso il porticato; tale operazione risulta necessaria per adeguare dimensionalmente agli standard previsti nella normativa vigente riferita alla ristorazione ospedaliera ( Regione Lombardia – D.D.U.O. 11 luglio 2001 n.16901) la struttura ampliata a 100 posti letto. Come si evince dallo schema planimetrico sotto riportato le modifiche all’esistente sono esigue. Il piano primo, oltre al nuovo corpo rettangolare sopra i “pilotis” del portico, si sviluppa occupando il terrazzo esistente con un corpo di fabbrica contenente alcune destinazioni per la vita collettiva: pranzo, tisaneria, ambulatorio e medicheria, palestrina di piano, locale per attività occupazionali…; la cappella, che costituisce il punto d’innesto tra vecchio e nuovo, viene integralmente mantenuta, viene però circondata, su tre lati, da “giardini d’inverno” che oltre a offrire una piacevole visuale dall’interno, consentono di illuminare con luce naturale i nuovi locali posti in posizione baricentrica nel nucleo centrale. Il nuovo corpo rettangolare, parallelo alla via per Rovato, accoglie, in ognuna delle sue due ali, un nucleo per 20 posti letto completi dei loro servizi, dimensionati ed organizzati secondo quanto previsto nella vigente normativa. I nuclei sono organizzati in modo di poter usufruire dei servizi collettivi posti nel blocco centrale, ma posseggono anche, a metà del corridoio di distribuzione delle camere, oltre al bagno assistito, un locale soggiorno. La scelta di collocare tali spazi a metà del corridoio del nucleo ha l’intenzione di renderli maggiormente accessibili agli ospiti con maggiori difficoltà motorie consentendo, anche a questi utenti, di fruire di alcuni spazi di socializzazione della struttura. Sempre in posizione baricentrica rispetto al nucleo e accessibile direttamente dal corridoio troviamo i locali di servizio ovvero, oltre al bagno assistito, il deposito biancheria sporca, il lavapadelle…; la biancheria pulita, come consentito dalla vigente normativa, viene prevista in appositi armadi distribuiti lungo il corridoio distributivo di ciascun nucleo. Agli estremi dei due corridoi si trova l’accesso alle scale di sicurezza esterne. Nell’”ala nuova”, al centro, in corrispondenza del nuovo blocco scale –ascensore, trova spazio anche il locale di servizio e di controllo e i locali di servizio per il personale. I percorsi verticali sono garantiti, oltre che dai blocchi scale ed che, anche grazie alla sua posizione, consente l’accesso diretto al piano superiore della struttura e consente di essere funzionale sia a tutto il complesso che ai soli nuclei esistenti, a seconda di come si decida di organizzare i flussi all’interno.

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Rendering: vista dalla via per Rovato

ASPETTI COSTRUTTIVI, MORFOLOGICI ED ESTETICI DI PROGETTO

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Rendering: vista di parte del nuovo corpo in ampliamento

Dal punto di vista costruttivo la scelta progettuale è stata impostata su una maglia strutturale molto regolare e di semplice esecuzione. L’ampliamento è stato pensato su due livelli in modo da formare il fronte complessivo, la “nuova” facciata della casa di riposo nel suo complesso. Il piano terra è immaginato come grande portico su pilotis progettati come strutture ricorrenti e non verticali a ricordo dei pali infissi nel lago per la formazione dei pontili o a memoria dei canneti. La pilastratura e tutte le parti sia metalliche che vetrate seguono una colorazione studiata mediante la teoria del colore che qui si identifica come scienza dialettica dei cromatismi sull’edificio; essa riprende le gradazioni dell’iride dal rosso al blu, dal fuoco all’acqua. Il progetto attribuisce una particolare attenzione alle colorazioni sia all’interno che all’esterno della struttura; numerosi studi specialistici effettuati sui cromatismi e sui loro effetti sulle persone in particolare sugli anziani, hanno dimostrato che i colori sono terapeutici per gli ospiti e gli esperti invitano quindi ad adottarli . Un grande portico consente di ottenere un valido spazio coperto e riparato sia dagli agenti atmosferici che da eventuali pericoli della strada dove gli ospiti che possono essere accompagnati e quindi portati “fuori dalla struttura “ possano godere degli spazi esterni. I corpi che collegano l’esistente con il nuovo corpo in ampliamento creano poi delle “corti interne” attrezzate a giardino che sono collegate al portico creando così delle aree esterne fruibili dagli ospiti. Il piano superiore, quello di calpestio del piano primo e il solaio di copertura poggia su una struttura semplice e facilmente realizzabile con elementi prefabbricati; la suddetta definizione strutturale consente di non avere pilastri all’interno del piano utile e di distribuire gli spazi ed i locali dei nuovi nuclei e di servizio alla struttura, nel suo complesso, in modo semplice e tale che, quanto progettato consenta di avere tutti gli spazi necessari e rispondenti alla vigente normativa; gli spazi di connessione e delle attività sono stati pensati, invece, sopra l’attuale ingresso in modo da renderli utilizzabili anche da parte del resto della struttura. Al primo piano si accede o dai collegamenti verticali esistenti, che sono stati interconnessi all’ampliamento senza manomissioni o rettifiche, o dal nuovo collegamento autonomo, un blocco scale ed ascensore, direttamente collegato all’ingresso. Per garantire le vie di fuga vengono inserite quattro scale in ferro, due agli estremi del nuovo edificio in ampliamento, mascherate da quinte colorate in cemento armato, due a metà dei corridoi di ciascun nuovo nucleo che “scendono” nelle nuove corti interne sopra citate. La disposizione del nuovo corpo in ampliamento era abbastanza vincolato, come detto in premessa dalle preesistenze, dalle dimensioni e dalle parti libere del lotto, questo implicava che la facciata principale rimanesse rivolta a nord ovest; per migliorare il gradiente ambientale delle camere di degenza dei nuovi nuclei si è quindi adottata la scelta di dare alle murature di tamponamento della facciata un andamento “seghettato” consentendo così un orientamento più verso ovest aumentando il gradiente ambientale dei locali e consentendo di godere dei raggi del sole. Tale orientamento verso nord-ovest facilita pertanto il gradiente termico e ambientale delle camere; il posizionamento al primo piano permette inoltre di godere di una vista migliore rispetto al piano terra, dando un ulteriore stimolo agli ospiti che possono così vedere il movimento delle persone sulla via sottostante. Le facciate sono tutte rivestite da elementi che sembrano mascherare quello che c’è dietro, ma che in realtà, oltre a dare carattere e contraddistinguere la struttura nuova, hanno anche e soprattutto una funzione legata a migliorare e curare il benessere ambientale dell’edificio. Il “frangisole” in doghe di legno di cedro canadese, la rete microforata colorata, hanno una funzione di filtro per la temperatura della facciata e quindi dei locali che si trovano dietro questo, arricchito dalla vegetazione e dai rampicanti posizionati nell’”intercapedine” tra facciata e mascheramento, consente di ottenere una parete ventilata naturale ricca e rigogliosa in estate che impedisce quindi al calore del sole di “entrare”; la perdita delle foglie durante l’inverno consente ai raggi del sole di riscaldare e igienizzare le pareti. Tutta la copertura del nuovo edificio sarà a verde; viene prevista la realizzazione di un tetto idroponico che consente di utilizzare la vegetazione come elemento termoregolatore dell’involucro edilizio. L’utilizzo di tale sistema di copertura porta dei vantaggi, tra i quali: la protezione dell’isolamento dalle sollecitazioni termiche e meccaniche, il prolungamento della durata dell’intera struttura del tetto, l’acqua piovana che viene ricondotta al suo ciclo naturale, l’aria che viene filtrata e i rumori attutiti, tutto questo migliora la qualità abitativa e non ultimo favorisce il risparmio energetico. Sullo stesso vengono posti pannelli fotovoltaici e solari termici per la produzione di acqua calda. Altri elementi verdi vengono aggiunti in copertura, in corrispondenza del corpo centrale vengono infatti previsti dei “pozzi verdi” che, oltre a consentire di dare luce naturale ai locali che altrimenti rimarrebbero ciechi, permettono agli ospiti di godere dall’interno e per tutto l’anno una visione esterna con un effetto ed un aspetto naturalistico sicuramente interessante.

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Rendering: vista di una delle corti verdi dai locali interni

ASPETTI INNOVATIVI, TECNOLOGICI ED ECOSOSTENIBILI DEL PROGETTO

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Rendering di progetto: vista del portico

Tutto il progetto dell’ampliamento della R.S.A. è ispirato ed ha la finalità di ottenere un edificio innovativo, tecnologico e sostenibile; se il discorso è completamente valido per le parti in aggiunta, per quanto riguarda l’esistente, lo stesso, può essere fatto eventualmente con un impegno economico non relativamente consistente, previa verifica ed analisi dettagliata dello stato di fatto. Sulla base dei principi fondamentali di un’architettura sostenibile sono state fatte le scelte impiantistiche, strutturali e di finitura volte a: - la valorizzazione delle determinanti bioclimatiche; - l’uso di prodotti caratterizzati da un ciclo di vita il più possibile chiuso, e quindi facilmente riciclabili; - l’uso di materiali non nocivi e inquinanti in tutte le loro fasi di vita: di produzione, utilizzo e dismissione e che provochino il minimo impatto ambientale nell’intero ciclo di vita suddetto; - l’utilizzo di prodotti derivanti da materie prime rinnovabili o riciclate; - l’uso di materiali certificati (EMAS e ISO 14000); - l’impiego di sistemi di ventilazione e di areazione naturale; - il massimo utilizzo di sistemi di illuminazione naturale; - la corretta organizzazione fisico spaziale delle funzioni; - l’uso di energia ricavata da fonti di energia rinnovabili; - un consumo di risorse il più basso possibile sfruttando il riscaldamento passivo del sole e utilizzando fonti e sistemi di riscaldamento ad alto rendimento e con il minor impatto ambientale.

Il concetto di ecosostenibilità, che generalmente abbiamo in mente e che siamo abituati a considerare riguarda esclusivamente gli impianti che sprecano energia; oggigiorno si parla sempre di più di impiantistica innovativa che provvede a non utilizzare combustibile fossile per il funzionamento e quindi riesce a contenere il consumo per il riscaldamento e per il raffrescamento o per la produzione di energia elettrica; questi argomenti sono ormai conosciuti, e, anche il nostro progetto ne ha fatto tesoro con impianti ad impatto zero ed emissioni contenute oltre che con l’utilizzo di fonti rinnovabili quali l’acqua o il sole. L’ecosostenibilità e il risparmio energetico di un edificio si ottengono non solo con l’impiego delle tecnologie impiantistiche innovative e l’impiego di fonti rinnovabili, ma anche con materiali e tecnologie costruttive che favoriscano l’isolamento termico e siano materiali ecologici nel concetto più nuovo del termine ove per materiale ecologico si intende quello che per il miglior costo energetico in tutto il ciclo della sua vita, per lo specifico progetto risulta più conveniente in termini di beneficio energetico. Un materiale è quindi tanto più ecologico quanto meno sono il dispendio di energia e la produzione di rifiuti necessari per estrarre materia prima, trasformarla per realizzarla, utilizzarla, mantenerlo nel tempo ed infine dismetterla. Il nostro progetto ha voluto tenere in considerazione tutti i concetti di ecosostenibilità sopra descritti. Dal punto di vista edilizio si è voluto applicare tutti quegli accorgimenti che servono per favorire e migliorare le condizioni ambientale del buon vivere. Il progetto dell’ampliamento della RSA di Iseo pone una particolare attenzione ad ottimizzare la qualità energetico ambientale dell’edificio in termini di riduzione del consumo di risorse, di minimizzazione dei carichi ambientali, delle emissioni nocive e di qualità degli ambienti indoor. Questo obiettivo viene raggiunto applicando adeguate strategie progettuali che mirano ad integrare l’edificio nel suo contesto ambientale e a ottimizzare lo sfruttamento delle risorse rinnovabili. Di seguito sono indicate alcune delle principali strategie progettuali che si intendono perseguire. Risparmio delle risorse – energia Isolamento termico Al fine di minimizzare i consumi energetici per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo degli ambienti interni, l’involucro edilizio è caratterizzato da un elevato livello di isolamento termico. Particolare attenzione è posta, ad esempio, alla prestazione delle superfici trasparenti che consentiranno contemporaneamente un’ottimale penetrazione in ambiente della radiazione solare in inverno e il contenimento delle dispersioni termiche. Le superfici vetrate saranno infatti costituite da un vetro doppio a isolamento termico rinforzato, composto da una lastra chiara e da una basso emissiva. Quest’ultima è realizzata mediante polverizzazione di ossidi metallici sulla superficie che risulta quindi in grado in riflettere la radiazione infrarossa. La dispersione termica attraverso una vetrata che utilizza un vetro basso emissivo è sensibilmente ridotta rispetto a un normale vetro camera. Inoltre viene migliorato notevolmente il comfort termico indoor in quanto si riduce l’effetto “parete fredda” e i rischi di formazione di condensa. Illuminazione naturale Le superfici vetrate basso emissive che costituiscono le superfici trasparenti consentono di limitare le dispersioni di calore verso l’ambiente esterno e di mantenere comunque un’adeguata trasmissione del flusso luminoso. Viene infatti mantenuto generalmente un valore del fattore medio di luce diurna superiore al 2%, consentendo una riduzione dei consumi di energia elettrica per l’impiego di illuminazione artificiale. Illuminazione ad alta efficienza Ove possibile saranno impiegati corpi illuminanti ad elevata efficienza energetica che impiegano lampade fluorescenti compatte. Queste lampade hanno un’efficienza luminosa di 40 – 60 lumen/watt e consentono di ridurre di circa il 70% i consumi di energia elettrica che siavrebbero a parità di flusso luminoso impiegando normali lampadine ad incandescenza. Schermature solari Il carico termico dovuto all’irraggiamento solare nel periodo estivo sarà minimizzato grazie all’impiego di opportune schermature esterne. Queste ultime saranno dimensionate in modo da consentire l’ingresso della radiazione termica nel periodo invernale. Produzione acqua calda sanitaria E’ prevista la realizzazione di un impianto di collettori solari connessa attraverso un circuito ad un serbatoio di accumulo. Mentre in estate l’impianto solare può arrivare a coprire buona parte del fabbisogno di energia per il riscaldamento dell’acqua sanitaria in inverno e nei giorni con scarsa insolazione può servire per il preriscaldamento dell’acqua Pompe di calore geotermiche Il riscaldamento e raffrescamento dell’edificio sarà ottenuto, con l’utilizzo di pompe di calore geotermiche. La struttura avrà un impianto di riscaldamento a pavimento, un impianto geotermico economico a basso impatto energetico. Pannelli fotovoltaici Sulla copertura, sono stati posizionati dei pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Risparmio delle risorse – acqua Recupero dell’acqua piovana Il recupero dell’acqua piovana dalle coperture dell’edificio consentirà la copertura di una parte del fabbisogno annuo di acqua non potabile, tramite l’installazione di una adeguata cisterna. L’acqua raccolta può venir impiegata per l’irrigazione delle aree verdi oltre che per gli scarichi sanitari L’esposizione; Come detto sopra il posizionamento dell’edificio in ampliamento è vincolato e non ha consentito una libera scelta, si è comunque cercato di porre attenzione alla esposizione dei locali e delle pareti vetrate rispetto a quelle cieche per favorire il giusto gradiente di illuminazione naturale e di confort ambientale interno ai locali secondo un flusso della ventilazione naturale determinata per mezzo di aperture che consentono il riciclo dell’aria in modo naturale e che possono favorire la ventilazione dell’aria fresca dal basso verso l’alto.

CONFORMITANORMATIVA DELL’AMPLIAMENTO E DELL’INSIEME DEL COMPLESSO

Nello schema che segue viene raffrontato quanto previsto dal dall’allegato A della D.G.R. 14 Dicembre 2001 – n. 7/7435 e s.m.i. con quanto presente nella struttura ampliata per ospitare 100 posti letto ed essere rispondente a quanto attualmente previsto dalla normativa in materia. Lo scopo è quello di dimostrare che la struttura nel suo insieme, ovvero dopo l’ampliamento, con capacità ricettiva di 100 posti letto è verificata rispetto alla normativa. VERIFICA DELLA RISPONDENZA DELLA RSA DI ISEO per complessivi 100 posti letto – AI REQUISITI RICHIESTI DALL’ALLEGATO A della D.G.R. 14 Dicembre 2001 – n. 7/7435 e s.m.i. Attuazione dell’art. 12, commi 3 e 4 della l.r. 11 luglio 1997, n. 31 “Requisiti per l’autorizzazione al funzionamento e per l’accreditamento delle Residenze Sanitario Assistenziali per anziani (R.S.A.)”per quanto attiene ai punti: ALLEGATO A

CONCLUSIONI

Alla luce di quanto detto sopra si può sinteticamente concludere che: 1. la realizzazione della struttura in ampliamento è molto semplice e molto veloce perché quasi integralmente prefabbricata; 2. I costi strutturali sono limitati e possono quindi essere impiegate risorse capaci di migliorare gli impianti, le finiture e le attrezzature specialistiche ( luci, aromaterapia, controllo delle camere con telecamere, controllo dell’edifcio…) 3 la manutenzione proprio per le caratteristiche proprie della struttura è limitata con conseguente contenimento dei costi nel 4 la realizzazione dell’ampliamento è completamente indipendente dalla casa di riposo esistente in quanto gli interventi sulle preesistenze sono limitatissimi; questo consente la costruzione senza minimamente interferire con le normali attività che si svolgono nell’attuale RSA con conseguenti minimi disagi agli ospiti e il normale proseguo della quotidianità nella casa di riposo; 5 l’idea proposta si inserisce all’interno del contesto con elementi e richiami che confermano e valorizzano l’identità del luogo; 6 l’intervento proposto anche se limitato per la maggior parte all’ampliamento costituisce un segno capace di dare carattere e riidentificare l’intera struttura

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